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TEC
Acronimo
Non Disponibile
Partita Iva
06292930721
Codice ATECO
25.62.00
FABBRICAZIONE DI PRODOTTI IN METALLO (ESCLUSI MACCHINARI E ATTREZZATURE)
Data di costituzione
Non Disponibile
Descrizione sintetica dell'oggetto sociale
Non Disponibile
L'Unità d'Italia Dall'Unità d'Italia si apre una stagione di ricerca architettonica tesa all'individuazione di uno "stile nazionale" che incarni anche nell'architettura l'unificazione politica. Il gusto eclettico di moda all'epoca nelle accademie di belle arti consente l'importazione degli stilemi e della sintassi delle architetture del passato ad accreditare la monumentalità della nuova edilizia pubblica. Soprattutto nella capitale si svolge un fortissimo rinnovamento del concetto di architettura, ma anche di città con trasformazioni urbanistiche spesso evidenti che caratterizzeranno indelebilmente quest'epoca. Il primo Novecento Nell'arco dei primi anni del Novecento si assiste ad una forte ricerca di innovazione del linguaggio architettonico che, con Gustavo Giovannoni, si estende all'attenzione per il valore simbolico e sociale della città e per la preservazione dell'antico. Di contro, tuttavia, l'affermarsi dello "stile nazionale" e dell'esigenza di retorica di forti frange della critica e della politica confinano le libertà espressive entro i canoni della "nazionalità" separando il processo di sviluppo dell'architettura italiana dal quadro internazionale, che nel frattempo sviluppa le nuove forme della secessione viennese e del liberty. L'architettura del Fascismo Il dibattito architettonico negli anni del Fascismo si divide tra il "Movimento moderno" e le nuove istanze razionaliste derivanti dallo "stile internazionale". Gli architetti italiani cercano una sintesi tra l'architettura della propaganda, estesa alla trasformazione urbana e al rinnovamento fino all'edificazione di nuove "metafisiche" città di fondazione, e l'architettura delle nuove tendenze internazionali di stampo funzionalista e razionale. Il dopoguerra e la ricostruzione La ricostruzione postbellica incarna nel processo edilizio il sentimento di rinascita dall'umiliazione e dall'indigenza della guerra, spostando l'attenzione verso l'architettura sociale destinata alla fruizione pubblica, alla residenza popolare, all'emersione delle aree depresse. La sperimentazione architettonica si lega alle tecnologie per qualificare tecnicamente ed esteticamente l'edilizia minore. La scuola di architettura si rinnova accogliendo i professionisti di maggior rilievo nei corsi di composizione e riaprendosi al dibattito internazionale. Gli anni del "boom economico" La ripresa economica degli anni Cinquanta e Sessanta unita all'innovazione delle tecniche e dei materiali portò forse ad un disorientamento della vecchia scuola di architettura con un conseguente sbandamento delle nuove generazioni alla ricerca di un perduto linguaggio da reinventare. Si assiste pertanto ad approfondimenti riflessivi sull'uso dei materiali e sul rapporto tra questi e la forma dell'architettura e come ciò si traduca nella percezione da parte dell'osservatore, fino ad arrivare a integrare l'operazione progettuale con la partecipazione dei fruitori nelle esperienze di Samonà e De Carlo. La crisi d
A forecasting system has been implemented for operational forest fire hazard prediction over Apulia region (Italy) in the framework of an agreement between Geophysical Applications Processing (Polytechnic of Bari) and Apulia Region Civil Protection. The modelling chain, composed of a limited area model for weather forecasting and a model based on Fire Weather Index, has been executed during the whole summer season June-September 2009 and validated by comparison with available meteorological observations and fire occurrence data. In this paper the validation results of weather forecasting module are presented. Atmospheric fields prediction has been performed by the Regional Atmospheric Modeling System (RAMS), in a two nested grids configuration with the inner grid resolution at 4km. The atmospheric boundary and initial conditions were obtained from GFS data available every 6h with 0.5° resolution. Vertical discretization consisted of a 30-level stretched vertical coordinate with a 50m spacing near the surface increasing gradually up to 1200m near the model top at 19000m. The Kuo convective parameterization scheme has been activated on both grids and the full package for microphysics has been used with a single-moment bulk scheme. In the present work the validation of precipitation and temperature forecast fields is discussed. The validation criteria were based on the comparison with rain gauges and thermometer observations: in both cases measurements from regional Civil Protection thermo-pluviometric monitoring network have been employed. The tests conducted show a generally satisfactory RAMS model performance and forecast values in a good agreement with ground measurements. Currently, there is a sperimentation (in the context of recent research projects funded by Italian Space Agency) of further applications of the model with reference to atmospheric correction estimation in the development of advanced processing techniques for focusing of COSMO-SkyMed data and interferometric DEM generation.
Gia dai primi dell’XI secolo è attestata a Joha, l’odierna Gioia del Colle, la presenza di una struttura fortificata bizantina a difesa dell’importante direttrice viaria che collega l’Adriatico allo Ionio. Gioia infatti si colloca esattamente a metà strada tra Bari e Taranto. Qualche notizia in più l’abbiamo per quanto riguarda il periodo normanno grazie ad un numero più cospicuo di documenti. Non è possibile stabilire se in effetti i normanni provvidero a rinforzare le strutture preesistenti, realizzate dai bizantini, o non piuttosto a edificare, ex novo, un castello di nuova fondazione. Nel 1222 è attestata la presenza di Federico II di ritorno da Brindisi per incontrare Giovanni di Brienne, padre di Jolanda sua futura sposa. Successivamente furono gli Angioini, e poi ancora gli Aragonesi, a operare sostanziali modifiche alle strutture del maniero soprattutto, a partire dal 1464, quando divenne dimora gentilizia degli Acquaviva prima, dei de Mari in seguito e per finire dei Caracciolo. Nonostante qualche intervento ad opera di questi ultimi, le condizioni generali si andarono fortemente degradando tra la fine dell’800 e i primi del ‘900. Molte nuove strutture furono addossate ai muri antichi andando a comprometterne la lettura e, soprattutto, l’integrità fino a quando, nel 1907 non vennero affidati all’architetto Angelo Pantaleo, Ispettore per Monumenti e Scavi della Provincia di Bari, i lavori di ripristino del castello. Si apre a questo punto una pagina di grande interesse per la storia del restauro in Puglia. Infatti il Pantaleo, suggestionato dalle teorie del ripristino in stile “reinventa” una immagine mai esistita del castello che si andrà però a radicare fortemente nell’immaginario collettivo. Nella primavera del 2014 è stato realizzato un completo rilievo del monumento in cui è stata posta grande attenzione alla lettura stratigrafica delle murature e a tutte quelle tracce e anomalie che potranno fornire un nuovo contributo per una rilettura critica dell’organismo architettonico. Attraverso l'utilizzo della cospiqua documentazione di scritti, foto e disegni lasciati dal Pantaleo è stato possibile realizzate anche ricostruzioni virtuali delle fasi precedenti ai restauri.
Along with increased market demands on nutritionally fortified foods, edible coatings and films containing high concentration of nutraceuticals would provide alternative ways to fortify foods that otherwise cannot be accomplished with common processing approaches. Moving from this background, the aim of the present research is to design and evaluate nanostructures containing vitamins capable to be incorporated inside food approved packaging materials for a better food storage. In fact, such modified plastics could be useful to prolong food shelf life. Vitamin C and E were selected to be nanoincorporated in chitosan nanoparticles and the resulting NPs were characterized in vitro concerning the main physicochemical properties. The film packaging improved with the nanostructures has been mechanical tested to traction in order to determine the value of the maximum tensile stress when the detachment of the nanostructures appears. Adherence tests of the film in contact with different elements (simulating the food) have been performed to better characterize the improved packaging and the limit stresses acceptable before it loses the increased storage capacities. The aim is to keep the quality and characteristics of the packed food unchanged for a period longer than usual without affecting the freshness and taste of the food.
Table grapes are food products of considerable commercial value for several countries (USA, Brazil, Italy, South Africa, China, Chile, India and Australia are the most important producers). In Europe, Italy ranks first place for table grape production with more than eight million tons per year (ISTAT, 2011). Recently, we developed an innovative analytical method for the characterization of various table grape cultivars. In our study, multivariate statistical analysis applied to 1H NMR data of table grapes, revealed that the inter-vineyard variability of the metabolic profile has a greater discriminating effect over the intra-vineyard one.1 This presentation deals with the effects of several agronomical practices on the metabolic profile of the table grapes during different production stages. The variation of the metabolic features of the grapes was followed by 1H NMR spectroscopy. Moreover, 1H NMR spectra of ripe table grapes were processed to be used as input for expert classification systems based on three different algorithms: J48, Random Forest and an Artificial Neural Network performed with the Error Back Propagation procedure. The performances of the three algorithms in the discrimination of grapes on the bases of some common features (variety, vintage, use of plant growth regulators, trunk girdling, vineyard location) will be shown. References: 1. V. Gallo, P. Mastrorilli, I. Cafagna, G. I. Nitti, M. Latronico, V. A. Romito, A. P. Minoja, C. Napoli, F. Longobardi, H. Schäfer, B. Schütz, M. Spraul, J. Agric. Food Chem. (2012), submitted.
Le Norme di CEM per la Suscettività prevedono valutazioni di tipo qualitativo. A fronte della opportunità di strumenti obiettivi risultano in letteratura lavori [1]-[2] che sperimentano l'uso del Test del Rapporto di Massima Verosomiglianza (GLRT) [3], esemplificandolo per disturbi condotti nei quali è misurabile un segnale periodico [4]; il risultato obiettivo è il superamento da parte della funzione T (obiettivo del test) della soglia fissata dalla percentuale ammissibile di giudizi erroneamente negativi, denominata Probabilità di falso Allarme. Questo lavoro indaga sulla applicabilità del GLRT a disturbi radiati con segnale monitorabile non periodico bensì continuo. Si considera un rilevatore di %ale di O2 irradiato nella banda 80-130 MHz con livelli di campo E pari a 5-10-15 V/m; il segnale misurabile è la intensità di corrente DC controllata dal sensore. I risultati delle misure, con PFA=0.05, indicano che la funzione T supera la soglia, in accordo a effettivi malfunzionamenti.
Per le applicazioni previste dalla Norma IEEE 802.15.3c sono auspicabili antenne ricoprenti l’intera banda 57-66 GHz. Il presente lavoro indaga sull’impiego di schiere di antenne stampate su dielettrici a singolo strato e a basso costo. Le fasi progettuali nella realizzazione di tale antenna sono: 1°individuazioni di singoli patch con larghezza di banda maggiore di 10 GHz; 2°) configurazione di schiere per ottenere i diagrammi di radiazione richiesti; 3°) configurazione delle reti di alimentazione e adattamento. Recentemente è apparso in letteratura un lavoro [4] nel quale la piena copertura in banda dei quattro canali prevosti dalla Norma citata, è realizzata da una schiera stampata alimentata da rete di linee co-planari, mentre per schiere stampate con linee a microstriscia , la copertura in banda si limita a due canali [5]. In questo lavoro si tenta l’estensione della copertura, con VSWR<2, all’intera banda tramite idonea progettazione della rete di alimentazione e adattamento.
AIMS The 3D model of the face, obtained with 3D photogrammetric method, make possible a qualitative and quantitative evaluation of surface characteristics of soft tissues for a particular application, such as three-dimensional analysis of the lower cheek and upper lip, and distribution soft tissue in relation to the characteristics of hard tissue (dental-alveolar structure). MATERIALS AND METHODS A female normo-facial subject, considered very attractive in a National Beauty Competition, has been subjected to clinical analysis of orofacial features and to a photogrammetric capture of the face . On the obtained 3D model was made (by a qualitative and quantitative computer-assisted analysis) a comparison between the variations in the distribution of the soft tissues of the lower cheek and upper lip of the two face sides, considering also the characteristics of its dental and alveolar structure. RESULTS AND CONCLUSIONS The color map analysis of the 3D digital model shows small differences between the left and the right side: the slight asymmetry observed is reflected in the dento-alveolar arch, due to the impacted permanent canine and the retention of the deciduos canine on the right side, resepct to the left side.
In the scientific literature, differences in driving behavior due to the presence of users familiar (or unfamiliar) with the road are considered in the Highway Capacity Manual (HCM) procedure used to evaluate the Level of Service for Freeways and Highways. However, the problem of the influence of memory on driver behavior, although considered, it is still largely unexplored. This paper reports the results of a test carried out on a two lane rural road in the District of Bari in Puglia Region (Italy) in order to test whether user familiarity with the road influences the average travel speed on this kind of road and to study how many times recreational users have to travel a road to become familiar with it and how the frequency of journeys influences the process. The study of human behavior related to user familiarity with a road should be deepened in order to better calculate the quality of circulation or Level Of Service (LOS) and better understand the relationships between accident rates, traffic flow and driver categories.
The poster illustrate a summary of the work conducted by the students of the Architectural Design Studio 2. The common subject is the construction of new urban poles in the suburbs of the cities of Palagianello and Castellaneta through the use of low-density traditional building types. The façade plays a key role as an element of the relation between the domestic space of the house and the public space of the city.
L'articolo descrive un banco di prova automatico progettato e realizzato con lo scopo di caratterizzare, in modo semplice e ripeti bile, il comportamento degli elastici IJtilizzati nei fucili per lo pesca subacquea. Questi elastici, una volta allungati, grazie alla loro notevole capacità di contrarsi rapidamente, vengono adottati come propulsori del dardo di questi specifici attrezzi da pesco. Il sistemo realizzato consente lo valutazione del loro comportamento rìcavandone la curvo sforzo-deformazione (o-e) 01 variare di alcuni parametri significativi quali l'elongazione percentuale e il tempo trascorso fra lo fase di allungamento e il successivo scarico a cui il provino è sottoposto.
In questo articolo è illustrato un nuovo metodo per la stima del contenuto spettrale di segnali affetti da fluttuazioni di ampiezza e frequenza. Il metodo permette di analizzare i segnali della rete elettrica dove la frequenza e l’ampiezza della componente fondamentale possono variare nel tempo.
In questa memoria è illustrato un metodo per la stima del contenuto spettrale di segnali modulati in frequenza. Il metodo è stato sviluppato per l’analisi di segnali della rete elettrica dove, come ben noto, la frequenza e la fase della componente fondamentale possono cambiare lentamente nel tempo. Esso si basa su una scelta differente delle funzioni armoniche rispetto a quelle generalmente utilizzate come base nel calcolo della Trasformata Discreta di Fourier (DFT). In particolare il metodo ammette una variazione nel tempo della frequenza di tali funzioni, calcolata sulla base di un rivelatore di fase istantanea. L’ortogonalità della base è preservata utilizzando un cambio del sistema temporale di riferimento. La teoria è stata sviluppata in tempo continuo e successivamente implementata in tempo discreto e verificata con simulazioni numeriche.
L’articolo descrive un banco di prova automatico progettato e realizzato con lo scopo di caratterizzare, in modo semplice, efficace e ripetibile il comportamento degli elastici utilizzati nei fucili per la pesca subacquea. Questi elastici, una volta allungati, grazie alla loro capacità di rilasciare rapidamente l’energia accumulata, sono oggi adottati come propulsori del dardo di questi specifici attrezzi da pesca. Il sistema realizzato consente la valutazione del loro comportamento ricavandone la curva sforzo-deformazione (σ-ε) al variare di alcuni parametri significativi quali l’elongazione massima percentuale e il tempo trascorso fra il termine della fase di allungamento e il momento del rilascio; i cicli di prova sono gestiti da un sofisticato circuito a microcontrollore appositamente progettato, gestito in remoto da uno strumento virtuale sviluppato in LabVIEW.
This paper describes the realization of an automated system for rubber characterization in spearfishing applications. These materials, once lengthened, thanks to their ability to shrink very quickly, are used as dart propellers in fishing spears. The system permits the evaluation of the rubber behavior getting its stress vs. strain curve, allowing also the study of the effects of one or more parameters change like the maximum percentage elongation and the time elapsed between the stretching and shrinking phases at which the device under test is subj
In this paper a prototype of an energy monitoring device based on an open source concept is presented. This architecture assures several advantages with respect to traditional energy meters, such as easy development of new applications making cost- and time-effective the migration to future smart grid infrastructures and simple adjustments to change in the relevant standards. The open source philosophy has been adopted designing the software components in order to make all features easily customizable by the user. In this work the characterization of the acquisition channels using measurement data obtained stimulating them with signals generated using a high-accuracy waveform generation module is presented.
The purpose of this work is to analyze and to quantify the contributions of measurement uncertainty in the human exposure to vibrations. Typically, the high-level vibrations exposure in workplace can cause the onset of pathologies affecting musculoskeletal, vascular and neurological systems. Regulations and Standards lay down the assessment of the health risks arising from vibrations by using specific instruments and a proper measurement procedure. This paper proposes a methodology for the uncertainty evaluation of exposure to hand-arm and whole-body vibrations; as a main contribution, the uncertainty analysis of daily exposure hand-arm vibrations and whole-body vibrations is provided in order to estimate the exposition vibrations and to reduce the risks of the worker. This activity was developed in collaboration with Military Navy Arsenal in Taranto (South Italy), which is active all along in the protection of health and the safety in the workplace
In recent years, the requirement of compact devices caused an increasing use of Surface Mount Technology. This technology guarantees the reduction of the size of electronic packages by exploiting solder joint interconnection technology. Nevertheless, parameter variations can occur during the deposition and printing of the soldering paste on a board, compromising its correct working. In this paper, it is proposed a fuzzy architecture for computing an index which provides a quantitative refined assessment about the quality of the soldered interconnections. This task is performed by reproducing the modus operandi of the human experts during their assessments. The proposed architecture consists of three modules connected in series: a feature extraction block and two fuzzy ones. The presented solution keeps the benefits of a neurofuzzy system previously proposed in literature, like the reduction of equipment and computational costs. Moreover, it implies two further advantages: the influence of the human experts in its design is reduced and its implementation is reasonable. Experimental results confirm such advantages, in fact, the architecture approximates the human assessments reliably.
The purpose of this work is twofold: first to investigate the accuracy of Photo-Voltaic (PV) modeling under non-standard test conditions (STCs), and then to estimate the inaccuracies on maximum power prediction for different PV technologies; this is achieved through the comparison between predicted and measured data under a variety of operating conditions. The developed technique is based on the identification of the modules parameters of the double-diode equivalent circuit. The model has been validated by experimental data taken on five different ?2 kWp plants of the PV LABoratory (PV-LAB), with different interconnection schemes, and it predicts the power production for mono and poly crystalline Silicon (m-Si and p-Si) plants, while the prediction for CIGS and CdTe PV plants appears less accurate. Results of this comparison are then used to analyze the impact of prediction inaccuracy under real operating conditions
'Due to strong competition from Asian countries encountered recently, footwear and flooring Manufacturers hope to achieve a high quality product with new performance in order to stand-out from the vast range of products that are currently available on the market. Increasingly important factors with regard to both footwear (professional and for everyday use) and floorings are safety and comfort. Many injuries caused by slipping could be avoided if appropriate sole materials and tread were chosen. Instead, there continues to be many accidents in the work environment most of which, i.e. 44.2%, are caused by slipping, 41.4% by trips and 14.4% are sprains. Currently, sole manufacturers design their models to be anti-slip using basic design criteria, often relying on their intuition and previous experience. The problem resides in the lack of design tools that can be used in the conception of footwear, which would make prototyping much cheaper, quicker and more effective in creating an answer to the friction that the shoe would be subjected to when used. The availability of these tools would lead to a reduction in the design-production time of the footwear as well as a reduction in costs, as unnecessary costs could be avoided, such as those derived from amendments to sole moulds, materials used for the production of prototypes, slip resistance validation tests following prototyping. For this reason, the main objective of the project is to develop guidelines and specific software which could be used as a design tools for soles and floorings to optimise their performance in relation to slipping.'
The MY Wear project will develop a new generation of customised, green, safe, healthy and smart work wear and sport wear products for elderly, obese, diabetics and disabled. Therefore a specific reference framework will be set up based on an innovative data integration platform gathering consumers data, during both products orders and usage, for customisation and extended services providing comfort, safety and health related functionalities to the addressed target groups. Moreover, high tech solutions for the production processes of both smart textiles and customised footwear will be developed in the MY Wear project. Particularly a textile intrinsic communication layer will be designed and developed to provide garments and shoes sensing and monitoring capabilities. Furthermore, adaptive footwear production processes will be developed, based on advanced CAD-CAM tools and flexible robot cells and sole injection solutions, for the manufacturing of personalised shoes. New high performing and recyclable components for safe and healthy sport and work wear will be developed, as well as LCA and eco-design tools for the development of green consumer products.
Ongoing social and economic globalization processes will offer major challenges on the global market for consumer oriented manufacturing sectors. In particular, the shoes and gloves markets are expected to grow by more than 25% within the next 5 years, and the market niches for high value added shoes and gloves are expected to grow even faster. As a consequence there is today a unique opportunity for the European Footwear and Sport Industries to improve their competitiveness on such market segments. To face such a challenge the present project will develop a new engineering framework for both products & processes integrating: new technologies and devices to integrate the consumer in shoes and gloves conception, specification and design; innovative 3D knowledge based integrated design tools; micro and nano devices providing shoes and gloves with innovative sensing and actuating functionalities; innovative high-performing materials with self-adaptive capabilities; adaptive production processes and technologies; new bio-materials and clean production processes. The expected outcome of the proposed project will be an integrated technology framework for the engineering of fully personalised shoes and gloves based on a 3 to 5 days time-to-market criterion. Such a framework will be validated and assessed on pilot production lines, and new differentiated consumer-centred shoes and gloves will be delivered as fully engineered prototypes. Main objectives of present project proposal are to raise competitiveness of the European Footwear and Sport Industry on the shoes and gloves high value added global market niches, so giving the opportunity to many European companies along the considered value chains to grow by more than 25% in the next 5 years; and to improve consumers satisfaction and well being through differentiated, comfortable, safe, healthy, affordable and sustainable user centred high value added shoes and gloves.
The development of a novel concept of nanostructured material is involved in this project: the proper combination of magneto-optical (MO) and plasmonic elements to produce a magneto-plasmonic material tailored on the nanoscale. The novel magneto-plasmonic materials will offer the unique ability to control their properties in more than one way, since the magneto-optical activity will be affected by the alteration of the plasmonic characteristics and the optical response will depend on the magnetic ones. The latter puts an additional advantage over conventional materials, since the optical response can be actively tuned by means of an external agent: a magnetic field. The project has two main goals; the first is to prepare active magneto-plasmonic materials with tailored properties in the nanoscale and understanding the interactions of the magnetic properties with the plasmonic and optical ones, linked to electric charge oscillations. The second goal is to develop prototypes of applications that can benefit of this coupling. Since it is expected that the optical properties of these materials can be driven by using a magnetic field, this will allow designing and developing novel magneto-plasmonic devices. In particular, as a proof of the applicability of this concept, we will design, fabricate and test a prototype of a new kind of surface plasmon resonance (SPR) biosensor with MO elements, i.e. a surface magneto-plasmon resonance (SMPR) biosensor, comparing its performance against standard biosensors.
Simulation can significantly improve the competitive position of manufacturing and engineering companies by reducing their costs and resulting in more efficient development, production, procurement, logistics or financial processes. However, the take-up of simulation software by SMEs has until now been low due to high barriers of entry that include hardware prices, licensing costs and technical expertise. The CloudSME project will develop a cloud-based, one-stop-shop solution that will significantly lower these barriers, provide a scalable platform for small or larger scale simulations, and enable the wider take-up of simulation technologies in manufacturing and engineering SME's. The CloudSME Simulation Platform will support end user SME's to utilise customised simulation applications in the form of Software-as-a-Service (SaaS) based provision. Moreover, simulation software service providers and consulting companies will have access to a Platform-as-a-Service (PaaS) solution that enables them to quickly assemble custom simulation solutions in the cloud for their clients. The CloudSME Simulation Platform will be built on existing and proven technologies provided by the project partners and partially developed in previous European projects. Building on existing technology will enable the project to deliver its results quickly. The project consortium includes experienced partners, incorporating 12 SME's, from cloud hardware and platform providers, to simulation software providers, end users and technology integrators. To guarantee greater impact of the developed solution, additional use-cases will be provided by a further 10 partners following an open call after the first year of the project. The CloudSME Simulation Platform will dramatically change the way in which manufacturing/engineering SME's utilise simulation solutions today, and will provide new business opportunities not only to end-user SME's, but also to simulation software and cloud service providers.A typical experimental scenario in the project is based around an insole design simulation program developed by one of the partners, used for designing tailored insoles for sports footwear and for people with foot problems. The end user company in the project has patented a method for scanning feet in 3D and the experiment will involve linking this to a cloud-based version of the simulation software to design insoles and simulate the interaction of feet and insoles. In turn, this design is loaded into a CNC machine to manufacture the insoles. The aim of the cooperation is to establish a portal through which scans can be uploaded to the cloud-based software service which then validates the scanned image to produce the design. The experiment will explore the extent to which the service supporting the lifecycle of tailored insole production can be achieved. This will immediately lead to extensions of the software for checking images within other industries unrelated to the footwear business.
'The stone industry is of strategic importance for the EU economy, particularly its Southern member states including Italy, Greece and Portugal. A large proportion of the 60 million tons world production can be attributed to the EU countries, representing an estimated market of 20 billions of Euro, and of this 81 % is produced in the Southern European countries. Although the prospects for the sector future development appear to be promising, there is a number of problems, which have to be addressed in order for the sector to remain competitive and maintain its leading position in the global market. These problems are particularly relevant when considering stone processing and particularly granite slab production, being faced by low productivity, huge quantities of waste material, high energy consumption and environmental management of wastes produced. There is therefore a need for a new concept of granite slabbing machine with high energy saving per square meter, a low environmental impact, high versatility in work programming, high productivity, high quality surface finishing, as well as reduction in foot print. The solution to this need represents a huge opportunity for the SME participants and more in general for the competitiveness of the overall stone filiere, employing some 500,000 people in 60,000 companies, whose majority has less than 50 people. In this framework, the main objective of the project is to address a number of scientific barriers for the development of an innovative stone slabbing machine which is based on a set of diamond wires operated vertically and not horizontally, thus reducing energy consumption and overall machine foot-print, while enabling the processing of both regular and irregular sized blocks. The system do not use grits as for the current gang-saws and therefore the processing waste is fully recyclable.'
The project aims to design and manufacture three structural fairings for helicopters using thermoplastic composite materials, namely: - Upper Panel Rear Fuselage Demonstrator; - Sponson Fairing Demonstrator; - Radome Demonstrator. Materials and processes selection and technology guidelines will support the design phase in which tooling and process parameters will be designed and set-up. The three physical demonstrators will be produced and tested according to technical specifications, with a low environmental impact and with a TRL6 Technology Readiness Level. Resistance, induction and ultrasonic welding techniques will be studied in depth in the project for the manufacturing of the joinings required for the demonstrators assembling, and their use will be preferred to mechanical and bonded joinings, in order to decrease the extensive use of adhesives and mechanical fasteners and to make easier the recyclability at components end-life. In order to achieve the most economic design and manufacturing technologies, and in order to evaluate the mechanical performances and to achieve the eco-quotation of the demonstrators, a sound methodology will be used, together with reliable theoretical, numerical and technological instruments. The performances of the three demonstrators will be evaluated trough an extensive experimental campaign, starting from tests on coupons at different conditions up to the final tests on the demonstrators. Moreover the NDI plans for the demonstrators will be developed and executed, and the performances will be evaluated also through the eco-quotation of the components. At last all the actions required for the definition of the certification roadmap will be investigated and outlined.
DAREED aims at delivering an ICT service platform (and some specific tools) to foster energy efficiency and low carbon activities at neighbourhood, city and district level. Project results will be validated via pilots in three (3) different countries and contexts, thus granting the possibility to generalise results and ensuring replicability throughout Europe and beyond.The key success factor for effective energy efficiency initiatives at community level is to involve all the stakeholders who have active role in decision making and provide them the right information at the right time to take informed decisions; to this extent, user engagement through social networks can foster participation and energy consumption awareness. Stakeholders (i.e. citizens, household landlords, public spaces managers and urban planners) need tools and information to understand and assess alternatives to traditional consumptions patterns and inertial behaviours leading to high consumption levels. Energy providers need information and tools to implement business models oriented to energy service proposition oriented to a sustainable consumption model.There is need to go beyond acting on energy consumptions under direct control to understand ex-ante savings that can be achieved through energy efficiency related measures, management tools, and new services and implement them along with the related cost/benefit ratio. Although regulations about buildings, infrastructures and public spaces are fostering the implementation of important energy efficiency measures, a major driver for the change are the actual economic saving for users obtained from energy efficiency based business models. The service-oriented approach of the platform will allow easy adoption, overcoming technological, financial and knowledge barriers. The involvement of service providers, especially energy ones, ICT companies and public administrations will facilitate the development of the product and its wide acceptability
'The rise in worldwide terrorism has required measures be taken to harden aircraft against catastrophic in-flight failure due to concealed explosives. Commercial aviation can be protected from the threat of explosives by : 1. preventing explosives from reaching the aircraft 2. mitigating the effects of an explosive protecting the aircraft from an onboard explosion. The risk that a small quantity of an explosive, below the threshold of the detection instruments, could get undetected should be considered, and the introduction of contermeasures to reduce the effects of on-board explosions should be considered. This is the idea behind FLY-BAG. Hardened containers (HULD) have been developed for the latter scope, but have some disadvantages which prevent their wider utilisation: they are heavier and more costly than standard luggage containers and only applicable to wide-body aircrafts. The issue of containing explosions aboard narrow-body aircraft must be resolved. Our concept is based on the development of flexible textile-based luggage containers able to resist a small to medium explosion by controlled expansion and containment of the shock waves whilst, at the same time, preventing hard luggage fragment projectiles (shrapnel) from striking the main structure of the aircraft at high speed. A multi-layered 'soft-sandwich' structure is required to absorb the large dynamic loads of the explosion and the large deformation related to the gas expansion. Our idea is to use a multi-axial textile structures made of ballistic yarns as an internal high strength layer, coupled with an external 'foldable' layer which could deform in a controlled way during the explosion, in a way similar to air-bags in cars. Composite elements like thin strips or thin sheets contribute with reinforcement and containment functions. A core layer will be considered as well e standoff distance between an explosive device and the aircraft skin panels to reduce shockholing and blast forces.'
The threat of attacks to passenger airplanes with explosives hidden in luggage loaded in the cargo holds or taken onboard is dramatically evident from terrorist events in the last years. FLY-BAG2 aim is to develop innovative solutions based on novel lightweight materials and structural concepts for the mitigation of the effects of an onboard blast and improve aircraft survivability. Direct strengthening of the airplane structure is not a viable solution since it would clearly result in thicker skins and a weight penalty; moreover, the related costs could not be justified in the majority of the commercial routes. Instead, the proposed blast mitigation and retrofitting solutions will be developed to be easily implemented on existing aircrafts. The project builds upon the former FLY-BAG FP7 project which developed and demonstrated a blast-resistant textile-based luggage container for narrow-body passenger airplanes. The aim is now to exploit the knowledge gathered in the previous project to develop new devices for both cabin (addressing the Least Risk Bomb Location requirements) and cargo environments and to enlarge the experimental validation of the new concepts including full scale tests on retired aircrafts. Research aspects to be addressed include the correlation between explosive charge and location with baggage filling percent in the ULD, the effect of pressurisation, or the effects to the aircraft structures and the passengers. The partnership is composed by the core partners from the former FLY-BAG project enlarged by new organisations bringing relevant expertise on modelling and design of aeronautic structures. The consortium is also characterised by a significant geographical spread with 7 different European countries represented and by the involvement of 6 industrial SMEs, as a confirmation of the industrial character of the project, aiming at pragmatic solutions and industrial exploitation of the project results.
'The Project LIGHT-TANK is aimed to find out a way to produce oil tank and connection pipes in Thermoplastic Composites to be used in helicopter engine for the Gearbox system. Different thermoplastics materials, need of reinforcement and processes will be analysed to find out the cost effective way of producing such a components. When material and process are selected. Part desing will be carried out. At last step prototypes will be produced and tested, with the goal to arrive to show the feasibility in terms of technical specification, defined in the topic, and cost effectiveness to be then a real choice for weight saving and more enviromental friendly solution.'
Energy efficiency in the building sector through intelligent energy management is a key measure for the global reduction of greenhouse gas emitted by this sector and additionally facilitates user costs reduction in the context of growing energy prices and harshness of natural resources.The KnoholEM project's aim is the engineering of an intelligent energy management solution that will considerably reduce energy consumption, both by systematically avoiding energy wasting in buildings and by knowledge-based holistic optimization of energy consumption. The solution will be applicable and configurable for a broadband of building types from any EU region.The intelligent energy management solution will be based on existing knowledge representation technologies like functional modeling and ontology, which will be used in the context of smart buildings in combination with Building Automation Systems. It will be enhanced by energy consumption behavior simulation with realistic visualization assistance. Approaches previously developed by the project partners will be integrated into a holistic intelligent energy management solution.The focus of the project will not be on development, but on detailed analysis and validation. KnoholEM includes four types of demonstration objects in Spain and the Netherlands that will be used by the consortium of industry and research partners to develop, enhance and extensively test the solution. An overall knowledge base will be created through a detailed analysis of the structure of the demonstration object buildings and their energy consuming/producing devices, through the intelligent interlinking of building usage with its energy demand, as well as by various energy consumption behavior simulations.Through the knowledge accumulated within the extended validation phase, KnoholEM will facilitate up to 30% of energy savings, depending on the building. The 13 partners from 6 countries will ensure an efficient and inexpensive EU-wide application of the results after the end of the project.
EcoWater will address the development of meso-level eco-efficiency indicators for technology assessment through a systems' approach. The effort will focus on enhancing the understanding of the interrelations of innovative technology uptake in water use systems, and their economic and environmental impacts. Research will address the selection of indicators appropriate for assessing system-wide eco-efficiency improvements, the integration of existing tools and assessment methods in a coherent modelling environment, and the analysis and characterisation of existing structures and policies. The development of an analytical framework is foreseen, to support: (i) Systemic environmental impact assessments, (ii) Economic assessments, (iii) Analysis of value chains and actor interactions, and (iv) Technology implementation and uptake scenarios. Eight Case Studies will be developed, in different systems and sectors of high economic relevance and environmental impact, addressing water use in agricultural, urban and industrial sectors. Two Case Studies will focus on shifts from rainfed to irrigated agriculture and innovations that can reduce water and energy footprints and production inputs. Two Case Studies will address sustainable and economically efficient water supply and wastewater management in urban areas. Four Case Studies will concern meso-level eco-efficiency improvements from innovative technologies in water systems for the textile industry, for energy production, for dairy production and in the automotive industry. The main outputs include a validated and tested methodological framework, an integrated toolbox for systems' eco-efficiency analysis, and policy recommendations for technology uptake and implementation. For ensuring wide dissemination and applicability, the project foresees activities to address different target audiences and to develop operational science-industry-policy links at the level of Case Studies and at wider EU and international scale.
Historic structures are often of extraordinary architecture, design or material. The conservation of such structures for next European generations is one of the main future tasks. To conserve historic structures it is more and more required to understand the deterioration processes mainly caused by the environment. In certain cases continuous monitoring systems have been installed to obtain information about the deterioration processes. However, most of these monitoring systems were just weather or air pollution data acquisition systems and use only basic models for data analysis. The real influence of the environment to the structure or the structural material is often unaccounted for. That means that the structural resistance is just calculated from the measurements and not determined by sufficient sensors. Another aspect is the fact that most monitoring systems require cabling, which is neither aesthetically appealing nor in some cases applicable due to the needed fastening techniques. The proposed project aims at the development of competitive tools for practitioners which goes beyond the mere accumulation of data. Smart monitoring systems using wireless sensor networks, new miniature sensor technologies (e.g. MEMS) for minimally invasive installation as well as smart data processing will be developed. It will provide help in the sense of warnings (e.g. increase of damaging factors) and recommendations for action (e.g. ventilation or heating on/off, etc.) using data fusion and interpretation that is implemented within the monitoring system. The development will consist of small smart wireless and robust sensors and networks, with sensors for monitoring of e.g. temperature, humidity, air velocity, strain and crack opening, acoustic emissions, vibration, inclination, chemical attack, ambient and UV light, with built-in deterioration and material models, data pre-processing, and alarm functions to inform responsible persons about changes of the object status. Comparative tests will be conducted to validate the models as well as the monitoring data from several case studies. The results of the project will be summarized in a toolbox and a guideline, which will be disseminated at special trainings organized for restorers, owner of cultural heritage and public authorities.
The project, European Data Network for Improved Transparency of Organic Markets (OrganicDataNetwork) aims to increase the transparency of the European organic food market through better availability of market intelligence about the sector to meet the needs of policy makers and actors involved in organic markets. This overall objective will be broken up into key objectives: 1. Bring together stakeholders and bodies actively involved in organic market data collection and publication and review the needs of end-users with respect to organic market data 2. Provide an inventory of relevant private and public bodies that are involved with the collection, processing and dissemination of organic market data in Europe 3. Classify existing methods of organic market data collection and develop criteria for quality improvement of available data 4. Collect, store in a common format and provide access to currently available data on organic markets in Europe 5. Develop and test common methodologies to assess the consistency of national data, with special reference to available data on trade flows 6. Test innovative approaches to improve the data collection and market reporting in six case study regions 7. Disseminate project results and develop recommendations including a code of practise for organic market data collection and network beyond the conclusion of the project To achieve these objectives, OrganicDataNetwork includes as partners bodies (from 11 countries) that collect, publish and analyse such data. This network will closely co-operate with the EC, Eurostat and statistical offices of Member States, using existing structures for collecting and processing data on the organic market and stimulating the development of new ones by adapting existing models. The partnership will act as co-ordinating centre between stakeholders, and will result in a proposal for the establishment of a permanent network to achieve collaboration on statistical issues regarding organic market.
The overall vision of the OrAqua project is the economic growth of the organic aquaculture sector in Europe, supported by science based regulations in line with the organic principles and consumer confidence. OrAqua will suggest improvements for the current EU regulatory framework for organic aquaculture based on i) a review of the relevant available scientific knowledge, ii) a review of organic aquaculture production and economics, as well as iii) consumer perceptions of organic aquaculture. The project will focus on aquaculture production of relevant European species of finfish, molluscs, crustaceans and seaweed. To ensure interaction with all relevant stakeholders throughout the project a multi stakeholder platform will be established. The project will assess and review existing knowledge on fish health and welfare, veterinary treatments, nutrition, feeding, seeds (sourcing of juveniles), production systems, including closed recirculation aquaculture systems (RAS), environmental impacts, socio-economic and aquaculture economic interactions, consumer aspects, legislations and private standards for organic aquaculture. The results will be communicated using a range of media and techniques tailored to involve all stakeholder groups. Further, Multi Criteria Decision Analysis (MCDA) and SWOT analysis will be used to generate relevant and robust recommendations. A wide range of actors from several countries will participate and interact through a participatory approach. The 13 OrAqua project partners form a highly qualified and multidisciplinary consortium that includes four universities, five aquaculture research institutes, three research groups in social science, a fish farmer organisation, a fish farmer and two organic certification/control bodies. The main outcomes of the project will be recommendations on how to improve the EU regulation, executive dossiers and a Policy Implementation Plan (PIP). Further the project will deliver recommendations on how to enhance economic development of the European organic aquaculture sector.
It is a well-known fact that collaborative supply chain management and planning reduces overall costs. Nevertheless it is not being exploited due the fact that partners are reluctant to share the necessary, but sensitive data. This is due to inherent risks associated with exposing this private data. This project proposes to use secure computation to overcome this data sharing problem in supply chain management and enable the secure collaboration and interoperation of supply chain partners to gain the advantages of knowledge-based collaborative supply chain planning, forecasting, benchmarking and management. We are extending existing techniques to more elaborate theoretical settings: first for the use case of an airplane manufacturing organization where several mutually distrustful SMEs need to collaborate in a partially integrated supply chain and second inter-enterprise where all companies in the supply chain are interoperating. We start by defining the requirements and necessary computations for each of the two use cases. We then extend the theoretical results to cover the cases of these computations if they do not exist already. Such a result is a protocol enabling this computation as part of a tool for generating the new knowledge of the computation result and managing the existing knowledge of the collaborating partners, such that it remains private. Based on the theoretical foundation we want to develop prototypes to evaluate the practical performance of the protocols. In parallel to the technical implementation track, the business track needs to identify the obstacles for the technology to be exploited. We need to identify the criteria for user acceptance of the technology and a benefit distribution model needs to be developed, such that all partners in the supply chain share the profit in a fair manner. The results of the business and technical track are combined when it comes to building the demonstration of the results.
The traditional computing paradigm is experiencing a fundamental shift: organizations no longer completely control their own data, but instead hand it to external untrusted parties - cloud service providers, for processing and storage. There currently exist no satisfactory approach to protect data during computation from cloud providers and from other users of the cloud.<br/>PRACTICE has assembled the key experts throughout Europe and will provide privacy and confidentiality for computations in the cloud. PRACTICE will create a secure cloud framework that allows the realization of advanced and practical cryptographic technologies providing sophisticated security and privacy guarantees for all parties in cloud-computing scenarios. With PRACTICE users no longer need to trust their cloud providers for data confidentiality and integrity: Due to its computation on encrypted data, even insiders can no longer disclose secrets or disrupt the service. This opens new markets, increases their market share, and may allow conquering foreign markets where reach has been limited due to confidentiality and privacy concerns. PRACTICE enables European customers to safe cost by globally outsourcing to the cheapest providers while still maintaining guaranteed security and legal compliance.<br/>PRACTICE will deliver a Secure Platform for Enterprise Applications and Services (SPEAR) providing application servers and automatic tools enabling privacy-sensitive applications on the cloud. SPEAR protects user data from cloud providers and other users, supporting cloud-aided secure computations by mutually distrusting parties and will support the entire software product lifecycle. One goal of SPEAR is to support users in selecting the right approach and mechanisms to address their specific security needs. Our flexible architecture and tools that allow seamless migration from execution on unchanged clouds today towards new platforms while gradually adding levels of protection.<br/>PRACTICE is strongly industry-driven and will demonstrate its results on two end-user defined use cases in statistics and collaborative supply chain management. PRACTICE is based on real-life use cases underpinning the business interest of the partners. Our focus is on near-term and large-scale commercial exploitation of cutting-edge technology where project results are quickly transferred into novel products. PRACTICE is the first project to mitigate insider threats and data leakage for computations in the cloud while maintaining economies of scale. This goes beyond current approaches that can only protect data at rest within storage clouds once insiders may misbehave. Moreover, it will investigate economical and legal frameworks, quantify the economic aspects and return on security investment for SMC deployment as well as evaluate its legal aspects regarding private data processing and outsourcing.
'The objectives are to create a framework for knowledge sharing and to develop a research roadmap for activities in the context of offshore renewable energy (RE). In particular, the project will stimulate collaboration in research activities leading towards innovative, cost efficient and environmentally benign offshore RE conversion platforms for wind, wave and other ocean energy resources, for their combined use as well as for the complementary use such as aquaculture and monitoring of the sea environment. The use of the offshore resources for RE generation is a relatively new field of interest. ORECCA will overcome the knowledge fragmentation existing in Europe and stimulate the key experts to provide useful inputs to industries, research organizations and policy makers (stakeholders) on the necessary next steps to foster the development of the ocean energy sector in a sustainable and environmentally friendly way. A focus will be given to respect the strategies developed towards an integrated European maritime policy. The project will define the technological state of the art, describe the existing economical and legislative framework and identify barriers, constraints and needs within. ORECCA will enable collaboration of the stakeholders and will define the framework for future exploitation of offshore RE sources by defining 2 approaches: pilot testing of technologies at an initial stage and large scale deployment of offshore RE farms at a mature stage. ORECCA will finally develop a vision including different technical options for deployment of offshore energy conversion platforms for different target areas in the European seas and deliver integrated roadmaps for the stakeholders. These will define the strategic investment opportunities, the R&D priorities and the regulatory and socio-economics aspects that need to be addressed in the short to the medium term to achieve a vision and a strategy for a European policy towards the development of the offshore RE sector'
'Like any living system, urban communities consume material and energy inputs, process them into usable forms, and eliminate the wastes from the process. This can be seen as 'metabolism' of industry, commerce, municipal operations, and households. Understanding the pattern of these energy and material flows through a community's economy provides a systemic reading of the present situation for goal and objective setting and development of indicators for sustainability. At present, planning policies often reflect the logic of the market. They would better reflect a vision of urban development, in which environmental and social considerations are fully embedded in spatial planning policies at all steps of the policy cycle from problem identification and policy design through to the implementation and ex-post evaluation stages. Therefore, the widespread inclusion of sustainability objectives in urban planning at all scales (from regional to site level) is necessary, providing the opportunity for the incorporation of bio-physical sciences knowledge into the planning process on a routine basis. To this end, the proposed project BRIDGE (sustainaBle uRban plannIng Decision support accountinG for urban mEtabolism) aims at bridging the gap between bio-physical sciences and urban planners and to illustrate the advantages of accounting for environmental issues on a routine basis in design decisions. BRIDGE will provide the means to quantitative estimate the various components of the urban metabolism (observation of physical flows and modelling), the means for quantitative estimate their impacts (socio-economic and environmental impact assessments and indicators), as well as the means for resource optimisation in urban fabric (support the decision making in urban planning). BRIDGE will focus on the interrelation between energy and material flows and urban structure.'
'CLIM-RUN aims at developing a protocol for applying new methodologies and improved modeling and downscaling tools for the provision of adequate climate information at regional to local scale that is relevant to and usable by different sectors of society (policymakers, industry, cities, etc.). Differently from current approaches, CLIM-RUN will develop a bottom-up protocol directly involving stakeholders early in the process with the aim of identifying well defined needs at the regional to local scale. The improved modeling and downscaling tools will then be used to optimally respond to these specific needs. The protocol is assessed by application to relevant case studies involving interdependent sectors, primarily tourism and energy, and natural hazards (wild fires) for representative target areas (mountainous regions, coastal areas, islands). The region of interest for the project is the Greater Mediterranean area, which is particularly important for two reasons. First, the Mediterranean is a recognized climate change hot-spot, i.e. a region particularly sensitive and vulnerable to global warming. Second, while a number of countries in Central and Northern Europe have already in place well developed climate service networks (e.g. the United Kingdom and Germany), no such network is available in the Mediterranean. CLIM-RUN is thus also intended to provide the seed for the formation of a Mediterranean basin-side climate service network which would eventually converge into a pan-European network. The general time horizon of interest for the project is the future period 2010-2050, a time horizon that encompasses the contributions of both inter-decadal variability and greenhouse-forced climate change. In particular, this time horizon places CLIM-RUN within the context of a new emerging area of research, that of decadal prediction, which will provide a strong potential for novel research.'
The EUBrazilCC project is a first step towards providing a user-centric, cross-Atlantic test bench for European & Brazilian research communities. EUBrazilCC is centred in practical scientific use cases, and it is built on a close collaboration among European & Brazilian excellence centres. EUBrazilCC will exploit & coordinate, in a 2 year project, existing heterogeneous e-Infrastructures (virtualized datacentres, supercomputers and opportunistic resources) with more than 5500 CPU and 17000 GPU cores.EUBrazilCC includes 3 multidisciplinary & highly complementary scenarios, covering Epidemiology, Health, Biodiversity, Natural Resources & Climate Change. All those scientific scenarios involve complex workflows & access to huge datasets. EUBrazilCC will leverage from the experience in Brazil & Europe for the federation of resources (JiT Cloud, OurGrid, CSGrid and InterCloud), programming environments & scientific gateways (mc2, COMPSs, eScienceCentral) & distributed scientific data access (parallel data analysis).For the use cases, EUBrazilCC involves lead institutions, such as FIOCRUZ, world leader in Leishmaniasis; BSC, developer of the heart simulator Alya, which received an HPC Innovation Excellence Award; & CMCC, key node in the Earth System Grid Federation.EUBrazilCC defines a strong, networked dissemination to promote the infrastructure among new communities, leveraging from the networks of SINAPAD and Brazilian National Institutes of Science and Technology, LifeWatch-ESFRI & the European Network for Earth System Modelling.The project incorporates a specific interoperability task involving Helix-Nebula initiative and EGI & it will exploit the opportunities in mobility for the cooperation among the partners, such as 'Science without borders'. Finally, EUBrazilCC defines a focus on sustainability through dedicated tasks related to draw an exploitation plan for the platform & the 3 use cases whilst adhering to the adoption of international standards.
LUC4C will advance our fundamental knowledge of the climate change - land use change interactions, and develop a framework for the synthesis of complex earth system science into guidelines that are of practical use for policy and societal stakeholders. Policies in support of climate change mitigation through land management, and the societal demand for other services from terrestrial ecosystems are currently rather disconnected, in spite of the large potential for co-benefits, but also the need for trade-offs. To identify the beneficial and detrimental aspects of alternative land use options, we will improve and evaluate a suite of modelling approaches at different levels of integration and complexity in order to (i) discern key elements of land-use that have the largest effect on climate, including dependencies across time and space, (ii) develop innovative methods to better quantify the dynamic interactions between land use and the climate system at different time and space scales, and (iii) deliver a portfolio of best practice guidelines for the identification of trade-offs, benefits or adverse effects of land-based mitigation policy options across different scenarios. In particular, LUC4C aims to: 1. enhance our ability to understand the societal and environmental drivers of land use and land cover change (LULCC) relevant to climate change; 2. assess regional and global effects of different mitigation policies and adaptation measures within alternative socio-economic contexts; 3. quantify how the LULCC-climate change interplay affects regional vs. global, and biophysical vs. biogeochemical ecosystem-atmosphere exchange, and how the relative magnitude of these interactions varies through time; 4. advance our ability to represent LULCC in climate models; 5. assess LULCC-climate effects on multiple land ecosystem services and analyse these in relation to other societal needs that provide either a synergy or trade-off to climate mitigation and adaptation.
'This is a proposal for a research project that aims to fulfill the objectives as set up in the Call SP1-JTI-CS-2013-01-GRA-02-023. Therefore is will investigate advanced design and simulation methods for Load control and alleviation devices and high lift devices. The research will focus on novel methods for modelling of aerodynamic loads on flexible bodies, modelling of actuators and methods for coupled simulation. The novel methods will be evaluated in context of preliminary and detailed design studies of 4 mechanisms as specified in the call: 1. Krueger Flap (GTF) 2. Single Slotted Flap (GTF) 3. LC&A devices 4. Single Slotted Flap (TP) NOVOTECH will be responsible for the preliminary design studies and knowledge transfer. LMS will be responsible for the detailed conceptual designs and management of the project.'
'A sustainable and efficient freight transport in Europe plays a vital role in having a successful and competitive economy. Freight transport is expected to grow by some 50 % (in tonne-kilometres) by 2020. However rail has, in many areas, been displaced from a dominant position as road transport services have grown and developed in capability and levels of sophistication that have not been matched by rail service providers. SUSTRAIL aims to contribute to the rail freight system to allow it to regain position and market and the proposed solution is based on a combined improvement in both freight vehicle and track components in a holistic approach aimed at achieving a higher reliability and increased performance of the rail freight system as a whole and profitability for all the stakeholders. The SUSTRAIL integrated approach is based on innovations in rolling stock and freight vehicles (with a targeted increased in speed and axle-load) combined with innovations in the track components (for higher reliability and reduced maintenance), whose benefits to freight and passenger users (since mixed routes are considered) are quantified through the development of an appropriate business case with estimation of cost savings on a life cycle basis. In fact, a holistic approach to vehicle and track sustainability has to be taken, since improvements in track design and materials alone are not enough as demands on the rail system increase. Contributions from the different topic areas (vehicles, track, operations) will be demonstrated on real routes, offering geographic dispersion as well as differences in type, speed, and frequency of traffic. A strong multidisciplinary consortium committed to concrete actions aligned toward a common outcome has been grouped for the achievement of the challenging objectives of the project with a balanced combination of Infrastructure managers, freight operators and Industry, including Large and Small enterprises, with support from Academia.'
'This proposal aims at providing fundamental research results in computational mechanical modelling of structural interfaces at different scales, encompassing debonding and contact phenomena. Interfaces are present everywhere in the physical reality, and have a deep impact in civil, mechanical and electronic engineering, biomechanics and material science. Interface mechanical problems are thus multi-disciplinary and involve several length scales. This research is then motivated by the need of transferring the knowledge on properties of interfaces at lower scales to a rational interpretation of their macroscopic behavior, which is essential for the development of truly predictive models as opposed to the empirical, phenomenological models currently available. The main objective of this project is twofold: 1) to develop a multi-scale computational setting to handle modeling of interfacial debonding and contact, featuring a seamless coupling between length scales, and 2) to use such a framework for the development of effective macroscopic mechanical models for debonding and contact, which are able to capture the information stemming from the lower-scale mechanics and morphology, and which are consistent with the observed behavior at various scales. This objective will be pursued mostly at the computational level, but also resorting to laboratory testing and analytical modeling. The project will focus on debonding and contact at macroscopic interfaces where two (or more) interfacial length scales are considered significant for the analysis and these are both (or all) much larger than atomic dimensions. Hence modeling will be conducted within the framework of continuum mechanics at all scales and implemented with the finite element method. Appropriate examples will be considered throughout the project.'
UniFederLab will be animated by several different actions all focused on “Innovation and well-being” in important cities of the south part of Italy such as Bari, Foggia, Lecce, Brindisi, Barletta, Campobasso, Potenza and Matera. Events can be of different types: demonstrations, quizzes, games, exhibitions, shows, concerts, talk shows, competitions with prizes. A EU corner will be present in each location where people can find news, projects financed by EU, poster. The focus will be on research in the areas of nutrition, health and sustainability (food, clean energies, biodiversity, environment and neuroscience). All proposed events are designed in according to the tips logic (trendy, interactive, participative and sustained).
The ability of Europe’s communities to respond to increasing water stress by taking advantage of water reuse opportunities is restricted by low public confidence in solutions, inconsistent approaches to evaluating costs and benefits of reuse schemes, and poor coordination of the professionals and organisations who design, implement and manage them. The DEMOWARE initiative will rectify these shortcomings by executing a highly collaborative programme of demonstration and exploitation, using nine existing and one greenfield site to stimulate innovation and improve cohesion within the evolving European water reuse sector. The project is guided by SME & industry priorities and has two central ambitions; to enhance the availability and reliability of innovative water reuse solutions, and to create a unified professional identity for the European Water Reuse sector. By deepening the evidence base around treatment processes and reuse scheme operation (WP1), process monitoring and performance control (WP2), and risk management and environmental benefit analysis (WP3) DEMOWARE will improve both operator and public confidence in reuse schemes. It will also advance the quality and usefulness of business models and pricing strategies (WP4) and generate culturally and regulatory regime specific guidance on appropriate governance and stakeholder collaboration processes (WP5). Project outcomes will guide the development of a live in-development water reuse scheme in the Vendée (WP6). Dissemination (WP7) and exploitation (WP8) activities, including the establishment of a European Water Reuse Association, ensure that DEMOWARE will shape market opportunities for European solution providers and provide an environment for the validation and benchmarking of technologies and tools. Ultimately the DEMOWARE outcomes will increase Europe’s ability to profit from the resource security and economic benefits of water reuse schemes without compromising human health and environmental integrity.
Coastal areas concentrate vulnerability to climate change due to high levels of population, economic activity and ecological values. Because of that RISES-AM- addresses the economy-wide impacts of coastal systems to various types of high-end climatic scenarios (including marine and riverine variables). It encompasses analyses from global to local scales across the full range of RCPs and SSPs. It considers the still significant uncertainties in “drivers” (physical and socio-economic) and coastal system responses (e.g. land loss or uses, biological functions, economic productivity) within a hazard-vulnerability-risk approach. The emphasis is on the advantages of flexible management with novel types of coastal interventions (e.g. “green” options) within an adaptive pathway whose tipping points will be identified/quantified in the project. The assessment of impacts and adaptation deficits will be based on modelling tools that will provide a set of objective and homogeneous comparisons. The extended/improved suite of models will be applied across scales and focusing on the most vulnerable coastal archetypes such as deltas, estuaries, port cities and small islands. This will lead to a motivated analysis of the synergies and trade-offs between mitigation and adaptation, including what level and timing of climate mitigation is needed to avoid social, ecological and economic adaptation tipping points in coastal areas. We shall evaluate the direct and indirect costs of high-end scenarios (e.g. the increasing demand for safety under increasingly adverse conditions) for coasts with/without climate change and contribute to determining which policy responses are needed at the European and global levels in the context of international climate discussions. The project will finally transfer results to authorities, users and stakeholders from all economic sectors converging in coastal zones, including the climate research community dealing with more generalistic assessments.
Technical scenario: Olive production is a significant economic sector in southern Member States, especially in Spain, Italy, Greece and Portugal. However, the extraction process involved in olive oil production generates non−biodegradable phytotoxic waste, and is therefore a significant source of pollution. Despite the introduction in the 90s of improved separation systems such as 2-phase centrifugation system, that reduce both water use and the quantities of liquid residues produced, the problems of waste toxicity, high energy consumption and the disposal of final residues remain . Olive oil production gives a final waste consisting in a solid and very humid by-product called ‘‘alperujo’’ (AL) or “Olive wet cake”. The problem of AL disposal has not been fully resolved and research into new technological procedures that permit its profitable use is needed. In addition, these wastes also contain valuable resources such as phenolic compounds, (approximately 53% in olive oil mill waste waters), characterised by different biological activity properties which could be of interest in industry (i.e. their strong antioxidant activity). Current extraction of these compounds is not available from olive oil waste water, since technology is not fully developed and optimised to get large scale prototyping such as Pilot plant stage. Proposed solution: We propose a method focused on both treatment of olive waste waters with by anaerobic digestion transforming biomass into biogas, basically Methane, and extraction from liquid fraction of valuable products, such as polyphenols. Synergy between these technologies will allow overcome technical barriers such as polyphenol inactivation of the digestion process, making more efficient the process and letting a higher purity of the waste water product.
SUCCIPACK aims to support European industry efforts to introduce biobased polybutylene succinate (PBS) as a new material on the food packaging market. Its main advantage is that it has complementary properties compared to other biobased polymers like polylactic acid. PBS is synthesized by polycondensation of succinic acid and butanediol, both identified as key “building blocks” from renewable resources which will be produced on a large scale in the coming years. The aim of SUCCIPACK is to develop sustainable, active, and intelligent food packaging materials based on green PBS that can be flexibly used by packaging and food industries. A first aspect is the optimization of the synthesis and compounding of polymer and copolymer grades for industrial plastic transformation processes to obtain films, trays and pouches. Tailored packaging functionalities will be obtained by flexible in-line surface treatments to control gas barrier properties and to introduce antimicrobial activity. The performance and safety of the novel packaging materials will be assessed for selected food products, representative of different food categories and preservation technologies. Special efforts will be put to explore PBS recycling routes, including chemical recycling by monomerization. An original intelligent labeling function will be added to monitor material degradation and recondensation, during shelf life and recycling. Life cycle assessment (LCA) and life cycle cost analysis (LCC) will be applied to guide the material development and to assess the sustainability of the whole packaging concept. SUCCIPACK will help European industry, especially SMEs, to strengthen their competitive advantage over the currently fast growing green PBS developments in the US and Asia. The cooperation between 7 research organizations, 1 large industrial player and 10 SMEs will facilitate an effective uptake of the results by the food and packaging industry.
Currently the world of polymeric composite materials is almost exclusively based on fossil derived components. This fact represents a strong issue, as the non-renewable global oil resources are being exploited year after year, also as a consequence of the ever growing demand for plastics engineering materials. WOODY Project goal is to develop new composite panels and laminates from wood derived renewable materials, providing performances competitive with respect to traditional composites. WOODY Project is aimed at introducing a fully innovative paradigm in the composite industry, thanks to development of materials derived from natural resources, enabling to cover the whole necessities of components: fibre, matrix and core. Enzymatic processing is developed in parallel to chemo-thermo-mechanical treatments, for achieving the maximum throughput and eco-sustainability. The breakthrough innovation in materials is backed by an innovative approach in design of composite products, the so called “Composite Thinking”, starting from the phase of conception, to the production and installation, enabling to rethink products and fully exploiting the potentialities of composites. Quality of the approach is based on multidisciplinary research and on the target oriented to the redefinition of the whole processing value-chain for wood derived cellulose nano fibrils and resins deriving from natural raw materials, and the related manufacturing processes for advanced composite components. The Project is aimed to set the basis for the development of a new class of products optimising the use of the natural resources. Such approach is therefore expected to increase the tendency for wild forest areas recovery, and to promote the culture of wooden species dedicated to the extraction of compounds finalized to the production of renewable composite materials.
Olive oil is a key product of the European agro-alimentary sector, and is increasingly recognised by consumers worldwide as part of a healthy diet due to its elevated oleic acid content, and antioxidant properties. Around 2 million tonnes of olive oil are produced each year in the EU by mainly SME olive producers, cooperatives, mills, refiners, blenders, and distributors, employing some 800,000 people. The EU is world’s major olive oil producer and consumer, but faces increased competition from non-EU Mediterranean and other countries including Argentina, Mexico, South Africa, Australia, and the USA, which have large extensions of land suited to high-density cultivation of olives. Olives contain around 17-26% by weight of oil. Virgin olive oil production involves crushing of the olives and separation of the oil from the solid matter and vegetable water, however, current processes suffer from limitations in olive oil yield and quality, and energy usage. OILPULSE will overcome such limitations by complementing existing and new mill equipment with pulsed electric field (PEF) technology - an emerging food technology, which can be used to improve process yield as a less energy and time consuming alternative to thermal or enzymatic treatment. It is being applied to a wide range of food products at pilot plant scale and also for non-thermal commercial food preservation whilst retaining fresh food characteristics. The expected benefits of OILPULSE are: •Increased virgin olive oil yield •Increased virgin olive oil phytonutrient content, to improve consumer health benefits and olive oil shelf life. •Reduction of olive paste temperature during processing, to provide energy savings, and improved oil quality whilst retaining yield. The benefits of the novel OILPULSE technology could also be applied to the mechanical extraction of other edible oils and oils for bio-diesel production.
Increasing oil-prices, a growing threat of oil-shortages, Kyoto agreements on green house gases, environmental effects and climate changes, are all elements that contribute to the concern for the future of our oil based economy. Not only the search for biofuels but also for bio-based polymers and a more extensive use of the natural resources by upgrading the value of natural fibres and side products will be needed to cope with these problems. Techno-economic studies predict an important growth for the bio-based polymer industry in the coming decennia. This will only be possible if new high end applications are developed. Textiles and especially agrotextiles offer a very attractive end market. Volumes in this market area are high and fast growing. At present, products are mainly based on Polyolefin’s (> 200Ktonnes/annum in Europe). Bio-based polymers in combination with natural fibres and side products can offer a good alternative, if biodegradation can be modelled and adapted according the specific end applications. Intrinsic positive properties of the bio-based polymers such as low flammability and high light fastness can boost technological advantages, leading to major economic and technologic benefits in industrial implementation. The proposed project envisages the research and development of new 100% renewable agrotextiles, via combination of natural fibres, bio-based fibres and bio-based functional additives. This requests: • new and optimised extrusion processes into fibres, yarn, monofilament or tape • processing into knitted, woven or non-woven structures and new finishing process • tailor-made mechanical and functional characteristics • a controlled and predictable biodegradation adapted to the application envisaged • a proven performance for a number of test/demonstration cases. This type of project can take a large share of the agrotextile market (up to 50%) by creation of alternatives for oil-based products and new applications.
The objective of this project is to quantify the role of consumers’ behaviour on the design and assessment of policies aimed at enhancing energy efficiency and conservation and at promoting climate change mitigation. The project brings together different disciplines –namely energy policy, environmental and ecological economics, behavioral public finance, experimental economics, and technology policy- in an integrated fashion. COBHAM is designed to go beyond the standard analysis of energy and climate policies in the presence of environmental externalities, by accounting for the heterogeneity in consumers’ preferences, the role of social interactions, and the presence of behavioral tendencies and biases. The project seeks to: i) carry out innovative research in the theoretical understanding of the interplay between behavioral tendencies and environmental externalities; ii) generate new empirical data and research on individual preferences by means of original surveys and controlled experiments; iii) enhance integrated assessment models (IAMs) of economy, energy and climate with an advanced representation of consumers’ behavior. In doing so, the project will be able to provide a richer characterization of energy demand and of greenhouse gas emission scenarios, to better estimate consumers’ responsiveness to energy and climate policies, and to provide input to the design of new policy instruments aimed at influencing energy and environmental sustainable behavior. COBHAM is of high public policy relevance given Europe’s legislation on energy efficiency and CO2 emissions, and can provide important insights also outside the sphere of energy and climate policymaking.
The project aims at developing new technology routes to integrate waste materials in the production cycle of concrete, for both ready-mixed and pre-cast applications, resulting in an innovative light-weight, eco-compatible and cost-effective construction material, made by all-waste raw materials and characterized by low embodied energy and CO2 and by improved ductility and thermal insulation performances. The target of low embodied energy and CO2 will be mainly achieved through working on the binders’ side, while the target of energy efficiency (heat insulation) will be mainly achieved through working on the aggregates side. The use of lightweight recycled aggregates will allow making the target material lightweight and heat-insulating. The focus will be on waste materials that, for quantity, distribution and characteristics are also a social problem but, on the other hand, are available in quantities enough for feeding the concrete industry. On the binder side the aim is the complete replacement of cement by waste materials of high silicon dioxide content, e.g., municipal incinerator ash, ash disposed from coal-fired thermal power plants, and/or in combination with by-products such as ferronickel slag and natural or man-made pozzolans like -silica and metakaolin. Properties regulators will be studied, consisting of highly active products that will regulate the performance of the binder, taking into account the waste raw materials variability, in order to achieve and stabilize the required properties of final products. The innovative solutions set-up at material level will then be employed to develop innovative concepts of modular building components. The project results, while setting-up a novel low-cost material for producing energy-efficient buildings components, will also contribute to solving the issue of “waste pressure” on towns and to reducing the consumption of not-renewable natural raw materials.
Water Public Innovation Procurement Policies (WaterPiPP) is about exploring new public innovation procurement methodologies and testing it in water sector in the context where European innovation potential in the water sector is blocked by a number of bottlenecks and barriers. Public procurement represents around 19% of the EU’s GDP, an important lead market for innovators in particular in the water and climate change sectors. Innovation procurement of products and services can (i) be used to deliver societal objectives requiring new solutions that are not available on the market or are too expensive (ii) solve problems related to the commercialization of innovative solution (iii) improve quality and efficiency of public services with a better value for money. The complementarity of the consortium partners (public organisations, procurers, knowledge institutes and facilitators) supported by a Liaison Committee (composed of the key actors of the procurement innovation chain), shows high potential of bringing together the Demand and the Supply sides in order to create a critical mass for innovative solutions. Methods and tools accompanying by awareness rising for Innovation Oriented Public Procurement for the water sector will be delivered. Thanks to workshops and the creation of the Water Innovation Procurers Forum (WIPF), WaterPiPP partners will guide and support local and regional authorities, water utilities, innovation and procurement agencies in the preparation of pilot collaborative innovation tests. WaterPiPP will last three years : the first phase will gather information to produce knowledge on IOPP transferability to the water sector, the second will focus on pilot cases where different IOPP (PCP/PPI) will be tested at least by 5 procurers.
INGRID introduces and demonstrates the usage of safe, high-density solid-state hydrogen storage systems as an effective energy vector to balance the grid also by powering off-grid applications, thus enabling a smart balance between variable green energy sources supply and the grid demand. To reach its ambitions objective, the INGRID project will focus on: • The usage of new hydrogen solid-state storage technology ,as safe and high-density energy storage systems, to be integrated in a closed loop coupled with water electrolyzers and fuel cell systems to achieve a high efficiency regenerative loop. • Decentralized power generation and energy distribution architectures (interconnecting infrastructure, dispensing technology, transmission system) based on effective rapid and safe hydrogen-based energy storage/deliver solutions capable to accept and manage any RES fluctuation and variability; • Advanced ICT solutions for intelligent Simulation and Energy Management System (EMS) able to correctly simulate, manage, monitor, dispatch energy in compliance with the power request of the grid, allowing a correct balance between variable energy supply and demand and simulate . • Perform limited demonstrative scaled-down test case for assessing the storage system’ high balancing capabilities in presence of high variable electricity demand consisting in a small pilot version of a green urban mobility system integrating conventional public transport designed to be self-sustainable.
CLIPC will provide access to climate information of direct relevance to a wide variety of users, from scientists to policy makers and private sector decision makers. Information will include data from satellite and in-situ observations, climate models and re-analyses, transformed data products to enable impacts assessments and climate change impact indicators. The platform will complement existing Copernicus pre-operational components, but will focus on datasets which provide information on climate variability on decadal to centennial time scales from observed and projected climate change impacts in Europe, and will provide a toolbox to generate, compare and rank key indicators. Expanding climate data volumes will be supported with a distributed, scalable system, based on international standards. Guidance information on the quality and limitations of all data products will be provided. An on-going user consultation process will feed back into all the products developed within the project. The “one-stop-shop” platform will allow users to find answers to their questions related to climate and climate impacts data, and to ensure that the providence of science and policy relevant data products is thoroughly documented. Clarity of provenance will be supported by providing access to intermediate data products. Documentation will include information on the technical quality of data, on metrics related to scientific quality, and on uncertainties in and limitations of the data. A climate impacts toolkit will provide documentation on methods and data sources used to generate climate impact indicators. The toolkit will be made available for integration with Climate-ADAPT. The CLIPC consortium brings together the key institutions in Europe working on developing and making available datasets on climate observations and modelling, and on impact analysis.
Currently, sole manufacturers design their models to be anti-slip using basic design criteria, often relying on their intuition and previous experience. The problem resides in the lack of design tools that can be used in the conception of footwear, which will make prototyping much cheaper, quicker and more effective in creating an answer to the friction that the shoe will be subjected to when used. Because of this situation, ULTRAGRIP project (FP7-SME-2010-1.262413) has developed guidelines and specific software which can be used as design tools for soles and floorings to optimise their performance in relation to slipping. Two of the main results from ULTRAGRIP project are a slip behaviour predicting software (mathematical model), and guidelines for recommendations on improving products slip resistance.
The main aim of TRANSBIO is the implementation of an innovative cascading concept for the valorisation of sub-products from fruit and vegetable processing industry using environmental friendly biotechnological solutions like fermentation and enzyme-conversion strategies to obtain valuable bioproducts like plastics (PHB), nutraceuticals / platform chemical succinic acid and enzymes for detergent applications. TRANSBIO will characterize and select appropriate by-products from fruit and vegetable processing industry, followed by adapted pre-treatment and enzymatic hydrolysis procedures to obtain fermentable sugars for microbial fermentation. In order to obtain a broad application potential for the by-products selected, the project will investigate three different fermentation strategies – submerged cultivation (SmF) in liquid media (bacteria, yeasts) and solid state fermentation (SSF) (fungi). Beside optimisation and up-scaling of fermentation Protocols, down-stream processing will be developed keeping in mind economical feasibility, sustainability as well as end-product formation (intracellular, extra cellular). The procedures will be optimised for extra cellular succinic acid production in SmF using novel non-conventional yeast strains and extracelluar enzyme formation in SSF under utilisation of fungi as well as intracellular PHB formation in SmF with bacteria. The obtained PHB will be tested for their packaging application, enzymes will be proved for detergent utilisation and succinic acid will be purified for food application. Beside, original and pre-treated by-products as well as remaining biomass from fermentation strategies will be tested for their potential to be used as feedstock for biogas production via anaerobic digestion.
ABSTRESS applies combined, integrated systems biology and comparative genomics approaches to conduct a comprehensive study of the gene networks implicated in the interaction of drought stress and Fusarium infection in legumes. It uses Medicago truncatula as a model to rapidly identify characteristics for introgression into elite pea varieties and a field test of their performance against existing commercial varieties. The project will demonstrate the advantages of applying advanced phenotyping methods for the generation of improved varieties of a commercial crop. Legumes have been chosen as the preferred study crop because they are susceptible to a combination of abiotic and biotic stresses. By increasing their cultivation, they offer the greatest opportunity to reduce the generation of greenhouse gases from agriculture and hence contribute to the efforts to control climate change. Therefore ABSTRESS aligns with the European Strategic Research Agenda 2025. ABSTRESS will achieve a step change in “sustainability in agriculture” by undertaking breeding research that seeks to develop varieties having improved resistance to a combination of biotic and abiotic stresses. The novelty of the project is demonstrated by the generation, identification and understanding new genetic materials; addressing commercial requirements for the development of a successful new crop variety by using SME expertise; testing new in a range of growing conditions; addressing impact on Fusarium in other crops; have application to crop breeding generally; incorporating drought stress which is likely to be a major factor for climate change; developing high throughput molecular phenotyping, to gain a step change in the speed of the breeding cycle. Thus, this well structured, innovative research can lead to ground breaking achievements in plant breeding. These will help to ameliorate climate change and develop the tools to mitigate their effects on a sustainable food /feed supply chain.
The agricultural surfaces employed for turf grass sod production are increasing yearly thanks to expanding demand and thanks to the relative profitability of this type of crop. Sod (natural turf) production agriculture in the EU can be estimated in excess of 80.000 ha and 20.000 workers for a revenue of approximately 2.4 Bn €. As such, turf grass sod production is gradually shifting from the status of niche production to agricultural crop proper. In order to maintain the current profitability in an increasingly competitive market, sod growers need to increase or maintain certain quality parameters (uniformity of colour, texture, density, etc.), while addressing spiralling costs for fertilizers, pesticides and irrigation water. Naturally, an optimization in the use of these inputs would not only keep production costs down, but it would also greatly diminish the environmental impact and footprint of sod production. Satellite spectral imagery, thanks to the frequent high correlation between spectral reflectance parameters and several crop parameters, would go a long way in identifying excesses or deficiencies in irrigation and fertilization. Satellite imagery analysis for crop production currently exists, but it is aimed and calibrated for traditional crops (wheat, maize, etc.) and not for turf grass sod production, which needs the development of dedicated new tools to be used in such production fields. Adding on-site valuable sensing, increased yield on natural turf grass production may be achieved. The project solved this situation by developing a web based expert system, multi spectral satellite imaging analysis and on-site sensing and portable devices software to aid decision making in sod farms, in order to decrease chemical and agronomical inputs, while maintaining or increasing turf grass quality. The system will provide expert agronomical recommendations based on its historic and current data and current multi spectral image processing and on-site sensing
We propose an exchange programme to promote the scientific collaboration in particle physics and related technologies between a network of Egyptian Universities and EU member states Academic Institutions which have already originated innovative transfer of knowledge towards Egypt. The main objectives of the joint exchange programme are: • the reinforcement of the Europe-Egypt scientific collaboration. In particular in past years both France and Italy have funded initiatives in the field of particle physics and related technologies to boost Egyptian interest and personnel training. The present proposition intends to further improve the collaboration by especially allowing long term visits of young and senior Egyptian scientists to perform advanced research on fundamental particle physics in the framework of worldwide large collaborations. Moreover the programme would offer the possibility to second EU researchers to Egypt to originate advanced research activities, advice on the development of the local infrastructures and monitor the success of the transfer of knowledge; • the establishment of a important scientific collaboration between Italy and France on advanced physics concepts and technologies. Although some researchers of the EU Academic Institutions involved in the proposal have already collaborated through the CERN experimental physics program, the possibility of building up an independent common research program would boost enormously the joint research capability. It should be mentioned that the researches involved in these EU institutions can offer an impressive expertise to the activities relevant for this proposal. Their collaboration could therefore have an important European long term impact on the progress of the physics concept and technologies hereby discussed.
The overall objective of GRAAL is to foster the development of GMES Downstream Services and develop the link of GMES with Regions (and other local authorities of comparable importance). The essence of GRAAL lies in the balance between these two sub-objectives. The members of the GRAAL consortium believe that there is as much a need to develop the awareness of GMES in LRAs as it is necessary to ensure that there are Service Providers in a position to serve this market and to accomplish the Lisbon strategy-related objectives of GMES. It is proposed to achieve this overall ambition through the following objectives: • To characterise the offer in terms of GMES services for LRAs; • To establish an observatory of the GMES Downstream Service sector; • To develop a user oriented tool implemented on a Website where demand and offer will meet and where exchanges can take place by using the most advanced web-based technologies; • To increase awareness of GMES among LRAs and potential Service Providers; All the activities shall be conducted in coordination with the DORIS_Net project. To maximise the overall efficiency of the work performed by the two projects, this coordination will be based on a clear distribution of tasks and targets.
Space system vendors seek for solutions to deliver small size and cost-effective sensor systems to “de-congest” satellite payloads, drastically reduce the equipment cost and open the possibility for new generation of micro-payload systems. MERMIG aims to provide this technology replacing current expensive, bulky, heavy and power-consuming fiber optic gyroscopes (FOGs). To address these key challenges, MERMIG invests in the right mix of silicon photonic CMOS-compatible component fabrication and nano-imprint lithography laser fabrication. Both technologies are being adopted by the terrestrial telecom market and MERMIG will develop them for bringing their unique advantages into space sensor systems. MERMIG will squeeze the bulky FOG into a couple of cm2, integrating a racetrack cavity, pin junctions and a phase decoder into compact sub-micron waveguides. The MERMIG “smart” packaging technique will allow power-efficient optical pumping and hermetic packaging of the gyro-photonic chip. MERMIG will develop the first 1550nm high-power laser with a fiber-coupled power of 150mW using an integrated laser MOPA, fabricated with advanced nano-imprint lithography (NIL). The 150mW delivered will enable a modular architecture, with pump sharing among 3 integrated silicon lasing cavities, for 3-axis sensing. The single-step NIL process enables fast wafer scale patterning and ensures low-cost and high-volume laser production. Finally, MERMIG will bring together photonics and electronics on a fully-functional opto-electronic gyroscope system prototype characterized according to ASTRIUM testplan procedures. MERMIG will deliver to ASTRIUM a new generation gyroscope that will weigh <1kg, consume <5W electrical power in a few cm3 footprint. The angle random walk range that will be feasible within MERMIG is 0.1 – 0.01 deg/sqrt(hr) suitable for telecommunications and scientific satellites. The technology full potential can allow for future opto-electronic integration of photonic “gyroscopes-on-a-chip”.
VIVACE is based on two conceptual pillars: on the one side innovative technical concepts for vital and viable services, and on the other, integrated analytical approaches and decision support tools. These two pillars are based on the emerging concepts for natural resource management emphasising reuse and recycling. They will be centred on peri-urban water management, but will include organic solid waste management, and agricultural water management. The “restricted biosphere” where VIVACE will test their tools is represented by rapidly developing urban or small town areas in Latin America, together with their rural/natural surroundings. The systems boundaries will be set on a case specific basis in such a way that the mutual impacts of water extraction and wastewater/waste disposal can be assessed. In each case study, VIVACE will analyse the impact of existing resource management practices (within the considered sectors) on the economic development in the region. This will allow the evaluation of the potential of proposed innovative concepts for safeguarding and or fostering economic development in a restricted biosphere. Integrated analytical approaches for decision support and strategic planning will then be developed and tested, with particular focus on tools for integrated and participatory assessment of these aspects. In this perspective, the two primary objectives of VIVACE will be: 1. To explore the existing potential and constraints of integrated resource planning, thereby contributing to the implementation of the Framework Programmes and the preparation of future Community research and technological development policy. 2. To interact with a wide range of societal actors (SMEs, civil society organisations and their networks, small research teams and research centres) in the activities of the thematic areas of the Cooperation programme.
The goal of SOLAR-ERA.NET is to undertake joint strategic planning, programming and activities for RTD and innovation in the area of solar electricity generation, i.e. photovoltaics (PV) and concentrating solar power (CSP). Joint activities, namely joint calls, are defined for key topics and priorities in accordance with the Solar Europe Industrial Initiative (SEII) based on the Strategic Energy Technology (SET) Plan and its related Implementation Plans for PV and CSP. The network's activities will primarily involve the launching of joint calls for RTD proposals by national and regional RTD and innovation programmes. In order to define and support best joint activities, strategic information exchange and use of implementation tools will be carried out among the network participants and associates from key stakeholder groups. As the largest European network ever - with 19 partners from 18 countries and regions - in the solar power field, SOLAR-ERA.NET will involve more than 20 RTD and innovation programmes dealing with PV and CSP. This high level of involvement of most relevant stakeholders will provide excellent outreach and coordination needed for an efficient and coherent approach in the highly diverse and versatile RTD landscape. The EC funding (for the ERA-NET project) shall be multiplied by a factor of 50 in the form of joint calls. These joint calls for RTD and innovation topics in PV and CSP shall result in a total funding volume by the participating programmes of at least 50 MEUR. Assuming an average leverage factor of associated funding by industry and research of 2,5, this shall lead to the mobilisation of at least 125 MEUR in joint projects. SOLAR-ERA.NET will thus contribute to reach the objectives of the SEII, namely boosting the development of the PV and CSP sector beyond “business-as-usual”, and of the ERA-NET, namely enhancing cooperation between the national/regional programming stakeholders at European level.
ACEM-Rail project deals with automation and optimisation of railway infrastructure maintenance. It focuses on the track. The final goal is to reduce costs, time and resources required for maintenance activities and increase the availability of the infrastructure. The project includes both conventional and high speed lines. ACEM-Rail project will mean an important step forward in railway infrastructure maintenance techniques for the following reasons: • Several technologies for automated and cost effective inspection of the track (subgrade and superstructure) condition will be developed and prototypes will be manufactured. These technologies will be applicable both to conventional and high speed lines. • Predictive algorithms will be developed to estimate the rail defects evolution. • Algorithms will be developed for an optimal planning of railway infrastructure maintenance tasks. For the moment, there are not appropriate optimisation models for the integrated scheduling of preventive and corrective operations. • Modes and tools will be developed in order to monitor the proper execution of corrective and preventive maintenance tasks. These technologies will be applied in mobile (hand.held) computers. This way execution and monitoring of maintenance tasks will be automated and optimized. • A novel technology based on intelligent systems will be developed for the optimal management of all the subsystems in the whole railway infrastructure system. A classification of all the different subsystem together with the selection of most relevant parameters will be carried out. The main benefits of the project are: (i) reduction of cost, (ii) increase in safety, quality and reliability of the service, (iii) increase of rail freight transport and, as a consequence, (iv) reduction in CO2 emissions.
FOWARIM (Fostering Water-Agriculture Research and Innovation in Malta) objective is to strengthen the research capacity of the Malta College of Arts, Science & Technology (MCAST)s Water Research and Training Centre in 4 crucial themes related to the field of water use in agriculture: (a) Decreasing Water Demand, (b) Making Use of Alternative Sources of Water (c) Renewable Desalinization, On-Farm Desalinization and Utilization of Saline Water and (d) Decreasing Negative Environmental Externalities Caused by Nutrient-Rich Farm Waters. This will be achieved by creating a favourable environment for capacity building targeting Maltese researchers, research institutions networking, research policy development. MCAST will be supported in addressing research deficiencies and networking gaps by EU partners of established scientific excellence in the targeted research topics. The proposal will develop over 3 years and is articulated into 5work packages, including one for management and coordination, involving: capacity building through several targeted and advanced training courses, short-term staff exchanges, summer schools and virtual training; research networking and knowledge sharing through providing technical assistance to establish new demonstration sites to promote innovations and best practices in agricultural water management, (iii) helping foster new collaborations through co-design of research questions, and (iv) developing a joint strategy for high impact research and dissemination; designing a research strategy and performing dissemination and outreach activities. This will lead to strengthening MCASTs research and S&T capacity in water use in agriculture, enhance the dynamism between the different partners, extending the partnership of research Institutions in the sector in question contribute, to an increase in peer-reviewed publications and complement in more ways than one Maltas Smart Specialization Strategy.
Problem to solve: Considerable number of innovation support programmes were developed in the EU that tackled SME (for example SME Instrument, COSME ), however very few programmes and methodologies were developed for specific challenges that face small and micro companies (SMC). This fact is especially relevant for all three project partners regions, which have all well over national averages of micro and small companies: 93,7 % in Primorsko-notranjska region (Slovenia), more that 95% in Puglia region (Italy) and 96,4% in Malaga region (Spain). Micro and small companies (much more than middle and large sized companies) are critically bound to the traditional ways of doing business and lack competences needed for modern successful innovative entrepreneurship. One of the reasons for that is also lack of competences and available methodologies of innovation support agencies to tackle this specific problem. General objective of the project: The general objective of the project is to engage in peer learning activities between three project partners to raise our competences for empowerment of small and micro companies for innovative entrepreneurship - for transition from production-oriented mentality to scouting for opportunities on global market and creating value for customers. In addition to that, we will disseminate project results across EU. Specific objectives for the project: - Transfer from traditional I offer what I do to advanced scouting of opportunity on the market - Bottom-up work with entrepreneurs, methodologies for ideas creation, innovation management Inclusion of partners for realisation of ideas, value added chain, micro clustering - Lean approach, market feed-back and use of IT tools - Advanced financial instruments - Internationalisation of business - Implementation of three pilot projects - Preparation of best practice materials and spill-over effects
High quality public services constitute the backbone of citizens social welfare and are also essential to a regions competitiveness and business entrepreneurship. Delivery of high quality public services is instrumental so that society and its economy can function. Despite this, the future provision of public services faces significant social challenges, as stated in H2020 Understanding Europe - Promoting The European Public And Cultural Space. Key challenges include those due to demographic change and others, related to the EU´s continued search for a model of advanced economic and social development compatible with demands for competition in a globalized economy. All of these longer-term challenges mean that public service provision must be reinforced on the basis of more and better innovation, and greater efficiency and productivity. CITADEL will create an ecosystem of best practices, tools and recommendations to transform Public Administrations (PAs) via an inclusive approach in order to provide stakeholders with more efficient, inclusive and citizen-centric services. The CITADEL ecosystem will allow PAs to use what they already know and new data to implement what really matters to citizens in order to shape and co-create more efficient and inclusive public services. CITADEL innovates by using ICTs to find out why citizens stop using public services, and use this information to readjust provision to bring them back in. Also, it identifies why citizens are not using a given public service (due to affordability, accessibility, lack of knowledge, embarrassment, lack of interest, etc.) and, where appropriate, use this information to make public services more attractive, so they start using the services. CITADEL will be implemented and validated in four use cases in Latvia, Italy, The Netherlands and Belgium.
Clouds are the largest source of uncertainty in weather prediction, climate science, and remain a weak link in modeling atmospheric circulation. This is rooted in the fact that clouds depend on the physical and chemical processes over a huge range of scales, from the collisions of micron-sized droplets and particles to the airflow dynamics on the scales of thousands of meters. Since ambiguities related to representation of clouds in climate models prevail, explorative observations are still needed. The challenge is on the one hand to establish connections across this range of scales, from aerosol and particle microphysics to macro-scale turbulent dynamics in clouds, and on the other to combine knowledge and training across vastly different scientific and engineering disciplines. The aim of COMPLETE is to develop an inter/multidisciplinary training network that will prepare high-potential early stage researchers (ESRs) with both scientific and industrially-oriented skills that will advance our understanding in these multi-scale complex natural phenomena. COMPLETE will vastly improve Europes position as a global leader in technology, science and innovation to address climate change challenges. The training programme will combine the scientific investigation of specific aspects of cloud physics and related turbulent dynamics with training in key professional skills. This comprises an exceptional experimental programme that includes field experiments, laboratory and numerical simulations, the design and development of advanced fast temperature probes, velocity MEMS and innovative atmospheric mini radio-sondes; all aimed at the production of new, Lagrangian based, cloud fluctuation datasets, required to reduce the fragmentation of results and knowledge in this field.
The mission of the TETRACOM Coordination Action is to boost European academia-to-industry technology transfer (TT) in all domains of Computing Systems. While many other European and national initiatives focus on training of entrepreneurs and support for start-up companies, the key differentiator of TETRACOM is a novel instrument called Technology Transfer Project (TTP). TTPs help to lower the barrier for researchers to make the first steps towards commercialisation of their research results. TTPs are designed to provide incentives for TT at small to medium scale via partial funding of dedicated, well-defined, and short term academia-industry collaborations that bring concrete R&D results into industrial use. This will be implemented via competitive Expressions-of-Interest (EoI) calls for TTPs, whose coordination, prioritization, evaluation, and management are the major actions of TETRACOM. It is expected to fund up to 50 TTPs. The TTP activities will be complemented by Technology Transfer Infrastructures (TTIs) that provide training, service, and dissemination actions. These are designed to encourage a larger fraction of the R&D community to engage in TTPs, possibly even for the first time. Altogether, TETRACOM is conceived as the major pilot project of its kind in the area of Computing Systems, acting as a TT catalyst for the mutual benefit of academia and industry. The project´s primary success metrics are the number and value of coordinated TTPs as well as the amount of newly introduced European TT actors. It is expected to acquire around more than 20 new contractors over the project duration. TETRACOM complements and actually precedes the use of existing financial instruments such as venture capital or business angels based funding.
The project aims to enhance SMEs competitiveness and innovation processes management and to improve the regional innovation environment, increasing the efficiency and the effectiveness of investments in research, development and innovation. The project partners will operate in the regions under the EEN BRIDGeconomies consortium: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia and Sicilia. The overall objective of the project is helping SMEs to adopt, implement and deploy an innovation management system. The project has two main specific objectives, structured in 2 Work Packages: WP1) to support innovation management capacities of SMEs beneficiaries from H2020 SME Instrument; WP2) to enhance SMEs, with significant innovation activities and high potential for internationalisation, who lack knowledge, skills and abilities to manage innovation activities and helping them to unlock their potential by better managing the innovation processes. To reach such specific objectives, during the period covered by the action, the project partnership intends to deliver seven days service packages to a number of 94 SMEs, benefiting from SME Instrument grants and services for enhancing their innovation management capacities. Project partners intend to implement these actions since SMEs play a crucial role in reaching the objectives of the Europe 2020 Strategy and notably the Innovation Union. SMEs are key drivers of innovation serving as an important conduit for knowledge spill-overs. Tapping the full innovation potential of SMEs requires efficient support mechanisms. The focus needs to be oriented to impact on SMEs, looking at their internationalisation, their knowledge and R&D capabilities, competitiveness and growth.
Technological advances in remote sensing have increased the availability of satellite images with different spatiotemporal and spectral characteristics. There is difficulty for retrieving the most appropriate data for each user's needs.One key challenge is to connect the quantitative information of the EO images with the qualitative (high-level user queries) and be able to mine these connections in big archives. An inherent question arises; how to retrieve EO images based on user semantically aware questions. Content based EO image retrieval techniques have been introduced for bridging the gap between low-level image features and high-level queries. The main constraint of the existing approaches is the generalization of the problem. The formulated ontologies are not focused on the constraints of EO images. The main objective of SEO-DWARF is to realize the content-based search of EO images on an application specific basis. The marine application domain and data from Sentinels 1,2,3, ENVISAT will be used.Queries such as Calculate the rate of increasing chlorophyll in the NATURA area will be answered by the SEO-DWARF, helping users to retrieve the appropriate EO images for their specific needs or alert them when a specific phenomenon occurs. The research contains the: a) ontology formalization for the specific research topics, b) determination of the semantic queries for the application domains, c) algorithm development for extracting metadata from the EO images, d) design of an architecture of the platform to perform the semantic image retrieval and storage and management of the extracted metadata. All four aspects will be integrated in an innovative and user-friendly web based platform enabling the users to retrieve images for marine applications or register for a semantic alert.A strong and experienced research team, of 4 academic and 5 industrial partners, coming from Greece (3), Italy (2), Germany(1), France (1), Cyprus (1) and Switzerland (1) constitute the projects consortium.
To meet requirements of mass customisation, the manufacturers of machines and equipment for production of mass customised products need powerful engineering environments to allow for multi-directional exchange of knowledge between product design, service design and manufacturing, as well as customers and other relevant organisations across the value chain, distributed all over the globe. Specifically they need feedback from their business customers to whom they sell their equipment, as well as from the final-product customers. Cloud Manufacturing (CMfg) provides new possibilities for collaborative design of product-services within such distributed enterprise, easily adaptable to highly dynamically changing conditions under which enterprises are developing and manufacturing their product-services. On the other hand, tremendous experiences in social software solutions offer new opportunities for enterprises to capture and share experienced based knowledge among all actors across the value chain. Such enormous amount of knowledge to be gathered and shared under dynamically changing conditions, with wide spectrum of actors involved, having different expertise and working conditions/cultures, ask for effective context sensitive solutions for knowledge capturing and analysis. The objective of DIVERSITY is to create a new product-service engineering environment based on a combination of CMfg, PDM/PLM and social software, as well as a set of software tools to support real time sharing of knowledge among various actors, from the designer up to the customer, aimed at small and medium sized companies producing machines/equipment for mass product manufacturers. A new methodology for concurrent collaborative product-service design applying lean based product design paradigm will be developed. Three manufacturing companies, delivering machines/equipment in three different mass production sectors, will drive the project development.
Recent advances in the fields of electronics and optics technology have permitted the design and development of sophisticated hyperspectral imaging sensors, which are able to capture the naturally occurring imaging spectra at a very high spatial resolution forming three-dimensional data cubes. In addition, it is envisaged that the next generation hyperspectral video cameras will have the ability to capture several hyperspectral data cubes per second, at almost video rates. Hyperspectral video sequences possessing high temporal, spatial, and spectral resolution will combine the advantages of both video and hyperspectral imagery. This unprecedented wealth of information poses a major challenge and necessitates the development of highly sophisticated signal processing systems. Addressing simultaneously the explosive growth of data dimensionality and the need to accurately determine the type and nature of the objects being imaged is a task that is not sufficiently treated currently by conventional statistical data analysis methods. The objective of this project is to develop, test, and evaluate novel signal processing technologies for real-time processing of hyperspectral data cubes. Although hyperspectral sensors capture massive amounts of high-dimensional data, relevant information usually lies in a low-dimensional space. Our aim is to extend recent theoretical and algorithmic developments in the field of sparsity-enforcing recovery, compressive sensing, and matrix completion, in order to build and exploit sparse representations adapted to the hyperspectral signals of interest. It is envisaged that all three, temporal, spatial and spectral domains of hyperspectral data will be explored for sparse representations. Thus, sparsity in the data will be used not only to improve estimation performance, but also to mitigate the enormous computational burden needed to analyze hyperspectral data and leverage the development of real-time hyperspectral processing systems.
The New Tools for Innovation Monitoring (NETIM) project aims to capitalize on the experiences carried out by Innovation Agencies around the world concerning the most effective and simple methods for collecting, elaborating and rendering data related to the implementation processes of innovation policies and measures. For this purpose, a Twinning Advanced mechanism will be set up among the three partner agencies in order to allow them to jointly evaluate existing approaches to policy monitoring (both developed by the partners themselves and from other agencies and bodies worldwide), select the most convincing solutions and design/adapt a new monitoring tool. The selection process will be guided by a pragmatic approach, with the goal of individuating those solutions to policy monitoring that have been proven to be simple, effective and cost-efficient. On this base, a new monitoring tool will be assembled, by designing: a suitable list of indicators an interpretation grid for the selected indicators an efficient data collection system a multi-level data analysis and reporting tool (for policy makers, for beneficiaries, for larger audience). The final project output will be a Design Options Paper that will guide other agencies and bodies to the practical implementation of the NETIM monitoring tool in their regional context.
The present proposal regards the design of new models of intervention aimed at supporting bottom-up innovations and competiveness in SMEs founded by the young through the growth of entrepreneurial/managerial skills of young innovators, the improvement of networking opportunities for start-uppers and the development of grassroots innovations. Often, fledgling businesses are at risk of failure, and the enthusiasm of young entrepreneurs can fade out if not supported by significant business skill developments and proper partnerships. Where traditional approaches of empowering innovation in start-up businesses do not seem to work, public policies should be capable of applying less conventional methods of interventions: to drive new business models within the sharing and collaborative economy and by recognizing a central role to young innovators as part of active business communities. The objective of the project is therefore to develop a ready-to-implement policy for regional and national agencies working on innovation programmes focused on establishing a positive eco-system for start-ups created and developed by young entrepreneurs, as well as for young innovators to develop applied skills by collaborating with companies.
Cloud security is of immediate concern to organisations that must comply with strict confidentiality and integrity policies. More broadly, security has emerged as a commercial imperative for cloud computing across a wide range of markets. The lack of adequate security guarantees is becoming the primary barrier to the broad adoption of cloud computing. The Secure Enclaves for REactive Cloud Applications (SERECA) project aims to remove technical impediments to secure cloud computing, and thereby encourage greater uptake of cost-effective and innovative cloud solutions in Europe. It proposes to develop secure enclaves, a new technique that exploits secure commodity CPU hardware for cloud deployments, empowering applications to ensure their own security without relying on public cloud operators. Secure enclaves additionally support regulatory-compliant data localisation by allowing applications to securely span multiple cloud data centres. Although secure enclaves are a general mechanism, SERECA focuses on a particularly important and rapidly growing class of applications: reactive applications for the Internet of Things (IoT), Cyber-Physical Systems (CPS), augmented reality, gaming, computer-mediated social interaction, and the like. These applications are highly interactive, data intensive, and distributed, often involving extremely sensitive societal and personal information. SERECA is validating its results through the development of two innovative and challenging industry-led use cases. One concerns the monitoring of a civil water supply network, a critical infrastructure targeted by malicious attacks. The other concerns a commercial software-as-a-service (SaaS) application for analysing the performance of cloud-deployed applications. Such a service collects sensitive performance metrics about live usage, assets that must be protected from industrial espionage and other criminal activities.
5G will have to cope with a high degree of heterogeneity in terms of: (a) services (mobile broadband, massive machine and mission critical communications, broad-/multicast services and vehicular communications); (b) device classes (low-end sensors to high-end tablets); (c) deployment types (macro and small cells); (d) environments (low-density to ultra-dense urban); (e) mobility levels (static to high-speed transport). Consequently, diverse and often contradicting Key Performance Indicators need to be supported, such as high capacity/user-rates, low latency, high reliability, ubiquitous coverage, high mobility, massive number of devices, low cost/energy consumption. 4G is not designed to meet such a high degree of heterogeneity efficiently. Moreover, having multiple radio access technologies for multi-service support below 6GHz will be too costly. FANTASTIC-5G will develop a new multi-service Air Interface (AI) for below 6 GHz through a modular design. To allow the system to adapt to the anticipated heterogeneity, the pursued properties are: flexibility, scalability, versatility, efficiency, future-proofness. To this end, we will develop the technical AI components (e.g. flexible waveform and frame design, scalable multiple access procedures, adaptive retransmission schemes, enhanced multi-antenna schemes with/without cooperation, advanced multi-user detection, interference coordination, support for ultra-dense cell layouts, multi-cell radio resource management, device-to-device) and integrate them into an overall AI framework where adaptation to the above described sources of heterogeneity will be accomplished. Our work will also comprise intense validation and system level simulations. FANTASTIC-5G includes partners being active in forerunning projects like METIS, 5GNOW and EMPATHIC ensuring the exploitation of the respective outcomes. The consortium possesses the main stakeholders for innovation and impacting standardization, maintaining Europe at the forefront.
A number of nanomedicine formulations have enabled, or been shown to hold considerable potential for enabling more effective and less toxic therapeutic interventions. However, progress to date in translating these initiatives to commercial success has been limited. One of the main reasons for this bottleneck is due to the inability of researchers and stakeholders to manufacture batches of the nanomedicine product at the required scale and according to Good Manufacturing Practice (GMP) requirements. The NANOFACTURING project will focus on - facilitating access to required infrastructures and expertise - creating GMP pilot lines for up-scaling manufacturing - addressing the current developmental and production gaps - taking nanomaterials already successfully produced at proof-of-concept/milligram levels and facilitating their scale-up to sub-kilogram quantities - providing large-scale and GMP production for clinical trials and nanomedicine translation. The NANOFACTURING project, through a consortium of 9 partners, will develop the synthetic processes, process control methods, analytical assays for QA/QC, functional specifications, and best practices, interfacing existing R&D centres of excellence, transfer organisations and private GMP manufacturing facilities (including SMEs) to ensure efficient translation from discovery through to first in man, proof-of-concept studies and beyond to Phase III according to industrial and regulatory standards. Specifically, the NANOFACTURING project aims to create a platform process for early, mid- and large-scale manufacturing of glycan-coated gold nanoparticles (GNPs), a widely researched and developed class of self-forming nanoparticles. The ability to engineer new nanopharmaceuticals based on this patent protected platform technology, developed by Midatech Biogune S.L. (Project Coordinator), will have inherent advantages over existing treatments for multiple therapeutic areas.
Critical Energy infrastructures (CEI) protection and security are becoming of utmost importance in our everyday life. However, cyber and system-theoretic approaches fail to provide appropriate security levels to CEIs, since they are often used in isolation and build on incomplete attack models, resulting in silos-like security management fragmented operational policies. To face these challenges, DEFENDER will (i) model CEIs as distributed Cyber-Physical Systems for managing the potential reciprocal effects of cyber and physical threats (ii) deploy a novel security governance model, which leverages on lifecycle assessment for cost-effective security management over the time (iii) bring people at centre stage by empowering them as virtual sensors for threat detection, as first level emergency responders to attacks, or by considering workforce as potential threats. DEFENDER will adapt, integrate, upscale and validate a number of TRL 4-5 technologies and deploy them within a TRL7 integrated yet adaptable framework for CEI security, resilience and self-healing by design, with a view to address, detect, and mitigate cyber-physical threats. To this aim DEFENDER framework will combine a range of devices/technologies for situational awareness (fixed sensors like PMUs, mobile devices like drones and advanced video surveillance) (ii) intelligent processing for cyber-physical threat detection with (iii) a toolbox for incident mitigation and emergency response and (iv) Human-In-The-Loop for managing people interaction with CEI, while leveraging on blockchain technology for peer-to-peer trustworthiness. The effectiveness of DEFENDER will be extensively validated on a CEI lab emulator (RWTH, Germany) and on 4 real life demonstrators (in Belgium, Italy and Slovenia) fully covering the overall energy value chain, ranging from a nuclear generation plant (ENGIE), to a decentralized RES generation one(BFP), a TSO HV network (ELES), to a DSO network (ASM) and a business prosumer.
This proposal is an application to the EU programme Horizon 2020 and its topic Large scale energy storage (LCE-09-2015). The presented project STORE&GO will demonstrate three innovative Power to Gas storage concepts at locations in Germany, Switzerland and Italy in order to overcome technical, economic, social and legal barriers. The demonstration will pave the way for an integration of PtG storage into flexible energy supply and distribution systems with a high share of renewable energy. Using methanation processes as bridging technologies, it will demonstrate and investigate in which way these innovative PtG concepts will be able to solve the main problems of renewable energies: fluctuating production of renewable energies; consideration of renewables as suboptimal power grid infrastructure; expensive; missing storage solutions for renewable power at the local, national and European level. At the same time PtG concepts will contribute in maintaining natural gas or SNG with an existing huge European infrastructure and an already advantageous and continuously improving environmental footprint as an important primary/secondary energy carrier, which is nowadays in doubt due to geo-political reasons/conflicts. So, STORE&GO will show that new PtG concepts can bridge the gaps associated with renewable energies and security of energy supply. STORE&GO will rise the acceptance in the public for renewable energy technologies in the demonstration of bridging technologies at three living best practice locations in Europe.
Research and development activities are proposed for the benefit of sustainable pork chains based on European local pig breeds and their production systems. Workprogramme is planned to respond to consumer demands for quality and healthiness of pork products with regional identity and societal demands for environment preservation and development of local agro-economy. Description and evaluation of local pig breeds, with an emphasis on untapped ones will be performed using novel genomic tools. Performance of local pig breeds will be evaluated in contrasted agro-geo-climatic conditions and production systems (indoor, outdoor, organic). Focus will be on pig feeding and management strategies and on the use of locally available feeding resources. Intrinsic quality of traditional and new regional high quality pork products and attitudes of consumers from various market areas will be assessed; in particular the motives for the choice and willingness to pay such products. Marketing strategies will be adressed in particular short chain distribution channels. All activities will be driven from the perspective of sustainability (environmental impact, animal welfare, product quality, consumer acceptability and market potential). The activities will engage innovative approaches to answer socio-economic demands of regional pork chains involving partners from different sectors. The ambition is to enhance existing and create new networks between academia and non-academia partners, within and between regions and to tackle the value chain for regional high quality pork products, focusing on diverse and so far untapped pig breeds, their production systems and pork products. Cross-fertilising interactions between research, local agriculture, businesses and end-users will be achieved with partners from these complementary sectors in all research and development activities.
Nowadays, it is becoming increasingly affordable to enhance the home environment with several automation schemes, allowing remote control of e.g., heating/cooling, communication, lighting, media, etc. Such smart home functionalities are essential for people with disabilities and the elderly, as they not only provide assistive control of important everyday functionalities, but may prove to be life-saving in case of emergency. However, smart home functionalities may become useless for people who need those most, if they cannot be accessed via a natural, easy to use, interface. The central objective of LISTEN is to design and implement a complete system, including both the software and hardware components, enabling robust hands-free large-vocabulary voice-based access to Internet applications in smart homes. This would allow the users to have natural control (i.e., using their voice) of the smart-home web-enabled functionalities (e.g., turning on/off web-enabled smart appliances), but also to access specific Internet applications (e.g., web search, email dictation, access to social networks). A truly hands-free system operation of the voice interface is equally important: users will not have to turn towards a microphone or other device, or wear a headset. Therefore, LISTEN will develop (a) a robust hands-free speech capture system operating as a wireless acoustic sensor network (WASN), specifically designed for the smart home, and (b) a large-vocabulary automatic speech recognition system optimised for accessing web applications and controlling web-enabled smart home automation functionalities. LISTEN pushes the boundaries of current state-of-the-art by bridging the gap between the acoustic front-end and automatic speech recognition research communities, with the common goal of developing a smart-home-specific natural voice interface to web services.
AMANAC targets to create an effective and long lasting collaboration and coordination platform within the EeB-PPP Advanced Materials and Nanotechnology projects, whose activities address development of (nano)materials, components and systems for the improvement of energy efficiency in buildings. The CSA aims to maximize the impact of the participating projects towards the European Industry and Society and support the objectives established by the EC and the EeB-PPP, in terms of Energy Efficiency in buildings. AMANAC exploits experience gained through clustering of Nanotechnology-EeB projects and extends the scope to include running FP7 and future H2020 projects of the Advanced Materials domain. It currently represents 26 projects and broadens their field of activities in a self-sustaining way. The Core Objectives and the resulting Action Plan develop around four pillars: Collaboration Activities aiming to i) support the achievement of Cluster-project technical and non-technical goals; ii) enhance the impact of such developments during and beyond the project life-time; Awareness-raising and Networking: Increase the visibility and impact of the Cluster projects and their related research achievements towards industry, construction stakeholders and relevant EU contractual bodies, such as the ECTP, the E2BA, ECCREDI etc., establishing appropriate network and alliances with such organizations. Exploitation: Strengthen the role of involved industrial partners, especially SMEs, for speeding up the exploitation of the research results coming from the Cluster projects. Support the identification of new technology and market needs and trends. Coordination and Support services: Create Cluster committees and bodies and publicity material to ensure continuation of activities after the end of the CSA and will attract future H2020 projects.
The TOREADOR project is aimed at overcoming some major hurdles that until now have prevented many European companies from reaping the full benefits of Big Data analytics (BDA). Companies and organisations in Europe have become aware of the potential competitive advantage they could get by timely and accurate Big Data analytics, but lack the IT expertise and budget to fully exploit BDA. To overcome this hurdle, TOREADOR takes a model-based BDA-as-a-service (MBDAaaS) approach, providing models of the entire Big Data analysis process and of its artefacts. TOREADOR open, suitable-for-standardisation models will support substantial automation and commoditisation of Big Data analytics, while enabling it to be easily tailored to domain-specific customer requirements. Besides models for representing BDA, TOREADOR will deliver an architectural framework and a set of components for model-driven set-up and management of Big Data analytics processes. Once TOREADOR MBDAaaS will become widespread, price competition on Big Data services will ensue, driving costs of Big Data analytics well within reach of EU organizations (including SMEs) that do not have either in-house Big Data expertise or budget for expensive data consultancy. Activities supported and automatised by TOREADOR will include (i) planning Big Data sources preparation (ii) negotiating machine-readable Service Level Agreements for BDA detailing privacy, timing, and accuracy needs (iii) choosing data management and algorithm parallelisation strategies (iv) ensuring auditing and assessment of legal compliance (for example, to privacy regulations) of BDA enactment. TOREADOR framework will address automatically all major problems of on-demand data preparation, including handling Big Data opacity, diversity, security, and privacy compliance, and will support abstract modelling of the BDA life cycle from distributed data acquisition/storage to the design and parallel deployment of analytics and presentation of results.
The overall goal of the RE4-Project is to promote new technological solutions for the design and development of structural and non-structural pre-fabricated elements with high degree of recycled materials and reused structures from partial or total demolition of buildings. The developed technology will aim at energy efficient new construction and refurbishment, thus minimizing environmental impacts. The RE4-Project targets the demonstration of suitable design concepts and building elements produced from CDW in an industrial environment, considering perspective issues for the market uptake of the developed solutions. The technical activities will be supported by LCA and LCC analyses, certification and standardization procedures, demonstration activities, professional training, dissemination, commercialisation and exploitation strategy definition, business modelling and business plans. The overarching purpose is to develop a RE4-prefabricated energy-efficient building concept that can be easily assembled and disassembled for future reuse, containing up to 65% in weight of recycled materials from CDW (ranging from 50% for the medium replacement of the mineral fraction, up to 65% for insulating panels and concrete products with medium mineral replacement coupled with the geopolymer binder). The reusable structures will range from 15-20% for existing buildings to 80-90% for the RE4-prefabricated building concept.
NHYTE project aims at developing and demonstrating concepts and methodologies enabling the realization of innovative integrated aero-structures, made of a new hybrid thermoplastic matrix composite material with multifunctional capabilities. The high-performing material proposed, based on a commercial PEEK-Carbon Fiber Prepreg with addition of amorphous (PEI) films, answers to the needs to have reduced weight and consequently reduced fuel consumptions and emissions on an aircraft, as well as reduced manufacturing and operational costs. Demonstration aero-structures will be fabricated by an innovative working cell implementing an advanced continuous automated production process, including: automated hybrid material fabrication; manufacturing of skin panels by automated fiber placement in-situ consolidation process; fabrication of stringers by continuous forming; component assembly by induction welding. The innovative material, conceived and patented by a partner of the Consortium, is an example of multifunctional composite, since it returns both functions of toughness improvement (multilayer material) and process simplification. This concept on one side will provide an advantage from the structural point of view, in terms of better impact damage performance; while on the other side major advantages will result on processing simplification, in particular including improved cycle times and lower energy consumptions, since it does not require the use of an autoclave curing phase. As of today, its usage has been limited to fabricate panels, only at laboratory level; hence, a suitable improvement finalized to process in industrial environment is needed. Proposed process techniques and assembly will be the first step towards the industrial application of the innovative material. Consortium has set a target for weight saving not less than 5% for primary structures. Further reduction of full life cycle cost is expected from scrape material and end of life structures recycling.
The project HERCULES-2 is targeting at a fuel-flexible large marine engine, optimally adaptive to its operating environment. The objectives of the HERCULES-2 project are associated to 4 areas of engine integrated R&D: Improving fuel flexibility for seamless switching between different fuel types, including non-conventional fuels. Formulating new materials to support high temperature component applications. Developing adaptive control methodologies to retain performance over the powerplant lifetime. Achieving near-zero emissions, via combined integrated aftertreatment of exhaust gases. The HERCULES-2 is the next phase of the R&D programme HERCULES on large engine technologies, which was initiated in 2004 as a joint vision by the two major European engine manufacturer groups MAN and WARTSILA. Three consecutive projects namely HERCULES - A, -B, -C spanned the years 2004-2014. These three projects produced exceptional results and received worldwide acclaim. The targets of HERCULES-2 build upon and surpass the targets of the previous HERCULES projects, going beyond the limits set by the regulatory authorities. By combining cutting-edge technologies, the Project overall aims at significant fuel consumption and emission reduction targets using integrated solutions, which can quickly mature into commercially available products. Focusing on the applications, the project includes several full-scale prototypes and shipboard demonstrators. The project HERCULES-2 comprises 4 R&D Work Package Groups (WPG): - WPG I: Fuel flexible engine - WPG II: New Materials (Applications in engines) - WPG III: Adaptive Powerplant for Lifetime Performance - WPG IV: Near-Zero Emissions Engine The consortium comprises 32 partners of which 30% are Industrial and 70% are Universities / Research Institutes. The Budget share is 63% Industry and 37% Universities. The HERCULES-2 proposal covers with authority and in full the Work Programme scope B1 of MG.4.1-2014.
The world demographic growth and global climate change are major challenges for human society, hence the need to design new strategies for maintaining high crop yield in unprecedented environmental conditions. The objective of TomGEM is to design new strategies aiming to maintain high yields of fruit and vegetables at harsh temperature conditions, using tomato as a reference fleshy fruit crop. As yield is a complex trait depending on successful completion of different steps of reproductive organ development, including flower differentiation and efficient flower fertilization, TomGEM will use trans-disciplinary approaches to investigate the impact of high temperature on these developmental processes. The core of the project deals with mining and phenotyping a vast range of genetic resources to identify cultivars/genotypes displaying yield stability and to uncover loci/genes controlling flower initiation, pollen fertility and fruit set. Moreover, since high yield and elevated temperatures can be detrimental to quality traits, TomGEM will also tackle the fruit quality issue. The goal is to provide new targets and novel strategies to foster breeding of new tomato cultivars with improved yield. The main strength of TomGEM resides in the use of unique and unexplored genetic resources available to members of the consortium. It gathers expert academic researchers and private actors committed to implement a multi-actor approach based on demand driven innovation. Tomato producers and breeders are strongly involved from design to implementation of the project and until the dissemination of results. TomGEM will provide new targets and novel strategies to foster the breeding of new tomato cultivars with improved yield under suboptimal temperature conditions. TomGEM will translate scientific insights into practical strategies for better handling of interactions between genotype,environment and management to offer holistic solutions to the challenge of increasing food quality and productivity.
The first and core objective of City4Age is to enable Ambient Assisted Cities or Age-friendly Cities, where the urban communities of elderly people living in Smart Cities are provided with a range of ICT tools and services that - in a completely unobtrusive manner - will improve the early detection of risks related to cognitive impairments and frailty while they are at home or in the move within the city. The second objective is to provide a range of associated tools and services which - with the appropriate interventions - will mitigate the detected risks. The final objective of C4A is to define a model which will provide sustainability and extensibility to the offered services and tools by addressing the unmet needs of the elderly population in terms of (i) detecting risks related to other health type problems, (ii) stimulating and providing incentives to remain active, involved and engaged, (iii) creating an ecosystem for multi-sided market by matching needs and their fulfillments, (iv) contributing to the design and operation of the ultimate Age-friendly City, where the city itself provides support for detecting risks and providing interventions to those affected by mild cognitive impairment (MCI) and frailty. To achieve these objectives City4Age builds on: - behavioural, sociological and clinical research on frailty and MCI in the elderly population; - state of art ICT technology (i) for sensing personal data and exposing them as linked open data, (ii) for designing the algorithms and the APIs to extract relevant behaviour changes and correlated risks, and (iii) for designing interventions to counter the risks, - stakeholder engagement in order to be driven by relevant user needs to ensure end-user acceptance.
EUrope-BRAzil Collaboration on BIG Data Scientific REsearch through Cloud-Centric Applications aims at providing services in the cloud for the processing of massive data coming from highly connected societies, which impose multiple challenges on resource provision, performance, Quality of Service and privacy. Processing those data require rapidly provisioned infrastructures customised to Big Data requirements. The three main aims of the proposal will be: - The development of innovative Big Data services for capturing, federating and annotating on the order of PB of data on top of efficient programming models. Despite that MapReduce is a successful model in BigData (with a high impact on massive Geo-spatial and textual data), it has many limitations specially when dealing with real-time transactions or streamed data, the proposal would aim to introduce innovative evolutions on the capture, federation & annotation experience it can bring to the table with its partners. - The Development of advanced cloud services to support Big Data. This cloud services will address three main challenges: a) the advance on SLAs to support privacy (boundaries of protected data to be moved) and performance restrictions (convenience of moving data to computing resources or vice-versa); b) Quality of Service (vertical and horizontal elastic adjustment of resources allocates to meet deadlines and dynamic adjustment of workloads); and c) Business models (price-based dynamic re-scheduling of data searching for the best usage of resources invested). - The demonstration of such services on applications with high social and business impact, addressing main scenarios of high interest for both Europe and Brazil.
SmartEnCitys main Objective is to develop a highly adaptable and replicable systemic approach towards urban transformation into sustainable, smart and resource-efficient urban environments in Europe through the integrated planning and implementation of measures aimed at improving energy efficiency in main consuming sectors in cities, while increasing their supply of renewable energy, and demonstrate its benefits. The underlying concept of the proposal is the Smart Zero Carbon City concept, where city carbon footprint and energy demand are kept to a minimum through the use of demand control technologies that save energy and promote raised awareness; energy supply is entirely renewable and clean; and local energy resources are intelligently managed by aware citizens, as well as coordinated public and private stakeholders. This approach will be firstly defined in detail, laid out and implemented in the three Lighthouse demonstrators (Vitoria-Gasteiz in Spain, Tartu in Estonia and Sonderborg in Denmark). The three cities will develop a number of coordinated actions aimed at: Significant demand reduction of the existing residential building stock through cost-effective low energy retrofitting actions at district scale. Increase in RES share of energy supply, through extensive leveraging of local potentials. Enhance the use of clean energy in urban mobility, both for citizens and goods, by means of extensive deployment of green vehicles and infrastructure. An extensive use of ICTs is planned to achieve integration and consistency in demo planning and implementation, and to enable further benefits and secure involvement of citizens. These actions will be aligned to city-specific Integrated Urban Plans (IUPs), and the process will be replicated in two Follower cities: Lecce, (Italy), and Asenovgrad (Bulgaria) to ensure adaptability and maximize the project impact. Additionally, a Smart Cities Network will be setup to support project replication at European scale.
Investing in energy efficiency and saving is crucial to support energy accessibility and environmental protection, and it is the worlds best interest to share and implement forms of energy efficiency. This implies a stronger and effective transnational policy to promote and disseminate know-how about new technologies both at the market and R&D level. In this respect, development of projects centered on energy efficient technologies based on nanostructured organic materials certainly is a strategic field. The progresses in mastering organic matter by self-assembly and self-organization to form ordered soft-materials revolutionized the field opening new frontiers for both fundamental and applied research. However the route towards organic materials for application at the industrial scale is restricted by difficulties in the control and manipulation of the structural organization at the molecular level and its manifestation at higher scales. Motivated by the potential for significant energy savings, the INFUSION project aims to create a strongly interdisciplinary and inter-sectorial environment in which the principles of self-organization are poured from the Academia into the private sector and vice-versa to create new paradigms to engineer electrochromic devices. Through a detailed plan of 83 secondments, the project aims at cross-fertilize the electrochromic technology joining specific expertise to realize a bottom-up approach toward the design, preparation and characterization of self-organized organic materials (chromophores, CNSs, polymers...) at different interfaces (ITO, graphene) and exhibiting superior performances (optical, durability ). For the transfer of knowledge, the project combines the multidisciplinary expertise of 6 universities, 1 research institute, and 3 companies representing 4 EU and 2 TC countries (Pakistan and Argentina) in the field of organic chemistry, photochemistry, surface science, polymer and materials science, and device engineering.
Si propone di individuare soluzioni, materiali e processi produttivi a basso costo applicabili a velivoli leggeri di Aviazione Generale (GA) e non pilotati (Uav).
Il progetto Ambi.Tec.Fil.Legno ha come obiettivo strategico lo sviluppo e l’integrazione di tecnologie innovative per la valorizzazione delle risorse ambientali e forestali della Calabria, e prioritariamente del legno, materiale ad elevata sostenibilità ambientale, attraverso azioni di ricerca industriale e sviluppo sperimentale in tutte le diverse fasi della filiera foresta-legno-ambiente, dalla produzione alla trasformazione, all’impiego delle nanotecnologie.
Il progetto MAIND mira allo sviluppo di materiali a base polimerica innovativi e a ridotto impatto ambientale, e di tecnologie avanzate per l’industria manifatturiera e delle costruzioni e si propone di sviluppare competenze scientifiche che possano essere messe a disposizione dell’industria manifatturiera pugliese con ricadute anche a livello nazionale ed europeo. I settori di riferimento, oltre a quello delle Costruzioni, sono il Tessile-Abbigliamento-Calzaturiero, l’Arredo e il Lapideo.
Il progetto DESIGN FOR ALL – Sw integration and advanced Human Machine Interfaces in design for Ambient Assisted Living ha l’obiettivo di progettare una piattaforma per anziani, disabili e famiglie che valorizzi le specificità di ognuno, coinvolgendo la diversità umana nel processo di creazione, attraverso approcci innovativi di situational e di context awareness, e implementando interfacce utente olistiche e adattive. Il sistema dovrà coordinare una serie di strumenti eterogenei e tenere in considerazione le differenti interazioni dell’utente con il software di gestione, analizzando i dati e le informazioni acquisite dall’ambiente attraverso i sensori e fornendo all’utilizzatore i dati in una forma comprensibile e fruibile.
SOCIAL-NANO si propone di dare vita e sviluppare un Social Innovation Cluster con sedi in Puglia, Campania e Sicilia, con concrete possibilità di farsi propulsore di crescita sostenibile su scala nazionale e di definire un nuovo ambito di dominio produttivo coerente con una logica di smart specialization rispetto alle risorse disponibili. Obiettivo è la definizione di una filiera altamente innovativa che, partendo dall'impiego e riciclo di materiali plastici, faccia uso di approcci nanotecnologici (elettrofilatura) per la produzione di tessuti nanofibrosi per intervenire in parallelo su due settori ad alto impatto sociale: (i) tutela e valorizzazione dei beni ambientali e (ii) introduzione di nuovi strumenti per migliorare specifici approcci di health-care, assistenza socio-sanitaria e qualità della vita in generale. Il Cluster, costituito da imprese ed unità di ricerca pubbliche, ne aggrega le diverse, multidisciplinari e complementari competenze promuovendo una rete di innovazione sociale ad alto valore high-tech. I bisogni di mercato delle start-up aderenti sono complementari anch'essi, riferendosi a diversi settori industriali (nanomateriali, imaging e ICT per diagnostica non invasiva, medicina), e tutti pienamente coerenti con la proposta SOCIAL-NANO. In SOCIAL-NANO si intende sperimentare: (1) dispositivi innovativi per il monitoraggio ambientale in real-time attraverso tessuti nanofibrosi filtranti di particolato (PM10), di particolare interesse in ambiente urbano per la rilevazione di prodotti della combustione quali metalli e composti organici policiclici, oltre che in ambienti lavorativi ed abitativi; (2) nuovi tool, ovvero dispenser temporizzati, sempre basati su tessuti nanofibrosi, utilizzabili per il trattamento di malattie tumorali attraverso il rilascio controllato di quei farmaci che, somministrati secondo i tradizionali protocolli, hanno mostrato farmacoresistenza per saturazione delle pompe di membrana cellulare.
il progetto si propone di impostare, valutare, analizzare e sviluppare architetture propulsive ibride per applicazioni UAV e Aviazione Generale che permettano di ottimizzare le prestazioni in termini di gestione dell’energia a bordo velivolo.
Il progetto SPIA prevede di investigare soluzioni strutturali innovative (sia progettative che produttive) per gli impennaggi ed il tronco di coda della fusoliera di un velivolo di tipo regionale. Si svilupperanno tecnologie di fabbricazione in grado di accrescere il vantaggio competitivo risultante dall’impiego dei materiali compositi. Uno degli scopi del progetto è quello di realizzare un radicale miglioramento delle performance del processo produttivo attraverso la progettazione, l’implementazione e la sperimentazione sul campo di metodologie e tecnologie legate al paradigma della fabbrica intelligente.
Scopo del progetto è di sviluppare delle procedure e delle attrezzature per la minimizzazione delle difettosità che insorgono nel processo di cura in autoclave di componenti in composito, nel processo di fiberplacement e nel processo di assemblaggio di assiemi complessi
Le tecnologie e sistemi da sviluppare per la riparazione di strutture in composito di vario tipo (solido laminato, sandwich e componenti integrati) permetteranno di ridurre notevolmente il costo delle riparazioni, il tempo di flusso richiesto e/o la messa a terra del velivolo, e consentiranno anche di riparare danni oggi “non riparabili”, riducendo così il numero di scarti di produzione.
Il progetto affronta un’ampia e diversificata gamma di tematiche legate allo spazio, dall’Esplorazione dell’Universo all’Osservazione della Terra, ai sistemi di ricezione e gestione dei dati telerilevati, per finire con attività di sensibilizzazione all’uso dei sistemi spaziali da parte dell’utenza regionale. Il Progetto di Ricerca sarà focalizzato sui seguenti tre pilastri: 1) Sviluppo di tecnologie abilitanti del segmento spazio 2) Sviluppo di tecnologie abilitanti del segmento di terra 3) Sviluppo delle domanda di servizi e prodotti spaziali
Il progetto si focalizza sulle seguenti piattaforme: 1) Piattaforma Turbine Bassa Pressione, che punta ad ottenere risultati tecnologici per turbine di bassa pressione più efficienti e leggere per competere nelle nuove opportunità di mercato dei motori che verranno lanciati a breve. 2) Piattaforma trasmissioni la cui sfida principale è l’allungamento della filiera nazionale. 3) Materiali e tecnologie abilitanti per efficienza e durabilità, in cui si intendono svolgere attività di ricerca che puntano a ricadute su nuovi materiali per pale turbine e a processi (eManufacturing) ritenuti “radicali” per la potenzialità dell’impatto sulla riduzione dei costi, tempi e aspetti ambientali nella produzione di componenti aeronautici ed industriali in genere. 4) Propulsione Ibrida per applicazioni Spaziali che consente di unificare i vantaggi della propulsione a propellente liquido e di quella a propellente solido, soprattutto in termini di costo, semplicità, performance e sicurezza. 5) Propulsione Ibrida per applicazioni Aeronautiche in cui si studiano possibili architetture ibride per un sistema propulsivo aeronautico, prendendo in considerazione le più innovative ed avanzate tecnologie per i sistemi elettrici aeronautici, e si analizzano i benefici che tali soluzioni ibride possono portare in termini di prestazioni, impatto ambientale e costi.
L’obiettivo finale del progetto è quello di indirizzare il sistema agroalimentare verso uno scenario evoluto ed integrato di sistemi per la prevenzione dei rischi e per la diagnosi rapida di contaminanti chimici e biologici (o di altre sostanze indesiderate). Le nuove tecnologie abilitanti per la food safety interconnesse in un approccio integrato di filiera andranno a ridefinire lo scenario agroalimentare, intervenendo sui metodi e processi di controllo e sulla gestione dei materiali e dei processi, garantendo il miglioramento della sicurezza alimentare attraverso azioni di prevenzione, controllo e innovazione tecnologica, con importanti impatti sia sugli operatori della filiera che sui consumatori, evitando sia di processare (con evidente risparmio di costi per l’industria) che di immettere sul mercato prodotti ad elevato contenuto di contaminanti chimici e biologici, rispetto ai quali aumenta sempre di più la sensibilità dei consumatori per le ricadute dirette sulla salute.
Il progetto High Performance Manufacturing (HPM) ha l’obiettivo di sviluppare macchine e sistemi di produzione che, attraverso soluzioni ad alto contenuto di conoscenza, contribuiscano al concetto di “Fabbrica Intelligente” come centro produttivo sostenibile e competitivo in grado di fronteggiare efficacemente i rapidi cambiamenti del settore mediante una salda leadership tecnologica delle imprese raggiunta attraverso programmi di ricerca industriale avanzata.
Uno dei problemi più studiati e più difficili da risolvere nelle basi di dati è l'integrazione o comunque l'interoperabilità di sistemi informatici basati su tecnologie e schemi di dati differenti. Nonostante gli sforzi compiuti dalla comunità di ricerca in quest'ambito, è in pratica molto difficile ed economicamente oneroso integrare (anche solo funzionalmente) basi di dati differenti, specialmente se di grandi dimensioni.Il problema è particolarmente sentito nell'ambito sanitario, nel quale vengono gestite grandi moli di dati in modo distribuito, ma l'interazione tra i diversi attori è bassa e poco affidabile, persino in contesti geografici o tematici molto ristretti.Il presente progetto, Health Data INTegrator (H-INT), intende offrire un contributo concreto al superamento di tali difficoltà, proponendo tecnologie, modelli e servizi per l'integrazione di basi di dati in ambito sanitario basate sullo standard internazionale Health Level 7 (HL7).Per raggiungere questo obiettivo generale, occorre agire su molteplici livelli, ognuno dei quali presenta seri problemi di ricerca industriale. In primo luogo occorre infatti definire un apposito formato descrittivo, che chiameremo hl7r, in grado di rappresentare le specifiche HL7 a un livello di astrazione più elevato, in modo che sia manipolabile in modo automatico. In secondo luogo occorre individuare opportuni algoritmi per l'estrazione semi-automatica di tali descrizioni da specifiche HL7 esistenti. Occorre poi definire le modalità di interazione e di integrazione di sistemi basati su specifiche hl7r differenti (HL7 si compone di numerosi sotto-standard), oltre che progettare le tecnologie più appropriate per gestire tutti i processi in gioco.Un ultimo aspetto, ma determinante, è la validazione di quanto proposto su una tipologia concreta di dati sanitari, relativi ai trapianti di cellule staminali emopoietiche, attualmente gestiti mediante diversi sistemi informatici isolati (e senza uno standard comune).
La condivisione del dato, dell'informazione e della conoscenza in ambientefederato, sussidiario e multidisciplinare è un grande obiettivo per il mondo dellaricerca. La realizzazione di un sistema che garantisca la gestione dei dati e delleinformazioni in maniera multidisciplinare e multimediale con tecniche diwebSharing e di cooperazione è la sfida per il prossimo futuro.La raccolta, la standardizzazione, l'omogenizzazione e la diffusione secondoformati e standard Open, di grandi quantità di dati multimediali, forniranno unquadro di conoscenza unico nel panorama nazionale e non solo, permettendo diavere corretti strumenti per l'analisi dello stato del territorio, e il supporto allapianificazione dei miglioramenti necessari.Questo è vero sia per lil presente che per il passato ed il futuro (Long TermDigital Preservation).Negli scenari del future internet e della smart innovation la conoscenza espertaottenuta dalla condivisione di studi e ricerche dei singoli settori scientificidisciplinari, potrà integrarsi con la conoscenza diffusa costruita col contributo ditutti i cittadini/utenti. Il mix fra conoscenza esperta e diffusa unita al mix diconoscenza consolidata e dinamica, costituirà una eccezionale fonte per laricerca.Il progetto mira a realizzare un sistema per produrre documentazione consistemi di condivisione di testi, tabelle, presentazioni, immagini, video, modelli,livelli cartografici, mappe ed elementi geospaziali. Dall'istante in cui i materialidigitali sono abbozzati nel sistema ne sono gestite le evoluzioni senza vincoli dispazio e di tempo.Tutto ciò per costruire un giacimento informativo in cui ogni soggetto puògestire la propria base informativa, ma nello stesso tempo può essere utente diinformazioni degli altri soggetti coinvolti. Effettuando ricerche semplici edintuitive di tipo non solo semantiche e testuali ma anche posizionali nello spazioe nel tempo. Il tutto in un ambiente condiviso tramite un'unica interfaccia(DashBoard) che l'utente personalizzabile.Il sistema proposto pone le condizioni per una riorganizzazione dei contenutiweb su base geografica. In cui la piattaforma cartografica diventa il luogo dirappresentazione della rete, dove localizzare le diverse informazioni e ordinarlesecondo pertinenze spaziali.Inoltre la logica Open si applica anche agli elementi per lo sviluppo difunzionalità (Framework) che per far sviluppare ai partner WidGet in modo dapoterziare l'intera infrastruttura.Il progetto prevede la realizzazione di una infrastruttura di rete federataMITO-net composta da nodi chiamati MITO-lab dotati di moduli architetturalicapaci di gestire un flusso enorme di dati e richieste simultanee. Presso ciascunMITO-Lab saranno allestite idonee postazioni di lavoro per supportare le attivitàdi data-entry, lo sviluppo dei componenti applicativi, la produzione di materialemultimediale, l'elaborazione dei dati. MITO sarà una soluzione operativa edimmediatamente utilizzabile nonchè scalabile e realizzata seguendo la logicadell'Open & Free Software.Il progetto mira a facilitare la partecipazione a bandi e la costruzione di ricercacondivisa a livello nazionale, comunitario ed internazionale sui temi legati agliOpen Data, alle Smart Cities, ai Big Data, alle Digital Libraries e allariqualificazione e rigenerazione del sistema urbano e del territorio.L'intervento si integra con i nascenti Distretti per i Beni Culturali dellaCampania, Puglia e Sicilia. Per i quali sperimenterà la realizzazione di atlantiintegrati di conoscenze del patrimonio archeologico, ambientale,storico-monumentale, architettonico e dell'offerta turistica capaci di sostenere laconoscenza generata e condivisa nei processi di tutela, valorizzazione eDati inseriti - PAC01_00119 - Pagina 12 di 32fruizione del patrimonio culturale ed ambientale. L'obiettivo è quello dipromuovere e diffondere il patrimonio culturale, ambientale e paesaggisticonelle regioni in cui opereranno i MITO-LAB.
L'avvento di tecnologie broadband nelle reti di telecomunicazione senza fili e nelle reti fisse ha comportato un incremento sensibile del mercato legato alla fornitura dicontenuti e servizi ICT nel settore residenziale e SOHO. Come ogni tecnologia nata ediffusasi troppo in fretta, i modelli di business dominanti legati all'ICT hanno tenuto conto soltanto dei profitti a breve termine legati alla vendita dei contenuti e dei servizi. Ciò a discapito della qualità di erogazione dei servizi e dei contenuti, della soddisfazione dell'utente, della partecipazione condivisa al business di tutti gliattori coinvolti, della fruibilità dei servizi e dei contenuti da parte di una rosa di clienti "globale", della definizione ed uso di standard aperti e consolidati. Fortedell'esperienza acquisita dai partner nel contesto della ricerca nazionale, europea ed internazionale, il progetto si propone di progettare e sviluppare una piattaforma che sia in grado di erogare servizi e contenuti eterogenei, attraverso differenti reti di telecomunicazioni, adattabili al terminale utilizzato dall'utente e al contesto in cui l'utente è immerso, personalizzati in funzione delle preferenze dell'utente, in grado di garantire la qualità del servizio e di misurare e massimizzare il livello disoddisfazione dell'utente, ossia la cosiddetta Quality of Experience. La piattaforma si chiamerà PLATINO e avrà come mercato di riferimento l'erogazione di servizi e contenuti ad utenti nomadici residenziali e SOHO. La piattaforma PLATINOverrà sviluppata in forma di prototipo e validata nei Testing Labs di Telecom Italia nella sede di Napoli. Tale piattaforma sarà fondata sui paradigmi concettualielaborati in ambito internazionale per il Future Internet e sarà accompagnata a dei business models che delineeranno le effettive prospettive di sfruttamentoindustriale della piattaforma stessa. Il progetto sarà portato avanti da un consorzio ben bilanciato di grandi aziende, PMI e università e centri di ricerca. Nonostante la maggior parte delle attività saranno svolte nelle regioni di Convergenza e in particolare in Campania, il progetto ha una visione di ampia dimensione datadalla partecipazione di Telecom Italia e di centri di ricerca fortemente coinvolti in attività e progetti di dimensione nazionale ed europea.
VirtualMurgia si propone di sponsorizzare i beni culturali del territorio Pugliese attraverso l'SMUS, Smart-Multisense Ubiquitous System, un container intelligente, dotato di una rete di sensori ed attuatori, in grado di far vivere un'esperienza multisensoriale. Il visitatore potrà percepire fisicamente il bene culturale in cui è immerso attraverso un sistema che riproduce il microclima (flusso di aria, umidità e temperatura) e le sensazioni olfattive dell'ambiente stesso. Il bene culturale potrà essere vissuto da qualunque visitatore in qualsiasi parte del mondo attraverso un'esperienza multisensoriale attiva ed innovativa, superando le limitazioni della somministrazione passiva di contenuti audio/video aumentati anche 3d o 4d (anche coinvolgendo il tatto), ma che vincolano l'utente ad una postazione o ad un oggetto (ad esempio il guanto). L'idea innovativa dell'SMUS si basa sulla capacità di fondere diverse tecnologie cooperanti al fine di immergere un visitatore in un'esperienza durante la quale, senza supporti, potrà muoversi liberamente all'interno di un ambiente dal quale riceverà immagini, suoni, odori e sensazioni dovute al microclima verosimili a quelle dei siti di interesse Pugliese. Inoltre bisogna sottolineare le caratteristiche innovative di flessibilità, versatilità e scalabilità dello SMUS. Esso potrà, con la stessa struttura e lo stesso hardware, proporre scenari ed esperienze diverse all'utente. Inoltre esso implementerà algoritmi di intelligenza artificiale in grado di addestrare la rete di sensori/attuatori sulla scorta dei feedback che lo stesso pubblico darà al sistema, in maniera tale da riprodurre sensazioni che solo la componente umana è in grado di decifrare. L' SMUS, facilmente trasportabile ed energeticamente autonomo, mira a superare le limitazioni di tipo logistico, economico e di performance dei sistemi usati per la promozione dei beni culturali Pugliesi ed in particolare della Murgia.
L'UE svolge un'azione di indirizzo dello sviluppo economico verso un approccio di sostenibilità e di riduzione degli impatti ambientali.Ne deriva un obbligo da parte degli stati membri di recepire le direttive, di implementarle concretamente e di indirizzare l'azione locale, evitando la frammentazione dei processi nell'azione dei diversi attori pubblici e privati, garantendo la razionalizzazione nella raccolta dei dati e nella misurazione dell'efficacia degli sforzi messi in atto. Un esempio emblematico può essere fornito dall'applicazione del quadro normativo ambientale alle aree portuali e al territorio circostante in cui si registra una scarsità dei dati disponibili ed una disomogeneità dei parametri adottati per la raccolta dei dati.IN.VI.SY.B.L.E. si propone di definire una metodologia, in linea con gli standard internazionali, caratterizzata da criteri predefiniti, per la raccolta di informazioni rilevanti provenienti da fonti eterogenee diverse, ovvero dalle aree portuali pugliesi, dalle loro aree urbane circostanti e dall'ISPRA. Tali dati, destinati allo studio statistico/quantitativo dell'ambiente marino, del suolo, dell'aria, saranno aggregati al fine di generare nuovi servizi abilitati da infrastrutture cloud a supporto di attori pubblici e privati che agiscono nell'area territoriale prescelta per la sperimentazione.La soluzione tecnica, viste le caratteristiche articolate e complesse delle misure da effettuare e lo scenario applicativo che esibisce caratteristiche ambientali e operative ad elevata variabilità, imporrà un'attenzione particolare nella scelta dei trasduttori e dei sensori utilizzati, nell'organizzazione di questi in reti robuste e protette anche da intrusioni ostili, visto l'aspetto normativo prospettico e la non invasività intrinseca del sistema. Nondimeno l'integrabilità e l'attuazione di protocolli originali, dato l'ambiente critico in cui devono operare, richiede una cauta definizione ed adattamento dell'hardware utilizzato.
Il progetto propone lo sviluppo di un sistema senza contatto per la diagnostica 3D e l'analisi con realtà aumentata, utilizzabile per rilievi a basso costo di manufatti e strutture di rilevante interesse culturale di grandi dimensioni, caratterizzati da un difficile accesso. Il sistema sarà basato su sensori integrati per la fotogrammetria e la termografia digitale, basato sul volo autonomo, con un sistema di comando e controllo wireless, dotato di sensori di posizione di tipo gps e giroscopico. Questo sistema di scansione, imaging, rilievo e di diagnostica termografica potrà essere utilizzato anche per applicazioni dove esiste una grande difficoltà di accesso senza l'utilizzo di costose impalcature o piattaforme mobili. Per risolvere questo problema il sistema sarà montato su un "esa o opto-copter" radiocomandato, capace di trasportare l'attrezzatura nei posti meno accessibili in maniera veloce e senza nessun rischio per l'operatore o per il manufatto. L'UAV opportunamente programmato consentirà grazie al sistema di navigazione di realizzare il rilievo in totale autonomia, evitando qualsiasi tipo di collisione con il bene. I dati rilevati saranno trattati per essere disponibili per la diagnostica avanzata con sistemi di data-fusion in realtà aumentata facilmente condivisibili su www. Con la scansione delle superfici di interesse mediante UAV con foto e termo-camere in grado di fornire immagini a elevata risoluzione e tali da consentire restituzioni tridimensionali, sarà effettuata la qualificazione delle caratteristiche materiche e architettoniche e dello stato di conservazione dei beni culturali, per validare metodi di identificazione di connotati tecnico-costruttivi, di stati fessurativi/deformativi e di manifestazioni di alterazione superficiale. Campi di applicazione di elezione del sistema saranno facciate di chiese ed edifici, frontoni, portali, soffitti lignei, volte in cannucciato e manufatti artistici di dimensioni variabili da .3 a 100 metri.
Il "Cisco Visual Index" prevede che nel 2016 il traffico video costituirà circa l'86% del traffico Internet globale. Il progetto "Massive Adaptive Internet VIdeo STreaming using the clOud" (MAIVISTO) ha l'obiettivo di superare lo stato dell'arte internazionale nel campo della distribuzione di video su Internet in streaming adattivo utilizzando infrastrutture di Cloud Computing. Si studieranno tecniche di stream-switching DASH compliant, tecniche di orchestrazione intra-cloud e inter-cloud mediante Control Plane e tecniche di ranking e raccomandazione dei contenuti video.
Il progetto SMARTCASE - Soluzioni innovative MultifunzionAli peR l’otTimizzazione dei Consumi di energiA primaria e della vivibilità indoor nel Sistema Edilizio, ha come obiettivo lo studio di soluzioni per il contenimento dei consumi energetici del sistema edificio-impianto, con riferimento sia alle nuove costruzioni che alla riqualificazione di edifici esistenti. Le linee di ricerca indagate coprono trasversalmente numerosi aspetti che, con modi e pesi differenti, concorrono alla determinazione del fabbisogno energetico complessivo del manufatto edilizio e degli impianti ad esso asserviti.
La Puglia è una delle quattro regioni del Sud Italia che produce la maggior quantità di olio extravergine di oliva. Molte cultivar sono presenti sul territorio; esse sono sottoposte a differenze microclimatiche, pedoclimatiche ed ecologiche che contribuiscono a dare all'olio extravergine di oliva differenti proprietà organolettiche e nutrizionali. Questo progetto desidera introdurre, per la prima volta, nell'ambito della caratterizzazione degli oli extravergini di oliva delle aree sopraelencate , l'identificazione del prodotto mediante l'uso della risonanza magnetica nucleare (RMN) acquisendo spettri 1D 1H and 13C and 2D 1H Jres e rapportarlo ad una serie di altri dati quali l'identificazione genetica della cultivar di provenienza, i maggiori micronutrienti che sono presenti nel terreno, le capacita organolettiche e le proprietà nutrizionali del prodotto. Le cultivar individuate per la produzione dell'olio sono quattro scelte tra le più rappresentative della produzione pugliese: Coratina, Ogliarola Barese, Cima di Mola, Peranzana. Il progetto e articolato in 8 obiettivi realizzativi specifici:OR1. Raccolta e collezionamento di rami giovani delle cultivar individuate per l'estrazione del DNA e lo studio genetico delle piante. Raccolta dei campioni di terreno dove gli alberi di olivo sono allocati, secondo un protocollo specifico, per l'analisi di alcuni elementi (carbone organico, azoto totale, carbonati totali, fosforo disponibile, cationi scambiabili, metalli pesanti) e micronutrienti (Zn, Fe, Mn, Cu).OR2. Raccolta e collezionamento delle olive con successiva produzione dell'olio extravergine di olivamonovarietale mediante l'uso di un micromolitore da laboratorio. Analisi spettrometrica di 1350 campioni di olio mediante RMN Bruker 500 e 400 MHz ottenuti da 15 aree geografiche localizzate nelle province di Bari e Foggia. Saranno utilizzati due differenti spettrometri (Bruker Avance DRX 500 MHz e BrukerAvance III 400 MHz) per la validazione dei pattern ottenuti da 450 campioni. L'elevato numero di campioni e dovuto alla necessita di considerare almeno 30 campioni per ogni data-set significativo ed alla raccolta delle olive che sarà effettuata per tre volte nell'arco dei 3 anni.OR3. Analisi merceologica e panel test dei campioni di olio di oliva monovarietali. Correlazioni dei risultati con i dati presenti nel database ed identificazione delle componenti di RMN che partecipano alle proprietà organolettiche.OR4. Influenza delle variabilità climatiche (fattori microclimatici e pedoclimatici) sarà studiata analizzando con RMN gli oli ottenuti dalle 3 raccolte di olive e prodotti in laboratorio nell'arco dei 3 anni per la durata del progetto.OR5. L'attività anti-ossidante sarà valutata in vitro su colture di epatociti e di cellule endoteliali. L'attività anti-infiammatoria sarà valutata in cellule endoteliali umane in coltura sotto opportuni stimoli proinfiammatori nonchè in topi C57B6/J in cui e stato indotto uno stato infiammatorio cronico a livello intestinale mediante la somministrazione di destano sodio solfato.OR6. Certificazione degli oli di oliva extravergini monovarietali mediante il protocollo dell'Azienda Oliveti Terra di Bari.OR7. Confronto dell'olio extravergine di oliva monovarietale con le DOP mediante la valutazione della presenza di elementi in tracce con l'uso dello spettrometro di massa ed i dati della RMN presenti nel database.OR8. Costituzione e sviluppo di un database specifico che conterrà tutti i dati ottenuti dai precedenti OR in cui sono stati analizzati 1350 campioni di olio extravergine di oliva monovarietale. Questo database sarà utilizzato per migliorare la tracciabilità del prodotto regionale impiegato per la produzione dell'olio.
Il Progetto METRICS – MEtodologie e Tecnologie per la gestione e RIqualificazione dei Centri Storici e degli edifici di pregio – è un progetto di ricerca industriale per lo sviluppo di metodologie e tecnologie innovative per favorire la sostenibilità e la sicurezza nei centri storici delle città. Le tematiche sono affrontate, sia al livello di singolo edificio di pregio sia al livello territoriale in termini di aggregati edilizi e delle reti fisiche e sociali, sviluppando soluzioni che, gestendo la complessità dei sistemi urbani nei centri storici, consentano di incrementare la sicurezza strutturale di edifici ed infrastrutture e migliorare la qualità della vita della popolazione, operando secondo i principi della sostenibilità ambientale e sociale.
La reputazione, oggi, si costruisce sul Web: sia per le organizzazioni (Aziende o Pubblica Amministrazione), sia per i privati cittadini. Oltre a promuovere e diffondere la notorietà del proprio brand attraverso i social network, un'organizzazione oggi deve intervenire in tutte le occasioni in cui materiali e conversazioni online possono risultare deleteri per la sua immagine o quella dei suoi prodotti/servizi. Inoltre, è necessario che l'organizzazione possa comprendere i comportamenti dei consumatori nel web, ed eventualmente influirvi in maniera mirata. Sfruttando la mole di dati storici, accumulatasi in anni di rapporti telematici fra cittadino e PA (ovvero tra cliente ed azienda), l'utilizzo di tools che implementino analisi di rete e semantiche, presentate nel dettaglio delle Attività di Progetto, può essere un'opportunità per le organizzazioni di offrire servizi customizzati, prevedere trends e reazioni dell'utenza, allocare le risorse necessarie all'erogazione del servizio in maniera dinamica ed intelligente, monitorare la valutazione espressa dai cittadini dei servizi offerti online. Il monitoraggio di criticità relative al reputation management, continuato nel tempo, può evidenziare trends utili a comprendere come le azioni istituzionali/aziendali vengano recepite dal cittadino/consumatore ed a pianificarle oculatamente. Per rispondere a tutte queste esigenze, il progetto MUSCA vuole realizzare un framework integrato di Social Network Analysis (SNA) e di Web Reputation (WR), senza prescindere dal rispetto e dall'applicazione delle regolamentazioni giuridiche connesse alla tutela dell'immagine, del consumatore, delle informazioni riservate personali (privacy) ed industriali. Il progetto prevede una partnership con ANAS, che avrà funzioni di data;provider nel progetto, e metterà a disposizione dei casi d'uso su cui testare la piattaforma, in termini di prestazioni degli algoritmi e dell'architettura utilizzati, e di funzionalità complessiva del sistema.
La reputazione, oggi, si costruisce sul Web: sia per le organizzazioni (Aziende o Pubblica Amministrazione), sia per i privati cittadini. Oltre a promuovere e diffondere la notorietà del proprio brand attraverso i social network, un'organizzazione oggi deve intervenire in tutte le occasioni in cui materiali e conversazioni online possono risultare deleteri per la sua immagine o quella dei suoi prodotti/servizi. Inoltre, è necessario che l'organizzazione possa comprendere i comportamenti dei consumatori nel web, ed eventualmente influirvi in maniera mirata. Sfruttando la mole di dati storici, accumulatasi in anni di rapporti telematici fra cittadino e PA (ovvero tra cliente ed azienda), l'utilizzo di tools che implementino analisi di rete e semantiche, presentate nel dettaglio delle Attività di Progetto, può essere un'opportunità per le organizzazioni di offrire servizi customizzati, prevedere trends e reazioni dell'utenza, allocare le risorse necessarie all'erogazione del servizio in maniera dinamica ed intelligente, monitorare la valutazione espressa dai cittadini dei servizi offerti online. Il monitoraggio di criticità relative al reputation management, continuato nel tempo, può evidenziare trends utili a comprendere come le azioni istituzionali/aziendali vengano recepite dal cittadino/consumatore ed a pianificarle oculatamente. Per rispondere a tutte queste esigenze, il progetto MUSCA vuole realizzare un framework integrato di Social Network Analysis (SNA) e di Web Reputation (WR), senza prescindere dal rispetto e dall'applicazione delle regolamentazioni giuridiche connesse alla tutela dell'immagine, del consumatore, delle informazioni riservate personali (privacy) ed industriali. Il progetto prevede una partnership con ANAS, che avrà funzioni di data-provider nel progetto, e metterà a disposizione dei casi d'uso su cui testare la piattaforma, in termini di prestazioni degli algoritmi e dell'architettura utilizzati, e di funzionalità complessiva del sistema.
Il progetto prevede la realizzazione di un sistema per il controllo automatico dei tessuti basato sull'utilizzo delle tecniche di visione artificiale.
Il progetto è finalizzato allo studio e messa a punto di nuove metodologie per lo sviluppo di servizi evoluti orientati alla mobilità delle merci attraverso la creazione di mercati organizzati. Tale mercato organizzato realizzerà l’incontro tra domanda e offerta di servizi logistici e sarà residente su un sistema web-based. I benefici che il progetto intende garantire si rivolgono tanto alle imprese operanti nel settore delle ICT, quanto a quelle appartenenti ai diversi settori manifatturieri che presentano la necessità di ricorrere a servizi logistici per l’espletamento delle operazioni di fornitura e di distribuzione.
Per il presente progetto si è pensato ad un banco completamente automatizzato di collaudo per cilindri, i quali rappresenta l’elemento di gran lunga più utilizzato nel montaggio di impianti idraulici. In particolare ci si auspica che con tale banco si possano perseguire i seguenti obbiettivi: 1. analizzare e testare prototipi, effettuando automaticamente lunghi cicli di collaudo; 2. effettuare analisi dei rischi in tutti i possibili e prevedibili modi di utilizzo del cilindro, così come prescritto dalla vigente normativa macchine; 3. controllare rapidamente, e con il minimo possibile di manodopera, la bontà di tutto il processo produttivo; 4. effettuare i test necessari per certificare la rispondenza dei prodotti ai requisiti richiesti dalle norme vigenti.
Obiettivo di questo progetto è quello di sviluppare un bruciatore idoneo a realizzare la combustione MILD in generatori di vapore, mediante parziale ricircolo dei gas combusti e/o utilizzo di gas di scarico di turbine a gas. La ricerca proposta può contare sulle competenze e sulle strutture (centro sperimentale sulla combustione) esistenti presso il DIMeG e il DIASS (Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente e per lo Sviluppo Sostenibile) e sulle sinergie con il CCA.
Il progetto proposto intende sviluppare un sistema elettronico automatico per il monitoraggio di parametri fisico-chimici in ambienti marini. Questi parametri sono misurati impiegando sensori esterni già commercialmente disponibili ed utilizzando sensori realizzati su specifiche esigenze. Lo scopo specifico del progetto è quello di sviluppare un sistema costituito da una rete di trasmettitori ed una rete di ricevitori capaci di operare in ambito sottomarino costiero ed in grado di misurare, a titolo di esempio applicativo, la temperatura e la salinità locale dell'acqua su ampie superfici costiere.
Questa ricerca intende indagare su di una possibile ed innovativa applicazione della Reverse Engineering a fini biometrici. Si intende sviluppare il prototipo di un sistema di scansione tridimensionale basato sulla fotogrammetria digitale in campo stretto per il rilievo 3D del corpo umano, da utilizzare nella realizzazione di abiti su misura. L'adozione di tecniche Reverse Engineering (RE) è motivata dal fatto che esse consentono la ricostruzione di oggetti 3D esistenti di forma complessa a partire dalle coordinate di punti rilevati con strumenti digitali di rilievo e misura. Essendo il corpo umano di forma complessa è giustificato l’utilizzo di queste tecniche.
Il progetto propone uno studio di fattibilità e la conseguente sperimentazione iniziale di un metodo innovativo, basato su tecnologie di Time Compression, per la realizzazione di sistemi produttivi avanzati nel settore calzaturiero. Lo scopo finale è di ridurre sensibilmente i tempi ed i costi di sviluppo di nuove calzature realizzate con tecnologia di iniezione diretta su tomaia. In particolare il progetto prevede lo studio ed la esecuzione di rilevazioni tridimensionali di attrezzature e parti complesse inerenti la produzione di scarpe, al fine di semplificare e velocizzare la produzione, mediante la realizzazione di nuove tipologie di stampi, ottenuti con processi di fabbricazione/prototipazione rapida adatti alla produzione con macchine rotative d’iniezione.
Il progetto sarà indirizzato a sviluppare modelli di customer profiling per ambienti complessi, definiti come quelli in cui le decisioni devono essere prese in contesti che cambiano continuamente, come è tipico negli scenari competitivi in cui si trovano ad operare le imprese di quasi tutti i settori. Partendo dagli studi effettuati e dalle competenze sviluppate negli ultimi anni sul tema delle tecnologie applicate al marketing personalizzato, l’obiettivo sarà perseguito attraverso lo sviluppo di un prototipo software basato su algoritmi di data mining che permettano di realizzare un modello di customer profing innovativo che tenga conto del cambiamento di contesto e che si prefigge di superare i limiti manageriali e tecnologici degli attuali sistemi di marketing personalizzato. La modellizzazione e lo sviluppo del prototipo software sarà realizzata analizzando uno o più panel di dati messi a disposizione dal partner industriale che, avendo come core business l’implementazione di tecnologie per il Customer relationship Management, sarà in grado di fornirci dati demografici e transazionali reali del comportamento d’acquisto di un numero elevato di clienti.
La presente proposta di ricerca ha come obiettivo lo sviluppo e implementazione di trattamenti di disinfezione, alternativi alla clorazione, altrettanto efficaci ed economici, ma più ecocompatibili. Nel nostro contesto territoriale la maggior parte degli scarichi dei depuratori municipali hanno come corpo idrico ricettore il mare, sicché la riduzione dell’impatto ambientale degli scarichi stessi costituisce un fattore prioritario per l’impostazione di una corretta politica di protezione ambientale anche alla luce della nuova normativa per la tutela dei corpi idrici.
La produzione di cemento Portland comporta la calcinazione e sinterizzazione generalmente in forni cilindrici rotanti di diverse sostanze depositate in parchi minerali. Tale processo genera gas di scarico che trasportano particelle di polvere e composti inorganici volatilizzati. Le particelle vengono trattenute da filtri a maniche o da precipitatori elettrostatici, producendo un materiale in forma polverulenta chiamato Particolato da Forni del Cemento (PFC). Si stima che circa 30 milioni di tonnellate all’anno di PFC vengono prodotti in tutto il mondo; la comune pratica di gestione del PFC consiste nel miscelarlo con i composti depositati nei parchi minerali ed immetterlo a monte del forno del cemento, riducendo così l’utilizzo di materie prime.
Il progetto propone uno studio di fattibilità di un metodo innovativo, basato su tecnologie di Reverse Engineering, per la progettazione di parti da realizzare con sistemi produttivi avanzati nel settore calzaturiero. Lo scopo finale è di ridurre sensibilmente i tempi ed i costi di sviluppo di nuovi modelli di calzature operando su modelli matematici 3D, adatti per i successivi studi di styling e di analisi ingegneristica. In particolare il progetto prevede lo studio ed la esecuzione di rilevazioni tridimensionali di parti della calzatura, quali forme e puntali, al fine di semplificare e accelerare le fasi di industrializzazione. L’idea innovativa proposta è quella di utilizzare sistemi di scansione digitale a contatto e non a contatto per incrementare la flessibilità di produzione nel settore calzaturiero. Il progetto è suddiviso in 5 fasi. Nella prima verranno eseguite le scansioni di puntali e forme attraverso tecnologie di scansione laser tridimensionale. Terminata la fase di acquisizione nella seconda fase del progetto sarà possibile procedere alla fase di elaborazione delle nuvole di punti risultanti dalla scansione. Il risultato digitale ottenuto dalla seconda fase rappresenterà l’input per la terza fase, quella di creazione dei poligoni e di ricostruzione degli stessi. Nell’ultima fase sarà possibile giungere al risultato finito, ossia al modello digitale completo delle forme e dei puntali rilevati. Nella quinta fase del progetto verranno effettuate delle rilevazioni, utilizzando un digitalizzatore manuale, delle linee di stile di tomaie e tali informazioni di forma verranno convertite in formato digitale al fine di poterle modificare e riutilizzare per la progettazione di nuovi modelli.
L’obiettivo principale della tecnologia integrata pre-trattamento/digestione anaerobica/riuso dei residui di processo oggetto della presente proposta è di accoppiare i vantaggi dei bassi costi dei trattamenti biologici con il riutilizzo di materie secondarie al fine di migliorarne la qualità e di utilizzarne tutte le risorse energetiche disponibili secondo principi di sviluppo sostenibile. Il progetto permetterà, grazie a strategici accordi intercorsi, di sperimentare in scala pilota un impianto di DA concesso in comodato d’uso all’Unità di Ricerca (attraverso un accordo scientifico con l’ENEA) direttamente in campo, grazie alla disponibilità dell’azienda co-finanziatrice, che metterà a disposizione una particolare area dedicata all’interno di un impianto di compostaggio.
L’obiettivo principale della tecnologia integrata oggetto della presente proposta è accoppiare i vantaggi dei bassi costi dei trattamenti biologici con le elevate efficienze di degradazione caratteristiche dei processi meccanochimici. In particolare i principali risultati attesi dal presente progetto di ricerca sono: • La trasformazione di composti organici in prodotti di reazione a minore complessità molecolare attraverso ultramacinazione in mulini ad alta energia. • L’incremento delle cinetiche biologiche caratteristiche del sedimento pre-macinato rispetto al tal quale • La scalabilità del processo integrato e lo sviluppo di una tecnologia innovativa a livello pre-competitivo Inoltre il seguente progetto permetterà di realizzare un prototipo dimostrativo della tecnologia descritta costituita da un mulino ad alta energia già in possesso della struttura di ricerca del Politecnico di Bari (DIASS) accoppiato con un bioreattore in fase fango.
Il presente progetto intende contribuire ad innovare le procedure di progettazione ed analisi di una vasta gamma di tecnologie eco-compatibili, e di conseguenza il design delle stesse. L’idea di fondo è giungere all’integrazione trasversale di software per il design parametrico, la simulazione di processo e l’ottimizzazione di prodotto. Quale caso studio, si intende far riferimento alle tecnologie di disinfezione delle acque reflue urbane, diffusamente impiegate a livello internazionale, ed in particolare al caso della ri-progettazione ed ottimizzazione di reattore UV in Teflon (un fluoropolimero trasparente alla radiazione UV a 254 nm). Oltre che numericamente, il miglioramento delle efficienze di processo sarà valutato sperimentalmente tramite la costruzione e l’esercizio di un reattore pilota così come modificato a valle dal processo di simulazione ed ottimizzazione del design esistente. In tal senso, si intende fare uso di software commerciali quali: - per gli aspetti fluidodinamica, si utilizzerà il codice “general purpose” CFX 5 - per gli aspetti legati all’ottimizzazione, si utilizzerà modeFRONTIER
La cenere volante di inceneritore di rifiuti urbani ha recentemente attirato l’attenzione di diversi ricercatori a causa del suo arricchimento in metalli pesanti a basso punto di fusione e microinquinanti organici, che hanno elevata tossicità ed un potenziale impatto negativo sull’ambiente. Per tali ragioni, le ceneri leggere di inceneritore devono essere smaltite e sono ricercati nuovi trattamenti intermedi prima dello smaltimento finale. Fino ad oggi, sono state sviluppate diverse tecnologie negli ultimi 20 anni per rimuovere o immobilizzare i metalli pesanti dalle ceneri di inceneritore. D’altra parte, i contaminanti organici sono molto difficili da rimuovere in modo economico ed efficiente. Poiché il carbone incombusto nelle ceneri ha un’are superficiale più alta, comparata alle particelle minerali, ed agisce come substrato catalitico per la sintesi de-novo di diossine, si suppone che la maggior parte di contaminanti organici come le diossine ed i clorobenzeni sono adsorbiti principalmente sulle particelle di carbone; di conseguenza, rimuovendo il carbone incombusto sarebbe possibile rimuovere i contaminanti organici. Inoltre, è molto probabile che anche il mercurio, rimosso dai gas di scarico e adsorbito su polvere di carboni attivi, può essere trovato nella frazione organica delle ceneri.
Sia l’innovazione tecnologica che l’espansione del mercato continuano ad accelerare la sostituzione apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE), portando ad un significativo incremento dei rifiuti (RAEE) derivanti dallo smaltimento di tali componenti. Al fine di utilizzare rifiuti plastici contenuti nei RAEE in applicazioni ad alto valore, è necessario per l’industria degli utilizzatori che i materiali riciclati devono possedere le stesse caratteristiche, in termini di dimensione, forma e purezza dei materiali vergini. Il rifiuto solido deve essere gradualmente ridotto in dimensione finchè non raggiunge la dimensione delle originali materie prime vergini (polimeri plastici), che hanno dimensione di grano tra 50 e 800 microns. Successivamente il materiale macinato deve essere purificato per poter consentire di recuperare selettivamente diversi tipi di plastiche. Tra i principi alla base della separazione fisica, l’effetto tribo-elettrico consente di separare materiali le cui conduttività sono molto simili, come nel caso delle plastiche. La tecnologia tribo-elettrostatica lavora sul principio che differenti materiali si trasferiranno una carica elettrica quando vengono strofinati l’uno contro l’altro: la conseguente densità di carica superficiale può essere utilizzata per separare questi materiali diversi in un campo elettrico. Questa proposta in tre fasi vuole meglio chiarire le modalità con cui le plastiche sono distribuite nei RAEE ed investigare l’efficacia/economicità della separazione tribo-elettrostatica per recuperare selettivamente polimeri plastcici da scarti elettronici che hanno precedentemente subito un trattamento di fine macinazione per incrementare il grado di liberazione.
Scopo della ricerca è la progettazione di un impianto di dissalazione autonomo auto alimentato e autocontrollato per la produzione di acqua a basso contenuto salino. Lo studio parte dall’analisi del funzionamento di impianti di dissalazione detti MSF. Tale tipo d’impianto richiede che l’acqua salata (acqua di mare) venga riscaldata a circa 90°C quindi immessa in vasche in cui è presente una pressione via via decrescente. L’acqua salata, prima di essere riscaldata viene fatta passare, attraverso dei tubi, all’interno delle vasche provocando la condensa del vapor d’acqua che si sprigiona dall’acqua riscaldata presente nelle vasche; da queste viene scaricata la salamoia che generata. Il riscaldamento dell’acqua e i livelli termici richiesti possono essere ottenuti attraverso l’impiego di pannelli solari. Nelle vasche è possibile realizzare pressioni tutte inferiori alla pressione atmosferica per agevolare l’evaporazione dell’acqua.
L’allevamento bufalino Pugliese ha assunto grande rilevanza a seguito del problema legato alle quote latte bovine. Inoltre, la quantità dei prodotti derivati dal latte bufalino ancora non supportano la richiesta del mercato. La produzione di latte quanti-qualitativamente, dipende dal valore genetico dell’animale, per questo motivo è di assoluta importanza migliorare quanto più possibile il patrimonio genetico degli allevamenti bufalini. Le biotecnologie riproduttive rappresentano un mezzo per attivare velocemente il miglioramento genetico. Nella specie bufalina, però, tali biotecnologie sono ancora poco applicate perché non ancora totalmente standardizzate. Il PEMBUF si propone di standardizzare le biotecnologie applicate alla riproduzione mediante il prelievo in vivo di ovociti da bufale di alta genealogia, la maturazione in vitro degli ovociti ottenuti, la fertilizzazione con seme di tori miglioratori, e la coltura di embrioni. Una volta ottenuti gli embrioni questi potranno essere trasferiti su animali di basso valore genetico che porteranno a termine la gravidanza dando alla luce vitelli miglioratori. Il progetto quindi, consta di una parte specificatamente sperimentale (studio della morfologia dei gameti, standardizzazione dei medium ecc.) ed una parte più pratica, che avrà interessanti risvolti sul territorio poiché migliorerà la zootecnia bufalina pugliese. Le imprese che cofinanziano il progetto hanno espresso il loro grande interesse nel progetto.
Il presente progetto si propone lo studio e la messa a punto dei ceramici tecnici più innovativi finora utilizzati in altri ambiti (aerospaziale, energetico) e di metodologie innovative per la produzione delle protesi in ceramica integrale, per ottenere protesi dentali con elevate proprietà meccaniche in grado di sostituire totalmente le protesi metalliche anche nelle applicazioni più critiche e gravose. L’idea aggiuntiva è quella di mettere a punto materiali facilmente integrabili nei laboratori odontotecnici e che non richiedano a coloro che operano nel settore cospicui investimenti.
L’obiettivo del progetto è esplorare l’efficacia di un nuovo biomateriale, costituito da uno scaffold a base di collagene e proteoglicani, in grado di indurre la rigenerazione di interi tratti di nervo periferico a seguito di recisione, parziale o totale. Il device è stato brevettato presso il Massachusetts Institute of Technology, Cambridge, MA, da parte del coordinatore scientifico del progetto, ed alcuni dimostratori sono già stati realizzati presso i laboratori dell’Università di Lecce. L’originalità dello scaffold proposto consiste in un pattern di micropori, connessi, presenti al suo interno, in grado di fungere da guida durante il processo di rigenerazione, sia in termini di supporto agli assoni ed alle cellule di Schwann che all’esclusione dei miofibroblasti.
Il cancro del colon-retto è una delle più comuni neoplasie nei paesi occidentali ed industrializzati con 500.000 nuovi casi diagnosticati ogni anno nel mondo. Nonostante i continui progressi che sono stati fatti nella diagnosi e nella terapia di questa neoplasia la prognosi è severa per una buona parte dei pazienti affetti da questa neoplasia anche dopo i trattamenti chemioterapici. Tuttavia il cancro del colon rimane un modello di studio per quel che riguarda la definizione delle basi genetiche e biologiche di inizio e progressione della neoplasia. I numerosi studi, che si sono accumulati negli ultimi 20, anni hanno chiarito come le cellule del colon acquisiscano la capacità di proliferare in maniera incontrollata essenzialmente attraverso due vie alternative che differiscono nei geni oncosoppressori ed oncogeni che possono essere inattivati o attivati. Inoltre queste due vie differiscono per le caratteristiche molecolari esibite dai tumori nei quali la cancerogenesi si è instaurata attraverso l’una o l’altra via. I tumori del colon-retto presentano sempre un’instabilità genomica che però può essere di due tipi: cromosomica o dei microsatelliti. Mentre nel primo tipo c’è la presenza nelle cellule tumorali di un cariotipo anomalo sia nel numero che nella struttura dei cromosomi, nel secondo tipo c’è l’accumulo di inserzioni e/o delezioni di 1-2 nucleotidi in sequenze ripetute che possono trovarsi sia in regioni codificanti che non codificanti.Questa caratteristica molecolare viene anche definita fenotipo mutatore (MIN o MSI) o RER (Replication ERror). Il fenotipo mutatore è caratteristico dei tumori di pazienti affetti da cancro del colon ereditario non poliposico (HNPCC) nonché del 5-15% delle neoplasie colorettali sporadiche. Con questo progetto si vuole realizzare un nuovo kit basato sull’amplificazione contemporanea di cinque loci microsatelliti BAT25, BAT26, D5S346, D17S250 e D2S123. Saranno selezionate cinque coppie di primer che saranno utilizzate per una multiplex PCR su DNA estratto da tessuto normale e patologico dello stesso paziente. Gli amplificati dei cinque loci devono avere grandezza differente per poter essere separati mediante analisi elettroforetica su gel di acrilammide. I possibili risultati di questa analisi sono: • il fenotipo MSI-H (High), caratterizzato dalla presenza di instabilità in almeno due dei cinque loci amplificati con successo; • il fenotipo MSI-L (Low), caratterizzato dalla presenza di instabilità in almeno uno dei cinque loci amplificati con successo; • il fenotipo MSS, caratterizzato dall’assenza di instabilità nei cinque loci amplificati con successo. A questa analisi sarà aggiunta la possibilità di dosare la proteina hMLH1 o hMLH2, assente nel 95% dei tumori con instabilità, mediante metodica ELISA. La semplicità della metodica e la standardizzazione della stessa ne rendono possibile l’impiego anche in laboratori dove le attrezzature di biologia molecolare sono limitate. Gli scopi del seguente progetto sono: 1. validare il kit su un lotto di campioni di tumori colorettali ed altre neoplasie come il carcinoma renale; 2. allestire diversi lotti del kit per verificare la consistenza e la riproducibilità tra lotti del kit da noi sviluppato; 3. includere nel kit una metodica ELISA per la determinazione della presenza/assenza di proteine hMLH1 e hMSH2 che sono responsabili del 90% dei casi di instabilità dei microsatelliti. Punti di forza del progetto sono: 1. evidenziare l’eventuale presenza di differenti valutazioni dipendenti dai lotti allestiti; 2. applicare il kit per la valutazione di un altro tumore come il carcinoma renale; 3. evidenziare la presenza o l’assenza di due proteine che potrebbero essere marcatori prognostici importanti ai fini della prognosi del paziente; 4. disponibilità per il laboratorio di biologia molecolare di un kit che non è solo diagnostico ma anche prognostico.
La gestione integrata dei processi di business è oramai uno degli elementi chiave all’interno di tutte le aziende, dato il capillare e pervasivo uso di sistemi informatici – in prevalenza distribuiti e decentralizzati – come strumenti di ausilio al personale preposto alla gestione dei flussi informativi di business. Gran parte del lavoro in tal senso è però ancora affidato al know-how dei fornitori dei servizi. Quanto detto è particolarmente vero con riferimento ai sistemi ERP. E’ben noto che le società possono trarre un reale beneficio da sistemi ERP solo se esse sono in grado di modellare i flussi d’informazione che attraversano trasversalmente tutti i processi aziendali. Quando le piccolo-medie imprese cercano di mappare i loro processi su sistemi ERP, spesso incontrano notevoli difficoltà nella completa reingegnerizzazione dei loro processi. Ciò conduce a frustrazione del personale aziendale con notevole impatto sul ROI dell'organizzazione stessa. Ben poco si fa, ed è stato fatto, in termini di processi di automatizzazione a supporto del lavoro “manuale”. Questo progetto mira alla realizzazione completa di un sistema per la automazione del processo di composizione di processi di business, concepito come add-on a sistemi ERP esistenti, fornendo sulla base di una specifica di processoe di un repository di building block, la soluzione che meglio approssima il contesto aziendale di destinazione, fornendo –in assenza di parti disponibili rispetto a quanto richiesto- una spiegazione logica circa la mancata copertura. Il sistema proposto verrà realizzato utilizzando soluzioni estremamente innovative basate sulla semantica delle descrizioni ed utilizzerà servizi di inferenza recentemente definiti. In particolare il processo di composizione, core dell’approccio, utilizzerà tecniche di Concept Covering basate su Abduzione. Il sistema oggetto del progetto conduce ad una drastica riduzione dei tempi necessari al processo di customizzazione di soluzioni in sistemi ERP, oltre a fornire un ausilio sia in fase di definizione economica del costo di customizzazione che nella fase di composizione vera e propria. L’esito del progetto consisterà in un dimostratore completo funzionante per il più noto ERP system attualmente presente sul mercato.
Il presente lavoro si configura come il naturale proseguimento di una ricerca scaturita da un’idea del Prof. Martellotta (Primario del Reparto di Neruochirurgia dell’Ospedale “A. Perrino” di Brindisi) e concretizzata lo scorso anno nell’ambito del programma di azioni innovative PRAI della Regione Puglia - FESR 2000-2006 in cui era stato sviluppato un prototipo funzionale numerico/sperimentale, innovativo rispetto a quelli già disponibili nella letteratura specialistica, per la simulazione della risposta bio-meccanica del tratto lombo-sacrale del rachide nelle usuali condizioni fisiologiche di carico. Tale modello basato sull’impiego di protocolli di scansione TAC (Tomografia Assiale Computerizzata), tecniche di image processing, tecniche di analisi agli elementi finiti (FEA) e tecnologie di Prototipazione Rapida (RP) ha riscosso un notevole successo per il fatto che si basava su dati anatomici reali pur presentando inevitabilmente alcune approssimazioni legate al carattere pionieristico della ricerca effettuata. Scopo del presente progetto è l’implementazione di tale modello con l’aggiunta di ulteriori elementi anatomici quali legamenti, muscoli sia introducendo gli opportuni parametri matematici ad essi correlati all’interno del modello numerico sia inserendo fisicamente i suddetti elementi nel prototipo sperimentale. Il modello che si intende realizzare vuole essere innanzi tutto di ausilio al clinico per una più approfondita comprensione del comportamento biomeccanico del distretto anatomico considerato e secondariamente di supporto al Neurochirurgo per una valutazione clinica delle cause delle principali affezioni dolorose a carico del tratto rachideo, nonché per il corretto impianto di protesi correttive.
La proposta di progetto è rivolta allo sviluppo ed alla messa a punto di materiali nanostrutturati, mediante diverse tecniche preparative, con idonee proprietà fotocatalitiche per lo studio di metodologie di abbattimento di inquinanti ambientali in matrici acquose, mediante processi di degradazione ossidativi (Advanced Oxidation Process) AOP.
Il presente progetto di ricerca si propone di dare un contributo significativo all’analisi dei siti eolici, sia relativamente alle tecniche numeriche di simulazione sia alle metodologie di rilievo sperimentale. Contributo che può risultare di importanza strategica in questa fase di rapido sviluppo, nella quale l’incapacità delle aziende di valutare in tempi brevi e con sufficienti condizioni di causa l’effettiva convenienza dell’investimento e definire la tipologia e la disposizione ottimale delle macchine può costituire il collo di bottiglia che rallenta la crescita esponenziale del settore. Importanza strategica sottolineata dal ruolo di partner che la Vestas, azienda leader in Italia nel settore eolico, svolge nel presente progetto di ricerca.
Questo progetto si propone di realizzare un DNA microarray per la diagnosi di malattie genetiche il cui evolversi e' collegato a mutazioni del Calcium Sensing Receptor (CaR). Queste patologie includono non soltanto quelle a carico delle paratiroidi (iperparatiroidismo neonatale severo, NSHPT; ipercalcemia ipocalciurica familiare, FHH; ipocalcemia autosomica dominante, ADH) ma anche altre patologie molto diffuse che potrebbero essere riconducibili a difetti del CaR (ipercalciuria idiopatica, osteoporosi, nefrolitiasi).
La Commissione Europea definisce “l'inquinamento acustico uno dei principali problemi ambientali”. Ciò testimonia che, tra i vari interventi necessari per ridurre l’inquinamento ambientale del nostro pianeta, uno dei più importanti è quello rivolto alla riduzione dei livelli di vibrazione e sonori delle macchine e, in particolare, di quelle da cantiere. Il progetto in oggetto si propone di sviluppare una metodologia per l’analisi del comportamento dinamico di un martello demolitore idraulico, al fine di sviluppare un codice predittivo di calcolo dei livelli di emissione acustica e vibratoria dello stesso. L’obiettivo principale che ci si propone di raggiungere è quello di utilizzare tale codice di calcolo al fine di prevedere quali possano essere le conseguenze sui livelli di vibrazione e sonori, di alcune possibili soluzioni tecniche e, quindi, di individuare quelle che effettivamente portano ad una riduzione dell’inquinamento acustico e da vibrazione. Dal punto di vista del trasferimento tecnologico la metodologia proposta permetterà di migliorare il design di tali sistemi in tempi più brevi che in passato, in quanto la fase di sperimentazione sarà limitata solo alla verifica di soluzioni già giudicate ottimali dal codice. Tutto ciò si tradurrà, chiaramente, in un vantaggio competitivo delle aziende locali sia a livello nazionale che internazionale, con positive ricadute economiche ed occupazionali.
Questo progetto rappresenta una prosecuzione di precedenti collaborazioni tra il Politecnico di Bari e Ansaldo-Caldaie, che hanno portato allo sviluppo di un post-bruciatore a metano, a miscelamento rafforzato, per impianti cogenerativi e a ciclo combinato, nonché allo sviluppo di una efficiente tecnica per la sua ottimizzazione progettuale. Le prove sperimentali hanno dimostrato che il bruciatore proposto è caratterizzato da un buon miscelamento, da un raffreddamento convettivo abbastanza efficiente, ma da un ridotto campo di regolazione. Inoltre, successive simulazioni hanno mostrato che non può funzionare efficientemente con miscele di idrogeno. Questo progetto mira a sfruttare le precedenti esperienze, per sviluppare un post-bruciatore dalle più elevate prestazioni e che possa funzionare anche con miscele di idrogeno.
I trasportatori a nastro rappresentano il più diffuso sistema di trasporto interno in gran parte degli stabilimenti industriali. Numerose sono le aziende del territorio tarantino si faccia larghissimo utilizzo di questo tipo di trasporto (Ilva, Cementificio, Enel, …). I nastri trasportatori sono stati utilizzati per molti anni per il trasporto di materiali sciolti su distanze relativamente brevi, ma con il significativo sviluppo tecnologico, sta diventando economicamente vantaggioso l’utilizzo di nastri trasportatori anche per la copertura di elevate distanze. Numerose sono ormai anche le applicazioni relative a nastri trasportatori con lunghezze che superano i 1000 m, ed inoltre è ormai estremamente ampio l’utilizzo di nastri trasportatori nei sistemi automatici di produzione industriale. I costi associati al trasporto di materiali sciolti sono elevati e rappresentano una porzione significativa degli interi costi di produzione e manutenzione per molte industrie. Pertanto, per questi sistemi di trasporto diviene sempre più cruciale eseguire una ottimizzazione della progettazione, finalizzata al miglioramento del rendimento, affidabilità ed economia. In questo progetto si svilupperanno i modelli teorici per identificare, modellizzare e ottimizzare le fonti di potenza perduta negli impianti di trasporto con nastri trasportatori. Tali modelli consentiranno di creare un modello globale del consumo energetico di un trasportatore a nastro, contenente anche il moto-riduttore d’azionamento, il sistema di forzamento del nastro e i relativi sistemi di controllo. L’obiettivo finale è quello di introdurre una innovazione tecnologica nei nastri trasportatori, finalizzata al miglioramento delle prestazioni, sia su quelli attualmente in opera e sia sulle nuove realizzazioni. La valorizzazione e l’applicabilità industriale dei risultati del progetto è assicurata dall’ampia estensione degli attuali impianti di trasporto a nastro nelle grandi aziende del territorio pugliese.
Il problema della tutela della salute umana e degli interessi dei consumatori in relazione ai prodotti agrolimentari è, nell’ambito della Comunità Europea, di particolare interesse e attualità. Il regolamento europeo in materia stabilisce tra l’altro che sia possibile la rintracciabilità degli alimenti in tutte le fasi della loro produzione, trasformazione e distribuzione. Pertanto, tali beni devono essere opportunamente etichettati e i processi, nei quali sono coinvolti, devono consentire e/o facilitare l’operazione di tracciatura. Questo problema è particolarmente sentito nell’ambito della regione Puglia, per la presenza sul territorio di numerose imprese operanti nel campo agroalimentare che è di particolare importanza nell’economia locale. L’adeguamento alle normative europee da parte di tali imprese è necessario non solo per garantire la sicurezza dei consumatori nel rispetto della legge, ma anche per mantenere elevata la qualità dei prodotti nell’ambito di un mercato europeo sempre più competitivo. In questo contesto, il presente progetto ha come obiettivo generale lo studio e la sperimentazione di tecnologie atte a consentire localizzazione e identificazione di beni/prodotti equipaggiati con etichette RFID (Radio Frequency Identification). Tali tecnologie sono applicabili dal punto di vista concettuale a qualsiasi tipo di bene o prodotto, ma è richiesta la caratterizzazione dei beni/prodotti attraverso dati che qualifichino e quantifichino i loro attributi e che vengano memorizzati sui tag RFID. Pur essendo le tecnologie considerate mutuabili e trasferibili, ciascun dominio relativo ad un bene/prodotto è caratterizzato da una specifica ontologia per descrivere i dati on board sui tag.
In una società sempre più "della conoscenza", "dell'apprendimento", nella quale le comunità si caratterizzano come "virtuali", più fluide e senza riferimento spaziale, per la quale la capacità di accesso al sapere e alle informazioni e di rinnovamento (produzione utilizzazione/diffusione di conoscenze) costituiscono competenze essenziali, .Open Knowledge' e .Open Contents' sono destinati a divenire di primaria importanza. Si tratta di sistemi di produzione e diffusione basati sulla disponibilità degli individui a creazione, modifica e trasferimento di conoscenza, di digital commons' non esauribili che incoraggiano creatività e collaborazione. I Sistemi on-line risultano ancora difficilmente efficaci nella condivisione di conoscenza tacita e nelle attività di collaborazione. Gli Open Content, invece offrono una prospettiva intrigante; essi rappresentano l'unico sistema on-line capace di impegnare un sistema cognitivo complesso ed evolvente in collaborazioni ampie, per diversificazione e quantità dei contributors coinvolti e delle conoscenze gestite, e i cui effetti comportano una modifica di "contenuti" liberamente accessibili e distribuibili.
Il progetto mira a realizzare una “guida interattiva virtuale”, che, identificando autonomamente un turista, lo assista nel suo rapporto con il contesto circostante. Da recenti rapporti nazionali e internazionali emerge, infatti, come quello del turismo rappresenti, su scala europea e mondiale, uno dei settori economici dalle più alte potenzialità di sviluppo dei prossimi 10 anni, con tassi di crescita annua previsti dell’ordine del 2,5-4% in termini di fatturato e dell’1,5% in termini di occupazione. Questa strategia offre grandi opportunità per potenziare l’offerta turistica, quale nodo strategico per la crescita economica e occupazionale e per sostenere la nascita di nuove attività e di nuove forme di imprenditorialità, soprattutto in regioni come la Puglia dotate di un ingente patrimonio ambientale e culturale – ricco di risorse per loro natura “territorialmente specifiche”, interessate da una crescente domanda di informazione e conoscenza.
Il progetto intende sviluppare modelli e metodologie per il supporto alle decisioni per la pianificazione integrata basata sui modelli dei processi produttivi. Questo approccio, innovativo per le aziende pugliesi del settore alimentare, tende a soddisfare le esigenze di ingegnerizzazione e di standardizzazione delle produzioni tradizionali di qualità, a favorire la cooperazione delle aziende, e a promuovere la diffusione, nel tessuto produttivo regionale pugliese, di modelli e metodi avanzati ed innovativi per il supporto alle decisioni.
I sistemi di identificazione a radiofrequenza (RFID), introdotti per la prima volta intorno agli anni ’50 ma raramente sfruttati per un lungo periodo, hanno recentemente riacceso un forte interesse grazie al consistente sviluppo tecnologico che ne ha permesso una forte miniaturizzazione, un miglioramento apprezzabile delle prestazioni e, fatto non trascurabile, una riduzione drastica dei costi. In estrema sintesi, i sistemi RFID permettono la rilevazione della presenza di un dispositivo (chiamato RFID-tag) quando questo si trova nell’area di copertura di un sistema di antenne detto reader. I tag, formati sostanzialmente da un chip di dimensioni dell’ordine del mm2 e da un’antenna, hanno raggiunto oramai costi così bassi da essere giustificabili anche in sistemi nei quali il riuso non può essere garantito. Per molteplici applicazioni, RFID potrebbe essere utilizzato alla stessa stregua dei bar-code scanners, per il tracciamento dei prodotti e la distribuzione.
Con il presente progetto si propone lo studio sperimentale di un nuovo materiale, compostabile e biodegradabile al 100%, per definirne le caratteristiche e successivamente suggerirne la commerciabilità e la produzione su scala industriale di sacchetti per usi alimentari e non. Si intende eseguire una serie di test, indicati dalla normativa di riferimento (italiana ed europea), che consentiranno di caratterizzare il materiale dal punto di vista meccanico e termico, e, in seguito ad un’analisi critica dei risultati, si procederà ad una ottimizzazione del processo produttivo del compound nonché ad eventuali modifiche nella composizione del materiale, per ottimizzarne le caratteristiche meccaniche. In tal modo si prevede di ottenere un prodotto in grado di competere con un materiale plastico tradizionale, il polietilene, ed alla cui struttura risulta per molti versi simile.
Negli ultimi anni si è assistito ad un impressionante sviluppo dei sistemi e servizi wireless, che ha indotto gli operatori del settore a ridurre i tempi di progettazione delle reti, migliorare la qualità del servizio e controllare in maniera più accurata l’esposizione umana ai campi elettromagnetici (EM). Tutto ciò implica una forte richiesta di tool automatici per l’ottimizzazione di alcuni parametri critici delle stazioni radio base (SRB) (ad es. posizione delle SRB, dimensionamento in potenza, tilting d’antenna ecc.) che siano in grado di fornire una accurata predizione dei campi EM irradiati dalle antenne per SRB e che siano di facile utilizzo per l’utente finale. Nel presente progetto, la loro effettiva soluzione è investigata seguendo un approccio multidisciplinare. Griglie Semantiche (SG) ed ontologie rappresentano le tecnologie in grado di supportare un tale tentativo. Di conseguenza l’obiettivo principale in SEGRIPLANET è l’esplorazione delle nuove frontiere aperte dalle griglie semantiche nell’ambito delle Pianificazione Ottimale di Reti Wireless. Questo obiettivo è perseguito attraverso la realizzazione di un’ambiente semantico distribuito per la pianificazione ottimale di reti wireless ottenuta congiungendo le piattaforme appartenenti ai partners del progetto.
Il progetto è finalizzato a sviluppare, sperimentare ed automatizzare (attraverso lo sviluppo di un prodotto software) una metodologia per l’analisi e il miglioramento dei processi ad elevata intensità di informazione. La metodologia esamina i sistemi informativi (flussi di comunicazione e processi decisionali) che si instaurano nell’ambito di un processo e consente di individuare la forma di coordinamento più adatta alla gestione del processo stesso. In particolare, sulla base della descrizione de (i) la struttura del processo in esame, (ii) la forma di coordinamento adottata e (iii) il contesto (ed altri eventuali fattori che dovessero emergere come rilevanti durante l’esecuzione del progetto), è possibile valutare il “carico di coordinamento” indotto dai sistemi informativi. Questo può essere distinto con relazione ai flussi di comunicazione e ai processi decisionali che emergono nel processo, nonché riferito all’intero processo ovvero a singole risorse, in quest’ultimo caso in modo da evidenziare i colli di bottiglia.
Nell’ambito del risanamento del territorio della Regione Pugliese, in considerazione anche della sua delicata situazione igienico sanitaria ed al fine di contenere i rischi connessi al riuso delle acque non trattate, il Politecnico di Bari – DIASS (Dipartimento di Ingegneria per l’Ambiente e lo Sviluppo Sostenibile) ha promosso un’attività sperimentale basata sul processo di fitodepurazione, in corso in due impianti pilota costruiti in Provincia di Bari. Finalità principale della ricerca è di valutare l’efficienza depurativa del processo di fitodepurazione per estendere su scala maggiore tale pratica e servire, in particolare, zone rurali attualmente non dotate di impianto centralizzato di fognatura dinamica e permettere, qualora le caratteristiche dell’effluente lo consentano, il suo utilizzo a scopo irrigui.
L’obiettivo del progetto è sviluppare un modello di valutazione per la determinazione del grado di responsabilità sociale di un’impresa nelle relazioni con i propri fornitori e con i propri clienti. La Commissione Europea definisce la Responsabilità Sociale d’Impresa (Corporate Social Responsibility, CSR) come “l’implementazione su base volontaria delle prassi sociali ed ambientali nelle normali operazioni commerciali e nei rapporti verso terzi”.
Il presente progetto - che si inserisce in una linea di ricerche svolte in collaborazione fra il Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale del Politecnico di Bari ed il Laterificio Pugliese S.p.A. – ha l’obiettivo di sviluppare un nuovo tipo di blocco di laterizio forato rettificato per la realizzazione di murature portanti, con l’ intento di migliorare ed innovare una promettente tecnologia introdotta di recente. Il risultato atteso è lo sviluppo di un nuovo tipo di laterizio rettificato leggero che permetta di realizzare, con un unico ordine di blocchi, una muratura che soddisfi non solo tutti gli aspetti prestazionali necessari per il comfort abitativo - senza ricorso ad altri materiali coibenti, ad elevato impatto ambientale - ma anche i requisiti di resistenza meccanica occorrenti per la realizzazione di strutture portanti in zona sismica.
L’obiettivo del progetto è la messa a punto di un prototipo di chip microelettronico per la rilevazione ultra-rapida della presenza di cellule in una goccia di campione di pochi microlitri. Grazie ad una schiera massicciamente parallela con centinaia di migliaia di micro-sensori/attuatori integrati il prototipo sarà in grado di organizzare le cellule, presenti nel liquido iniettato sul chip, in una schiera spaziale ordinata. Le cellule, posizionate così in corrispondenza dei sensori ottici integrati, verranno in tal modo contate istantaneamente. Il prototipo realizzato nel progetto sarà concepito per rendere possibile in futuro l’utilizzo del sistema sul campo, anche al di fuori di laboratori biologici. In particolare il principio di rilevamento dovrà fare a meno di strumenti ingombranti e costosi quali microscopi e telecamere digitali. L’approccio Lab-on-a-chip con schiere di sensori miniaturizzati, perseguito nel progetto, promette di rendere possibili analisi biologiche rapide e a basso costo, rendendo l’informazione che ne deriva immediatamente disponibile sul campo a chi ne fa uso, per esempio nell’ufficio del dottore o del veterinario, o per rilevamenti ambientali.
Il presente progetto di ricerca si propone di realizzare un sito dosimetrico completamente ingegnerizzato automatizzando la gestione delle funzioni del sistema tramite computer. Il sistema sarà completamente automatizzato e consentirà il monitoraggio e il controllo del campo elettrico, temperatura, potenza elettrica e SAR all'interno della cella GTEM. Inoltre, sarà effettuata la sperimentazione bioelettromagnetica in colture cellulari di cheratinociti umani esposte alle microonde per valutare i parametri di vitalità cellulare e della concentrazione di citochine.
L’obiettivo che si pone questa ricerca è di valutare la capacità di un sistema fotovoltaico interconnesso con la rete di distribuzione di contribuire al controllo della tensione in rete. Ad evitare complesse azioni di coordinamento fra i vari dispositivi distribuiti in rete, il controllo che si intende implementare dovrà essere totalmente decentralizzato. A tal fine la metodologia che si intende proporre si basa sull’analisi, per differenti condizioni operative, dellinfluenza della tensione nei nodi limitrofi a quello in cui è installato l’impianto, in funzione dei parametri di controllo dell’impianto stesso. Successivamente, verrà risolto un problema di ottimizzazione dei profili di tensione in rete e, grazie a tecniche di decentralizzazione, sarà implementata l’azione di controllo che si baserà esclusivamente su misure locali. L’attuazione delle leggi di controllo sarà affidata all’inverter controllato in corrente con tecnologia PWM di interfaccia tra l’impianto e la rete di distribuzione. Il progetto prevede una fase sperimentale su un impianto reale della potenza di 10 kWp inserito in una microrete pervenendo alla pratica realizzazione di un prototipo supervisionato con PC e scheda di controllo DSP.
Con il presente progetto s’intende effettuare, in collaborazione con la Wedeco S.r.l., uno studio sperimentale di fattibilità riguardo la degradazione dei composti organici volatili nel condensato acquoso concentrato e nella corrente gassosa mediante trattamenti avanzati di ossidazione (Advanced Oxidation Technologies, AOT) che impiegano radiazione ultravioletta (UV) ed acqua ossigenata (H2O2), UV e biossido di titanio (TiO2), radiazione ultravioletta ed ozono.
Il progetto mira a ricercare e sviluppare nuovi materiali compositi a base di polimeri e cariche ceramiche per la realizzazione di rivestimenti funzionali, in opportune concentrazioni e caratteristiche, da applicare mediante tecniche di elettrodeposizione.I vantaggi nell’uso di queste tecniche sono: la forte adesione del rivestimento al supporto, l’ottimo controllo degli spessori depositati, l’ottima capacità di rivestire oggetti dalle geometrie non piane, l’uso di strumentazione relativamente semplice e di basso costo, la facile scalabilità del processo. I materiali compositi con componenti organici ed inorganici hanno promettenti potenzialità come rivestimenti in quanto hanno dimostrato, se opportunamente progettati, di avere un minore coefficiente di espansione termica, una maggiore durezza, una minore permeabilità all’ossigeno e all’acqua, una maggiore resistenza meccanica e all’usura rispetto ai soli materiali organici.Queste caratteristiche, insieme ai vantaggi delle tecniche di elettrodeposizione, permetteranno di sviluppare e mettere a punto dei rivestimenti anticorrosione e antiusura, da impiegare nel settore della produzione dei mezzi di trasporto e del settore biomedicale. Le competenze sinergiche di ENEA nelle tecnologie di processo, nei materiali avanzati e nella loro caratterizzazione, del Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Gestionale del Politecnico di Bari (DEMG) nelle caratterizzazioni strutturali e tribologiche, del Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione dell’Università di Lecce nei processi elettrochimici e nei trattamenti di cura dei materiali polimerici, permetteranno di espletare con la massima integrazione le azioni progettuali.Alla compagine delle Unità di ricerca si affiancheranno quattro realtà produttive/professionali presenti nel territorio pugliese, che in collaborazione con le Unità hanno permesso la definizione delle problematiche che si intendono affrontare e risolvere con questa idea progettuale.
Seconda regione vitivinicola italiana, dopo la Sicilia, la Puglia è la regione con la maggior produzione di vini rossi-rosati. I vini di Puglia, un tempo impiegati soprattutto per tagliare altri vini prodotti altrove (più deboli e a minore gradazione), hanno ottenuto negli ultimi anni un notevole successo, frutto di un'evoluzione che ha visto il passaggio da una politica di produzione quantitativa, ad un nuovo approccio che mira, invece, alla qualità del prodotto finale. Una caratteristica peculiare della nostra produzione vinicola è che le caratteristiche podologiche e le condizioni climatiche di questa regione contribuiscono ad arricchire il vino d’essenze aromatiche e dare, quindi, un caratteristico ed intenso gusto al prodotto finito. L'industria enologica pugliese sta vivendo un momento di grande trasformazione qualitativa e, nelle zone con particolare vocazione vinicola, cresce l'esigenza di acquisire un sempre maggiore livello conoscitivo dei parametri che caratterizzano la qualità dei vini tipici e di nicchia. La sfida del mercato ha quindi indirizzato la filiera produttiva verso l’utilizzo di sistemi innovativi in grado di garantire ed esaltare le caratteristiche qualitative e la sanità dei vini pugliesi. Il concetto di tracciabilità “dal campo alla tavola” del prodotto finale può essere ottemperato unicamente mediante lo sviluppo ed il trasferimento al tessuto produttivo di una serie di applicazioni biotecnologiche. Altra sentita esigenza è quella di poter pilotare e controllare l'attività produttiva al fine di ottenere vini con caratteristiche peculiari, costanti ed igienicamente sicure, nel rispetto della tipicità garantita dalle Denominazioni d'Origine. Infatti, la selezione e l'impiego di nuove combinazioni microbiche, ottenute dalle microflore autoctone, e l'utilizzo d'avanzate tecnologie di vinificazione si tradurrebbe in un potente strumento di miglioramento continuo delle caratteristiche organolettiche e sensoriali del prodotto. Lo studio e la definizione dei profili quali-quantitativi dei metaboliti peculiari del vitigno e del vino da esso prodotto è diventata oggi un passaggio obbligato per la definizione delle caratteristiche di qualità del prodotto finale. Questo approccio potrà ulteriormente valorizzare sul mercato i nostri vini, evidenziando al consumatore gli effetti salustici del vino, i quali hanno un ruolo importante nella prevenzione di molte patologie a carico del sistema cardiovascolare. Inoltre, lo sviluppo ed il trasferimento alla filiera produttiva di innovativi sistemi di controllo della qualità avrà un elevato impatto sull’ormai irreversibile processo di innalzamento degli standard qualitativi delle nostre produzioni vinicole. Un ulteriore pressante esigenza è quella di assicurare al consumatore un elevato standard di sicurezza nel consumo dei nostri vini. Il rischio micotossicologico da ocratossina A (OTA) nella filiera viti-vinicola appare oggi come un serio problema per la vinicoltura pugliese. Sulla base di tali presupposti, il progetto si articolerà sui seguenti punti: -Microbiologia enologica: messa a punto, validazione e trasferimento protocolli efficienti e semplificati per la selezione di microrganismi autoctoni che possano essere utilizzati come starters per processi industriali di fermentazione alcolica e malolattica. -Tracciabilità molecolare, metabolomica e salutistica del vino: sviluppo di un sistema di tracciabilità molecolare dei vitigni pugliesi, individuazione e quantificazione delle sostanze antiossidanti presenti nel vino, carta di identità dell’attività biologica dei vini pugliesi. -Analisi automatizzata di parametri di qualità: sviluppo di un innovativo sistema di sensori per l’analisi qualitativa e comparativa dei vini regionali ed identificazione di composti volatili che possano essere utilizzati come marker di qualità durante il processo di produzione vinicola. -Diagnosi di funghi ocratossigeni e decontaminazione da OTA: ottimizzazione di metodi innovativi di biologia molecolare per la diagnosi precoce di funghi ocratossigeni in vite, sviluppo di metodi microbiologici e biotecnologici per la decontaminazione di vini pugliesi contaminati da OTA. -Collezione e conservazione di microrganismi autoctoni: deposito di lieviti e batteri presso la collezione ITEM (http://www.ispa.cnr.it/Collection/); raccolta e catalogazione delle caratteristiche molecolari e biochimiche dei ceppi depositati con la costituzione di un data-base biochimico/molecolare.
Finalità: Il progetto si propone di ricercare e sviluppare strumenti bioinformatici e biotecnologici altamente innovativi per analizzare l’espressione genica e proteica dei tumori del colon-retto, del rene e del cavo orale al fine di identificare nuovi marcatori molecolari utili alla loro diagnosi precoce. La finalità del progetto ha un’immediata ricaduta sia sulle conoscenze biologiche di base che sulle possibili applicazioni cliniche in campo oncologico. Partners: La proposta progettuale si basa su una collaborazione multidisciplinare di cinque Unità di Ricerca (UR) afferenti a IRCCS (Ospedale “Casa Sollievo della Sofferenza” - San Giovanni Rotondo), Istituti Universitari (Facoltà di Scienze Biotecnologiche – Bari e Facoltà di Medicina e Chirurgia - Foggia), Istituti CNR (ISSIA ed ITB - Bari) ed un’azienda, l’Exhicon ICT (Trani, Bari), operante nel settore dell’Information Technology e business partner IBM. Obiettivi Scopi di questo progetto sono: • ricerca e sviluppo di nuove metodologie computazionali per l’analisi e la rappresentazione dei dati di espressione genica e proteica del cancro • identificazione e validazione clinica e funzionale di marcatori biologici tumore-specifici da utilizzare nello screening dei tumori del colon-retto, del rene e del cavo orale. Attuazione La realizzazione del progetto è garantita dal know-how e dalla expertise delle UR, dalla disponibilità di tutte le risorse cliniche ed infrastrutturali, e dalla partecipazione dell’Azienda per la realizzazione progettuale applicativa e il veicolamento dei risultati ottenuti. Il project management includerà un comitato esecutivo con compiti decisionali ed operativi, diretto dal coordinatore scientifico e composto da almeno un rappresentante delle UR e un rappresentante della impresa coinvolta. Rilevanza Il progetto è rilevante per diversi motivi. Innanzitutto, esso si inserisce nel settore di ricerca strategico della Biotecnologia così come si evince sia dal VI Programma Quadro per la Ricerca elaborato dalla Commissione Europea sia dai programmi strategici di ricerca industriale elencati nel Programma Nazionale della Ricerca (PNR) 2005-2007. Inoltre, esso prevede la creazione di nuove figure professionali, attraverso la formazione di giovani ricercatori con forti competenze multidisciplinari, figure queste altamente richieste dal mondo del lavoro. Il progetto prevede l’attivazione di assegni di ricerca e borse post-doc da attribuire a giovani ricercatore per una quota pari al 46 % del totale delle spese di personale dedicato ad attività di ricerca. Il progetto prevede altresì collaborazioni con ricercatori di chiara fama internazionale tramite contratti di sabbatical international. Infine, i risultati del progetto sono di interesse per politiche di sanità pubblica dal momento che esiste una forte richiesta di strumenti clinici per la diagnosi precoce dei tumori. Impatto sul sistema industriale pugliese Il sistema produttivo pugliese è attualmente carente nel settore strategico della bioinformatica, una scienza con una forte connotazione di interdisciplinarietà che gestisce strumenti ad elevato contenuto tecnologico. Pur tuttavia, nell’ambito degli interventi speciali CIPE per lo sviluppo del Mezzogiorno (distretti tecnologici) nella nostra Regione è stata proposta la costituzione di un Distretto High-tech e di un Distretto Biotecnologie. Emerge quindi chiaramente come la prossima costituzione in Puglia di Centri di Ricerca High-tech e Biotecnologici necessiti di competenze bioinformatiche per gestire, integrare, analizzare, ed utilizzare dati complessi di tipo biologico e medico. La ricerca e lo sviluppo di nuovi strumenti di bioinformatica per l’analisi di espressione genica e proteica del cancro e di dispositivi nanotecnologici per la diagnosi precoce dei tumori potrà servire da: • supporto per nuove attività imprenditoriali e professionali ad alto contenuto tecnologico generate come spin-off dalle attività di ricerca • trasferimento di conoscenze e competenze tecnologiche alle imprese di informatica e biotecnologia • sviluppo di una rete di laboratori pubblico-privati di ricerca industriale e di centri per l’innovazione in cui viene sviluppata l’attività di ricerca applicata regionale per la sua valorizzazione industriale
Il progetto nasce da una esigenza industriale di rivestimenti protettivi per componenti soggetti a usura. In particolare si propongono delle soluzioni tecnologicamente innovative alle richieste provenienti da due campi di applicazione differenti, meccanico e biomedicale. La ricerca di soluzioni al problema dell’usura ha portato allo sviluppo dei rivestimenti superficiali cioè deposizione di strati duri che abbiano caratteristiche tali da contrastare i fenomeni legati all’usura quali attrito, adesione, craterizzazione. In campo industriale, le tecniche di deposizione più utilizzate sono di tipo PVD (physical vapour deposition); il processo avviene a temperature non superiori a 500°C, quindi sotto alla temperatura di rinvenimento degli acciai rapidi, ciò consente di eseguire i rivestimenti su particolari finiti senza rischio di alterazioni geometriche. La maggior parte dei rivestimenti PVD consiste tuttora di strati singoli (single layer) spesso costituiti da una o due fasi. Ma le sempre crescenti richieste in termini di prestazioni hanno fatto sì che le proprietà di un solo materiale si rivelassero insufficienti per le applicazioni spingendo la ricerca verso soluzioni innovative. Nel vasto campo dei rivestimenti multicomponenti vi sono i multistrati caratterizzati da una microstruttura periodica costituita da strati di due o più materiali diversi aventi spessori che possono arrivare a decine di micron. I principali vantaggi derivanti dal combinare diverse strutture e composizioni all’interno di un unico rivestimento multistrato risiedono soprattutto nell’incremento di particolari proprietà (abbattimento della diffusione di specie gassose, riduzione dell’usura, aumento della durezza, ecc.), nella riduzione della differenza di proprietà meccaniche e chimiche tra rivestimento e substrato, nel controllo delle tensioni residue e nella capacità di deviare il percorso delle cricche al fine di aumentare la tenacità anche in condizioni estreme. In particolare, nel campo delle applicazioni biomedicali le strutture a multistrato aumentano la compatibilità tra protesi e tessuto vivente evitando il contatto con materiali potenzialmente dannosi e bloccando la diffusione nel corpo di elementi velenosi provenienti dalla protesi massiva. Esse possono ridurre il coefficiente di frizione tra protesi e le parti del corpo. Evitando il deterioramento della protesi i multistrati impediscono il rilascio di particelle (spesso velenose) nel tessuto vivente. La risoluzione di un problema di usura richiede una profonda conoscenza della struttura e della composizione del coating, nonché della dipendenza di queste da temperatura, pressione di contatto, condizioni operative. Nei laboratori dell’ENEA di Brindisi, si è partiti da una “base” sperimentata costituita da coating singoli di TiN, CrN, ZrN, NbN, DLC,…per sviluppare varie strategie finalizzate ad incrementare ed adattare le caratteristiche dei rivestimenti protettivi alla risoluzione di problemi tecnologici. Una consolidata collaborazione con le industrie meccaniche locali ha confermato come un ulteriore miglioramento può essere ottenuto impiantando i pezzi finiti con specie atomiche come carbonio e azoto ad alte energie. La complementarietà di tali tecniche, l’esperienza acquisita sul campo e la consolidata collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Meccanica del Politecnico di Bari creano una sinergia tale da poter dare vita in Puglia ad un gruppo di competenza sulla tematica dei rivestimenti tribologici. Pertanto si propone un processo ibrido che utilizzi la tecnologia di impiantazione ionica per la preparazione del componente (utensile o protesi) in modo da creare un gradiente composizionale che abbia caratteristiche termo-meccaniche vicine a quelle dei rivestimenti da applicare. Il successivo rivestimento, in strato singolo o multilayer, ottenuto con tecnica magnetron sputtering, da' alla superficie trattata le caratteristiche tribologiche attese (maggiore resistenza all'usura). Un’ulteriore impiantazione ionica crea un rilassamento dello stress intrinseco del rivestimento. Questo infatti è spesso causa della delaminazione del coating o della creazione di microcricche. L'idea è quella di progettare dei rivestimenti in modo sequenziale utilizzando un fascio ionico ad alta energia prima e dopo la realizzazione dei rivestimenti per PVD sul pezzo meccanico finito. Il monitoraggio ottico delle tensioni sviluppate durante il rivestimento del componente permette di controllare ed intervenire per modificare il processo ottimizzandone i parametri. Il sistema formato dal set-up ottico e dalla camera di deposizione costituisce un impianto pilota la cui efficacia verrà testata durante il progetto proposto. E’ importante sottolineare che la tecnica proposta ha un impatto ambientale praticamente nullo, ben diverso da quello tipico delle lavorazioni galvaniche.
I nanocompositi a matrice polimerica rappresentano una nuova classe di materiali caricati in cui almeno una delle dimensioni delle particelle disperse (nanocariche) è dell’ordine di grandezza del nanometro (10-9 m). La miscelazione di polimeri e particelle inorganiche produce proprietà e prestazioni eccezionali. Questi compositi rappresentano il campo di ricerca più avanzato nell’ambito della Scienza dei Materiali applicata ai polimeri e ai dispositivi innovativi. Ci sono diversi approcci metodologici e tecnologie di processo che permettono la sintesi di questi materiali nanocompositi. In particolare, in questo progetto si intende utilizzare tecnologie avanzate di sintesi per i nanocompositi come la sintesi in-situ via irradiazione di polimeri “arricchiti” con precursori metallici mediante fasci di fotoni (laser) ed elettroni e un processo fisico come la impiantazione ionica. La sintesi in-situ sarà estesa anche alla micro- e nanofabbricazione di nanocompositi utilizzando tecniche di scrittura mediante fascio laser e fascio di elettroni. Saranno inoltre ulteriormente implementate e sviluppate tecnologie di microe nanolitografia soffice specificatamente per l’uso combinato con nanocompositi sia basati su polimeri coniugati elettroattivi, sia basati su polimeri otticamente inerti per substrati plastici. La messa a punto delle diverse metodologie di sintesi e processo di preparazione permetterà di realizzare nanocompositi polimerici integrati e polifunzionali utilizzabili in diversi settori applicativi. In particolare questo progetto ha l’obiettivo di realizzare alcuni dei seguenti dispositivi utilizzando i materiali nanocompositi preparati: dispositivi elettroluminescenti (ottici/optoelettronici) nel range spettrale “blu-infrarosso”, sensori/rivelatori di radiazione (luce) e sensori di strain (pressione). La semplicità di manipolazione dei compositi e la possibilità di modularne le caratteristiche (proprietà funzionali) rende questi materiali estremamente versatili per diverse applicazioni.
Il progetto è finalizzato allo studio e alla messa a punto di processi innovativi e nuove metodologie per lo sviluppo di servizi evoluti orientati alla mobilità delle merci. L’innovazione proposta si fonderà sull’adozione sinergica delle moderne tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT). Esse permetteranno la creazione di un mercato organizzato che favorisca l’incontro tra la domanda (espressa e latente) e l’offerta (attuale e potenziale) di servizi logistici interimpresa. L’innovatività del progetto, rispetto alle soluzioni ICT attualmente sul mercato, risiede nel dare supporto al processo di incrocio tra domanda (imprese manifatturiere) e offerta (operatori logistici), ad esempio proponendo soluzioni che siano ad un tempo accettate da tutti gli attori del sistema logistico e in grado di garantire l’efficienza complessiva. Per la loro elaborazione occorrerà sviluppare idonee metodologie basate sulla teoria dei contratti e sulla simulazione ad agenti, e approfondire la ricerca sui processi interorganizzativi; quest’ultima è infatti funzionale allo sviluppo di soluzioni tecnologiche innovative e alla loro coerente applicazione alla logistica, oltre che, potenzialmente, ad altri settori. Obiettivo principale del progetto sarà la realizzazione di una soluzione ICT prototipale, residente su una piattaforma web-based, che colmi l’attuale assenza di strumenti raffinati per l’incrocio tra le mutue esigenze degli operatori logistici e delle imprese clienti, mediante la realizzazione di un mercato organizzato. Tale soluzione ICT: (a) fungerà da interfaccia fra domanda e offerta di servizi logistici, (b) ospiterà un sistema di supporto alla decisioni (DSS) in grado di valutare alternative possibili di incontro tra domanda e offerta di servizi logistici e suggerire quelle ottimali, e (c) integrerà diverse ICT. Esse sono essenziali sia per il monitoraggio dei processi logistici che per il loro controllo. L’obiettivo sotteso è il riconoscimento di funzionalità potenziali e lo sviluppo di nuove opportunità che l’integrazione delle suddette tecnologie può offrire, sia agli operatori logistici sia alle imprese clienti. Le ICT miglioreranno l’efficienza dei processi logistici e agiranno da fattore abilitante, permettendo lo sviluppo di possibili nuovi servizi a valore aggiunto. La bontà delle soluzioni fornite dal modello di mercato organizzato e i benefici derivanti dalla loro effettiva implementazione saranno valutati sia mediante simulazioni condotte sul prototipo software, sia attraverso la conduzione di almeno un case study. I benefici che il progetto intende garantire si rivolgono a tutti gli attori coinvolti nel mercato dei servizi logistici. Gli operatori del settore ICT otterranno benefici in termini di innovazione di prodotto/servizio, rappresentato dalla piattaforma tecnologica web-based che implementa il mercato organizzato. Gli operatori logistici, e in particolare le piccole e medie imprese operanti nel settore, da un lato potranno vedere incrementata l’efficienza delle prestazioni offerte, dall’altro usufruiranno di uno strumento innovativo che li abiliti alla fornitura di servizi ad elevato valore aggiunto in grado di generare vantaggio competitivo. Dal lato delle imprese manifatturiere, i benefici attesi riguarderanno in primo luogo e per tutti i settori l’incremento di efficienza del processo logistico. Ulteriori benefici in termini di efficacia riguarderanno i settori come quello agroalimentare, caratterizzati da esigenze di rapidità del servizio logistico o da elevata frammentazione della domanda di logistica. Inoltre la creazione del mercato organizzato abiliterà lo sviluppo di nuovi settori di business o il potenziamento di quelli attualmente non maturi. Un riferimento specifico è relativo al settore della reverse logistics, lo sviluppo del quale potrà riversare i suoi effetti su tutti i settori che beneficeranno della trasformazione di una parte dei loro materiali di scarto in beni in grado di generare flussi di cassa positivi. Si osserva che nel settore delle costruzioni (in cui opera uno dei coproponenti) la reverse logistics ha impatti notevoli sia per le nuove costruzioni che per la manutenzione dell’esistente. Il progetto verterà sulle seguenti aree di ricerca: – Modelli di coordinamento dei mercati basati su simulazione ad agenti – Analisi e ri-progettazione dei processi logistici – Analisi e adattamento delle ICT a supporto dei mercati organizzati – Interazione e interdipendenza tra modelli/processi di produzione e pianificazione dei fabbisogni logistici di approvvigionamento e distribuzione e sarà strutturato in quattro workpackage.
In questo progetto, attraverso la realizzazione di un sistema di automazione basato sull’integrazione tra diverse tecnologie quali SCADA (Supervisory Control And Data Acquisition), GIS (Geographic Information System), webbased control e, in generale, di tutte le metodologie disponibili nell’area della Distribution Automation, si intende dimostrare, tramite l’applicazione su reali aziende distributrici, come sia possibile localizzare e controllare i processi, quantificare i fenomeni, pianificare lo sfruttamento delle risorse e programmare le manutenzioni in maniera più efficace rispetto alle tecnologie esistenti. L’efficacia dell’uso delle tecnologie proposte va valutato anche in relazione ai rilevanti cambiamenti che si stanno realizzando negli ultimi anni in questo settore quali, ad esempio, i nuovi requisiti richiesti dalla ri-regolamentazione del mercato dell’energia, la nascita delle multi-utility, l’utilizzo sempre più diffuso della Generazione Distribuita e l’imminente sviluppo delle cosiddette distributed utility o virtual utility. L'impiego di un sistema di Automazione della Distribuzione può consentire di ottenere: • ottimizzazione gestionale: miglioramento del servizio, recupero di efficienza, pianificazione aziendale, raccolta, elaborazione ed archiviazione di dati statistici, adattabilità dell'esercizio al mutamento delle condizioni operative; • affidabilità e sicurezza: telesorveglianza in continuo, tempestività nella segnalazione di emergenze, predisposizione piani di intervento, riduzione dei tempi di intervento in caso di guasto, manutenzione preventiva e predittiva; • qualità del servizio e sua misurabilità: soddisfazione del cliente, miglioramento del livello di trasparenza e di comunicazione nei rapporti con l'utenza; • integrazione dei sistemi di telecontrollo ed informativi del territorio con le economie di scala: approccio unificato e coordinato della gestione dei sistemi di automazione e telecontrollo assieme ai sistemi che gestiscono le informazioni geografiche del territorio sul quale le reti sono dislocate, contribuendo in tal modo a sviluppare preziose economie di scala e a rafforzare il legame tra coordinamento territoriale, sviluppo sostenibile e salvaguardia ambientale. • supervisione e controllo integrate anche in presenza di Generazione Distribuita: la sempre maggiore affermazione di questa tecnologia per la produzione di energia elettrica e calore impone nuove modalità di gestione delle società di distribuzione del gas e dell’energia elettrica nonché problemi inerenti la gestione delle reti assolutamente nuovi; • economie di scala derivanti dai più recenti paradigmi per l’erogazione dei servizi pubblici quali: Multi-Utility, Distributed Utility e Virtual Utility; in questo contesto, grazie all’utilizzo di nuove tecnologie ICT e metodologie di controllo della Distribution Automation, è possibile realizzare una integrazione sempre maggiore tra utility eterogenee (ad es. energia elettrica e gas), diffuse su un territorio non necessariamente sovrapponibile o, comunque, distribuite, anche in modo capillare, su scala geografica estesa (regionale, nazionale, ecc. ). Il progetto di ricerca coinvolge due aziende distributrici che insistono sul territorio pugliese: una Azienda Distributrice dell’Energia Elettrica (AMET –Trani) e di una Azienda Distributrice del Gas (AMGAS-Bari). L’obiettivo finale che si intende raggiungere è quello di confrontare su due realtà diverse di distribuzione di vettori energetici una stessa piattaforma hardware e software al fine di dimostrare la fattibilità dei paradigmi di Multi-Utility e di Virtual Utility e nel verificare i vantaggi in termini di ottimizzazione, sicurezza, efficienza gestionale ed energetica. Questo anche in relazione alla possibilità di allargare il mercato oligopolistico dell’energia permettendo la sopravvivenza delle aziende di servizio pubblico di piccola e media dimensione. Infatti, queste ultime, anche se eterogenee (acqua, elettricità, gas, ecc.) e distribuite sul territorio possono, tramite queste tecnologie, essere gestite in maniera coordinata e comportarsi dal punto di vista delle prestazioni economiche come una “utility” di più grande dimensione. Una ulteriore azione, assolutamente rilevante ai fini della buona riuscita del progetto è la promozione del Centro di Ricerca per i Servizi Pubblici e l’Energia e la realizzazione di un Osservatorio Tecnologico presso il Politecnico di Bari con l’obiettivo di: • seguire durante la realizzazione del progetto l’evoluzione tecnologica dei sistemi di automazione e supervisione della Distribuzione di servizi pubblici; • gestire l’attività formativa prevista dal progetto stesso; • favorire la diffusione dei risultati raggiunti al termine del progetto e durante la sua evoluzione presso le aziende di servizio pubblico della Regione Puglia.
Scopo del presente progetto è studiare e realizzare nuovi materiali e sistemi per la calibrazione di laser per interventi di microchirurgia refrattiva. La chirurgia laser delle ametropie, miopia, astigmatismo ed ipermetropia, è una tecnica largamente diffusa. La qualità dei risultati è in generale buona. Tuttavia non sempre viene raggiunto il risultato desiderato, principalmente a causa di una errata intensità del fascio laser utilizzato. Gli attuali sistemi di taratura del sistema di ablazione laser della cornea utilizzano materiali polimerici, il più diffuso è il polimetilmetacrilato (PMMA), a spessore e coefficiente di ablazione noto. Questo materiale, tuttavia, presenta un coefficiente di ablazione circa tre volte inferiore a quella della cornea; pertanto piccoli errori nella calibrazione della fluenza del laser usando film di PMMA, comportano errori di gran lunga maggiori sulla profondità dello spessore di cornea rimosso. Scopo del progetto è la ricerca materiali con coefficiente di fotoablazione il più possibile identico a quello della cornea.
I recenti sviluppi nella gestione e nel controllo della qualità ambientale e il repentino cambiamento dei sistemi regolativi in Europa e in Italia dimostrano che la qualità degli ambienti urbani, e in particolare il loro carattere di sistemi energivori, rappresenta una sfida fondamentale con cui le città devono confrontarsi oggi e nell’immediato futuro. Sempre maggiore attenzione scientifica e tecnologica è rivolta allo studio analitico e modellistico delle interazioni e degli equilibri tra sistemi artificiali e sistemi naturali negli ambienti urbani – specie alla scala delle concentrazioni metropolitane – al fine di garantire la sostenibilità dei processi di vita e dei cicli naturali in ambienti caratterizzati da condizioni di crescente artificialità. A fronte di una tale sfida, il progetto ECOURB mira ad identificare i principi, i criteri, e i modelli essenziali di una procedura di ecolabelling urbano, in particolare approfondendo fenomeni di inquinamento atmosferico e di inquinamento termico quali effetti delle caratteristiche energivore delle città e testando la procedura così definita – costituente di fatto una linea-guida per innovativi sistemi di ecolabelling urbano – in un’area metropolitana della Puglia, Bari, rappresentativa di situazioni diversificate in cui potrà operativamente impiegarsi quella procedura e linea-guida. La definizione di principi, criteri e modelli di base da impiegarsi in procedure di ecolabelling urbano è prospettiva scientifica e tecnologica promettente, imponendo un orientamento all’azione nella valutazione della qualità degli ambienti urbani come spingendo a una riflessione generale sui processi di produzione e di funzionamento degli ambienti urbani capace di identificarne criticità e da suggerire relativamente a essi visioni e azioni strategiche. Al di là della generazione di basi di procedure e linee-guida di ecolabelling urbano, il presente progetto mira a: (i) disegnare l’architettura metodologica a sostegno della formulazione di strategie di prevenzione e riparazione – e di simulazione di scenari – di danni ambientali urbani, orientandosi alla possibile costruzione di sistemi di ecolabelling per specifici processi di produzione urbana, in una prospettiva di integrazione di differenti modelli (analitico-previsionali e di simulazione) e di sviluppo di quadri cognitivi degli agenti nelle città adeguati alle sfide analitiche e operative sopra esposte; (ii) analizzare e definire tecnologie ecocompatibili di processo e di prodotto di componenti definite delle città (edifici, spazi aperti, specifici processi funzionali come sono per esempio quelli riferibili agli orientamenti di consumo energetico di consumatori ‘civili’ e ‘industriali’) in rapporto alle patologie di inquinamento e alle patologie termiche – nella loro forte correlazione positiva – dei grandi insediamenti urbani. Obiettivo generale di ECOURB è dunque quello di fornire strumenti per orientare fortemente all’azione strategica la valutazione della qualità ambientale delle città con particolare attenzione al carattere energivoro dei processi che ne caratterizzano la produzione e il funzionamento. Tale obiettivo generale viene interpretato dal progetto attraverso quattro obiettivi fondamentali: 1. Trasferire il concetto di ecolabelling ai complessi meccanismi di produzione del sistema città. 2. Costruire modelli analitici e operativi (procedure e linee-guida) utili all’ecolabelling delle città quanto ai loro livelli di inquinamento atmosferico e termico. 3. Costruire architetture funzionali di sistemi informativi e di decisione capaci di sostenere piani strategici di contrasto e di inversione di fenomeni di degrado ambientale urbano. 4. Elaborare conoscenze su alcuni processi funzionali e su alcuni aspetti di ‘ingegneria dei materiali’ delle città utili alla implementazione di modelli scenariali di simulazione di alternative situazioni e tendenze urbane locali conseguenti da alternativi modelli locali di comportamento e di strutturazione urbana.
Il progetto di ricerca si propone di rispondere alle richieste di supporto scientifico e sperimentale al processo di innovazione che di recente ha sensibilmente caratterizzato il settore produttivo dell’Ingegneria Civile. Tale processo innovativo ha trovato origine in due esigenze dal forte impatto socio-economico: da un lato l’avvento di nuove tecnologie, nuovi materiali, nuove concezioni del processo produttivo edilizio, dall’altro la necessità di garantire, per un paese avanzato come il nostro, sufficienti livelli di sicurezza ed affidabilità del patrimonio edilizio e delle infrastrutture. Ulteriore spinta propulsiva in questa direzione nasce anche dalle profonde innovazioni recentemente introdotte nella legislazione tecnica in materia. Tali normative spingono verso un maggiore controllo delle caratteristiche di sicurezza, qualità e durabilità delle strutture, conseguibile attraverso modelli teorici e controlli sperimentali più raffinati, ivi compreso il monitoraggio delle costruzioni durante la loro vita utile di progetto. Tali problematiche risultano molto complesse anche in relazione alla verifica del grado di sicurezza e affidabilità delle costruzioni esistenti. Tale argomento è di particolare interesse sociale ed economico, non solo in relazione alle problematiche di salvaguardia del rilevante patrimonio artistico, architettonico e monumentale del nostro Paese, e della nostra regione, ma anche in relazione alle esigenze di consolidamento e di adeguamento sismico derivanti dallo stato di degrado diffuso del patrimonio edilizio esistente e dalla nuova zonizzazione sismica. La complessità delle tematiche coinvolte, sia in termini di modellazione e sperimentazione, sia in termini di innovazione dei processi produttivi del settore, sia in termini di trasferimento di conoscenze e formazione, viene affrontata sulla base di una forte e sinergica collaborazione tra differenti competenze e settori scientifici disciplinari. Alle basilari risorse scientifiche del Politecnico di Bari, si aggiungono le competenze di ricercatori di chiara fama nazionale ed internazionale, ed il supporto tecnologico ed operativo di numerose imprese, operanti in svariati campi del settore. Un supporto ulteriore in termini di competenze e strumentazioni, nonché elemento di sintesi e coordinamento delle diverse specificità culturali, è rappresentato dal Laboratorio Ufficiale Prove Materiali M. Salvati del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale del Politecnico di Bari. La possibilità di fornire risposte efficaci ai problemi progettuali e di salvaguardia richiamati è legata a un approccio globale alle tematiche affrontate, che utilizzi una corretta descrizione a scale differenti degli elementi strutturali. Infatti la modellazione del comportamento degli elementi strutturali e delle strutture richiede un’appropriata descrizione delle complesse fenomenologie di comportamento alla scala del materiale. Nasce allora l’esigenza di un progetto di collaborazione coordinata tra studiosi degli aspetti teorici e sperimentali del comportamento meccanico e chimico dei materiali, esperti di problemi strutturali, di tecnologie e processi di produzione. Inoltre il progetto proposto si caratterizza per una bilanciata compresenza di esperti nel settore delle modellazioni teoriche, delle applicazioni numeriche, e delle ricerche sperimentali. Risultati del progetto saranno la creazione di un polo scientifico e tecnico di riferimento per gli Enti locali, le imprese, e i progettisti nelle nuove sfide dell’Ingegneria Civile, in termini di competenze teoriche, supporto sperimentale, sviluppo di progetti pilota e linee guida, validazione e diffusione di modelli numerici avanzati, formazione specialistica. Inoltre il progetto mira ad approfondire le competenze e risorse strumentali per lo studio e l’intervento di consolidamento e adeguamento sismico in primis delle strutture e infrastrutture di interesse strategico, e quindi dell’intero patrimonio edilizio regionale. L’avanzamento teorico e tecnologico porterà infine alla definizione degli strumenti necessari alle imprese e agli Enti Locali per un tangibile miglioramento nei processi produttivi del settore in termini di efficacia, affidabilità e sicurezza.
Il Progetto prevede l’attivazione di collegamenti funzionali tra il Laboratorio Sol-Gel del Centro Ricerche ENEA di Brindisi, il Laboratorio L3 (Lecce Laser Laboratory) del Dipartimento di Fisica dell’Università Degli Studi di Lecce, il Corso di Laurea in Ottica ed Optometria della Facoltà di Scienze dell’Università degli Studi di Lecce, la Vetreria Calasso (Copertino, LE), l’Industria oftalmica D.A.I. Optical Industries Srl -Fabbrica Lenti Strumenti Ottici (Molfetta, BA), con le seguenti finalità: 1. Sviluppo di materiali e processi per la realizzazione di ricoprimenti funzionali altamente innovativi per l’industria oftalmica e vetraria. 2. Trasferimento, alle due imprese coinvolte nel progetto, delle competenze, delle tecnologie e dei processi sviluppati . 3. Formazione di giovani laureati al fine di favorire il loro inserimento nel mondo della ricerca, dell’industria e delle professioni del settore vetrario, oftalmico e dei dispositivi per l’ottica lineare. 4. Attivazione di nuclei di competenza sulle tecnologie di trattamento superficiale e sulle metodologie di caratterizzazione avanzata con la finalità di favorire, anche in futuro, l’accesso alle PMI a tecnologie innovative. Il progetto prevede, quindi, il conseguimento di più obiettivi tutti miranti allo sviluppo del territorio pugliese sia in termini di risorse umane altamente qualificate, sia di attivazione di processi produttivi avanzati e a basso costo in grado di immettere sul mercato, nazionale e non, prodotti ad alto valore aggiunto quali vetri e dispositivi a trasmissione ottica controllata, autopulenti ed antiappannamento. Lo sviluppo di filtri e materiali con proprietà anti nebbia e autopulenti permanenti rappresenta un importante obiettivo da raggiungere sia da un punto di vista della ricerca fondamentale che da un punto di vista tecnologico-funzionale. Le applicazioni di tali rivestimenti, infatti, sono numerose: superfici di celle solari, lenti per l’oftalmica, finestrini per autovetture e treni, vetri per l’edilizia, specchi. I rivestimenti funzionali saranno sviluppati con tecnica sol-gel, presso il C.R. ENEA, e ablazione ed evaporazione mediante laser impulsato (PLD, MAPLE) presso il Laboratorio L3. Il processo sol-gel sarà usato soprattutto per la realizzazione di ricoprimenti per la vetreria pugliese. L’impiego di tecnologie sol-gel risulta particolarmente vantaggioso quando si deve garantire l’uniformità del rivestimento su larghe superfici e su geometrie complesse. Aspetto preponderante del progetto è inserire tecnologie sol-gel nel sistema di lavorazione delle lastre di vetro dell’azienda vetraria senza alterare, significativamente, le sue infrastrutture. In tal senso sarà progettato e realizzato un impianto pilota per l’applicazione, sulle lastre di vetro, del rivestimento sol gel mediante deposizione a flusso, che consente l’applicazione delle soluzioni sol gel su lastre di vetro disposte orizzontalmente ed è particolarmente adatta ad essere inserita nei processi produttivi di un’azienda vetraria. I processi PLD e MAPLE saranno, invece, usati per lo sviluppo di rivestimenti su lenti per l’ottica lineare e l’oftalmica. Sarà studiata la formazione di film sottili continui e nanostrutturati di materiali aventi proprietà fotocatalitiche in grado di favorire processi autopulenti ed antiappannamento. L’uso delle tecniche PLD e MAPLE, consentirà la deposizione di film sottili e nanostrutturati utilizzando basse temperature di processo cercando, come condizione ottimale, lo sviluppo di un protocollo di deposizione a temperatura ambiente. Ciò permetterà la realizzazione di ricoprimenti anche su materiali termolabili, quali i polimeri organici, ampiamente usati nell’oftalmica. L’attività di formazione si svilupperà su due fronti: • formazione specialistica altamente avanzata di giovani ricercatori con un livello di conoscenza postdottorale o equivalente. Saranno selezionati giovani ricercatori che seguiranno un ciclo di formazione costituito da lezioni accademiche, seminari, esperienze in laboratorio, stages presso aziende high-tech del settore dell’ottica e l’oftalmica. In tal ambito è prevista l’organizzazione di un Workshop con la partecipazione di lecturer esperti del settore ottico e oftalmico. • Formazione di giovani laureati mediante l’istituzione di un Master di I livello in “Tecniche Avanzate per l’Ottica e l’Oftalmologia”. Il ciclo di formazione, sarà organizzato presso il Corso di Laurea in Ottica e Optometria. I formandi seguiranno corsi di specializzazione, tenuti da docenti interni e provenienti da sedi universitarie, aziende leader nel settore e da professionisti nel campo dell’ottica ed oftalmologia, costituiti da lezioni accademiche frontali, da corsi di laboratorio e, al termine, da stages presso aziende del settore.
Il nowcasting è una forma di previsione meteorologica da 0 a 12 ore basata sull’informazione del tempo presente. I modelli numerici di previsione utilizzati operativamente dai servizi meteorologici non possono prevedere il tempo a scala locale con la necessaria risoluzione spazio-temporale all’interno di questo lasso di tempo. Quindi procedure di tipo diverso basate sulle osservazioni del tempo presente (osservazioni di stazione al suolo, radar e satellite) sono richieste per ottenere informazioni dettagliate sul tempo a brevissimo termine e per eventualmente allertare sulla base di tali informazioni in maniera tempestiva. Il radar meteorologico, grazie alla capacità di stimare campi di precipitazione con elevata risoluzione spazio-temporale è da sempre considerato un valido aiuto per previsioni a brevissima scala. In questo specifico ambito, il radar meteorologico viene comunemente utilizzato per l’individuazione e per il tracking di celle temporalesche attraverso l’analisi di sequenze di campi di riflettività o attraverso i campi di velocità Doppler. I satelliti geostazionari, come il Meteosat 8 di EUMETSAT lanciato nel 2002 e primo della serie Meteosat Second Generation (MSG), hanno la possibilità unica nel loro genere di osservare l’atmosfera e la sua copertura nuvolosa dalla scala sinottica fino alla scala di nube ogni 15 min. Lo Spinning Enhanced Visible and InfraRed Imager (SEVIRI) a bordo di MSG ha 12 canali spettrali e rappresenta il sensore geostazionario più avanzato attualmente in orbita. I prodotti di nubi e precipitazioni per il nowcasting e la previsione meteorologica a brevissimo termine sono stati continuamente raffinati negli ultimi tempi, abbandonando l’ambito delle applicazioni puramente scientifiche e raggiungendo una applicabilità in sala operativa alla consolle del previsore. La modellistica meteorologica è lo strumento fondamentale per studiare la dinamica atmosferica e la sua evoluzione. Il gran numero di variabili in gioco, i processi di feedback e le interazioni non lineari tra sistemi a scala diversa rendono il problema estremamente complesso e pertanto rendono necessario l’utilizzo dello strumento modellistico per rappresentare correttamente la complessità dei moti atmosferici. Recentemente, i modelli numerici hanno acquisito delle parametrizzazioni fisiche più elaborate, che, unitamente alla disponibilità di calcolatori più potenti, ha consentito di aumentare significativamente l’accuratezza delle previsioni e la loro disponibilità in tempi brevi, condizione necessaria per un loro utilizzo operativo. Con il presente progetto si propone la realizzazione di una infrastruttura IT capace di rispondere con efficacia e performance ai requisiti imposti per il nowcasting attraverso la cooperazione sinergica di gruppi operanti nell’ambito della fisica dell’atmosfera, del telerilevamento e dell’Information & Communication Technology. La soluzione proposta consiste nella realizzazione di un Problem Solving Environment (PSE) che permetterà l’erogazione di servizi di alto livello agli specialisti del dominio applicativo attraverso l’impiego efficiente e coordinato delle necessarie risorse di calcolo ed attraverso la virtualuzzazione di sorgenti d’informazione eterogenee. L’implementazione del PSE sarà basata sul paradigma computazionale Grid, tecnologia emergente che permette l’utilizzo efficiente e coordinato di risorse eterogenee geograficamente distribuite. L’approccio metodologico del progetto proposto è fortemente caratterizzato dalla sinergia dei prodotti di nowcasting radar-satellite-sensori, integrati con la modellistica meteorologica. In particolare, per la prima volta in Italia, si riuscirebbe ad attivare una rete di radar meteorologici unica nel suo genere nel contesto nazionale e rappresenterebbe per la Puglia un ritorno di immagine molto importante nel settore ambientale e della prevenzione dei rischi derivanti dai sistemi di precipitazione. Ai prodotti della rete radar si associano i prodotti dei satellite meteorologici per l’osservazione dell’atmosfera e per la caratterizzazione delle nubi, i prodotti dei satelliti non meteorologici per la caratterizzazione dell’orografia, della copertura vegetale e dei valori di umidità del suolo e i dati convenzionali provenienti dalle stazioni meteo a terra. Da un punto di vista della piattaforma operativa previsionale di nowcasting, la sinergia dei dati provenienti da sorgenti differenti sarà trattata ed armonizzata facendo uso di una piattaforma GIS (Geographic Information System) comune per la georeferenziazione complessiva dell’intero sistema.
Quello ferroviario è un modo di trasporto fondamentale ed una manutenzione corretta delle linee esistenti è importante per assicurarne il funzionamento. Purtroppo, la disponibilità di budget limitati, insieme alle sempre crescenti richieste in tema di rete dei trasporti, pone una sfida pressante ai pianificatori della manutenzione dell’infrastruttura ferroviaria. Attualmente, molte compagnie di gestione dell’infrastruttura ferroviaria gestiscono i singoli asset, senza ricorrere ad una visione d’insieme: lo sviluppo di strumenti di ricerca operativa può essere di grande utilità per tutti gli operatori coinvolti nella gestione dell’infrastruttura ferroviaria ai fini della valutazione sia delle diverse opzioni di investimento disponibili per la manutenzione degli asset ferroviari, sia delle scelte di compromesso necessarie per ottenere piani di manutenzione ottimali. La quantificazione di questi bilanci costituisce il nucleo della metodologia di gestione degli asset. Lo scopo del Progetto Strategico proposto è la realizzazione di un sistema esperto, basato su un Sistema Adattativo di Inferenza Neuro-Fuzzy, dedicato alla Gestione della Manutenzione dell’Infrastruttura Ferroviaria e progettato in maniera tale da essere in grado di gestire il complesso processo (multidisciplinare e multidimensionale) del degrado dell’infrastruttura ferroviaria dovuto all’uso esteso degli asset ferroviari e a influenze esterne. L’idea principale del sistema ASSET è l’elaborazione dei dati diagnostici delle componenti dell’infrastruttura ferroviaria e l’integrazione di tutte le informazioni necessarie, attraverso un livello di visualizzazione elevato e capacità analitiche molto spinte, al fine di fornire una pianificazione ottimale degli interventi di Manutenzione e Ripristino (M&R). Saranno considerati due principali sottosistemi: 1. Binario (dati relativi alla geometria, profili-rotaia, usura rotaie, marezzatura, difetti superficiali delle rotaie, ecc.) 2. Catenaria (geometria del filo di contatto, usura del filo di contatto, forze di interazione pantografo-catenaria, ecc.) Gli interventi di M&R possono essere pianificati in maniera ottimale sulla base del comportamento previsto dei singoli asset ferroviari; per generare tale comportamento sono necessari modelli di degrado sofisticati, insieme con la storia completa dei dati diagnostici e dei precedenti interventi di M&R. Il sistema ASSET provvederà a: • estrarre, mediante l’analisi simultanea di tutti i dati diagnostici disponibili, dei modelli di degrado e del comportamento previsto per ogni asset ferroviario; • confrontare i modelli di degrado elaborati con gli indici di qualità richiesti e i costi correlati; • definire scenari di M&R, cioè proporre la combinazione di attività (interventi di M&R, ispezioni, …) che devono essere eseguite. Il sistema ASSET gestirà sia la pianificazione a breve termine, sia quella a lungo termine e sarà in grado di bilanciare le esigenze di M&R, come qualità e costi. Il sistema ASSET sarà dotato delle seguenti funzionalità principali: • database dalla struttura flessibile, in grado di garantire la connessione con dati di diversi formati; • inventario completo degli asset, con tutte le informazioni relative alla loro localizzazione e alle loro proprietà; • inventario completo degli interventi; • visualizzazione di tutte le informazioni (inventario, misure, interventi, pianificazione); • motore inferenziale, con regole di decisione flessibili che gli utenti possono creare oppure selezionare fra quelle esistenti nella base di regole standard/di default; • simulazioni, che permettono di verificare e controllare diverse politiche di manutenzione, diversi standard, diverse strategie e valutarne i risultati in termini di qualità conseguita e costi associati, sia a breve, sia a lungo termine; • gestione a livello di rete, statistiche, visualizzazioni, esportazioni verso GIS.
Il progetto mira allo sviluppo di tecnologie innovative e nuovi protocolli per la diagnosi del degrado dei beni storico-monumentali costituiti da edifici in pietra naturali, tipici del barocco pugliese. Le attività del progetto, connotate da un forte impulso interdisciplinare, sono volte nella prima fase ad uno studio preliminare per l’individuazione delle cause di degrado della pietra calcarea e dei manufatti dell’edilizia storica pugliese. Successivamente si prevede lo sviluppo di uno strumento per la scansione della superficie lapidea (rugosimetro) con l’intento di integrare le attuali tecniche diagnostiche con nuovi mezzi di indagine che permetterebbero, come nel caso di studio, un rilevamento in tempi brevissimi del degrado reale e soprattutto potenziale della pietra calcarea. Lo sviluppo di uno strumento innovativo quale il rugosimetro portatile, che dovrà soddisfare esigenze funzionali tipiche della cantieristica nel settore del restauro architettonico, e dunque facilità di trasporto, di lettura, di analisi dei dati in tempo reale ecc., offrirà la possibilità di implementare nuovi protocolli nel campo del restauro architettonico, specie nell’ambito delle fasi di diagnosi dell’edilizia, con particolare riferimento alla manutenzione programmata dei monumenti. La manutenzione preventiva costituisce un concetto ampiamente diffuso nei settori dell’ingegneria industriale, mentre nel campo dell’edilizia storica le esigenze di intervento si manifestano in concomitanza ad un decadimento macroscopico delle caratteristiche architettoniche e/o funzionali del bene in questione. Ciò è dovuto a due motivi principali: il primo, di tipo metodologico, è legato alla scarsa attenzione prestata, per molti anni, da enti, istituzioni e altri soggetti preposti al patrimonio storico monumentale; il secondo di natura più oggettiva, è legato al fatto che effettivamente solo dei cambiamenti macroscopici superficiali rendono talvolta evidente la necessità di arginare il degrado in corso. In quest’ottica il progetto in questione tende a ridurre questa mancanza di conoscenza in fase non avanzata di degrado, grazie all’impiego di uno strumento che costituirebbe un potente sensore dello stato di conservazione del bene, permettendo di intervenire anche in largo anticipo rispetto ai tempi attuali, evitando pertanto il manifestarsi di danni estetici e/o funzionali che comprometterebbero la fruibilità anche estetica del patrimonio culturale monumentale pugliese.
Il presente programma di ricerca è mirato allo sviluppo e alla verifica di formulazioni innovative per la protezione, il consolidamento e la pulitura controllata di superfici di elementi lapidei, in particolar modo in quelle inserite in contesti monumentali, storici ed archeologici ampiamente presenti nel territorio Pugliese, in relazione alle quali la salvaguardia e la conservazione dei materiali originari rappresentano una necessità primaria. I risultati dello studio trovano applicazioni anche nelle attività di conservazione sull’edilizia diffusa. Tali risultati si applicano, inoltre, ai materiali lapidei di nuova utilizzazione, sia nel campo dell’edilizia moderna che di quella storica, in riferimento agli interventi di sostituzione, attraverso la verifica delle possibilità di migliorarne talune caratteristiche tecnico-prestazionali con trattamenti preliminari alla loro messa in opera. Come substrati lapidei verranno presi in considerazione alcuni materiali calcarenitici ad elevata porosità e pertanto più facilmente soggette ad azioni degradative ambientali, caratteristici della regione Puglia e con cui sono realizzate costruzioni monumentali e dell’edilizia diffusa in questo territorio. Una prima fase del progetto riguarda la formulazione di prodotti speciali da applicare come protettivi, consolidanti e prodotti autopulenti alle pietre, in relazione alla quale si terrà conto di una serie di esigenze tecnologiche e applicative, fra le quali: • privilegiare l’uso di materie prime naturali e minerali, non corrosive o comunque non tossiche o pericolose per l’uomo e per l’ambiente (esempio, resine sintetiche a partire da sottoprodotti dell’industria alimentare, utilizzo di prodotti a base di acqua al posto di solventi); • esplorare l’utilizzo di sistemi innovativi a base di trattamenti con prodotti fotocatalitici che possano svolgere azione autopulente, antilichenica, antibatterica o che possano essere applicati e indurire in situ mediante radiazioni solari. Una seconda fase prevede la sperimentazione dei prodotti, ponendo particolare attenzione allo studio dei compositi materiali lapidei-prodotti e alle modalità dei trattamenti, al fine della verifica della efficacia e innocuità dei trattamenti effettuati con i prodotti presi in esame. All’attività in laboratorio verrà affiancata una sperimentazione in situ, su muri sperimentali e/o su cantieri già operanti, in condizioni più prossime a quelle reali di utilizzo e di “esercizio” dei trattamenti, ed un monitoraggio degli interventi, al fine di valutare gli esiti reali dei trattamenti ed il loro comportamento nel tempo. Si verificherà la compatibilità ambientale dei formulati sperimentali in fase di produzione, applicazione, smaltimento. Verranno effettuati controlli strumentali, analisi mineralogico-petrografiche, chimiche, fisiche, meccaniche, prove e controlli in situ, opportunamente scelte ed adeguate in relazione alle varie fasi individuate nel progetto, comprese quelle inerenti i prodotti intermedi. La ricerca verrà affrontata attraverso la collaborazione tra: • enti di ricerca (Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione dell’Università del Salento, Istituto per i Beni Archeologici e Monumentali – CNR di Lecce, Istituto per i Processi Chimico Fisici – CNR di Bari), che metteranno a disposizione la loro esperienza pluriennale e multidisciplinare nelle specifiche attività previste dal progetto; • aziende produttrici di materie prime (prodotti protettivi e/o consolidanti), che oltre ad i materiali, forniranno indispensabili indicazioni per la realizzazione e la verifica dei prodotti sperimentali, nonché per la realizzazione dei trattamenti; • ditte di restauro, che forniranno la loro fondamentale consulenza dal punto di vista dei fruitori e applicatori dei prodotti proposti. La collaborazione tra i vari gruppi di lavoro, già collaudata con profitto negli anni passati, permetterà di realizzare efficaci azioni sinergiche per la realizzazione e la verifica di tecniche innovative di immediato utilizzo. Inoltre, all’interno del progetto è prevista una attività di formazione, da tenersi presso i locali ed i laboratori degli enti di ricerca e in cantiere sotto la guida di esperti delle operazioni di restauro, per la formazione di figure professionali locali con specifiche competenze nelle più recenti tecniche di protezione e conservazione dei Beni Culturali, da potere essere impiegati sul territorio Pugliese sia in ambito privato che pubblico.
Il Piano di Risanamento delle Acque della Regione Puglia (L.R.n.24/83) prevedeva la scelta strategica di sottoporre a depurazione spinta (trattamento terziario o affinamento) le acque reflue municipali degli impianti maggiori (> 50 l/s) per consentirne il riuso produttivo, prevalentemente in agricoltura, ma anche nell’industria e per la ricarica della falda, onde far fronte alla crescente domanda di acqua di qualità e contenere la salinizzazione di acque sotterranee soggette a enmungimento incontrollato. In attuazione di tale politica, ingenti risorse pubbliche sono già state investite finora nella costruzione di impianti di affinamento. Tuttavia, dopo l’insuccesso dei primi impianti realizzati a cavallo degli anni ’80, è ripresa nell’ultimo decennio la costruzione degli stessi su più ampia scala, talché si contano attualmente ben 40 impianti di affinamento in Puglia (altri sono in programma) prossimi ad entrare in esercizio. Alla luce delle complesse problematiche di natura economica, tecnologica e gestionale sottese alla pratica del riuso delle acque reflue e dei rischi potenzialmente elevati per la salute che essa comporta, particolarmente inaccettabili in una Regione da oltre un decennio dichiarata in “stato di emergenza socio-sanitario-ambientale”, grande attenzione e cautela sono necessarie per assicurare il successo di tale politica, sussistendo ancora gran parte degli ostacoli che decretarono l’insuccesso dei primi impianti di affinamento pugliesi. In funzione della loro natura tali ostacoli possono essere così distinti: a) ostacoli di natura politico-organizzativo-strutturale: - insufficienza di risorse finanziarie dedicate - stringenti limiti di accettabilità - disponibilità incontrollata di fonti di approvvigionamento a costo inferiore (acque di falda) - molteplicità dei soggetti preposti- mancanza dei necessari collegamenti (allacciamenti a monte, invasi e reti distributive a valle) b) ostacoli di natura tecnico-gestionale-economica: - variabilità delle caratteristiche dell’alimento - frequenti condizioni di emergenza- mancanza di specifico know-how - elevato rischio igienico-sanitario- notevoli differenze impiantistiche e processistiche, con impianti comunque non realizzati allo stato dell’arte - costo elevato del refluo affinato Al fine di concorrere a rimuovere tali ostacoli (soprattutto i secondi), questo progetto, di durata triennale, prevede una strategia integrata basata sulla sinergia tra competenze ingegneristico-tecnologiche, merceologiche, igienico-sanitarie e microbiologiche di unità di ricerca delle Università pugliesi (Politecnico e Università di Bari) e dell’ENEA, con il coinvolgimento diretto di primarie aziende operanti nel settore.Significativo valore aggiunto al progetto è assicurato dalla collaborazione formalmente assicurata da alcune tra le più importanti agenzie internazionali che si occupano del problema (U.S. Environmental Protection Agency e Water Reuse Foundation) e da specialisti provenienti da Paesi dove il riuso di acque reflue vanta maggiore esperienza al mondo (Israele e USA).A tal fine è prevista la realizzazione di una Piattaforma Tecnologica Pilota che, in scala rappresentativa (5 m3/h), riprodurrà tutti gli schemi degli impianti di affinamento pugliesi, sulla quale procedere all’ottimizzazione tecnica ed economica dei relativi cicli operativi e/o di nuovi appositamente sviluppati (membrane bioreactor). Particolare attenzione sarà attribuita alle condizioni “di emergenza” in cui frequentemente tali impianti sono chiamati ad operare.Specifico oggetto di ricerca saranno altresì nuovi metodi di indagine in grado di assicurare tempestività 69schede sintetiche dei 53 progetti(real time) al monitoraggio di tali impianti, onde controllare pericolose fughe di germi patogeni con il refluo affinato. Parte prioritaria del progetto, naturalmente, sarà costituita dalla valutazione del rischio sanitario per popolazione e prodotti irrigati con tali acque ed a tal fine sarà applicata la innovativa tecnica di analisi QMRA (Quantitative Microbial Risk Assessment) già all’attenzione dell’OMS. Altro importante aspetto della ricerca riguarderà la valutazione del ciclo di vita (Life Cycle Assessment) delle diverse tecnologie impiegate nel processo di affinamento, di cui sarà valutato anche l’impatto a medio-lungo termine sugli ecosistemi interessati.L’approccio sperimentale allo studio di questi problemi sarà integrato dalla simulazione mediante modelli basati su raffinate tecniche numeriche, quali la Computational Fluid Dynamics e la Computer Aided Engineering, che stanno già registrando notevole successo nella progettazione e nella gestione ottimale di numerosi processi unitari.Obiettivo del presente progetto in definitiva è contribuire a dare impulso alla prossima entrata in esercizio degli impianti di affinamento pugliesi in condizioni di sicurezza ambientale e sanitaria, massima efficacia e convenienza economica.
Il progetto ha lo scopo di potenziare le capacità produttive e competitive delle imprese ICT nello sviluppo del software ed, in particolare, nello sviluppo di applicazioni d’impresa flessibili che possano cooperare con altre applicazioni eterogenee. La cooperazione deve essere effettuata con applicazioni legacy delle imprese utilizzatrici o con applicazioni esterne alle stesse imprese; pertanto la cooperazione applicativa deve avvenire attraverso tecniche innovative che coprano le modalità attualmente più utilizzate. Poiché lo scenario produttivo della Puglia è caratterizzato da una forte presenza di imprese piccole, le applicazioni di impresa devono poter essere acquisite gradualmente ed economicamente nei processi produttivi qualunque sia la dimensione dell’impresa destinataria. Perciò, l’innovazione produttiva delle imprese ICT deve prevedere lo sviluppo ( produzione e manutenzione) di applicazioni basate su workflow che orchestrino applicazioni, strumenti e uomini per l’esecuzione di uno o più processi di business interrelati tra loro. I workflow orchestranti corrispondono a modelli di processi che a, loro volta, sono la composizione di componenti di modelli di processo. Pertanto, quando un’impresa vuole automatizzare una parte di essa utilizza le componenti di processi che, insieme, formalizzano i processi di business che si desidera automatizzare. Quando la stessa azienda vuole estendere l’automazione a nuovi processi di business, utilizza nuove componenti di processi che si integrano con quelle precedenti, sono trasformati in workflow che, a loro volta, integrano nuove componenti di applicazione. In questo modo l’applicazione di impresa si estende con la gradualità desiderata dall’impresa utilizzatrice. Le applicazioni devono essere sviluppate con criteri di generalità; ovvero devono poter essere utilizzate da imprese di differenti caratteristiche organizzative e merceologiche. Allora è necessario che le applicazioni siano utilizzabili da utenti di profili differenti pertanto, il progetto si occupa di innovare le tecnologie per le interfacce flessibili. I domini applicativi su cui il progetto di ricerca si impegna sono tutti quelli che oggi potenziano le imprese utilizzatrici nel Marketing, nella Vendita, nella erogazione di Servizi, nella Gestione delle Risorse Umane, nella Distribuzione e nell’Approvvigionamento. Perciò, il progetto di ricerca indagherà sulle innovazioni che le tecnologie ICT possono apportare nella costituzione delle filiera dell’informazione e della conoscenza a supporto dei processi dei settori appena detti. Una volta conferite ad un’impresa utilizzatrice di ICT le capacità informatiche e di telecomunicazioni che tutte le precedenti innovazioni possono produrre; l’impresa destinataria potrebbe non essere in grado di competere con le sue concorrenti più grandi perché essa è carente nelle capacità necessarie per costituire nella sua organizzazione tutti i processi previsti dalla catena del valore. Nel caso del sistema produttivo pugliese questo è un caso frequente a causa del grande numero di piccole imprese che costituiscono il sistema produttivo pugliese. Perciò, il progetto di ricerca si pone il problema di individuare le innovazioni tecnologiche che consentano di costituire, all’interno di comunità di interesse, imprese virtuali attraverso la cooperazione di tante imprese piccole che conferiscono alla virtuale le capacità di cui dispongono. L’impresa virtuale insieme avrebbe tutte le capacità necessarie per la sua competizione. Il progetto inquadra tutti i suoi obiettivi nella costruzione di una stabile infrastruttura per la produzione dell’innovazione nelle ICT. Questa deve occuparsi di selezionare risultati di ricerca che, integrati, possano essere trasformati in innovazione che potenzino le capacità produttive delle imprese ICT. Inoltre, l’innovazione nello sviluppo deve mirare ad archetipi (concetti e prototipi dimostrativi) che potenzino le imprese virtuali utilizzatrici di ICT e, con esse, le imprese reali che le costituiscono. A filiera di produzione dell’innovazione si affianca un processo di formazione che produca ricercatori ed operativi per il trasferimento delle innovazioni alle imprese ICT e degli strumenti che queste producono alle imprese utilizzatrici. Per costruire la filiera dell’innovazione il progetto aggrega 7 unità di ricerca universitarie con 81 ricercatori. I docenti, ricercatori di queste unità sperimentano anche un piano di formazione che deve alimentare risorse umane specialistiche per il buon funzionamento delle filiera. Per sperimentare l’efficacia della filiera, rispetto ai risultati che si desiderano avere e che sono stati decritti precedentemente, sono coinvolte nel progetto 13 imprese ICT e 6 imprese utilizzatrici di diversi settori produttivi. Il progetto, nella sua prima fase crea un primo portafoglio di innovazioni che è trasferita alle imprese, le tecnologie, come prototipi dimostrativi, sono sperimentati e migliorati continuamente. L’efficacia delle innovazioni si misurano sulla base di quanto esse siano in grado di potenziare le imprese ICT per farle produrre rapidamente ed economicamente quanto serve al potenziamento delle imprese utilizzatrici di ICT. Al termine del progetto i prototipi dimostrativi provati saranno consegnati alle imprese ICT che potranno industrializzarli.
La via per la realizzazione di interventi di prevenzione e cura sempre più efficaci in ambito sanitario passa primariamente attraverso i percorsi diagnostici, la cui affidabilità, diffusione, semplicità d’uso e costo contenuto sono i fattori cruciali del successo. L’obiettivo generale del progetto consiste nella realizzazione di nuovi strumenti per la diagnosi molecolare di specifiche patologie di origine virale e per la tipizzazione dei virus stessi, basati sulla nuovissima tecnologia dei bio-chip e dei nano-chip. L’attività di ricerca e sviluppo tecnologico consisterà nell’individuazione di marcatori molecolari ematici specifici per le patologie considerate, nella progettazione e realizzazione di sonde specifiche per la rilevazione dei marcatori, nella immobilizzazione delle sonde su chip, nella messa a punto di un opportuno sistema rivelatore e, infine, nel test e nella validazione dei bio-chip realizzati. Parallelamente a questa attività di R&S verrà messa in atto un’azione di formazione specialistica rivolta a giovani ricercatori, finalizzata alla creazione di professionalità specialistiche di eccellenza nel settore della realizzazione di protein-chip e gene-chip per uso diagnostico. Le patologie considerate nel progetto sono le neoplasie causate dai virus oncogeni HPV ed HCV e le miocarditi causate dal virus Coxsackie B. Il lavoro di R&S del presente progetto sarà rivolto alla messa a punto di un sistema diagnostico innovativo, basato su tecniche molecolari, in grado di effettuare, oltre alla diagnosi, anche una accurata tipizzazione e sottotipizzazione del virus infettante nell’ambito delle specie virali sopra elencate. Per ciascuna delle fasi di attività di R&S sono previsti dei risultati che ne permetteranno una facile verificabilità. La ricerca di nuovi marcatori molecolari è una attività che necessita elevate competenze scientifiche, ampie dotazioni strumentali tecnologicamente avanzate e notevoli costi di realizzazione. Per questo motivo una tale attività è assolutamente preclusa a piccole o medie aziende del ramo biotecnologico, per le quali la sola possibilità di inserirsi nel mercato con buone garanzie di successo consiste nella partnership con istituti di ricerca che lavorano nel settore e che possano aiutare l’azienda nelle fasi iniziali di messa a punto del prodotto: la sperimentazione e lo studio di fattibilità. Una volta acquisito il know-how relativo agli specifici geni o alle specifiche proteine target e testata adeguatamente l’efficacia del metodo di indagine, la produzione di bio-chip specifici rappresenta la parte meno onerosa e rischiosa dell’intero processo. La messa a punto di specifici bio-chip renderebbe disponibile al mercato uno strumento diagnostico altamente avanzato, dai costi contenuti e, di conseguenza, dotato di un potenziale di vendita assai elevato. Un prodotto di questo genere costituirebbe un elemento di punta della produzione ad elevato contenuto tecnologico (bio-tecnologico in questo caso) in grado di affiancare alle ricadute dirette sull’azienda produttrice anche un effetto di stimolo sul settore produttivo e di ricerca biotecnologica del territorio. Un’azione di formazione specialistica rivolta a giovani ricercatori, finalizzata alla creazione di professionalità specialistiche di eccellenza nel settore della realizzazione di protein-chip e gene-chip per uso diagnostico, sarà attivata parallelamente alle attività di R&S. Obiettivo generale del presente piano è fornire una formazione multidisciplinare e interdisciplinare ai giovani ricercatori e ai tecnici aziendali coinvolti nelle attività di ricerca del progetto. Il piano di formazione del presente progetto di ricerca è indirizzato ai giovani ricercatori che parteciperanno al progetto (post-doc, borsisti, assegnisti) ed ai tecnici delle aziende coinvolte nel progetto ed è finalizzato al conseguimento delle competenze specialistiche necessarie alla realizzazione del progetto stesso. Si prevede pertanto di formare professionalità con competenze specialistiche nei campi della genomica, della proteomica, della sensoristica e delle nanotecnologie, in grado di poter gestire autonomamente, in futuro, le varie fasi di ricerca e sviluppo di bio-sensori per la diagnostica molecolare avanzata.
Il progetto prevede lo sviluppo di una ricerca scientifica fortemente multidisciplinare per la definizione di una metodologia di previsione del rischio da frana che possa essere di riferimento nella pianificazione di centri urbani minori aventi sede in zone di catena, ove generalmente sono diffusi dissesti franosi ed i conseguenti danni alle strutture. Gli ambiti scientifici coinvolti sono quelli della geotecnica, della geologia e geologia applicata, della topografia, della scienza e della tecnica delle costruzioni e della pianificazione ed urbanistica. Si intende sviluppare detta metodologia sulla base delle più avanzate conoscenze scientifiche nei campi di riferimento, che ad oggi non hanno avuto ricaduta nell’elaborazione di strategie per la gestione del rischio. Il rischio da frana costituisce infatti ancora una problematica di grande impatto socio-economico, ma nei confronti della quale non si dispone di adeguati strumenti di prevenzione e mitigazione nell’ambito della pianificazione. Il progetto intende far convergere i tre filoni di attività atti rispettivamente alla valutazione della pericolosità da frana, H, della vulnerabilità, V, e dell’esposizione, E, in una metodologia di previsione del rischio, R, che dovrà essere implementata in un sistema informativo esperto (su base GIS) di supporto alle decisioni di mitigazione. La ricerca si svolgerà con riferimento ai centri urbani dell’Appennino dauno, ma i risultati potranno essere adottati anche in altre aree di catena, dove sono simili le fenomenologie, come quelle appenniniche. L’auspicio è che scelte di mitigazione del rischio e di pianificazione territoriale possano conseguire all’uso di un sistema informativo ed alla consultazione di valutazioni codificate circa i caratteri evolutivi dei dissesti, che siano stati sviluppati secondo procedure scientifiche avanzate. L’approccio allo studio del rischio che si intende adottare è di tipo deterministico, ossia basato sull’interpretazione e modellazione meccanica dei processi di dissesto, con la ricerca delle loro cause e degli effetti in evoluzione. Proprio la tipologia di approccio garantisce l’utilizzabilità dello strumento che si intende realizzare anche in aree diverse di quelle direttamente indagate nella ricerca. La valutazione del rischio, diversamente da quanto usualmente accade, sarà condotta sino alla contestualizzazione dei processi negli ambiti socio-economici in cui essi si sviluppano. Il progetto prevede una stretta collaborazione con 5 imprese, che cofinanziano il progetto e che opereranno nell’ambito delle indagini geognostiche, dei rilievi topografici, delle operazioni informatiche per la creazione del sistema informativo esperto e degli studi di stabilizzazione per la mitigazione del rischio. Il progetto si svolgerà in tre anni e si prevede possa avere forti ricadute sul tessuto industriale della regione, poiché contribuirà a rivitalizzare settori industriali, quali quello dei servizi all’ingegneria, delle indagini ambientali, dell’edilizia e delle costruzioni speciali e quello dei servizi informatici, che hanno esibito forti segni di sofferenza nella regione negli ultimi anni. Inoltre, i servizi di tali settori industriali nello sviluppo dell’approccio alle problematiche di rischio da frana e di intervento per la sua mitigazione secondo le linee proposte nel progetto, saranno di notevole supporto alle attività delle istituzioni in tal senso.
L’oggetto di questa proposta è la progettazione di una infrastruttura di comunicazione per la gestione delle fasi di emergenza derivanti da eventi naturali avversi o dalla necessità di garantire ai cittadini l’evacuazione, in sicurezza, da grandi edifici civili. Nel tema che si è scelto e nell’impostazione che se ne è data, la cooperazione e l’interconnessione tra reti di diversa tipologia è uno degli aspetti più rilevanti. Una infrastruttura composta da una gerarchia di reti di telecomunicazione dovrebbe, infatti, costituire una piattaforma capace di integrare diverse tecnologie favorendo la cooperazione tra gli attori coinvolti (es. durante le operazioni di soccorso). L’architettura di rete sarà scelta sulla base di quelle proposte in letteratura, degli standard vigenti e degli schemi di radio localizzazione più innovativi. Per quanto riguarda questi ultimi, inoltre, si svilupperà un sistema di radio localizzazione di utenti mobili, che integri le informazioni provenienti dalle diverse reti utilizzate (es. GPS/Galileo, reti cellulari, ecc.). A livello più basso della gerarchia, l’infrastruttura di telecomunicazione prevede una rete senza fili di sensori (Wireless Sensor Network, WSN) con il compito di monitorare e sorvegliare l’ambiente circostante. All’istallazione ed alla definizione delle specifiche progettuali del WSN sarà anche dedicata molta attenzione per garantire l’affidabilità del sistema di raccolta dei dati che è alla base degli strumenti di supporto alle decisioni. Il WSN dovrà essere anche capace di auto organizzarsi, poiché l’elevato numero di sensori (nodi) e il contesto in cui questi sono installati sconsigliano del tutto una configurazione manuale. I nodi, invece, dovranno stabilire dinamicamente una topologia che consenta loro di comunicare, anche in condizioni di guasto e di funzionamento degradato dovuto al semplice invecchiamento o a calamità, naturali o provocate. La capacità di configurazione autonoma e l’affidabilità di sistemi eterogenei derivanti dall’interconnessione saranno, quindi, tra le principali problematiche da analizzare. Infine, la riduzione dei consumi energetici sarà considerata cercando un compromesso affidabilità/consumi e l’ottimizzazione delle trasmissioni di rete. Per governare tutta la infrastruttura di telecomunicazione si definirà un protocollo integrato per indirizzare nei nodi di rete (routing), con la guida della semantica. Con ciò si vuole che le informazioni ricavate per effettuare il “service discovery” possano poi essere riusate ai livelli più bassi della pila protocollare ISO/OSI. In particolare, per migliorarne le prestazioni (riduzione dei ritardi, delivery ratio, ecc.), si vuole condizionare il routing in una rete mobile, utilizzando le informazioni ricavate dal processo di identificazione di un servizio compatibile con le richieste effettuate dall’utente. La motivazione di questo obiettivo acquista maggior pregio e rilevanza, se si sottolinea la mancanza di soluzioni efficienti per risolvere i problemi di service/ricovery. Ciascun servizio sarà poi realizzato mediante composizione di servizi elementari, comunque sparsi all’interno della rete, appartenenti ad un insieme capace di soddisfare il più possibile le richieste dell’utente. In mancanza di alcuni “servizi titolari” si definiranno servizi sostituibili in una classe opportuna. Per contribuire ad integrare lo strumento (l’infrastruttura di telecomunicazione) e l’applicazione (gestione dell’emergenza), si studierà l’impiego dei WSN nella soluzione dei problemi di modellistica e di assistenza al controllo dei movimenti collettivi di evacuazione da grandi strutture civili, anche in condizioni di emergenza e di panico. Particolarmente significativa è la tecnica di costruzione dei modelli che fa della visione multi-disciplinare il suo punto di forza. Nata per la ricavare modelli di sistemi complessi, la tecnica impiegata, se coronata da successo, sarà trasferibile ad altre applicazioni dei WSN ed, in ogni caso, contribuirà dare una visione unitaria e coerente al progetto. Su modelli eventualmente ridotti o sulla base di surrogati, si definiranno le caratteristiche di un controllo a supervisione che utilizzerà un WSN come sensore distribuito per applicare le proprie strategie per governare la dinamica della evacuazione in emergenza. Infine il progetto del sistema sarà corredato da una indagine economica sulle prestazioni dell’infrastruttura di telecomunicazione ed in particolare sui riflessi economici dovuti al calo delle prestazioni.
La Sclerosi Multipla (SM) è considerata un prototipo di patologia infiammatoria su base autoimmune del sistema nervoso centrale (SNC) che interessa il cervello ed il midollo spinale. L’eziologia di questa malattia è sconosciuta ma appare molto probabile l’esistenza di una correlazione tra fattori ambientali non ancora identificati e fenomeni di mutazione genica. Attualmente non esistono farmaci per il suo trattamento risolutivo ma solo diverse strategie terapeutiche in grado di migliorarne il decorso clinico e la sintomatologia. Il progetto, proposto da Unità di ricerca complementari tra di loro per formazione culturale ed approccio metodologico, coniugherà l’utilizzo delle più recenti tecniche biotecnologiche con la notevole e diversificata esperienza delle singole unità proponenti, al fine di chiarire alcuni meccanismi molecolari e target molecolari/proteine coinvolte nella patogenesi della MS e di valutare la possibilità di modulare l’espressione e l’attività di queste proteine nel cervello e nel midollo spinale. Il primo obiettivo è quello di definire il ruolo svolto dall’Acquaporina-4 (AQP4), una proteina canale per l’acqua espressa nella barriera emato-encefalica (BEE), nella patogenesi della NMO ed in altre forme di SM. Mediante approccio immunologico e screening farmacologico su vasta scala, saranno analizzate una serie di molecole di potenziale uso terapeutico allo scopo di individuare potenziali farmaci utili per la prevenzione ed il trattamento della NMO. Le molecole in grado di modulare l’espressione e la funzione dell’AQP4 potrebbero avere importanti risvolti applicativi per il trattamento dell’edema cerebrale associato alla SM. E’ importante notare che un significativo obiettivo del progetto è rappresentato dall’utilizzo dell’ approccio immunologico per generare un modello animale della NMO, che sarebbe il primo modello animale della patologia umana. Parallelamente, in differenti pazienti affetti da disordini demielinizzanti (MS, CIS, NMO), saranno valutati i parametri bioumorali e di RMN e sarà analizzata la possibile relazione tra i fenomeni di degenerazione e di danno a livello della BEE e la presenza di IgG-Anti-AQP4 nel siero e nel liquor. Si valuterà pertanto la sensibilità e la specificità delle Anti-AQP4-IgG per una corretta e precoce diagnosi differenziale di NMO. La selezione delle diverse classi di pazienti con malattie demielinizzanti incluse nello studio (NMO, CIS, SM definita) sarà resa possibile dalla disponibilità di banche dati locali e nazionali relative a circa 4000 pazienti ed alla disponibilità presso il Dipartimento di Scienze Neurologiche e Psichiatriche, di circa 1500 campioni di liquor cerebrospinale e siero già storati, provenienti da pazienti con malattie demielinizzanti. Una particolare attenzione sarà rivolta alla identificazione della relazione morfofunzionale esistente tra l’infiammazione cerebrale con i danni neuronali e gliali che intervengono durante la patologia neurodegenerativa e le alterazioni della BEE . Un ulteriore obiettivo consisterà nell’analisi proteomica effettuata in cervello di animali modello di patologie demielinizzanti, al fine di identificare specifiche proteine modificate da fenomeni di ossidazione legate con la progressione patologica. I risultati delle indagini di proteomica potranno avere dirette ricadute applicative in quanto l’identificazione di specifici target di ossidazione proteica, presenti nelle diverse fasi della malattia, potrà contribuire alla valutazione della sua progressione ; in secondo luogo, potrebbero essere identificati potenziali target terapeutici e stabilite linee guida (es. assunzione di sostanze antiossidanti) in particolare per i soggetti che, per motivi di familiarità, presentano un rischio elevato di sviluppare la patologia. Il presente progetto si propone inoltre, di identificare ed ottimizzare chimicamente nuovi e selettivi inibitori delle metalloproteinasi quali potenziali farmaci per la terapia della SM. Nel loro insieme, i risultati ottenuti saranno sicuramente in grado di offrire nuove prospettive sia per comprendere il processo neurodegenerativo che interviene nella SM, sia per identificare nuovi e più mirati bersagli terapeutici per il trattamento della patologia demielinizzante.
Obiettivo della proposta è quello di individuare una metodologia di apprendimento interattivo basata sul concetto di “learning by doing”, che sfrutti le potenzialità di interazione e multisensoriarità dei nuovi media, finalizzata alla formazione nell’ambito dei beni culturali. La piattaforma ICT che sarà sviluppata, si presenterà come un framework multicanale in grado di presentare i learning object previsti nei percorsi formativi con la formula del gioco di strategia interattivo e competitivo. Interazione, integrazione, interoperabilità, interdisciplinarità sono approcci trasversali a tutte le azioni del progetto. L’innovazione che perseguiamo non è tecnocentrica ma antropocentrica, intendiamo muovere dai bisogni degli individui, per costruire tecnologie utili. Per questo abbiamo realizzato un team di ricerca che proviene dal mondo universitario ed aziendale che congiungerà competenze e saperi diversi nella prospettiva di sperimentare e sviluppare un nuovo modello di tecnologia educativa con forti ricadute industriali. Il progetto MediaEvo investiga i media di ultima generazione in una prospettiva originale che dà concretezza a molti temi pedagogici tradizionalmente intesi come di frontiera e frequentemente enunciati più come criteri regolatori che come soluzioni operative: individualizzazione, comunità educante, apertura, progettualismo. Dal punto di vista ingegneristico il progetto intende approfondire le possibilità di una diffusa multicanalità. Il concetto di canale nella proposta è legato alla tipologia di media, pertanto potenziali canali di fruizione delle logiche di gioco saranno sicuramente: Internet, Mobile, Digitale terrestre ed applicazione “stand alone” istallata su PC collegato in rete. Nella proposta sarà inserito un ulteriore canale, unico per tecnologie impiegate nel panorama europeo e costituito da un Centro di Realtà Virtuale attualmente realizzato nei laboratori del consorzio CETMA della Cittadella della ricerca di Brindisi. Un altro elemento innovativo nella proposta è sicuramente la componente multisensoriale dell’approccio ai processi formativi. Le tecnologie di sviluppo di Video Game sono oggi fortemente spinte dalla sempre crescente domanda, ma poco si è investito nell’utilizzo didattico di tali tecnologie ancora confinate nei settori dell’intrattenimento. Una piattaforma innovativa che recepisca le specifiche di multicanalità dovrà presentarsi in modo flessibile dal punto di vista dell’architettura di sistema, in modo che si possa adeguare alle specifiche potenzialità dei canali serviti, e sia estendibile nel futuro. Tali caratteristiche sono tipiche delle emergenti architetture distribuite basate su servizi WEB e/o servizi GRID di tipo multitier (più livelli logici). L’architettura della piattaforma MediaEvo si presenterà come un’architettura scalabile, distribuita e multicanale, ed in grado di rispondere ad esigenze di fruizione ed interazione concorrente tipiche di sessioni di apprendimento on line, e dei giochi di ruolo chiamati anche MMORPG (Massively Multiplayer Online Role-Playing Game). Per rispondere alle specifiche, l’architettura dovrà prevedere dei moduli intermedi associati a ciascun canale, in grado di virtualizzare il dispositivo in rete in modo che possa comunicare con la centrale di smistamento messaggi senza che si conoscano le politiche di Back-End. Sarà definito un protocollo di comunicazione in grado di consentire le interazioni tra i Device, gli Adapter e la centrale di smistamento Messaggi, in modalità Real Time. La progettazione del protocollo di comunicazione e delle logiche di ciascun Adapter, sarà effettuata in funzione delle risorse che ciascun canale è in grado di utilizzare, evitando la formazione di colli di bottiglia dovuti all’invio o alla ricezione dei segnali di sincronizzazione, che possono inficiare la fruizione fluida della scena da parte degli utenti. Ciascun Adapter dovrà fornire al canale fisico a cui è associato, solo un sottoinsieme delle informazioni pervenute dalla Centrale (sottoinsieme che il device è in grado di processare). La renderizzazione simultanea “Learning Object” (3D, 2D o testuali), prevista per quei device che si configurano in una fruizione RT dei “Percorsi Formativi” individuati, dovrà essere dettata in modalità sincrona su tutti i canali di fruizione. La Centrale di Smistamento Messaggi, si propone come ascoltatore e distributore (Dispacther) di messaggi ai vari Adapter, in quanto è l’unico conoscitore dei dispositivi attivi in ciascuna sessione di formazione.
Obiettivo del progetto è di sviluppare ed adeguare alle esigenze industriali un ampio paniere di tecniche di analisi delle sollecitazioni e di diagnostica strutturale. Il progetto si propone anche come obiettivo la costruzione di una piattaforma multitecnica e multisensore per fornire le informazioni più complete possibili sullo stato del prodotto o del processo, ove queste tecniche verranno utilizzate dalle aziende. Il congruo coinvolgimento di aziende nelle attività di prova e direttamente nello sviluppo delle procedure con personale competente e mezzi è dovuto alle possibilità di sviluppo, viste dalle aziende, che l’implementazione di nuove metodologie in questo ambito possono generare per la possibilità di ridurre i tempi di sviluppo o di riprogettazione di un prodotto e per i vantaggi indubbi sull’uso delle nuove procedure. L’ambito sperimentale, in particolare per ciò che riguarda la Diagnostica Strutturale, è intrinsecamente interdisciplinare. Sono coinvolti quindi nel progetto 5 differenti Unità Operative in differenti settori scientifico-disciplinari di assoluta competenza nelle attività proposte. Il Politecnico di Bari, infatti, con le sue unità di ricerca, si dedica intensamente da tempo allo sviluppo di tecniche di misura di sollecitazioni e deformazioni all’avanguardia, contribuendo attivamente al loro sviluppo, con una particolare attenzione rivolta ad abbassare il più possibile l’invasività di queste tecniche, in modo da incrementarne il vantaggio economico e diffusione in campo industriale. Il progetto prevede 4 Obiettivi Realizzativi sullo sviluppo ed integrazione di tecniche di monitoraggio, controllo e analisi di prodotti e processi, suddivisi in 16 Linee di Attività: OR1: Studi e ricerche sulle tecniche di analisi delle sollecitazioni OR2: studi e ricerche sulle tecniche di NDT OR3: studi e ricerche sulle tecniche di controllo delle dimensioni e di imaging OR4: Piattaforme multisensore per analisi contemporanee Il raggiungimento degli Obiettivi potrà essere costantemente monitorato attraverso la stesura di Report di fine Attività per ciascuna delle linee di attività e di report sullo stato di avanzamento semestrali. Un Obiettivo Realizzativo a sé stante concerne la formazione di giovani ricercatori sulle tecniche utilizzate consentendo un trasferimento tecnologico diretto alla fine del progetto. I risultati disponibili a fine attività saranno: • sviluppo delle tecniche di analisi delle sollecitazioni: procedure di prova e di analisi dei risultati innovative • sviluppo delle tecniche di diagnostica strutturale in ambito meccanico e civile: procedure di prova e di analisi dei risultati innovative • sviluppo di metodi di visualizzazione dei risultati ingegneristiche: innovazioni ed integrazioni di software di visualizzazione con software di tipo CAD • sviluppo di metodologie di controllo di precisione dalla forma: messa in opera di setup sperimentali industrializzati e sviluppo di procedure di prova e analisi dei risultati innovative • piattaforme di soluzione di problemi legati allo sviluppo del prodotto e a controllo del processo delle aziende coinvolte nel progetto con particolare riferimento lo sviluppo di piattaforme multi tecniche per un controllo completo del prodotto e/o del processo: sviluppo di metodologie di integrazione delle informazioni ottenute da diversi sensori • aumento del know-how tramite opera di diffusione delle metodologie studiate nel progetto nel corso di formazione La ricaduta dei risultati del progetto sul territorio coinvolgerà non solo le aziende direttamente interessate ma ampia parte delle aziende regionali interessate allo sviluppo di metodologie avanzate di controllo di processo e di sviluppo del prodotto con un considerevole aumento della capacità di innovazione delle PMI.
Il presente progetto si riferisce alla ricerca e sviluppo di una tecnologia innovativa per la realizzazione di estensimetri a film sottile di solfuro di samario, un materiale semiconduttore con alto gauge factor ed alto range di temperatura operativa.Il progetto comprende lo studio approfondito e lo sviluppo di tecniche di deposizione ad alta affidabilità e riproducibilità. La tecnica principale che verrà utilizzata è la deposizione tramite sputtering RF, che richiede sia dei target innovativi che lo sviluppo di attrezzature ad hoc. Inoltre, sarà migliorata anche la tecnica di evaporazione “flash” per poter ottenere film sottili di SmSx con caratteristiche di alta uniformità e di ripetibilità. Il progetto prevede lo sviluppo di quattro sensori, rappresentativi dei risultati della ricerca da sviluppare: • quattro estensimetri a film sottile di SmSx di tipo unidirezionale con compensazione termica passiva, • sensori di pressione di tipo industriale con estensimetri a film sottile di SmSx, • nuove tipologie di sensori aerodinamici per la misura di flusso, pressione, temperatura e velocità, • celle di carico ad alta risoluzione con estensimetri a film sottile di SmSx. Gli aspetti innovativi di questo progetto sono: • una tecnologia di preparazione innovativa di sensori a film sottile basata su un nuovo materiale semiconduttore, il solfuro di samario, • i quattro nuovi sensori sopra menzionati dalle eccezionali prestazioni.
Il progetto desidera raggiungere i seguenti 3 obiettivi: 1) Costituzione di una Banca di cellule staminali adulte renali (CS), brevettazione delle linee cellulari, confezionamento ed immissione sul mercato. 2) Allestimento di un kit basato sulla fluorescenza in fase solida (FISA) e richiesta di brevetto. 3) Costruzione di un bioreattore per emodialisi renale da mettere a disposizione delle aziende interessate nel campo specifico. Richiesta di brevetto. Il progetto svolto da 5 UR e 2 aziende, si articola in 4 workpackages. WP1. Isolamento di CS adulte da reni umani. La procedura, già consolidata nell’ambito dell’UR1, permetterà l’isolamento delle cellule CD133+ che saranno poste in cultura in specifico terreno contenente fattori di crescita (EGF e PDGF-BB) per la proliferazione.(UR1) WP2. Caratterizzazione delle CS adulte renali. Il WP comprende 6 fasi che vedono il coinvolgimento dell’UR1, UR2, UR3, UR4 e dell’Azienda ApuliaBiotech. La prima fase include la valutazione delle caratteristiche fenotipiche delle cellule utilizzando in citofluorimetria differenti antisieri per lo studio degli antigeni di membrana (CD133, 44, 105, cKit, CD24, 34 e 45). Lo studio deve dimostrare che le cellule sono effettivamente staminali e/o progenitrici in modo da escludere una possibile origine emopoietica. La seconda fase valuta le caratteristiche clonogeniche delle cellule in coltura. Si otterranno in tal modo singoli cloni cellulari CD 133+. La terza fase studia le capacità differenziative sia in senso renale (cellule epiteliali ed endoteliali) che extrarenale (adipociti, neuroni). La quarta fase valuta il profilo di espressione genica delle CS confrontato con altri tipi di CS non renali utilizzando microarray che contengono 47000 geni probe sets. La quinta fase include la caratterizzazione proteomica delle CS che si articola attraverso l’uso di differenti metodiche: 1) screening rapido dei lisati proteici ottenuti dalle linee cellulari mediante SELDI-TOF-MS; 2)analisi mediante elettroforesi bidimensionale (2D-PAGE); 3) identificazione e sequenziamento degli spots proteici mediante MALDI-TOF-MS e nano HPLC-ESI-MS/MS. Inoltre in questa fase si realizzerà lo sviluppo di un kit basato sulla fluorescenza in fase solida (FISA) per l’identificazione di CS sia in fase liquida (culture in vitro) che solida (tessuti, biopsie renali). La sesta fase è rivolta all’analisi dell’espressione delle acquaporine nelle CS. La loro identificazione, effettuata mediante l’analisi di RT-PCR, permetterà una caratterizzazione sia delle CS indifferenziate che differenziate in direzione renale ai fini di un loro utilizzo per la realizzazione di un bioreattore per emodialisi.(UR1, 2 e 3) WP3.Allestimento delle Banca di cellule staminali adulte renali ed analisi di mercato. Il WP, svolto dall’UR4 e dall’ApuliaBiotech, è dedicato al collezionamento delle CS isolate dall’UR1 e caratterizzate dall’UR1, UR2 e UR3. Sarà analizzato e realizzato l’intero processo di banking che inizia con il deposito delle CS e termina con la consegna al destinatario. I passaggi dal premaster al master e quindi alla distribuzione prevederà un certo numero di test per il controllo di qualità e le prove di sicurezza. L’analisi di mercato sarà svolta attraverso le seguenti fasi: 1)valutazione dello stato dell’arte della tecnologia oggetto di trasferimento ed analisi di benchmarking; 2)valutazione del mercato di riferimento; 3)identificazione di potenziali utenti finali; 4)definizione di piani di sfruttamento commerciale. Dopo l’analisi di mercato si procederà al confezionamento, packaging, brevettazione ed immissione sul mercato, anche con ε-commerce.(UR4, 1) WP4. Costruzione di un bioreattore per emodialisi. Il WP, svolto dall’UR5 e dall’Azienda Extrasolution srl, si articola in 4 fasi: 1) Caratterizzazione di base di composti organici per la nanofabbricazione, e del flusso fluidica all’interno di microcanali; 2) Litografia soft per il patterning di cellule staminali adulte renali differenziate con la fabbricazione di strutture master ed il trasferimento del pattern a CS differenziate; 3) Progettazione e fabbricazione di componenti funzionali fluidici; 4) Piattaforma di implementazione del chip.(UR5, 1) Il progetto propone, per la prima volta nel mondo, la realizzazione di una banca di linee cellulari staminali adulte renali che potrà permettere una notevole incentivazione agli studi rivolti verso la cura delle malattie renali. La costruzione di un kit di proteomica servirà per lo studio non solo dei processi di differenziamento delle CS ma anche per la loro identificazione in vitro ed in vivo nel tessuto patologico. Infine viene proposto per la prima volta, un bioreattore per emodialisi basato su un concetto rivoluzionario che è quello di un circuito integrato microfluidico. Le imprese saranno coinvolte con le seguenti modalità: ApuliaBiotech fornirà la sua esperienza nell’allestimento della Banca di cellule staminali adulte renali e nel loro confezionamento. Extrasolution sarà responsabile di una vasta gamma di caratterizzazioni superficiali e di volume sui materiali polimerici impiegati. Al termine del progetto si costituiranno 2 aziende spin-off di cui la prima gestirà la Banca delle cellule staminali e la seconda il bioreattore per emodialisi. Il progetto prevede l’attivazione di 9 borse di studio di cui 1 per sabbatical internazionale. Il piano della formazione specialistica sarà rivolto a borsisti, dottorandi, assegnisti e giovani ricercatori che partecipano al progetto con la frequenza di moduli. La formazione sarà prevalentemente pratica e si svolgerà nei laboratori dei Dipartimenti dell’Università di Bari, di Foggia, dell’Istituto Nazionale di Fisica della Materia, Consiglio Nazionale delle Ricerche, sede di Lecce e l’Istituto Superiore Universitario di Formazione interdisciplinare (ISUFI) di Lecce.
L'innovazione nel campo dei prodotti ortofrutticoli ad alto contenuto in servizio spinge in 3 direzioni principali: differenziazione di prodotto, aumento del contenuto in servizio, aumento delle caratteristiche organolettiche e nutrizionali. Sono ancora poche le referenze sul mercato, con una totale prevalenza di prodotti orticoli a foglia. Inoltre, il contenuto in servizio, unitamente ad una maggiore shelf-life, incrementa i consumi di prodotti di V gamma. Il presente Progetto unisce 5 aziende ortofrutticole, 5 aziende fornitrici di materiali/servizi, e 4 enti di ricerca, e si propone di rispondere in maniera ampia ed articolata a queste 3 esigenze del mercato. Si articola in 8 OR con attività volte al miglioramento della qualità dei prodotti esistenti, e alla messa a punto di nuovi prodotti/tecnologie. Nel primo OR, per lo sviluppo di tecniche colturali per specie per IV gamma, saranno messi a punto protocolli di fertirrigazione per ridurre l'accumulo di nitrati e migliorare la shelf-life e la qualità. Saranno inoltre studiate tecniche per estendere i calendari produttivi. Infine saranno implementati sistemi innovativi per la gestione della produzione in serra sia in relazione ai parametri ambientali che all'irrigazione. Il secondo OR mira all'aumento di specie/varietà ad oggi usate per la IV gamma, attraverso la scelta di genotipi le cui performance (in termini fisiologici, composizionali e fisico-meccanici) siano tali da ridurre gli stress post-taglio e le cui proprietà in termini organolettici e nutrizionali rispondano alle esigenze di mercato. L'OR3 ha l'obiettivo di offrire all'industria validi strumenti per la predizione della shelf-life, basati sulla misura di un solo parametro qualitativo. Inoltre saranno messi a punto modelli di predizione del valore nutrizionale residuo, basato sulla rilevazione di parametri dell'aspetto esteriore. Nell'OR4 si studieranno le applicazioni di strutture a base di TiO2, opportunamente modificato/catalizzato, per ridurre l'etilene e la carica microbica negli ambienti di stoccaggio della materie prima e sui prodotti trasformati, con la messa a punto di materiali di rivestimento per ambienti, la realizzazione di un reattore foto-catalitico, e modificazione superficiali di materiali da imballaggio. Inoltre, sempre allo scopo di ridurre la popolazione microbica, saranno messi a punto protocolli per il trattamenti con ozono della materia prima. Lo scopo dell'OR5 è quello di sperimentare innovazioni di processo e di prodotto per il packaging. Mentre da un lato sarà ottimizzato l'uso di atmosfere non convenzionali a base di Argon e/o protossido di azoto, dall'altro saranno sviluppati campioni-prototipo di film plastici attivi (con riferimento alla riduzione dell'etilene e dei microrganismi), e di materiali biodegradabili, al fine di ridurre l'impatto ambientale. L'OR6 prevede diverse innovazioni di prodotto e di processo mentre le innovazioni di prodotto tenderanno ad associare al consumo di prodotti di IV gamma benefici funzionali con prodotti ad azione probiotica o a ridotto contenuto calorico, e ad estender il numero di prodotti disponibili in commercio, le innovazioni di processo, rivolte prevalentemente al miglioramento della qualità, consisteranno in trattamenti antimbrunenti innovativi, in sistemi rapidi per la rilevazione di patogeni, in un prototipo di sistema di asciugatura innovativo, e di un nuovo sistema di rilevazione di corpi estranei. Con l'OR7 si implementeranno tecnologie innovative per succhi/mousse ad alto valore organolettico e nutrizionale, da un lato eliminando l'intervento termico (uso di bassa temperatura e trattamenti UV-C), dall'altro utilizzando un genotipo dalle elevate caratteristiche nutraceutiche, per nuovi prodotti a base di pomodoro. Infine, l'OR8 svilupperà un sistema di disidratazione con impiego di tecniche di condizionamento ad alto rendimento energetico, che permetterà l'ottenimento di prodotti ad umidità intermedia con elevati livelli qualitativi.
Nei prossimi anni e'previsto un crescente sviluppo ed impiego delle nanotecnologie in ambito aeronautico. Uno degli obiettivi dell'industria aeronautica è quello di implementare i nanomateriali negli attuali compositi di largo utilizzo con l'obiettivo di migliorarne le performance.Un filone molto avvincente è senza dubbio quello di migliorare le caratteristiche dei materiali compositi attraverso l'introduzione nel materiale di nanoparticelle disperse capaci di conferire al materiale caricato delle sorprendenti caratteristiche meccaniche e funzionali.
L'industria agroalimentare pugliese vanta una consolidata tradizione nella produzione di formaggi freschi e latticini "tipici", caratterizzati da elevate qualità organolettiche, da una diversificazione della gamma di prodotti, da un forte legame ad antiche tradizioni cultural-gastronomiche, nonchè da un particolare appeal per il consumo alimentare di fascia alta con un elevato potenziale per i mercati nazionali ed esteri. La commercializzazione su tali mercati è, però, resa impossibile dalla rapidità dei processi di deperimento che intervengono a valle della produzione. La conservazione dei prodotti non può essere protratta per più di alcuni giorni, perché il prodotto tende a perdere consistenza nel tempo, con una progressiva degradazione delle qualità organolettiche. Una Shelf-life così breve risulta incompatibile con le reti di distribuzione a lungo raggio per i mercati internazionali nonché inadatta ai criteri logistici della grande distribuzione. Il progetto si propone di sviluppare una innovativa tecnologia di imballaggi ecocompatibili opportunamente combinati con agenti antimicrobici che consentano di rallentare i processi di deperimento ed allungare la shelf life dei formaggi freschi a pasta filata tipici dell'industria agroalimentare pugliese. Lo sviluppo di tale tecnologia consentirà la valorizzazione di questa produzioni tipiche pugliesi e la loro commercializzazione sui mercati esteri nelle fasce alte di consumo alimentare. Allo scopo sarà studiato : (i) l'impiego di materiali ecocompatibili e/o biodegradabili per la messa a punto dei sistemi di imballaggio; (ii) l'impiego in fase di confezionamento di sostanze battericide naturali, compatibili con la destinazione alimentare e capaci di abbassare la carica iniziale e la proliferazione dei microrganismi attori del processo di degradazione, (iii) l'immobilizzazione di tali agenti direttamente nei materiali di imballaggio, per realizzare un imballaggio"bioattivo" caratterizzato da una cinetica controllata di rilascio delle sostanze attive. Le cinetiche di rilascio saranno dimensionate in modo tale da mantenere la loro concentrazione in un range ottimale per conservare l'alimento senza compromettere le qualità organolettiche. L'immobilizzazione degli agenti attivi negli imballaggi sarà effettuata mediante due distinte tecnologie di processo. La prima tecnologia prevede l'impiego di processi chimici ed elettrochimici con l'inserimento degli agenti attivi direttamente nelle masse di polimero fuse da avviare ai tradizionali processi di estrusione/termoformatura degli imballi. In questo modo si punterà all'utilizzo dei normali impianti esistenti presso l'industria di produttrice degli imballi, onde consentire la massima rapidità dell'industrializzazione dei risultati della ricerca. L'altra tecnologia prevede, invece, l'impiego di processi plasmochimici altamente innovativi per l'immobilizzazione superficiale degli agenti attivi. Questa tecnologia punta ad una maggiore efficienza/efficacia dell'azione antimicrobica (essendo gli agenti presenti esclusivamente nella superficie a contatto con il liquido di governo).Le attività di progetto saranno svolte congiuntamente da un soggetto industriale di rilevante importanza sul territorio regionale (circa 180 addetti e 29M€ di fatturato) e da quattro enti di ricerca con competenze tecnico-scientifiche di livello internazionale. Le ricerche saranno sviluppate in stretta cooperazione tra i diversi soggetti, mantenendo le attività e focalizzate verso l'obiettivo finale di interesse industriale. In tal modo si collauderà il cuore operativo di un futuro network regionale di ricerca industrialeLa possibilità di industrializzare rapidamente i risultati della ricerca fanno prevedere che già nel biennio successivo al termine del progetto sarà necessario procedere con gli investimenti per la creazione di una capacità produttiva dedicata con la relativa attrazione dei capitali necessari nella Regione Puglia.
Ambition Power si integra nel Settore/Ambito ENERGIA E RISPARMIO ENERGETICO in quanto si focalizza sullo Sviluppo di Tecnologie, Dispositivi e Moduli di Potenza, basati su nuovi materiali composti (SiC e GaN) oltre che IGBT innovativi per applicazioni in cui l'efficiente uso dell'energia determina notevoli risparmi in termini di consumo e dissipazione dell'energia stessa. In particolare, la finalizzazione del progetto vedrà la messa a punto di blocchi di processo (tecnologie) e la realizzazione di dispositivi e moduli che convergeranno in piattaforme di prodotti Diodi, Power Mosfet, IGBT, Moduli, per applicazioni nei settori della mobilitá sostenibile, dell'automazione industriale, dell'aeronautica e della conversione di energia, generata da fonti rinnovabili. I campi di applicazione interessano potenze medio-alte con frequenze operative fino a centinaia di kHz. La realizzazione dei dimostratori include anche la messa a punto di nuove tecnologie di assemblaggio e interconnessione (packaging) dei singoli componenti in Moduli di Potenza, attraverso l'uso di materiali innovativi caratterizzati da alta conduttività termica e alta stabilità chimica, Inoltre tutto ciò permetterà di ridurre l'entitá dei componenti parassiti, le relative perdite di energia, le interferenze ad alta frequenza, le emissioni elettromagnetiche (EMI) e le superfici radianti. L'integrazione dei componenti elementari in Moduli di Potenza avverrá a Catania presso la linea di prototipazione programmata e realizzata nell'ambito del progetto. La disponibilitá della linea consentirá di condurre le attivitá di ricerca e sviluppo sperimentale, consentendo la messa a punto degli step di processo relativi all'integrazione dei Moduli e la validazione dei risultati della ricerca. I moduli integrati, la cui realizzazione rappresenta l'obiettivo finale del Progetto proposto, saranno in grado di operare fino alla tensione di 1200 V (o multipli di 1200V per architetture cascode), con correnti nel campo di 50-100 A e temperature sul dispositivo attivo fino a 250 gradi, senza pregiudicare la possibilitá di elevati valori di integrazione dei moduli. Il superamento delle tradizionali temperature dei componenti a stato solido é permesso grazie allo sviluppo di dispositivi basati su materiali composti SiC e GaN (diodi, transistori) da integrare con dispositivi basati su silicio di nuova generazione (IGBT) e all'utilizzo di nuovi materiali nelle tecniche di packaging. Anche le architetture di sistema saranno ottimizzate sfruttando, tra l'altro, convertitori di potenza modulare che può essere velocemente configurato per soddisfare sia le specifiche di tipo hardware che software nel caso delle diverse applicazioni. Tali moduli, detti PEBB, sono costituiti da altre unità base come: l'alimentatore, il filtro, il pilotaggio, i sensori, la protezione ed il controllo.
Il progetto affronta un’ampia e diversificata gamma di tematiche legate allo spazio, dall’Esplorazione dell’Universo all’Osservazione della Terra, ai sistemi di ricezione e gestione dei dati telerilevati, per finire con attività di sensibilizzazione all’uso dei sistemi spaziali da parte dell’utenza regionale. Il Progetto di Ricerca sarà focalizzato sui seguenti tre pilastri: 1) Sviluppo di tecnologie abilitanti del segmento spazio 2) Sviluppo di tecnologie abilitanti del segmento di terra 3) Sviluppo delle domanda di servizi e prodotti spaziali
L'agenda di ricerca della Piattaforma Tecnologica Europea Manufuture si pone come obiettivo la transizione delmanifatturiero europeo verso un approccio competitivo, sostenibile e basato sulla conoscenza.Nel contesto della Piattaforma Manufuture e con riferimento all'area di ricerca ICT based intelligent manufacturing, ilprogetto KHIRA affronta il tema della competitività e della sostenibilità concentrandosi sulla problematica dellagestione della conoscenza lungo il ciclo di vita del prodotto.Questo tema è presidiato, allo stato dell'arte, in modo parziale, secondo una logica basata sui silos disciplinari eattraverso un approccio di tipo open loop che non razionalizza ed istituzionalizza i processi, disperde le conoscenze enon ne favorisce il riuso, riducendo la capacità di gestione del programma.Transitare verso un modello knowledge based significa estendere il paradigma del Product Lifecycle Management(PLM) verso una logica che integri persone, processi, pratiche, regole e tecnologie lungo tutte le fasi del ciclo di vitadel prodotto e soprattutto sia olistica nell'approccio.La soluzione PLM sviluppata nel progetto dovrà essere di guida e sostegno all'ingegnere olistico verso soluzioni ditipo industriale, che siano coerenti con i requisiti tecnici, normativo-procedurali ed ambientali visti nel loroinsieme,permettendo il principio di strutturazione ed integrazione delle soluzioni in ottica piattaforma ed abilitando laconcezione di prodotti definiti in termini di sistemi, sottosistemi e componenti, con criteri di parametrazione spintadelle conoscenze che in seguito potranno essere riusate o migliorate.Obiettivo primario del progetto è quello di creare un framework tecnologico e metodologico che ridefinisca il PLMsecondo la logica della nuova ingegneria olistica e che costituisca il fondamento per una start-up, localizzata nellaregione Puglia ma operante nel mercato del manifatturiero complesso su scala globale.Strumento rilevante per la realizzazione dell'obbiettivo specificato è la costituzione di una comunità di attoriincentrata sui soci del DHITECH coinvolti nel progetto quali nodi di una più ampia rete di imprese e centri di ricercaoperanti sulla scala nazionale ed internazionale, e organizzata nella logica dei Living Laboratory, quale modellointegrato di ricerca, formazione ed innovazione.I risultati attesi del progetto sono:-la creazione di una massa critica di giovani con competenze specificamente ispirate alla visione olistica del ciclo divita del prodotto, capaci di misurarsi sulla dimensione dei processi e dell'impresa, garantendo al contempo una pienaconsapevolezza del contesto politico, economico e sociale nel quale il prodotto viene introdotto.-la realizzazione e la validazione di un framework di processi, metodologie e tecnologie di virtualizzazione che,sfruttando le soluzioni ICT standard di mercato opportunamente inserite in un ambiente di integrazionemulti-dsciplinare, traguardi l'intero ciclo di vita del prodotto, presidiando tutti i processi e garantendo la cattura, lafruibilità ed il riutilizzo della conoscenza nel rispetto delle politiche di sicurezza.-la definizione ed implementazione di un ambiente di PLM in grado di supportare processi decisionali di tipoknowledge based traendo informazioni rilevanti da tutte le fasi del ciclo di vita del prodotto al fine di fissare emantenere nel tempo, non soltanto i requisiti del cliente e le normative di prodotto, ma tutti i vincoli di qualità,efficienza e contesto, necessari a rendere il prodotto competitivo e sostenibile.Il contesto di riferimento del progetto è quello delle produzioni complesse con specifico riferimento al settoreAeronautico ed a segmenti significativi della meccanica avanzata che rappresentano ambiti di estrema rilevanza nelcontesto del manifatturiero Europeo, non solo per l'importante contributo al bilancio economico dell'Unione maanche per la capacità di innovazione tecnologica che i settori manifestano
Il Progetto di formazione si colloca al grado di Alta Formazione, dedicato ad Allievi in possesso di una Laurea Specialistica in discipline scientifiche o dell'ingegneria. Esso ha come scopo ultimo il preparare gli Allievi per un rapido ed efficace inserimento in realtà produttive del Comparto dell'Information and Communication Technology (ICT) specializzato nella produzione di componenti, sottosistemi ed apparati per le ''comunicazioni ottiche'' ovvero per la ''fotonica per telecomunicazioni''. La rete di comunicazioni globali si basa fondamentalmente su sistemi e tecnologie fotoniche ed è previsto a livello mondiale un tasso annuale di crescita del settore superiore al 10%. L'Italia detiene in questo settore una significativa posizione di competenza a livello mondiale. Il settore industriale in Italia complessivamente fattura circa 2,5 miliardi di Euro ed impiega circa 1500 addetti in R&D, con qualifiche di livello medio-alto (tecnico specializzato, ingegnere). La realizzazione di apparati ''fotonici'' richiede competenze differenziate in settori quali: scienza e tecnologia dei materiali, elettromagnetismo ed ottica, elettronica ed informatica, fotonica, packaging e qualità, automazione e produzione. Il Progetto di Formazione fornirà agli Allievi un quadro di riferimento delle succitate discipline mediante un insieme di Corsi Dedicati, integrati da esperienze di Stages Aziendali. Il Progetto di Formazione avrà la durata di 24 mesi, sarà erogato principalmente in una Sede posta in Zona Obiettivo Convergenza (probabilmente presso gli Istituti del CNR partecipanti al Progetto) e sarà effettuato su due cicli successivi, di 12 mesi ciascuno, e destinato ciascuno indicativamente a 5 Allievi, per un totale di 10 allievi complessivi. I Candidati, residenti in Zone ad Obiettivo Convergenza, saranno reclutati mediante Bando pubblico di Concorso, adeguatamente pubblicizzato, e selezionati da una Commissione Giudicatrice di Ingresso che predisporrà i criteri pubblici del reclutamento. Il Progetto comprenderà 300 ore di didattica, equivalenti a 30 Crediti CFU, articolati su ore di lezione e di esercitazione sperimentale, ed erogati su 10 moduli didattici da svolgersi in complessivi tre mesi. I Corsi saranno erogati da personale afferente ai due Istituti del CNR partecipanti al progetto (INO ed ITIA), da personale docente del Politecnico di Milano ed, eventualmente, da altro personale di alta qualificazione. Seminari didattici svolti da personalità di fama scientifica internazionale potranno integrare la proposta didattica. Seguirà uno Stage Aziendale della durata di 8 mesi (svolto presso una Azienda od un Ente pubblico di Ricerca od un qualificato Laboratorio Universitario operante con Aziende). È previsto che gli Allievi possano svolgere anche un periodo di permanenza presso un Laboratorio estero, collaborante con i Partner del Progetto di Ricerca. In particolare, lo stesso Partner Alcatel Italia, del gruppo multinazionale Alcatel-Lucent, opera in collaborazione con le sedi e i Laboratori del proprio gruppo in Europa e nel mondo, ed di tale contesto lavorativo internazionale gli Allievi parteciperanno. Il mese finale sarà riservato alla stesura dell'elaborato finale ed alla sua discussione davanti alla Commissione Valutatrice. Ogni Allievo sarà seguito da un Tutor per tutto lo sviluppo del percorso formativo e riceverà una borsa di studio a copertura dei costi sostenuti. Alla fine del Progetto sarà rilasciato ad ogni partecipante un Attestato di Partecipazione, con indicazione del percorso di insegnamenti seguito. Il Responsabile del Progetto sarà affiancato da alcuni organi operativi. Una Commissione Qualità, formata da tre membri indipendenti, valuterà la qualità del processo di formazione a partire dai seguenti parametri: a) Incremento delle competenze e delle capacità di lavoro degli Allievi sviluppato il processo di formazione' b) Congruenza della preparazione ottenuta con un inserimento aziendale nel comparto produttivo in oggetto.
Il progetto complessivo nell'ambito risorse naturali riguarda i temi della gestione del ciclo di vita dei beni (distribuzione, valorizzazione energetica, interramento in discarica in sicurezza) e della gestione del ciclo integrato dell'acqua. ‑ Il tema della gestione integrata del ciclo delle acque è finalizzato all'uso sostenibile delle risorse, all'ottimizzazione energetica, al monitoraggio e controllo della qualità dell'acqua nei sistemi acquedottistici e nelle reti di drenaggio urbano, per trasfomare l'intero ciclo integrato in una "Smart Water Network". ‑ Lo studio di modelli per la gestione sostenibile della filiera alimentare punta alla valorizzazione a scopi energetici degli scarti della produzione, alla riduzione degli sprechi alimentari del sistema distributivo e dei consumatori e alla valorizzazione della frazione edibile del rifiuto solido urbano. ‑ Tecnologie innovative per la localizzazione delle discariche integrano dati acquisiti da reti di monitoraggio al suolo e aereo e simulano scenari evolutivi delle situazioni di inquinamento e contaminazione per trasformare un sistema tradizionale di smaltimento in uno "Smart Waste Environment System".
Il progetto rientra nelle misure in favore dell'autoimpiego, regolate dal Titolo II del D. Lgs. 185/00, che favoriscono l'inserimento nel mondo del lavoro di soggetti privi di occupazione, qualificano la professionalità dei soggetti beneficiari e diffondono e promuovono la cultura d'impresa, rappresentando un importante sostegno alle politiche di sviluppo territoriale. Nello specifico, il progetto riguarda l'avvio di un'attività imprenditoriale diretta alla progettazione, installazione e manutenzione d'impianti tecnologici.
Il progetto intende definire un processo patient-centered per la Cardiologia, per la Cardiologia Interventistica e per i pazienti acuti mirato all'ottimizzazione dei processi di diagnosi, terapia, riabilitazione e di training attraverso lo sviluppo e la sperimentazione in ambito clinico delle seguenti ricerche e tecnologie innovative: - sistema di identificazione automatica del paziente mediante implementazione di nuove tecnologie attive tipo RFID e QrCode, di mapping territoriale intra and extra ospedaliero automatico del paziente allo scopo di evitare errori di identificazione e scambi di identità, consentire la rapida localizzazione territoriale, la gestione automatica dei dati relativi a tutta la storia clinica del singolo paziente. - Nuovi sistemi per controllo a distanza di processi diagnostici-terapeutici di elevata complessità per la gestione del paziente cardiopatico critico, in grado di acquisire in automatico i dati del paziente (Elettrocardiogramma, analisi di laboratorio, troponine, indagini con Raggi X). Il sistema, partendo dalle flow chart internazionali, designerà un percorso diagnostico-terapeutico ottimale in quel singolo paziente, nella singola realtà locale. Tale sistema di controllo automatico dell'operato sanitario sarà di grande utilità soprattutto negli Ospedali/PS a bassa specializzazione cardiologica, potrà essere utile per controlli periodici della qualità dell'assistenza erogata e per ridurre la pressione medico-legale sul sistema sanitario. - Sistema web-based per la continuità assistenziale del paziente cardiopatico e per l'accesso controllato e distribuito ai dati sanitari, mediante il quale creare un ''unico medico virtuale'' per il singolo paziente che lo accompagnerà per la vita (prima e dopo il ricovero ospedaliero) con possibilità di accesso diretto a tutti i dati in diversi formati (pdf, video, audio, dicom, avi, Mpeg, etc) in modo da avere accesso ad immagini (coronarografie, TAC, endoscopie) in tempo reale. - dispositivo di front-end innovativo, basato su tecnologia multi touch e/o voice and gesture-recognition, per l'imaging cardiaco, diagnosi e prognosi cardiologica idoneo ad integrare i diversi linguaggi e diversi formati dei dati esistenti per il singolo paziente. - nuove tecnologie in cardiologia interventistica che prevedono lo sviluppo di un sistema angiografico integrato che comprende un arco angiografico a ''U'', un iniettore per visualizzare l'albero arteriosa a CO2, un sistema per la navigazione magnetica dei cateteri, una stazione di elaborazione avanzata d'immagine. - Progettazione e realizzazione di una stazione di controllo (Cardio Control Station) che possa virtualmente duplicare una sala remota e consentire il controllo a distanza della sala di emodinamica con tutoraggio attivo e gestione a distanza delle immagini allo scopo di ''aiutare'' centri periferici in procedure di cardiologia interventistica. - Sistema di realtà virtuale per la pianificazione di interventi di cardiologia interventistica e tutoraggio a distanza. - Sistema integrato per il monitoraggio del processo riabilitativo, del programma di educazione sanitaria ed alimentare e del follow-up domiciliare. - Sistema aperto applicabile a tutte le apparecchiature per la ricostruzione tridimensionale del sistema arterioso e del cuore con la possibilità di ricostruire virtualmente una protesi che poi dovrà essere successivamente impiantata. Verrà progettato un sistema di enhancement dello stent sull'immagine angiografica con possibilità di visione 3D.
La tecnologia dei trasporti è in profonda evoluzione per la necessità di rispettare normative sempre più severe in termini di emissioni e di impatto ambientale, di sicurezza e di eco-compatibilità sull' intero ciclo di vita dalla progettazione allo smantellamento. I materiali sono una Key Enabling Tecnology in questo processo. L'introduzione di materiali innovativi quali i compositi polimerici e i materiali multifunzionali richiedono specifici processi per la sintesi e adeguati protocolli di qualificazione/caratterizzazione, basati su diagnostica avanzata estesa ad una ampia gamma di dimensioni, da quelle macroscopiche fino alla scala nanometrica.Parallelamente si è conclusa l'analisi sulle criticità europee in termini di approvvigionamento di materie prime. Ne sono risultate 14 materie prime critiche alcune delle quali di forte impatto per il settore dei trasporti. Fra le altre, lo sviluppo di materiali sostitutivi rappresenta una delle principali strategie. Le peculiarità della materia su scala nanometrica, ancora ampiamente inesplorate, rappresentano il principale terreno di indagine per individuare soluzioni alternative.La presente proposta si pone l'obiettivo di coniugare le consolidate competenze dei Laboratori ENEA presenti nelle regioni di convergenza con l'ampio spettro di esigenze di sviluppo delle tecnologie dei trasporti, dalla cui intersezione derivano i settori di intervento. Ne sono risultati tre filoni sui quali si concentrano gli interventi di rafforzamento strutturale. Un primo filone è rappresentato dalla diagnostica per immagini, articolata su due laboratori, che si pone l'obiettivo di realizzare una facility in grado di intervenire su di un ampio spettro dimensionale con capacità di analisi tomografica di difetti e di strutture. Un secondo filone è rappresentato da sintesi e trattamento con due laboratori per le tecniche di repairing di componenti metallici e la sintesi di materiali sostitutivi, mentre il terzo filone è inerente gli aspetti di efficienza energetica con un laboratorio dedicato alle tecnologie innovative di illuminazione. L'intera infrastruttura si avvale del potenziamento delle strutture informatiche da utilizzarsi per simulazioni, realtà virtuale e supporto alla rete di collegamento interna della infrastruttura.Coerentemente con i requisiti del bando si sono strutturati gli interventi in modo articolato per consentire ai laboratori di interfacciarsi sia con il sistema delle imprese, con particolare attenzione alle ricadute territoriali, sia con la rete europea delle infrastrutture di ricerca. Nel primo caso si persegue il duplice obiettivo di mettere a disposizione del sistema imprenditoriale infrastrutture critiche per lo sviluppo di progetti di ricerca e per la fornitura di servizi avanzati. Gli studi di mercato ed il supporto delle aziende collegate ad ENEA soprattutto nelle partnership pubblico private dei Laboratori PP TEXTRA e TRIPODE e dei Distretti DTA e IMAST, hanno evidenziato la possibilità di un importante contributo alla sostenibilità nel tempo della iniziativa. La orizzontalità delle facilities realizzate garantisce inoltre la ricaduta in settori produttivi diversi in risposta alle esigenze di più territori. Per quanto riguarda l'inserimento nella rete europea, si può notare come una facility integrata con laboratori avanzati di caratterizzazione/qualificazione e di sintesi/trattamento/processamento sia complementare ed integrabile con quanto presente, come testimoniato dalle numerose lettere di supporto alla iniziativa da parte di prestigiosi Centri di ricerca europei. La profonda rete di rapporti scientifici di ENEA nel settore dei materiali e delle metodologie analitiche rappresenta, da questo punto di vista, un fattore di sicuro successo. Di particolare rilevanza risulta la presenza di questa infrastruttura nelle regioni mediterranee dove rappresenta una unicità in grado di polarizzare importanti azioni per lo sviluppo delle regioni limitrofe.
Programma d'investimento congiunto con l'Università del Salento – Dipartimento di Ingegneria. Il progetto prevede lo sviluppo, l'ottimizzazione e l'applicazione clinica di nuovi materiali ceramici per impianti e protesi dentali. L'esigenza di fornire restauri protesici validi dal punto di vista funzionale ed estetico, strutturalmente stabili nel lungo periodo, in particolar modo per i settori posteriori, ha messo in evidenza i limiti delle tecniche di restauro in ceramica integrale (vetrosa ed infiltrata). Il progetto ha, dunque, l'obiettivo di ottenere strutture che garantiscano un'accurata precisione marginale in modo che il gap tra struttura protesica ed elemento dentario pilastro sia minimo e garantisca la protezione del pilastro dentale stesso. Inoltre, data la minore precisione delle ceramiche integrali, e in particolare della zirconia, rispetto alle protesi tradizionali in metalloceramica, è necessario sviluppare dei cementi che abbiano sia proprietà di fissaggio, sia proprietà antibatteriche. In particolare, il progetto si propone di fornire materiali formabili alla lavorazione con le macchine CADCAM in commercio, partendo da materiali ceramici prodotti con tecnica innovativa e a basso costo, con la possibilità di essere colorate e quindi avere caratteristiche estetiche ottimali in termini di traslucenza e uniformità di colorazione. L'ossido di zirconio fresabile e altamente performante ottenuto in seno al progetto può essere utilizzato per lo sviluppo di impianti dentali ibridi titanio-zirconia, in cui alla resistenza del metallo si affianca l'elevato fattore estetico del ceramico.
Il progetto consiste nella predisposizione di un framework altamente innovativo in grado di introdurre all'interno delle aziende del settore bancario, sanitario, giudiziario e della Pubblica Amministrazione un sistema di dematerializzazione che sfrutti le tecnologie del Web_2.0 e che sia personalizzabile in funzione del settore economico di appartenenza. In particolare, si propone di realizzare un duplice obiettivo: da un lato, la digitalizzazione di documenti cartacei già esistenti e, dall'altro, la definizione di soluzioni specifiche volte alla progressiva riduzione dell'utilizzo della carta, promuovendo nuovi documenti esclusivamente in formato digitale.
Le tecnologie e sistemi da sviluppare per la riparazione di strutture in composito di vario tipo (solido laminato, sandwich e componenti integrati) permetteranno di ridurre notevolmente il costo delle riparazioni, il tempo di flusso richiesto e/o la messa a terra del velivolo, e consentiranno anche di riparare danni oggi “non riparabili”, riducendo così il numero di scarti di produzione.
Il progetto si propone di offrire una soluzione strutturata e scientificamente solida a tutta la filiera dell'Education, dalla scuola primaria sino alla formazione professionale operando su tutta la catena del valore: modelli didattici e organizzativi, contenuti digitali multimediali e interattivi, infrastruttura tecnologica abilitante per l'erogazione di servizi didattici in cloud a docenti, studenti, famiglie, scuola e università, formazione professionale.
Il programma prevede la progettazione, la realizzazione, la successiva industrializzazione e produzione, di un prototipo per un sistema di telecontrollo impianti di telediffusione sonora, destinato al monitoraggio di istallazioni ubicati in stazioni di medie o grandi dimensioni, o al monitoraggio remoto di altre posizionate in piccole stazioni. Tale prototipo dovrà essere in grado di controllare: il corretto funzionamento degli amplificatori; lo stato delle linee di collegamento; lo stato di ogni singolo diffusore e lo stato di funzionamento della stessa apparecchiatura di telecontrollo. Inoltre, il prototipo potrà includere funzionalità come la registrazione digitale dei segnali, con data e ora di trasmissione per il controllo della qualità del servizio informazioni, o in vista di applicazioni future. Il secondo obiettivo del programma è l'applicazione di tale prototipo anche agli impianti dei telefoni di servizio delle ferrovie, portando le distanze di comunicazione da un massimo di 1,5 km (primo prototipo) a distanze di 200 lm. Il secondo prototipo potrà controllare: il corretto funzionamento di tutti i telefoni della linea; il corretto funzionamento degli amplificatori di segnale disposti lungo la linea; il punto in cui si è verificato un eventuale guasto; lo stato di funzionamento della stessa apparecchiatura di telecontrollo.
Il contributo nell'ambito dei trasporti che questo progetto vuole attuare è volto essenzialmente allo sviluppo della tecnologia Diesel per la riduzione delle emissioni inquinanti, ma anche a promuovere le tecnologie di processo per favorirele attività produttive nel campo della componentistica powertrain presenti sul territorio (Bosch, Magneti Marelli e GETRAG) e dare così un vantaggio competitivo alle aziende produttrici di motori diesel (stabilimenti ISOTTA FRASCHINI, IVECO - SOFIM di Foggia e FIAT, Pratola Serra di Avellino).Con la realizzazione del progetto verranno conseguiti risultati di avanguardia rispetto allo stato dell'arte mondiale che, nella fattispecie, consisteranno in conoscenze, metodologie e dimostratori prototipali.I risultati conseguibili sono di assoluta avanguardia rispetto al panorama internazionale relativamente al settore della ricerca industriale sui componenti per sistemi di iniezione per motori Diesel e sulle tecnologie di processo. I principali vantaggi dei componenti e delle tecnologie di processo proposti, rispettoalla situazione attuale, sono:-Incremento della rapidità di calcolo e della flessibilità di attuazione della elettronica di controllo del motore;-Implementazione di strategie di controllo motore in loop chiuso;-Implementazione di calibrazioni software per l'ottimizzazione della combustione;-Alte prestazioni dell'elettroiniettore in termini di pressione di alimentazione, velocità di attuazione e precisione di dosaggio;-Alte prestazioni del sensore NOx in termini di velocità di risposta, temperatura operativa e robustezza;-Possibilità di effettuare verifiche strutturali non invasive dei componenti di alta pressione, con conseguente semplificazione del processo produttivo;-Possibilità di effettuare le micro forature del servo attuatoretramite tecnologia Laser, più competitiva delle tecnologi tradizionali;-Elevate prestazioni di macchine produttive complesse, caratterizzate da un elevato grado di modularità, alta capacità di riconfigurabilità, elevati livelli di sensoristica e di diagnostica;-Possibilità di effettuare misure di micro spostamenti tramite tecnologia Laser, da utilizzare sia per il monitoraggio e la correzione delle micro deformazioni di macchine produttive, sia per la misura di parametri di settaggio dell'elettroiniettore.
Il progetto si propone di creare un prototipo di sistema di disinfestazione a microonde per la bonifica da infestanti biologici dei manufatti. Il progetto nasce dall'osservazione che molte forme biologiche infestanti non sopravvivono altre una certa temperatura che è detta: 'temperatura letale'. Si prevede l'utilizzazione dell'energia elettromagnetica a microonde, sfruttando il principio della termalizzazione dell'energia elettromagnetica, al fine di elevare la temperatura delle forme biotiche infestanti al di sopra della loro temperatura letale. Il progetto dal punto di vista tecnico-scientifico si propone di: realizzare un apparato che permetta di indurre nell'oggetto da trattare e negli agenti infestanti una distribuzione di temperatura tale da garantire che gli insetti e/o funghi vengano portati a temperature superiori a quelle per loro letali e che la temperatura della carta, della stoffa, del legno e i gradienti spaziali di questa non siano tali da produrvi deformazioni e sforzi che non possano comprometterne l'integrità; stabilire dei protocolli di trattamento accurati per ogni tipologia di manufatto; migliorare ed innovare dal punto di vista tecnologico il sistema di disinfestazione realizzato, coniugandolo con le esigenze scaturite dai protocolli di trattamento. Il progetto prevede la collaborazione, nella fase di Ricerca Industriale, dell'Istituto CNR IRL (Istituto per la Ricerca sul Legno) e del Politecnico di Bari, e nella fase di Sviluppo Precompetitivo, dell'Università di Ancona, dell'Università di Bari con la supervisione dell'Istituto Centrale per il Restauro e dell'Archivio di Stato.
L'innovazione dei processi di gestione dei rischi ambientali richiede sempre di più nuovi livelli di efficace integrazione multi-sensoriale, in grado di rilevare sia le variabili critiche di innesco di fenomeni potenzialmente catastrofici, sia di impiegare appropriate conoscenze modellistiche e simulative, indispensabili per fondare scientificamente e - con adeguata concertazione informatica e organizzativa - le fasi di prevenzione/preparazione dei territori a rischio, quelle di ''allerta'' e governo degli interventi di contrasto, nonchè le fasi finali di mitigazione e recupero dei danni associati. L-integrazione multi-sensoriale di a) immagini e segnali nello spettro visibile e Infrarosso (per la rilevazione di rischi di incendio e/o di rischi idrico/termici su artefatti e strutture costruite), b) di misure radar e interferometriche (per una gamma estesa di deformazioni e spostamenti del suolo), c) di dati meteo-climatici, idrologici, pedologici e chimici raccolti ''a terra'' da sensori tradizionali e/o innovativi (integranti, quindi, in logica WSN, sensing, computing e networking a livello di ciascun nodo), costituisce una sfida significativa dal punto di vista informatico, elettronico e architetturale-sistemistico.
Il progetto di ricerca i-Design Foundation intende porre le basi per abilitare un nuovo modello di Sviluppo Nuovo Prodotto di tipo collaborativo all'interno di value network del settore aeronautico, costruendo un framework che abiliti la collaborazione inter-aziendale, garantendo al contempo elevati standard di sicurezza e protezione della proprietà intellettuale.
Programma finalizzato alla ricerca, progettazione, prototipazione e sviluppo di una piattaforma informatica integrata per la gestione di attività sanitarie ospedaliere denominata 'Fascicolo Sanitario Virtuale Orientato per i Problemi'. Il sistema informatico unico e integrato per la gestione e l'automazione dei dati clinici è costituito da quattro sottosistemi, tra loro integrati: Piattaforma di integrazione HL7V3 compliant; Cartella Clinica Unica Ospedaliera Orientata per Problemi; Cartella Clinica Specialistica Guidata da Protocolli; Accesso Virtuale ai Domini Ospedalieri. La metodologia di lavoro adottata è quella di 'Cartella Orientata per Problemi', in cui si identifica un numero infinito di problemi (lista ) a partire dai quali le azioni del medico e l'uso di risorse possono essere valutati, strutturati e codificati in maniera adeguata. L'adozione di una cartella clinica elettronica orientata per problemi, permette l'applicazione di 'profili problema' per la gestione di alcune patologie ed è in grado di evidenziare gli avanzamenti raggiunti nei piani di cura e di determinare gli scostamenti tra protocollo teorico e trattamenti effettivi. L'utilizzo di una cartella clinica elettronica unica, adeguatamente personalizzata per reparto, con un nucleo comune di dati standardizzato e supportata da un sistema telematico, consentirà una comunicazione chiara per tutta l'equipe assistenziale costituita dai medici di ciascun reparto dell'ospedale.
Il progetto ha l'obiettivo di creare una infrastruttura basata su tecnologie BIO-MEMS (sistemi bio-microelettromeccanici) per applicazioni ambientali e agroalimentari quali il monitoraggio rapido, accurato ed in tempo reale della presenza di quantità molto basse di contaminanti, nanoparticelle e agenti patogeni in:- acque (fiumi, mare, falde e condotte idriche, scarichi industriali);- liquidi alimentari (latte, olii, vino e bevande varie …).Quella MEMS è una delle tecnologie di maggior successo commerciale del nuovo millennio, grazie alla diffusione dei sensori inerziali MEMS in cellulari, tablet e game pad. Con il termine Bio-MEMS (biological microelectromechanical systems) ci si riferisce ad una classe speciale di MEMS applicati alla manipolazione di materiale biologico, alla realizzazione di microsistemi biomimetici o all'analisi di attività o parametri biologici o chimici. L'estensione dei MEMS all'ambito diagnostico e prognostico sarà una naturale evoluzione tecnologica che richiede grossi investimenti infrastrutturali.Il progetto ITEM prevede nel suo complesso la realizzazione di una infrastruttura sovraregionale composta da:- Facility per la fabbricazione e prototipazione di MEMS con strumentazione di front-end (micro e nanofabbricazione) e back-end (packaging)- facility per la funzionalizzazione di superfici e individuazione di marker biochimici … (CRIB: aggiungere dettagli e/o laboratori già esistenti) - facility di caratterizzazione chimica, biologica ed elettromeccanica- facility per lo studio di nanotossicità …- Facility per la simulazione avanzata del funzionamento di nanosensori in ambienti liquidi, includendo la realizzazione di una piattaforma per high performance computing dedicata. Tale infrastruttura consolida il know how accumulato dai proponenti, complementando l'investimento dell'Istituto Italiano di Tecnologia sulle sedi CBN di Lecce (Center for Biomolecular Nanotechnologies) e CRIB di Napoli (Center for Advanced Biomaterials for Healthcare) e creando di fatto una struttura unica nel campo delle nuove tecnologie per diagnostica ambientale e agroalimentare. L'infrastruttura permetterà inoltre la stima della nanotossicità di nanomateriali e nanoparticelle derivanti da processi di produzione industriale, presenti in prodotti commerciali o nell'ambiente, abilitando la valutazione del rischio per i nuovi pericoli ambientali e sanitari dovuti a oggetti alla nanoscala.ITEM si pone come punto di riferimento per: - piccole e medie aziende nel campo agroalimentare e della diagnostica chimica e biologica e che potranno attingere alle tecnologie sviluppate ma anche commissionare attività di ricerca e sviluppo per produrre prototipi di sensori pre-industrializzati di alto contenuto tecnologico ma di facile utilizzo;- grandi aziende hi-tech, in quanto i prototipi realizzati saranno in forma fruibile per test sul campo e prove di validazione;- enti ed agenzie del territorio per valutazione del rischio ambientale e sanitario e dell'inquinamento e della nanotossicità di nanoparticelle sintetiche o di origine ambientale;- centri di ricerca operanti nel settore delle tecnologie e dispositivi micro e nanotecnologici, poiché sarà possibile fornire servizi di packaging di micro e nanodispositivi, per un collegamento efficiente tra ricerca pubblica e settore privato.- Enti di ricerca attivi nel modelling e simulazione di nano sensori per validare teorie e modelli. - Enti di certificazione di qualitàIl rapporto con questi enti ed aziende permetterà di fornire servizi sia in ambito tecnologico bio-MEMS che in ambito diagnostico/prognostico, consentendo nel medio e lungo termine la sostenibilità dell'investimento e della struttura. Inoltre come ricaduta diretta dell'attività svolta si prevede che la tecnologia sviluppata possa essere estesa ad altri campi, quale ad esempio la diagnostica medica.
L'obiettivo del progetto In.Te.R.R.A. è quello di studiare e sperimentare strategie innovative capaci di incrementare il riuso irriguo di acque reflue urbane ed agro-industriali depurate. La gestione del riuso risulta comunque estremamente complessa, considerati anche i rischi igienico-sanitari che comporta, e richiede pertanto competenze specialistiche nell'ambito della progettazione, costruzione e gestione delle reti idriche preposte al trasporto delle acque nei siti di utilizzo, delle tecnologie di trattamento e disinfezione, del monitoraggio dei parametri di qualità (chimici, fisici e microbiologici), della loro gestione agronomica. Queste competenze richiedono personale altamente specializzato. Spesso, infatti, proprio la mancanza di figure idonee e competenti ostacola il corretto funzionamento del sistema e impone la definizione di norme severe da parte dei legislatori. Date le competenze richieste, risulta necessario formare dei professionisti che siano in grado di assolvere a tali compiti. A tal fine il progetto proposto intende formare giovani ricercatori destinati ad attività di ricerca industriale aventi le seguenti competenze: progettazione e manutenzione delle reti idriche trattamento delle acque reflue urbane riuso irriguo delle acque reflue urbane. Le competenze specifiche che si intendono fornire riguardano: l'esercizio e la manutenzione dei principali organi di regolazione delle reti idriche a scopo irriguo, degli strumenti di misura, delle apparecchiature di automazione e di controllo l'analisi e la valutazione della qualità delle acque (caratteristiche chimiche, fisiche e biologiche) la conoscenza delle tecnologie di depurazione e affinamento delle acque reflue destinate al riuso, dei metodi e degli impianti per la distribuzione delle acque reflue, della tecnica agronomica dell'irrigazione di colture erbacee ed arboree a destinazione alimentare e non. L'accesso al corso sarà riservato a giovani in possesso di diploma di laurea quinquennale (Laurea magistrale) in facoltà scientifiche (Ingegneria, Agraria, Scienze Biologiche e Chimica) ed avverrà previo superamento di esami miranti a testarne le conoscenze generali. Il numero massimo di idonei ammessi al corso sarà pari a sedici. L'attività di formazione avrà una durata complessiva di 1330 ore da svolgere nell'arco temporale di due anni (compresa la fase di progettazione esecutiva, comunicazione, orientamento e selezione, presentazione dei risultati, ecc.) e comprenderà: ore di formazione finalizzata all'approfondimento ed alla acquisizione di conoscenze specialistiche ore di stage operativo in affiancamento a personale impegnato in attività di ricerca industriale o di gestione delle risorse idriche ore di formazione finalizzata all'apprendimento di conoscenze in materia di programmazione, gestione strategica, valutazione e organizzazione operativa dei progetti di ricerca. Le ore di teoria specialistica saranno suddivise in materie ingegneristiche, chimiche, biologiche ed agronomiche, mentre quelle di tirocinio saranno svolte sia presso i siti sperimentali che presso le strutture degli Enti di ricerca e delle imprese proponenti.
L'obiettivo finale del progetto è lo studio, la messa a punto prototipale e la sperimentazione di tecnologie (strumenti e sistemi) e metodologie (procedure e linee guida) innovative che trovano applicazione in diverse fasi del processo di gestione del bene culturale. Le fasi a cui si fa riferimento sono: 1) lo studio storico tecnico 2) la diagnosi 3) intervento 4) il monitoraggio conservativo 5) la musealizzazione e la fruizione 6) la valorizzazione. In ogni fase sopra indicata, IT@CHA propone soluzioni tecnologiche in grado di supportare tecnici, operatori, enti tutelanti e singoli interessati come i cittadini e turisti nel complesso processo del rapportarsi al bene culturale, ora per misurare, ora per valutare ora per fruirne e comprenderlo.
Il programma d'investimento congiunto con: Dipartimento di Ingegneria Economico-Gestionale (DIEG) - Facolta di Ingegneria - Universita di Napoli Federico II, Engineering Ingegneria Informatica S.p.A., DHITECH SCARL, AERMEC SUD S.A.S. DI GIANNETTI ALDO S.A.S., Euro.Soft S.r.l., AVIO S.p.A. intende sviluppare un framework in grado di abilitare l'interoperabilità, la cooperazione, la sicurezza, l'estrazione e l'elaborazione di informazioni rilevanti con tecniche di data mining. Tale framework intende inserirsi nel contesto delle tecnologie Open Source ed utilizzare la logica process based integrata con l'ingegneria dei servizi. L'ambito di intervento scelto nel contesto del Made in Italy è il sistema della meccanica avanzata.
Il progetto FOODSYS si sviluppa dal forte interesse di un raggruppamento di imprese della produzione agroalimentare orientate alla promozione di produzioni tipiche sui mercati internazionali, e ciò ne determina la strategicità sulla base di esigenze di innovazione in contesti di sviluppo reali. La globalizzazione della domanda e dei mercati non genera un consumatore globale ed omologato. Si va, invece, affermando la domanda di beni alimentari complessi, che rispondano a requisiti di qualità sempre maggiori. Il contesto agroalimentare italiano, pur nelle potenzialità consolidate e riconosciute delle produzioni tipiche, trova infatti forti limiti alla sua affermazione competitiva sui mercati internazionali, a causa di un contesto operativo caratterizzato da una elevata numerosità di operatori lungo la catena del valore, con scarsa integrazione funzionale, e con scarsa focalizzazione del proprio business sul valore del prodotto. La proposta europea in sede di Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) di un riconoscimento internazionale dei prodotti a denominazione protetta, assume valore strategico e capacità di alleanze negoziali, se viene colta come affermazione del principio che le diversità, biologica, tecnologica e culturale delle produzioni e dei consumi.Non si tratta però di puntare soltanto ai prodotti di nicchia, la cui importanza è peraltro evidente, perché ciò significherebbe ridurre ad una dimensione elitaria sia l'agricoltura italiana sia la nostra industria alimentare. Per ottenere questo è necessario innanzitutto supportare le imprese della produzione nell'identificazione del valore intrinseco al loro prodotto, mettendo a punto dei metodi di riconoscimento dei fattori di tipicità riconoscibili e parametrizzabili in un sistema di filiera, al quale mantenimento lungo la supply chain devono partecipare una serie di imprese per posizionamento e per attività disomogenee. Ed il tutto si deve giocare sul terreno non solo dell'efficacia (portare la qualità tipica senza decadimento al mercato), ma anche sull'efficienza, contribuendo a compensare la complessità delle filiere in termini di costi operativi. Il progetto FOODSYS vuole pertanto costruire un modello operativo innovativo di gestione della supply chain del prodotto tipico di qualità, che partendo dai principi della supply chain decentralizzata, - mira a garantire la coerenza tra le tante caratteristiche di qualità del prodotto, nel pieno sostegno, quindi, ad un approccio di "Total Quality", con particolare supporto agli aspetti di tipicità che ne fanno parte, quale driver di tutta la supply chain.- mira, inoltre, a sfruttare i recuperi di economie, propri dell'approccio di supply chain decentralizzata, per finanziare i maggiori costi che, inevitabilmente, si associano alle maggiori complessità operative dell'approccio di Total Quality.- mira, infine, a mantenere dette aspettative anche in supply chain lunghe ed articolate, composte da PMI, che rappresentano la maggioranza nell'agroalimentare.La nuova piattaforma deve operare con un obiettivo chiaro e condiviso orientato alla tipicità espressa delle produzioni intervenendo sui fattori che ne sostengono la loro forza fino ai mercati internazionali; questo significa, in sostanza, un complesso di tecnologie e sistemi atti a mantenere la qualità identificata nella tipicità e la competitività delle imprese all'interno dei contesti in cui esse operano: identificazione dei fattori di caratterizzazione della tipicità, tecnologie dedicate alla garanzia di mantenimento di tale tipicità, sistemi di distribuzione innovativi, integrazione nella piattaforma di fattori di contesto della supply chain (economici, normativi, di mercato, etc) determinanti per garantire un supporto alle imprese nell'accesso ai mercati internazionali.
La proposta progettuale si inserisce nell'ambito del Sistema Socio-tecnico "ICT per l'Innovazione nel Disegno diProdotti e Servizi ad alto contenuto di conoscenza e sostenibili", uno dei tre componenti dell'Ecosistema diImprenditorialità Innovativa High-Tech di cui il Distretto Dhitech intende facilitare ed orchestrare lo sviluppo nellaRegione Puglia.In particolare il progetto si sviluppa nell'area dell' "Ingegneria dei Servizi Internet-based", dedicata alla ricerca dimetodi di analisi scientifica per la progettazione, produzione ed erogazione di servizi innovativi, e si posizionaall'interno della emergente Scienza dei Servizi.Nell'ambito di quest'area, il progetto di ricerca mira alla concezione ed alla messa a punto di un intervento di caratterestrategico, organizzativo e tecnologico "future internet driven", finalizzato all'innovazione nei servizi per la"sustainable knowledge society".Il mercato di riferimento del progetto di ricerca è rappresentato dai "Knowledge Intensive Services" (KIS) , unacategoria in ascesa nel terziario innovativo, e trasversale ai settori economici, alla quale viene attribuito un ruolocardine nel processo di ristrutturazione che seguirà la crisi economica mondiale grazie al positivo impatto sullaproduttività e l'innovazione degli altri settori economici.Il progetto si pone l'obiettivo di creare una nuova cultura dei servizi nel territorio regionale, segnando unadiscontinuità nei modelli di sviluppo tradizionali del territorio, e guidando la transizione della Regione Puglia verso ilparadigma del cosiddetto "territorio intelligente", inteso come un sistema multiplayer in grado di massimizzare,attraverso la predisposizione di una adeguata infrastruttura tecnologica e digitale, la capacità innovativa e di gestionedegli asset di conoscenza degli attori presenti.Per raggiungere quest'obiettivo il progetto prevede la realizzazione di una serie di risultati classificabili comeinnovazioni di processo, nuove formulazioni e prodotti innovativi.In particolare, il progetto propone un'innovazione radicale nei processi di concezione, progettazione, realizzazione ederogazione dei servizi, che attribuisce al destinatario finale dei servizi un ruolo centrale che anticipa il suocoinvolgimento, e per la cui realizzazione si richiede l'applicazione di una metodologia creata nei laboratori M.I.T.USA, mutuata dai paesi europei, caratterizzata come user-driven open innovation e codificata come "Living-Lab".Le nuove formulazioni riguardano la definizione di un set di metodologie e tecnologie per l'Ingegneria dei Servizigenerate a partire da un modello di servizio di prossima generazione disegnato per rispondere alle esigenze diinclusione, partecipazione e personalizzazione.I prodotti innovativi che il progetto prevede di realizzare consistono ina. un'infrastruttura tecnologica pervasiva, pensata per agire da sistema nervoso del "territorio intelligente", declinarein modo olistico il concetto di Future Internet, fornire strumenti e ambienti di deployment di supporto alla ServiceInnovation;b. una dotazione di capitale umano qualificato formato sul profilo dell' "Ingegnere Innovatore ed Imprenditore",dotato di capacità ed attitudini adatte a cogliere le opportunità offerte dalle nuove tecnologie in nuovi modelli dibusiness per creare valore economico e sociale (Imprenditorialità tecnologica);c. una start-up specializzata nell'Ingegneria dei Servizi, pensata in linea con la sfida della Commissione Europea dicreare in Europa dei "service innovation leaders", strutturati come ambienti in grado di favorire lo sviluppo di serviziinnovativi "technology-based".La contestualizzazione sul territorio regionale della Puglia del nuovo modello di servizio proposto interesserà, comeprimo passaggio di una riforma strutturale che nel nostro ambizioso obiettivo potrà essere molto ampio, i servizi dinuova generazione della Pubblica Amministrazione e del Turismo Integrato.
L'obiettivo principale del progetto è creare un Laboratorio di Bioinformatica per lo studio della Biodiversità Molecolare, con competenze altamente specializzate e multidisciplinari con standard adeguati a quelli dei paesi più avanzati e che possa effettuare ricerca, fornire progettualità e servizi specializzati ed erogare attività di formazione d'alto livello nel campo della bioinformatica e dello studio di vari ambiti della biodiversità.Le attività progettuali saranno condotte riunendo insieme competenze pubbliche e private esperti di tecnologia, di biologia molecolare e più particolarmente di genomica e di espressione genica con operatori di campi di applicazione specifici, dagli ospedali a centri di trasferimento del know-how in campo agroalimentare e di produzione animale, già disponibili e cooperanti da vari anni nell'ambito di diverse iniziative progettuali, ed allargando nello stesso tempo il contenuto stesso ad un nucleo di giovani ricercatori che verrà adeguatamente formato e specializzato sulle seguenti aree tematiche, le quali si articoleranno in diversi Obiettivi Realizzativi:- Progettazione e realizzazione di una complessa ed avanzata piattaforma tecnologica abilitata alla bioinformaticaProgettazione e acquisizione di una piattaforma tecnologica informatica abilitata alla bioinformatica;- Progettazione e realizzazione di banche dati biologicheOntologia e progettazione della infrastruttura bioinformatica per lo sviluppo delle banche dati biologiche;Banche dati di microrganismi d'interesse agroalimentare e di specie batteriche di interesse industriale;Banca dati di ESTs di Aspergillus carbonarius;- Progettazione e realizzazione di algoritmi e tecniche bioinformatiche per l'analisi molecolareAnalisi ed identificazione per via informatica di geni e regioni regolatorie;Analisi, disegno e sviluppo di protocolli per l'esecuzione semi-automatica di un workflow per l'analisi dei dati;Progettazione e sviluppo di metodi statistici e numerici per l'analisi dei dati sull'espressione genica;Progettazione e sviluppo di nuove metodologie e algoritmi per l'individuazione e caratterizzazione di aplotipi.- Studio ed applicazioni della Biodiversità molecolareInter e intra-specie in famiglie geniche dell'uomo;Virale;Microbica e vegetale di specie di interesse agro-alimentare; Strumenti bioinformatici per la classificazione di sistemi cellulari Il risultato degli obiettivi realizzativi porterà ad un ampio "sistema" composto da: HW, SW , servizi e risultati della ricerca nelle aree di indagine:1. Una infrastruttura bioinformatica di servizi integrati fruibili sia all'interno del laboratorio sia all'esterno;2. Banche dati concernenti genomi di microorganismi di interesse agroalimentare per lo studio della tracciabilità e rintracciabilità dei prodotti;3. Banche dati per lo studio della biodiversità Umana, Microbica e vegetale;4. Strumenti bioinformatici per l'analisi della biodiversità;5. Algoritmi di analisi per lo studio dei processi di regolazione genica;6. Algoritmi per l'analisi dei dati sull'espressione genica;7. Una libreria di protocolli di indagine/workflow di analisi per gli specifici settori di ricerca pre-selezionati;8. Una libreria di nuovi algoritmi di data e text mining per il dominio della bioinformatica;Il progetto permetterà la creazione di un Laboratorio al cui interno opereranno gruppi di ricerca in grado di allestire/fornire, in modo efficace ed efficiente servizi e strumenti bioinformatici (di natura anche complessa). La forte impronta multidisciplinare del Laboratorio scaturirà proprio dall'aggregazione e dalla forte interazione che si vuole realizzare tra le diverse unità organizzative che, progredendo insieme nelle attività del laboratorio, saranno in grado di garantire competenze e capacità produttiva di assoluto livello in tutti gli obiettivi realizzativi previsti nell'ambito del Laboratorio.
Il programma d'investimento congiunto: Universita' del Salento Dipartimento di Ingegneria dell' Innovazione, Consorzio Cetma - Centro di Progettazione, Design & Tecnologie dei Materiali, Engineering Ingegneria Informatica, OR.COM. S.r.l.,Idea S.r.l., Ferraioli & C. SRL, Natuzzi S.p.a., Consiglio Nazionale delle Ricerche ' Istituto di Tecnologie Industriali e Automazione, prevede lo sviluppo di nuove metodologie per la gestione della logistica di filiera (dalla fase di acquisizione dell'ordine alla consegna del prodotto) nel settore del mobile imbottito, attraverso lo sviluppo di applicazioni e prototipi volti allo sfruttamento delle politiche gestionali basate sul paradigma zero inventory nel settore di riferimento. Il settore ha caratteristiche peculiari quali un ciclo di vita media del prodotto estremamente ridotto, una elevata varietà di differenti codici contemporaneamente a listino e con significativi fenomeni di stagionalità, che giustificano l'applicazione delle metodologie avanzate per la costruzione dei prototipi come proposto nel progetto. Lo sviluppo di tecnologie hardware e software per la gestione e l'integrazione della intera filiera, attraverso nuove idee quali l'interfacciamento delle tecnologie di produzione nel sistema informativo della Natuzzi Spa sarà direttamente misurabile attraverso lo sviluppo di un dimostratore.
Il progetto LABORATORIO REPAIR (LABREP) si propone di creare, attraverso una stretta collaborazione tra il settore industriale e quello scientifico, un sistema nazionale di competenze distintive dedicate allo sviluppo di nuove tecnologie per la riparazione di componenti aeronautici e aeroderivativi, con lo scopo principale di ricercare, mettere a punto, verificare sperimentalmente e trasferire le nuovetecnologie al mondo industriale per l'applicazione su componenti reali.L'esigenza di creare un laboratorio nazionale dedicato al repair deriva dalla crescente necessità di individuare nuove tecnologie avanzate per riparare componenti ad elevato valore unitario costituiti con materiali e processi complessi,garantendo un elevato livello qualitativo, elevate prestazioni del componente riparato, affidabilità e sicurezza, e limitando la dipendenza dalle tecnologie proprietarie sviluppate sino ad ora dai maggiori costruttori aeronautici mondiali.Il laboratorio sul repair, attraverso una stretta collaborazione tra il settore industriale e quello scientifico, avrà lo scopo di ricercare, mettere a punto e sperimentare tutta una serie di nuove tecnologie, utilizzando in particolare le capacità e la flessibilità proprie dei centri universitari e di ricerca, e ditrasferire le tecnologie identificate e testate al mondo industriale per la applicazione su componenti reali.Il laboratorio sul repair sarà focalizzato su tematiche relative a quattro aree di interesse prioritario:1) lo sviluppo di nuove tecnologie per il ripristinio dimensionale o la ricostruzione locale di componenti usurati o corrosi in servizio;2) lo sviluppo di nuove tecnologie di giunzione per la riparazione di cricche o per la sostituzione di aree con danneggiamenti locali;3) lo sviluppo di nuove tecniche di riparazione ecocompatibili per l'asportazione di rivestimenti usurati o danneggiati in servizio e per l'applicazione di nuovi rivestimenti antiusura e anticorrosivi privi di cromo esavalente;4) lo sviluppo di nuove tecnologie di controllo non distruttivo, basato su tecniche termografiche, in grado di valutare le condizioni di danneggiamento dei prodotti eserciti e l'assenza di difettosità sui prodotti riparati.
Il progetto si focalizza sulla realizzazione di un impianto complesso di automazione della saldatura laser e le tecnologie utilizzate sono le più avanzate senza intervento umano. Le operazioni che l'impianto svolgerà saranno: riconoscimento dei profili dei giunti; posizionamento dei pezzi; analisi dei lembi; adattamento in tempo reale dei parametri di saldatura; analisi dei giunti saldati; mappatura dei difetti e loro classificazione; eventuali interventi di rilavorazione dei difetti; marcatura dei prodotti e documentazione delle lavorazioni; evacuazione dei prodotti. L'impianto è composto da sistemi meccatronici coordinati da un sistema centrale dotato di intelligenza per la gestione delle decisioni e degli adattamenti in tempo reale di tutti i parametri operativi. Le potenziali ricadute delle tecnologie sono più ampie della specifica applicazione e potranno trovare impiego in molteplici settori: dal taglio alla saldatura, dalla meccanica di precisione all'automazione chirurgica.
Il programma prevede la realizzazione di un sistema di CRM (Customer Relationship Management) per aziende operanti nel settore della grande distribuzione e in generale per PMI. L'obiettivo è di realizzare un modello di disegno e progettazione in grado di supportare, metodologicamente, l'attività di adozione di un sistema di CRM all'interno delle diverse realtà aziendali basato su tecnologia Web e distribuito in modalità ASP. Il CRM ha lo scopo di supportare l'intero ciclo di rapporto con la clientela, dalle attività di marketing, alla programmazione fino al controllo degli obiettivi commerciali, dalla pianificazione e realizzazione delle attività di vendita, alla raccolta ed esecuzione degli ordini e fatturazione, dall' assistenza pre-vendita a quella post-vendita. La necessità del progetto nasce per raccogliere le informazioni sul cliente provenienti da vari canali e dalle varie componenti del sistema informativo ed appare quindi più che evidente che i CRM, si avviano a divenire modulo fondamentale del sistema informativo aziendale.
Il progetto rientra nelle misure in favore dell'autoimpiego, regolate dal Titolo II del D. Lgs. 185/00, che favoriscono l'inserimento nel mondo del lavoro di soggetti privi di occupazione, qualificano la professionalità dei soggetti beneficiari e diffondono e promuovono la cultura d'impresa, rappresentando un importante sostegno alle politiche di sviluppo territoriale. Nello specifico, il progetto prevede l'avvio di un'attività imprenditoriale specializzata nell'installazione d'impianti elettrici e tecnici.
Programma d'investimento congiunto con Driving Advances of Ict in South Italy - Net S.C.AR.L., la Cantina Cooperativa della Riforma Fondiaria di Ruvo di Puglia Soc. Agr. I.A.P., Cantina e Oleificio Sociale di San Marzano Coc. Coop. Agricola, l'Università degli Studi di Bari, l'Università degli Studi di Foggia, Plurima Software S.r.l., Exprivia S.p.A., il Politecnico di Bari, Itel Telecomunicazioni S.r.l., i Centri Regionali per le Tecnologie Agroalimentari, il Centro di Competenza ICT-SUD,Exeura S.r.l., l'Università della Calabria, Caparra & Siciliani Società Coop., l'Università del Salento, il CNR - Dipartimento Tecnologie dell'Informazione e delle Comunicazioni - Istituto di Calcolo e Reti ad alte Prestazioni, la Cantina Sociale Cooperativa di San Donaci, l'Oleificio Cooperativo Goccia di Sole Molfetta S.r.l., l'Oleificio Cooperativo Goccia di Sole Molfetta S.r.l., Loran S.r.l., lo Studio Delta S.r.l., il Centro di Progettazione e Design & Tecnologie dei materiali, Sud Sistemi S.r.l., Sincon S.r.l. e Leader Società Cooperativa Consortile. Il programma intende sviluppare un sistema che intervenga nei processi industriali specifici di diverse filiere armonizzando i processi delle singole unità produttive dall'acquisizione delle materie prime, alla movimentazione del prodotto sino alla consegna al cliente. Si evidenzia che nel programma si fa una distinzione netta tra materiale movimentato e prodotto, infatti il primo è il risultato dei processi di produzione il secondo è l'insieme del materiale con tutte le componenti immateriali prodotte dai servizi a valore aggiunto che enfatizzino il brand "Made in Italy".
Il progetto ha lo scopo di sviluppare la nuova urban concept car
Scopo del progetto è di sviluppare delle procedure e delle attrezzature per la minimizzazione delle difettosità che insorgono nel processo di cura in autoclave di componenti in composito, nel processo di fiberplacement e nel processo di assemblaggio di assiemi complessi
Il progetto MAIND mira allo sviluppo di materiali a base polimerica innovativi e a ridotto impatto ambientale, e di tecnologie avanzate per l’industria manifatturiera e delle costruzioni e si propone di sviluppare competenze scientifiche che possano essere messe a disposizione dell’industria manifatturiera pugliese con ricadute anche a livello nazionale ed europeo. I settori di riferimento, oltre a quello delle Costruzioni, sono il Tessile-Abbigliamento-Calzaturiero, l’Arredo e il Lapideo.
Il progetto mira alla acquisizione di tecnologie, e alla loro validazione, per sviluppare sistemi propulsivi di velivoli senza pilota a bordo (UAV) che debbano svolgere missioni ad alta quota e per lungo tempo. La ricerca avrà come obiettivo quello di trovare soluzioni tecnologiche che abilitino un motore a pistoni ad erogaresufficiente potenza anche a quote relativamente alte, nel rispetto del vincolo aeronautico di basso valore del rapporto peso/potenza. L'aumento del livello di sovralimentazione unito alle ridotte capacità di scambio termico dell'ariararefatta, comporta, a seguito dell'aumento in dimensioni e peso dei compressori multistadio, degli intercoolers e degli scambiatori liquido/aria, un forte aumento di peso dell'intero impianto propulsivo. Risulterà, quindi, fondamentale acquisiretecnologie per la realizzazione di propulsori con basso rapporto peso/potenza ma che, contemporaneamente, abbiano un alta efficienza complessiva tale da rispettare gli ulteriori requisiti di lunga autonomia e minima potenza termica dasmaltire. Sarà, cioè, fondamentale acquisire e sviluppare tecnologie legate alle turbomacchine e in generale a sistemi innovativi di gestione dell'aria in aspirazione e dei gas combusti allo scarico. Il sistema propulsivo che si intende proporre, dal quale derivare il piano tecnologico, si baserà su un motore Diesel due tempi ad iniezione diretta controllato elettronicamente (Common Rail). L'adozione del DieselCommon Rail due tempi mira ad assicurare un ottimale equilibrio tra il peso, l'efficienza, la necessità di tenere bassi i carichi termo meccanici in camera di combustione e la potenza. Tale motore sarà sovralimentato da un sistemamultistadio che dovrà possedere caratteristiche di leggerezza ed efficienza. In tale sistema sarà integrata una innovativa macchina elettro-fluidodinamica (MEF) che avrà il compito di recuperare l'energia in eccesso, che alle quote basse sarebbealtrimenti dissipata attraverso l'apertura delle valvole waste-gate, e all'occorrenza fornire energia per comprimere aria e assistere il sistema principale di sovralimentazione. Nel sistema di sovralimentazione con la macchina MEF, infatti, sitende a limitare drasticamente l'uso delle valvole waste-gate consentendo, allorché è misurata una tendenza all'overboost, l'elaborazione del flusso supercompresso e la trasformazione dell'energia meccanica recuperata in energia elettricadisponibile a bordo. La macchina MEF dovrà anche svolgere il compito di soffiante per l'avviamento del motore due tempi, sostituendo vantaggiosamente in termini di leggerezza ed efficienza, il classico sistema trasmissione meccanica/compressore Roots. Tutte le tecnologie saranno oggetto di dimostrazione a terra attraverso la realizzazione di un dimostratore tecnologico che sarà sottoposto ad una estesacampagna di prove che includerà anche la simulazione alla quota massima di volo. In particolare si svolgeranno sia prove di caratterizzazione in termini di parametri principali motoristici sia prove proprie dell'applicazione aeronautica. La campagna di prove si completerà con l'integrazione del dimostratore tecnologico su un velivolo UAV per verificarne le caratteristiche funzionali.
Si propone di individuare soluzioni, materiali e processi produttivi a basso costo applicabili a velivoli leggeri di Aviazione Generale (GA) e non pilotati (Uav).
La Strategia Europea 2020, in corso di adozione a livello italiano e regionale, prevede che si risponda alle GrandiSfide Sociali in termini di Soluzioni Innovative – competitive e sostenibili – costituite da Prodotti, Servizi, Processi eBusiness Models, ad alto valore aggiunto, fondate su Ricerca e Innovazione. In questo ambito, il ruolo fondamentaledel Consorzio MEDIS è quello di definire e gestire lo sviluppo delle tecnologie abilitanti necessarie e la loroimplementazione per ottenere prodotti e servizi ad alto valore aggiunto, che siano sostenibili e competitivi sul mercatoglobale [rif. Piano di Sviluppo Strategico – Distretto ad Alta Tecnologia MEDIS – 2011-2015].In particolare, il progetto MASSIME si propone di sviluppare sistemi di sicurezza meccatronici innovativi (cablati ewireless) per applicazioni ferroviarie, aerospaziali e robotiche, costituiti da combinazioni di sensori e tecnologiemicroelettroniche e supportate da un'adeguata infrastruttura software.L'implementazione di ciascuna soluzione innovativa sarà finalizzata all'aumento dell'affidabilità e della sicurezza,all'ottimizzazione dei costi di esercizio ed anche al recupero di parti e componenti secondo un ciclo di dismissione piùeco-sostenibile.La natura collaborativa del progetto fornirà opportunità sinergiche nello sviluppo ed uso di architetturehardware/software comuni, favorendo il trasferimento tecnologico dei risultati al termine del progetto. La fattibilitàdelle soluzioni tecniche, derivanti dalle attività di ricerca, verrà messa in rilievo tramite l'ausilio di Dimostratori inscala reale che saranno sottoposti a test.
Il progetto propone la costituzione di un'infrastruttura di ricerca integrante in modo perfettamente complementare le migliori competenze presenti nelle strutture CNR del sud–Italia nel campo dei materiali avanzati e delle nanotecnologie. Le strutture coinvolte sono: Istituto di Microelettronica e Microsistemi di Catania, Istituto di Nanoscienze di Lecce, Istituto per i Processi Chimico–Fisici di Cosenza, Istituto di Chimica e Tecnologia dei Polimeri e l'Istituto per i Materiali Compositi e Biomedici di Napoli.L'infrastruttura sarà dotata di strumentazioni allo stato dell'arte per la fabbricazione di materiali innovativi nanostrutturati, la loro caratterizzazione avanzata strutturale ed ottica, il nano–processing e la simulazione mediante parallel–computing. Le attività saranno concepite in modo da creare un continuum fra la scienza dei materiali e la tecnologia dei dispositivi al fine di ridurre i tempi di trasferimento dalla ricerca alle applicazioni di mercato. I campi di applicazione saranno inizialmente focalizzati nei settori strategici dell'energetica, sicurezza e salute, con la potenzialità di orientarsi, grazie alla flessibilità dell'infrastruttura e la polifunzionalità dei materiali, in altri settori in base alle esigenze del tessuto industriale di riferimento. Il potenziamento è pianificato in modo da favorire la stretta correlazione con altre due infrastrutture inserite nella "Roadmap Italiana delle Infrastrutture di Ricerca di interesse Pan–Europeo": la sorgente di luce di sincrotrone ELETTRA e il Laboratorio Europeo di Spettroscopia Non–Lineare (LENS), nonché con l'infrastruttura Esfri PRACE. L'infrastruttura si candida a svolgere un ruolo di protagonista nella rete europea di centri attivi nel campo delle Nanoscienze e Nanotecnologie, contando su connessioni dirette anche con l'Italian University NanoElectronics Team (IUNET), il LETI di Grenoble, l'Italian Institute of Technology di Genova, eccIn tema di innovazione tecnologica e di interazione pubblico–privato, la presente proposta mira alla costituzione di una grande infrastruttura di ricerca con nodi all'interno di importanti Distretti Tecnologici, quali il Distretto "Micro– Nanosistemi" in Sicilia, il DHiTech in Puglia e IMAST in Campania. Beyond–Nano si porrà come struttura di riferimento per lo sviluppo di attività di interesse industriale, oltre che puramente scientifico, per tutte le realtà che sono raccolte all'interno dei suddetti Distretti, compresi i diversi joint–labs lanciati dalle strutture proponenti con diverse aziende. Il rapporto con l'Industria è rilevante anche per la presenza di uno dei nodi dell'infrastruttura presso la sede di STMicroelectronics, importante player internazionale nel campo della Microelettronica e del fotovoltaico (grazie alla joint–venture con Enel Green Power e Sharp). Beyond–Nano sarà connessa con lo European Nanoelectronics Iniziative Advisory Council (ENIAC) e con la European Roadmap for Photonic and Nanotechnologies attraverso iniziative attualmente in corso nel campo del fotovoltaico, dell'elettronica per la gestione efficiente della potenza e del lighting. Tali iniziative impegnano le strutture proponenti e trarranno impulso dal potenziamento strumentale proposto.Il polo di Catania consisterà in un centro per lo studio dei materiali con tecniche di microscopia elettronica ad altissima risoluzione spaziale uniche in Italia (al di sotto di 1 Ångstrom). Il polo di Lecce concentrerà in un unico centro le risorse del Dipartimento Materiali e Dispositivi del CNR in Puglia, realizzando la più grande facility pubblica italiana dedicata allo sviluppo di hard–matter e di processi di nanofabbricazione basati su metodologie top–down. L'intervento a Cosenza sarà focalizzato sulla soft–matter e su processi di nano strutturazione mediante approcci bottom–up. L'intervento nel campo dei materiali soffici sarà completato a Napoli con l'acquisizione di strumentazione di analisi microscopica dedicata a materiali biocompatibili
Il progetto MATRECO mira alla ricerca di materiali ad alto contenuto tecnologico e di un loro competitivo processo di trasformazione per la realizzazione di componenti e strutture, funzionalizzati ai fini della soddisfazione del cliente (più valore a pari prezzo) e contraddistinte da un'elevata sostenibilità ambientale (meno consumi nel ciclo vita a pari prestazioni, dall'estrazione della materia prima al riciclo/riuso del materiale finale). Le applicazioni sviluppate direttamente nel progetto avranno impatto rilevante in differenti settori: automobili, treni, nautico, arredo, packaging. Le applicazioni indirette sviluppate dopo il progetto sfruttandone i risultati avranno ricaduta ancora più ampia: motocicli, aeronautico, grandi elettrodomestici, tessile, arredamento, edilizia. Gli aspetti più innovativi di MATRECO si articolano attraverso i risultati che verranno ottenuti da 4 linee di ricerca: -materiali eco-compatibili: compositi strutturali con matrice biopolimerica e/o da riciclo rinforzata da fibre vegetali -materiali strutturali ingegnerizzati per strutture con proprietà ottimizzate per l'utilizzo finale attraverso il processo produttivo: strutture ibride compositi / schiume metalliche, trattamenti termici localizzati -trattamenti di funzionalizzazione di superfici (polimeri, tessuti, stampi): processi plasmo chimici per conferire ai materiali plastici per interni e trasparenti di uso in mezzi di trasporto funzionalità innovative con basso costo e basso impatto ambientale: coating protettivi, proprietà antiriflesso e self/clearing o anti fog, idrorepellenza/antimacchia, ridotto attrito. Il consorzio proponente comprende enti di ricerca specializzati nella ricerca e qualificazione di nuovi materiali polimerici (Università di Catania, ENEA-materiali), fibre vegetali (Università della Calabria, ITM CNR), compositi polimerici/metallici (Università di Napoli Federico II), trattamenti e rivestimenti (Università di Bari), nanotecnologie (CRF), grandi aziende della filiera automotive (CRF, Adler, Tiberina) e ferroviaria (Firema), PMI del settore nautico (Seal Marine, Borrone), arredo (SIrianni, Cosmob) e packaging (Filadel) in grado di trasformare i risultati della ricerca industriale in nuovi prodotti per il proprio mercato di riferimento I risultati del progetto sono materiali, processi e metodologie che verranno integrati a scopo di validazione e di dimostrazione in applicazioni specifiche per i mercati di riferimento ma frutto di una ricerca cooperativa e sinergica tra enti di ricerca e aziende produttive. È infatti prevista la realizzazione, da parte dei partner industriali di un pannello porta eco-sostenibile per interni automotive, di un pannello strutturale composito ad altissima resistenza per applicazioni ferroviarie, di un pannello estetico naturale/ignifugo per arredi nel settore nautico, pannelli naturali innovativi per arredo casa, sacchetti in biopolimero per il settore packaging.
il progetto si propone di impostare, valutare, analizzare e sviluppare architetture propulsive ibride per applicazioni UAV e Aviazione Generale che permettano di ottimizzare le prestazioni in termini di gestione dell’energia a bordo velivolo.
Il Progetto METRICS – MEtodologie e Tecnologie per la gestione e RIqualificazione dei Centri Storici e degli edifici di pregio – è un progetto di ricerca industriale per lo sviluppo di metodologie e tecnologie innovative per favorire la sostenibilità e la sicurezza nei centri storici delle città. Le tematiche sono affrontate, sia al livello di singolo edificio di pregio sia al livello territoriale in termini di aggregati edilizi e delle reti fisiche e sociali, sviluppando soluzioni che, gestendo la complessità dei sistemi urbani nei centri storici, consentano di incrementare la sicurezza strutturale di edifici ed infrastrutture e migliorare la qualità della vita della popolazione, operando secondo i principi della sostenibilità ambientale e sociale.
Il Progetto MAAT mira alla creazione di una piattaforma tecnologica di ricerca industriale basata su processi diNanotecnologia Molecolare per lo sviluppo di nuovi sistemi e apparati funzionali per l'Ambiente e la Salutedell'Uomo.La piattaforma tecnologica che si ambisce implementare si pone in particolare l'obiettivo generale di creare erafforzare la massa critica necessaria per una competizione internazionale vincente nell'ambito delle nanotecnologiedi ultima generazione basate su materiali eco-compatibili ibridi organici/inorganici e processi produttivi a bassoconsumo energetico. Le Nanotecnologie molecolari, intese come progettazione, ingegnerizzazione di materialiorganici funzionali e loro assembly controllato in dispositivi attivi micro/nanostrutturati, costituiscono in questoambito la nuova frontiera della scienza dei materiali e della dispositivistica avanzata nel settore ambientale e dellasalute dell'uomo, offrendo enormi opportunità di innovazione e creazione di nuovi mercati. Obiettivo finale delprogetto sarà la realizzazione di nuovi prodotti, basati su tale piattaforma tecnologica, capaci di rivoluzionare i lorosettori commerciali di riferimento:1) Smart panel semitrasparenti di colore modulabile in cui sono combinate funzionalità di produzione di energia (cellesolari), d'illuminazione (OLEDs) e di schermatura controllata (fotovoltacromico);2) Lab-on-Chips (LOCs) di basso costo in cui sorgenti di eccitazione OLEDs sono integrate direttamente neldispositivo. Il primo prodotto ambisce a rivisitare il concetto di Intelligent House a basso impatto ambientale e ridottoconsumo energetico, il secondo rivoluziona il design dei LOCs permettendo un rilevante abbassamento dei costi, conconseguente allargamento del mercato di riferimento.Il Progetto di ricerca MAAT punta a rilanciare la competitività del territorio Pugliese mediante un processo costante ditrasferimento tecnologico dal mondo della ricerca al tessuto industriale locale. A tal fine verranno adottati modelli diLiving Labs, ossia strutture dinamiche in cui personale delle industrie si confronterà e lavorerà insieme con iricercatori scientifici. Tale organizzazione permetterà un costante incontro delle esigenze industriali con le possibilisoluzioni offerte dagli strumenti scientifici disponibili, nonchè uno sviluppo continuo di nuova conoscenza e progettisecondo uno schema End-user Driven Research. Nell'ambito dei Living Labs verrà avviato inoltre un programmastrutturato di disseminazione e coinvolgimento del tessuto industriale locale (Confindustria, PMI, etc), cheaccompagnerà tutte le fasi di R&D, al fine di stimolare l'innovazione dei prodotti esistenti e la progettazione di nuovi.La piattaforma tecnologia che si intende implementare si baserà sulla consistente comunità scientifica e industriale giàpresente sul territorio. I partner proponenti CNR, UniLe, UniBA e IIT hanno nei passati anni maturato know how etecnologia allo stato dell'arte a livello internazionale nel settore delle Nanotecnologie Molecolari con un core di oltre70 ricercatori attivi nel settore. Tale personale di ricerca ha consolidato solidi rapporti con industrie, maturando unacultura del trasferimento tecnologico unica a livello italiano. Si distinguono tra questi i joint labs tra CNR e UniLEcon le due società proponenti del progetto MAAT, T.R.E., attiva nel settore delle energie rinnovabili e risparmioenergetico, ed ST, attiva nel settore della componentistica elettronica e della Salute dell'uomo.La sinergia tra il know-how tecnico-scientifico delle strutture di Ricerca, il collegamento con una fitta rete dicollaborazioni internazionali di prestigio, nonché il profilo manageriale delle società industriali coinvolte, sonoimportanti caratteristiche di questo progetto che mira al raggiungimento di standard qualitativi oltre lo stato dell'arte ea collocare la Puglia al vertice del panorama internazionale del settore.
Il presente progetto riguarda il consolidamento e l'avviamento di nuove attività di ricerca industriale per la fabbricazione di sorgenti luminose innovative per applicazioni nel settore automotive e dell'illuminazione artificiale. Esso ha come obiettivi finali (OB) la realizzazione di due tipologie di prototipi di dispositivi:- OB1: Fabbricazione di nuove sorgenti di illuminazione basate su diodi organici di larga area ad emissione di luce bianca (WOLED) - OB2: Fabbricazione di nuovi dispositivi per segnalazione nel settore automotive basati su diodi organici di larga area ad emissione di luce rossa (ROLED)
Il tema delle cellule tumorali circolanti (CTC) ha assunto di recente grande rilevanza in relazione al processo di crescita tumorale e disseminazione metastatica. Numerosi studi clinici hanno infatti dimostrato che la presenza di CTC nel sangue si associa ad uno stadio di malattia più avanzato e ad una ridotta sopravvivenza dei pazienti oncologici. Ne consegue che la conoscenza delle caratteristiche genetiche e fenotipiche delle CTC riveste un' importanza fondamentale per molte applicazioni di interesse clinico. In questo progetto proponiamo, attraverso lo sviluppo di un dispositivo nanostrutturato che combini proprietà analitiche e preparative, di isolare CTC dal sangue di pazienti affetti da tumori epiteliali ed ematologici, di sviluppare protocolli per l'espansione ex-vivo di queste cellule e di effettuare una caratterizzazione molecolare completa al fine di definirne in maniera chiara i profili mutazionali, trascrizionali e proteomici. Ciò porterà da un lato allo sviluppo di kit diagnostici e dall' altro all' identificazione di nuovi bersagli molecolari che potenzialmente potranno essere target di strumenti terapeutici innovativi per il trattamento mirato del cancro. Un secondo obiettivo del progetto consiste nello sviluppo di tecnologie innovative - quali la generazione di coniugati Ab-siRNA e/o di nanoparticelle che aumentino l'efficienza del delivery di farmaci e molecole biologiche- che consentano un targeting più efficiente delle CTC. Infine, il progetto prevede una terza fase in cui si provvederà All'identificazione, mediante screening di librerie di composti, sostanze naturali e peptidi, di molecole con attività anti-tumorale che verranno utilizzate nei confronti delle CTC.
Con il presente progetto si intende affrontare una attività di ricerca industriale e di sviluppo precompetitivo per la messa a punto di nuovi processi e prodotti nel settore della pasta fresca tipica regionale di qualità. In particolare, si intendono mettere a punto nuovi prodotti ed i relativi processi produttivi quali pasta fresca di semola in formati tipici regionali pugliesi arricchita con estratti nutraceutici. Le materie prime vegetali di partenza da cui ricavare prodotti ad alto valore aggiunto, provengono da derivati del processo di trasformazione del pomodoro fresco, da foglie e brattee esterne dei capolini di carciofo e dai processi di lavorazione delle olive.I principi nutraceutici derivanti sono rispettivamente: fenoli, licopene, inulina e/o FOS, sotto forma di estratti concentrati liquidi o in polvere.L'utilizzo di estratti di composti nutraceutici naturali, a differenza di quelli sintetici usati in campo alimentare, offre il vantaggio di poter sfruttare l'effetto funzionale sinergico di tutta una serie di molecole attive presenti insieme alle molecole target di cui si riconosce l'effetto benefico.La ricerca industriale, sarà orientata, nella prima fase alla caratterizzazione delle matrici di partenza e degli estratti nutraceutici da esse ottenibili per stabilire quali siano i più idonei all'impiego in fase di pastificazione e successivamente all'ottimizzazione dei processi di estrazione ed alla conoscenza dei meccanismi di azione in vivo e di assimilazione delle sostanze nutraceutiche su pazienti affetti da malattie metaboliche. Ulteriori aspetti da affrontare sono la valutazione delle caratteristiche tecnologiche ed organolettiche degli estratti, cioè la loro potenzialità ad essere incorporati in prodotti alimentari, la loro stabilità e il grado di accettabilità da parte dei consumatori per i prodotti nuovi sviluppati.La fase di ricerca e di sviluppo prevedrà la messa a punto dell'ingegneria dei processi elementari di estrazione/recupero delle sostanze nutraceutiche a livello di laboratorio e lo sviluppo di un biosensore amperometrico per test analitici di rapida esecuzione di polifenoli nei vari stadi del processo estrattivo. Il dispositivo biotecnologico sarà basato sull'impiego di enzimi e film polimerici elettrosintetizzati e sarà dotato di caratteristiche di biospecificità. La valutazione dei rapporti di concentrazione e delle modalità di processo (impasto, formatura, essiccazione, pastorizzazione), in funzione delle caratteristiche tecnologiche e chimiche desiderate del prodotto finito, sarà effettuata mediante delle prove di pastificazione, a livello di laboratorio e caratterizzazione reologica degli impasti prima e dopo la formatura. I risultati di queste prove serviranno anche a progettare e realizzare un impianto prototipale che permetta l'impasto e formatura/estrusione dei nuovi prodotti sviluppati e a standardizzare le procedure operative di pastificazione. Gli studi saranno rivolti anche ad individuare le condizioni migliori di conservazione della pasta, in termini di materiali e modalità di confezionamento per evitare degradazioni a carico delle sostanze nutraceutiche e garantire una shelf-life di almeno 40 giorni in condizioni di temperatura controllata. Al fine di preservare al meglio le caratteristiche organolettiche e funzionali dei nuovi prodotti si studierà un processo alternativo di stabilizzazione termica, quale quello a radiofrequenze. Per verificare se i nuovi prodotti sviluppati abbiano effetti positivi su una o più funzioni specifiche dell'organismo, che vadano oltre gli effetti nutrizionali normali, verranno condotti studi clinici su un campione rappresentativo di consumatori, al quale saranno somministrati i nuovi prodotti integrandoli nella normale dieta. Infine, si effettuerà un test di accettabilità dei nuovi prodotti da parte di un target di consumatori precedentemente individuato tramite un panel test e specifiche ricerche di mercato.
Nell'ambito della Medicina Nucleare ed in particolare della Diagnostica Molecolare e Diagnostica per Immagini, esistono solo poche realtà in Italia e in Europa di alta Eccellenza Scientifica dotate di un parco attrezzature sufficiente per portare avanti in maniera organica attività di Ricerca strutturate sulle tecniche diagnostiche; non esistono altresì Centri di Ricerca che riuniscano competenze in diagnostica, clinica, medicina, informatica e biotecnologie, in grado di studiare in maniera diffusa le performance dei radio traccianti e dei liquidi di contrasto, comprendendo anche la sperimentazione autorizzata degli stessi su animali ed esseri umani, nonché l'ottimizzazione delle tecnologie di imaging. Attualmente l'iter per l'ottimizzazione o la formulazione di un nuovo radiotracciante/tracciante si rivela sempre estremamente lento, con i molteplici tempi morti, che sempre si verificano laddove siano previsti numerosi step in carico a strutture differenti.Il presente progetto nasce con l'intento di ovviare a tale mancanza, potenziando ed integrando le infrastrutture di due Centri di Eccellenza d'avanguardia a livello nazionale, rispettivamente attivi nei campi della ricerca diagnostica sulla medicina nucleare ed in particolare sulle tecniche di diagnostica per immagini (Fondazione SDN per la Ricerca e l'Alta Formazione in Diagnostica Nucleare) e delle biotecnologie e nanotecnologie (Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia - IIT).I due attori citati si propongono la realizzazione di un Centro di Studi comune, in grado di fondere ed integrare le competenze in modo sinergico, forte anche di importanti collaborazioni con società farmaceutiche multinazionali già attivate dai proponenti, anche al fine di creare opportunità di imprenditoria innovativa.Operativamente l'intento è quello di realizzare una struttura snella a livello organizzativo, dotata di competenze altamente qualificate, destinata a costituire un punto di riferimento non solo per la ricerca sulle metodologie di cura e diagnosi di patologie oncologiche, cardiologiche e neurologiche, ma anche prima promotrice di azioni strutturate di trasferimento tecnologico in ambito industriale.Il Centro nel breve - medio periodo, è focalizzato nelle seguenti attività:- sviluppare la nuova tecnologia diagnostica PET-RMI, eseguita su un unico macchinario ibrido;- studiare e sviluppare nuovi radiotraccianti per PET e SPECT in particolare con la combinazione di molecole che ne aumentino la stabilità ed il direzionamento sul sito di interesse;- studiare e sviluppare nuovi radio traccianti/traccianti basati sulla combinazione di radionuclidi o mezzi contrasto con nano vettori polimerici scelti opportunamente cercando, in questo modo di superare i limiti o gli effetti tossici legati ad alcune applicazioni- sviluppare di nuovi codici procedurali per la diagnosi di varie patologie oncologiche, cardiologiche e neurologiche;- collaborare con le società farmaceutiche allo sviluppo di nuovi farmaci, attraverso l'imaging molecolare PET e le altre nuove attrezzature a disposizione;- promuovere la nascita di spin-off e piccole imprese research-driven, quali importanti catalizzatori dell'innovazione tecnologica, anche attraverso agevolazioni finalizzate al trasferimento tecnologico ed alla valorizzazione dei risultati della ricerca, o mediante operazioni di licensing di proprietà intellettuale sviluppata in ambito di ricerca;- formare ricercatori attraverso corsi strutturati ad hoc e promuovere dottorati di ricerca- promuovere rapporti di collaborazione con altre società e organismi scientifici e mantenere rapporti costanti con i membri di gruppi di studio analoghi, sorti all'interno di altre società scientifiche di Medicina Nucleare anche in altri Paesi.
I processi industriali per il riciclo delle batterie al Piombo esauste attualmente in uso prevedono una frantumazione alla rinfusa che comporta un mescolamento ed una conseguente indifferenziazione delle diverse parti costituenti la batteria. Leoperazioni successive consistono in una separazione grossolana delle varie fasi in funzione delle loro densità e dimensioni. Una fusione in forno, a temperature superiori ai 1300 °C, consente di recuperare le parti metalliche e di ridurre i composti piombiferi del pastello. In alcuni casi viene eseguito un pretrattamento idrometallurgico di desolforazione (carbonatazione) del pastello che permette la conduzione del processo termico a temperature di qualche centinaio di gradiinferiori (1000°C). In ogni caso, questo procedimento consente solo un limitato recupero del Piombo, non più dell'80%, e conseguentemente crea problemi ambientali per il collocamento a discarica dei vari residui. Problemi nonindifferenti sono legati alla necessità di controllo delle emissioni gassose provenienti dai forni, contenenti grandi quantità di anidride carbonica dovute ai combustibili utilizzati e, in assenza del trattamento di carbonatazione, anidridesolforosa. Inoltre, il Piombo ottenuto con tali operazioni non ha ancora qualità commerciali e deve essere raffinato a caldo (con ulteriori notevoli aggravi nella spesa energetica) prima di essere reso commerciale, solitamente colandolo in lingotti. Comunque, sebbene i singoli componenti delle batterie mantengano durante il loro ciclo di vita la purezza chimica caratteristica dei materiali di partenza, il tipo di trattamento iniziale alla rinfusa comporta un inquinamento reciproco tra lefasi che rende impossibile il riciclo diretto dei vari componenti. Il presente progetto si propone di sviluppare un nuovo processo basato su una tecnologia innovativa, a basso impatto ambientale, altamente automatizzata, che selezioni i varimateriali e li tratti in maniera separata riciclandoli direttamente alla produzione di nuove batterie. Il processo innovativo comporta la separazione e quindi, direttamente o dopo semplici processi di pre-trattamento, il recupero di ognisingolo materiale, riducendo drasticamente i consumi energetici ed eliminando la produzione di scorie ed emissioni dannose per l'ambiente. Infatti, nelle fasi successive del processo ogni materiale subirà una diversa lavorazione che porterà ad ottenere un completo ripristino delle sue qualità iniziali:-le griglie in lega di piombo/calcio e le parti in lega piombo/antimonio, saranno fuse separatamente in modo da riottenere i materiali originali per le batterie senza alcunulteriore processo di raffinazione intermedia;-Il pastello sarà riconvertito, con trattamenti chimici, in ossido di piombo con morfologia submicronica riutilizzabile per la produzione di nuove batterie;-l'elettrolita acido può essere rigenerato ed eventualmente concentrato con tecnologie a membrana.-il polipropilene dell'involucro esterno può essere recuperato come plastica da riciclare;-Il polietilene dei distanziatori elettrodici, attualmente messo a discarica come residuo tossico-nocivo per la presenza in superficie di composti di piombo, può essere, dopo opportuni lavaggi, impiegato come materia prima in processi dipirogasificazione;Il ricorso, ove possibile, ad un massiccia automazione e robotizzazione di ciascuna delle fasi comporta una notevole riduzione dell'esposizione umana a ambienti potenzialmente pericolosi, aumentando sensibilmente la sostenibilità dellanuova tecnologia proposta.
Programma d'investimento congiunto con STMicroelectronics S.r.l., Matrix S.p.A. ed il Consorzio Cetma. Il progetto offre all'utente un nuovo concetto di "elettrodomestico/termodomestico in rete", capace di fornire facilità d'uso, benessere e risparmio ecocompatibile. Utilizzando e "personalizzando" le migliori tecnologie elettroniche ed informatiche,tale progetto pone l'attenzione su l'integrazione delle funzioni e delle applicazioni nel 'sistema casa', spostando il focus su di un livello di astrazione superiore, ovvero su quello delle applicazioni presenti all'interno dei singoli elettrodomestici/termo domestici e, di conseguenza, sui metodi e sugli strumenti per la loro progettazione, ritenendo che l'adozione di piattaforme progettuali ed operative comuni possa sicuramente facilitare il raggiungimento degli obiettivi di una reale interoperabilità, di un time-to-market sempre più ridotto, di una riduzione dei costi complessivi, e, quindi, caratterizzare sempre di più l'"elettrodomestico intelligente" come prodotto Made-In-Italy.
Il progetto riguarda la realizzazione di una tecnologia per la deposizione di film sottili per il settore fotovoltaico e prevede da un lato, una parte di sviluppo dei nuovi prodotti fotovoltaici, articolata in tre fasi che vanno dall'ottimizzazione di materiali, interfacce e substrati, alla realizzazione di dispositivi fotovoltaici di test fino alla produzione di prototipi. Dall'altra, una parte di scale-up del nuovo processo, progettazione e realizzazione di prototipi di macchine per la produzione di moduli fotovoltaici a film sottile destinati all'installazione in un impianto pilota in una delle sedi di produzione di Xgroup.
L'idea progettuale è quella di realizzare e sperimentare una ''Piattaforma informatica - Integratore Logistico Intelligente Multiruolo'' (acronimo PT2-LOG) finalizzata alla gestione ed ottimizzazione dei processi logistici del trasporto intermodale terrestre. Il sistema logistico che sarà sperimentato dall'operatore ferroviario partner del progetto, sarà concepito come un integratore di tecnologie innovative ed intelligenti nel campo della logistica, dell'ambientale, dell'informatica e della sicurezza (riferita a persone e merci). L'intervento progettuale si focalizzerà in particolare sul trasporto dei prodotti freschi e freddi anche florovivaistici, in quanto queste produzioni esigono condizioni e procedure logistiche particolarmente complesse sia per il mantenimento della catena del freddo che per la assoluta necessità di rispettare i ristretti tempi di consegna. Risolvere le problematiche logistiche connesse, rendendole compatibili con un sistema di trasporto combinato terrestre efficiente ed economicamente sostenibile, permetteranno, a maggior ragione, di utilizzare con efficacia ''l'ottimizzatore logistico intelligente multiruolo'' per l'organizzazione e la gestione di circuiti intermodali tarati su prodotti merceologici a bassa intensità logistica dedicata. Analisi e studi hanno già dimostrato la convenienza insita nel trasferire, attraverso lo sviluppo del trasporto combinato terrestre, quota del traffico merci, in particolare sulla direttrice Sud-Nord, dalla modalità tutto gomma a quella ferroviaria, con importanti vantaggi ambientali misurabili in ordine alle emissioni di CO2, benefici alla collettività rispetto alla minore congestione ed usura dell'infrastruttura stradale, convenienza per i consumatori grazie ai risparmi conseguibili nel costo del servizio del trasporto, potenziali guadagni per la produzione in funzione del maggior margine relativo disponibile. Esistono però delle precondizioni in assenza delle quali non è possibile conseguire i requisiti necessari per attivare un servizio economicamente sostenibile di trasporto combinato ferro/gomma. Esse riguardano lo studio e realizzazione di una nuova organizzazione della logistica post produttiva, lo studio degli strumenti informatici innovativi per gestirla, la certificazione della qualità della filiera logistica fino alla rilevazione in tempo reale della qualità e della rintracciabilità dei prodotti in corso di trasporto. Queste esigenze diventano ancora più determinanti quando interessano l'avviamento di un servizio di trasporto intermodale per prodotti ad alto rischio di deperibilità come quelli freschi e freddi, per quanto riguarda sia gli aspetti gestionali sia l'utilizzazione di unità di carico refrigerate compatibili con le esigenze ed i limiti del vettore ferroviario.
Il progetto mira a potenziare il Polo Scientifico Tecnologico "Magna Grecia" di Taranto, istituito un anno fa da parte del Sistema di Ricerca locale (Università degli Studi "Aldo Moro", Politecnico di Bari, CNR, ARPA Puglia), con la formale adesione del Comune e della Provincia di Taranto, del Consorzio Area di Sviluppo di Taranto, della Confindustria e della Camera di Commercio. La città è purtroppo conosciuta, a livello nazionale ed anche internazionale, per lo stato di grave inquinamento che la caratterizza, sia terrestre (aria e suolo) che marino, a causa della presenza di industrie pesanti sul territorio (Acciaierie, Raffinerie, Cementifici, Tubifici, porto industriale ecc.).Il progetto del Polo Scientifico Tecnologico (in futuro PST) nasce pertanto dall'esigenza di capovolgere il paradigma di "Taranto=città inquinata" in quello di "Taranto= città per la ricerca sull'inquinamento". Fondamentale è stata la presenza sul territorio del sistema universitario e di ricerca nazionale: le due Università, il Politecnico, il CNR. Le due Università baresi, ormai da venti anni, hanno investito su Taranto con l'istituzione di sedi decentrate, tutte a contenuti tecnico-scientifici e culturali connessi alle problematiche ambientali (CdL in Scienze Ambientali, Ingegneria dell'Ambiente e del Territorio, Economia e Giurisprudenza a indirizzo ambientale) che sommate a quelle di Informatica e di Veterinaria, nonché di Ingegneria Civile e Meccanica, hanno trasformato la città tarantina in una città universitaria.Allo stato attuale, i laboratori esistenti in loco sonodotati di strumentazione molto modesta per la realizzazione delle analisi ambientali richieste dal territorio, determinando un sistematico e progressivo spostamento delle analisi presso analoghe sedi baresi;con questo progetto PON è pertanto richiesta la messa a disposizione in loco di tutte le attrezzature ed infrastrutture in grado di permettere interventi autonomi direttamente sul territorio. L'urgenza di dover realizzare questo PST è dettata altresì dallo stato di salute della popolazione locale a causa della presenza in varie matrici ambientali di sostanze inquinanti quali diossine, benzo-a-pirene, metilmercurio, ecc. C'è da evidenziare inoltre che gli Enti Locali stanno predisponendo tanto una struttura fisica che potrà ospitare il PST tanto una struttura logistica (società di startup), per cui questo potenziamento richiesto andrà perfettamente ad integrarsi con gli scenari futuri. Avendo preso come modelli Poli Scientifici realmente operanti ed in attivo in Italia (es. l'Area Science Park di Trieste), si comprende come il vero motore dell'iniziativa vada ricercato nel sistema industriale tarantino, che recentemente ha costituito il Distretto Produttivo per l'Ambiente e per il Riciclo (DIPAR), sponsor della presente iniziativa. Il progetto prevede pertanto l'acquisizione di strumentazione nei vari settori della ricerca ambientale previsti nel progetto scientifico del PST, nonché di infrastrutture di tipo orizzontale a servizio dei vari laboratori (chimici, tecnologici, biologici, geologici, geofisici, ambientali, ecc…), quali ad esempio il Centro di Calcolo o la piattaforma di e-learning,in modo da garantire una formazione a distanza distribuita anche nelle aziende, neltessuto industriale, nelle Scuole (es. settore dell'Educazione Ambientale già istituito dall'UNIBA a Taranto), nelle infrastrutture per la formazione di competenze giuridiche, socio economiche e culturali.
Il progetto coinvolge i Dipartimenti di Elettrotecnica ed Elettronica (DEE), di Ingegneria Meccanica e Gestionale (DIMeG) e di Ingegneria delle Acque e di Chimica (DIAC) del Politecnico di Bari. Nello stesso tempo, sono interessati al progetto diversi gruppi di ricerca afferenti ai settori scientifico-disciplinari ING-IND/33, ING-IND/32, ING-INF/04, ING-IND/06, ING-IND/08, ING-IND/09 e ICAR/01. La gran parte dei ricercatori si occupa di problematiche legate allo sfruttamento delle fonti di energia rinnovabili e/o convenzionali ed alla messa a punto di processi e metodologie per lo sviluppo sostenibile. I laboratori interessati dagli interventi di potenziamento sono i seguenti:- Sistemi elettrici per l'energia, (SEPE) - DEE - ING-IND/33- Laboratorio di macchine e azionamenti elettrici (MAE) - DEE - ING-IND/32- Laboratorio di elettronica di potenza (LEP) - DEE - ING-IND/32- Laboratorio di controllo digitale (LACOD) – DEE - ING-INF/04- Laboratorio di automazione e robotica (LAR) – DEE - ING-INF/04- Galleria del vento (GAVE) - DIMeG - ING-IND/08_09- CEMeC (Centro di eccellenza della meccanica computazionale) – DIMeG - ING-IND/06_08- Laboratorio di Ricerca e Sperimentazione per la Difesa delle Coste (LIC) – DIAC – ICAR/01, ICAR/02, ING-IND/08- Laboratorio di combustione (LACO) – DIMeG - ING-IND/08_09- Energy Factory Bari (EFB) – Laboratorio pubblico-privato Politecnico di Bari – AVIO S.p.A.Il laboratorio EFB è stato istituito nel luglio 2010 a seguito ad un accordo di collaborazione tra la Società AVIO S.p.A. ed i Politecnico di Bari. Oltre allo sviluppo di nuove macchine per lo sfruttamento dell'energia eolica, delle onde e delle correnti marine, EFB si pone l'obiettivo di operare a più largo spettro sullo sfruttamento e la gestione di processi e tecnologie che utilizzano fonti rinnovabili e/o convenzionali per la produzione di energia elettrica e/o termica. EFB ingloba, per le sue molteplici attività, competenze tecnico-scientifiche afferenti alla gran parte dei settori scientifico-disciplinari citati in precedenza. Se finanziata, la proposta progettuale, avrà notevoli ricadute in diversi settori produttivi di interesse nazionale ed internazionale quali ad esempio: la produzione di batterie e tecnologie per l'accumulo energetico, l'impiego di questi apparati per la realizzazione di sistemi di controllo della produzione da fonti di energia diffuse sul territorio, il controllo della generazione e delle principali variabili elettriche (tensioni e frequenza di alimentazione) in una microrete, lo sviluppo di macchine elettriche innovative per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, lo sviluppo di sistemi di combustione Mild di bio-combustibili per la generazione distribuita di energia elettrica e calore, la realizzazione di turbine per la conversione dell'energia ondosa, ecc.A questo riguardo, il progetto ha riscosso, come mostrano le attestazioni allegate, un notevole interesse da parte di importanti Enti e Società a carattere nazionale e internazionale, tra questi: il Distretto Tecnologico Nazionale per l'Energia – DiTNE, Terna – Rete Elettrica Nazionale, ABB Group, Nuovo Pignone (del gruppo GE Oil&Gas), AVIO S.p.A.. Si prevede, inoltre, di intensificare la collaborazione con il laboratorio pubblico privato "SOLAR", in corso di realizzazione presso l'Università del Salento, per gli aspetti riguardanti la gestione degli accumuli termici per la produzione di energia elettrica. Ricadute specifiche sono certamente ipotizzabili per le Regioni della Convergenza (Sicilia, Calabria, Puglia e Campania) poiché in queste esse sono concentrati i maggiori potenziali energetici da fonti rinnovabili presenti in Italia. Di conseguenza, è facile ipotizzare che i prodotti che i laboratori suddetti saranno in grado di fornire, in termini di apparati e servizi avranno un immediato impiego in questi territori.
Il progetto BAITAH individua le tecnologie ICT e di ambient intelligence come soluzione utile ad estendere il periodo di tempo in cui soggetti non completamente autonomi riescono a vivere in autonomia all'interno di un ambiente domestico. BAITAH intende favorire, semplificare e accelerare il processo di passaggio dell'ambient intelligence al settore dell'elettronica e dell'informatica di consumo, rendendo di fatto pervasive le tecnologie coinvolte attraverso la identificazione e rimozione delle barriere di trasferimento tecnologico ad oggi presenti. BAITAH propone una visione sistemica che, sulla base dei bisogni e delle procedure di assistenza individuate, definisce modelli di ambient intelligence in cui le tecnologie ICT diventano pervasive e funzionali alla risoluzione delle problematiche definite.
Il presente progetto riguarda la creazione di un centro-laboratorio specializzato nella ricerca di soluzioni tecniche innovative per la realizzazione di impianti di piccole dimensioni per la produzione di energia elettrica da fonte solare. Per impianti di piccole dimensioni si intende riferirsi a dimensioni comprese fra 100 kWe e 1000 kWe. La realizzazione di tali impianti consentirebbe di realizzare la microgenerazione diffusa che non necessiterebbe né di grandi estensioni di terreno per l'impianto né di grandi investimenti, spostando la generazione di energia elettrica dalla grande impresa alla piccola. I campi di utilizzo possono variare dalla fornitura di energia elettrica e di riscaldamento/raffrescamento di condomini a quella di piccole e medie industrie richiedendo superfici per i concentratori che variano dai 250 m2 ai 2500 m2.Tuttavia affinché tale prospettiva sia attuabile bisogna abbattere i costi d'impianto e di gestione, infatti, con l'attuale tecnologia solare gli impianti di piccole dimensioni non risulterebbero mai convenienti da un punto di vista economico.Obiettivi specifici del presente progetto sono dunque:1. lo sviluppo di tecniche innovative per la produzione, la gestione e la manutenzione dei concentratori solari;2. la realizzazione di fluidi termovettori innovativi;3. l'ottimizzazione dei cicli termodinamici per lo sfruttamento ideale del solare termico ad alta temperatura (550°C);4. la realizzazione di sistemi di accumulo innovativi.Il progetto si inquadra nel più ampio contesto dello sviluppo di tecnologie che consentono la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile al fine di ridurre le emissioni di inquinanti nei processi di generazione di potenza.
L'idea progettuale parte dalle esigenze del settore dello sviluppo prodotto in generale, e mira a sviluppare prodotti e tecnologie (s/w e h/w) finalizzati alla PROGETTAZIONE IMMERSIVA ed una PIATTAFORMA DISTRIBUITA che, integrando le potenzialità di Centri di Visualizzazione Avanzata con risorse di calcolo di tipo GRID, consenta ai progettisti-utenti, anche se geograficamente distribuiti, di essere virtualmente proiettati direttamente all'interno di un unico mondo simulato in cui l'interazione con ciò che si sta progettando avviene in modalità MULTISENSORIALE (vista, tatto, audio), più diretta e naturale. Monitor, mouse e tastiera sono sostituiti da guanti, sistemi avanzati di proiezione, sistemi haptici (con ritorno di forza), sistemi audio e sistemi di tracciamento per una più efficace interazione e comprensione dei processi e dei componenti oggetto della progettazione. In tale ambito, i temi ancora aperti sono moltissimi tra cui: simulazione delle proprietà fisiche dei componenti/materiali, integrazione con infrastrutture GRID; meccanismi di ingegneria concorrente, condivisione delle risorse; piattaforme di knowledge management, modellazione ed integrazione di codici di simulazioni numerica.Su questi temi, si riscontra, a livello internazionale, l'interesse di molti gruppi di ricerca e di molti tra i più importanti gruppi industriali. Per raggiungere l'obiettivo finale, il progetto prevede una serie d'obiettivi intermedi e di altrettanti prodotti con grado di specializzazione e complessità crescente e tali da soddisfare segmenti di mercato differenti e con tempi attesi di introduzione sul mercato che spaziano dal medio-breve (2-4 anni), al medio-lungo (4-6), fino al lungo periodo (oltre i 5 anni) (vedi relativo piano FIRB). In particolare, si pensa di studiare prodotti che si differenziano per complessità e costo dei sistemi, per grado di multimodalità sensoriale, per specializzazione settoriale, per grado di integrazione di funzioni di ingegneria. Le diverse configurazioni di prodotto vanno da piattaforme "leggere" (tipo desktop) fino alla messa a punto di servizi fruibili in infrastrutture dedicate come Centri di Realtà Virtuale collegati a banda larga a GRID computazionali. I risultati attesi del progetto, hanno impatto, sia sul fronte delle imprese (GI e PMI) utenti di questi prodotti, sia sul fronte della produzione di software e dei servizi connessi. Per le imprese utenti (come FERRARI e ELASIS), si evidenzia un trend internazionale di sempre maggior ricorso a sistemi di prototipazione virtuale (nell'automotive, nell'aereonautica, ed anche nello sviluppo di nuovi prodotti di consumo). Ciò testimonia il crescente interesse industriale verso tecnologie in grado di ridurre costi e tempi di sviluppo, nonchè di migliorare la qualità della progettazione: uno studio condotto in ambito del programma IST (prog. VIEW), rileva come il mercato dei sistemi di Realtà Virtuale, nel solo settore Design&Ingegneria, ammonti a circa 3,5G$/anno con tassi di crescita nei prossimi anni del 10%. Il dato, evidenzia anche gli spazi di mercato esistenti per aziende (come THINK3 e ALTAIR) che sviluppano prodotti destinati alla progettazione avanzata e che offrono servizi connessi. L'adesione al progetto della Think3 (unica impresa italiana a competere sul mercato internazionale del CAD/CAE), evidenzia come lo sviluppo di prodotti e tecnologie quali quelli qui proposti sia un fatto d'estrema importanza per competere in un mercato che, soffre di saturazione e che quindi richiede sempre più innovazione tecnologica per stimolare una domanda di sostituzione dei vecchi sistemi con altri con funzionalità nuove e competititive.La crescita di un tale mercato di servizi costituisce altresì un'opportunità da cogliere, mediante lo sviluppo d'adeguate competenze, sia direttamente, sia tramite spin-off per operatori quali CETMA, SPACI e Politecnico di Milano(che sono i partner coinvolti nel progetto FIRB collegato).
Il progetto mira a realizzare cicli energetici innovativi per il settore agroindustriale, grazie a sistemi flessibili di piccola taglia per l'autoproduzione di energia dal gas prodotto a partire dagli scarti agro-industriali e dall'energia solare con cogenerazione ad alta efficienza. Persegue un obiettivo strategico unitario e mira allo sviluppo della filiera energetica agroindustriale attraverso il conseguimento coordinato di una pluralità di risultati attesi. L'obiettivo strategico generale è la messa a punto di sistemi innovativi ed integrabili tra loro in Rete Intelligente (Smart-Grid) per la produzione decentrata e diffusa di energia elettrica e termica con alte efficienze di conversione e basse potenze. Gli obiettivi specifici sono: - l'auto-sostenibilità energetica - la messa in opera di cicli ultra-corti dal recupero di biomassa di scarto agricola ed agro-industriale e dal sole - la micro-cogenerazione ad alta efficienza su scale da 1 kW a 100 kW. Le imprese agroindustriali partner sono coinvolte nella produzione, selezione e trattamento delle biomasse e nella sperimentazione finale. Per i trattamenti delle biomasse umide e non legnose sarà realizzato un digestore di piccola taglia e parametrizzabili per la produzione di biogas. In parallelo sarà sviluppato un gassificatore per la produzione di gas di sintesi (syngas) ad alto contenuto di idrogeno a partire da biomassa legnosa. In stretta collaborazione con gli OdR, il digestore sarà messo a punto da SteelTech e il gassificatore sarà realizzato da Varat e Me.Ca.Pollino. Queste aziende sono interessate alla successiva industrializzazione di questi sistemi. La cogenerazione da energia solare e da biomassa sulla scala di 1 kW elettrico e qualche kW termico è ottenuta tramite un convertitore Stirling ad altissima efficienza (33% elettrico) di produzione europea (Microgen). Originariamente previsto in bruciatori a gas tradizionali, esso viene ora adattato a bruciatori a biogas, a biomassa solida e per l'uso con concentratori solari. Il partenariato, tramite Innova Solar Energy, gode di un accordo specifico in esclusiva con il produttore per lo sviluppo e la successiva industrializzazione di nuovi sistemi di cogenerazione basati su questo convertitore termodinamico. Sempre nell'ottica della futura industrializzazione, in stretta collaborazione con gli Organismi di Ricerca partecipanti al progetto, la ditta Ungaro realizzerà un nuovo tipo di caldaia cogenerativa a biomassa solida, con Stirling integrato, e Innova Solar Energy un cogeneratore solare ad inseguimento a due assi. Il progetto include fasi avanzate di purificazione e separazione del biogas e del syngas prodotti e del loro successivo stoccaggio tramite una nuova famiglia di materiali nano-strutturati sviluppati presso l'Università della Calabria ed è prevista la sperimentazione finale dell'uso dei gas prodotti opportunamente purificati in motori a combustione interna di piccola taglia e celle a combustibile. Tutte le innovazioni proposte si basano su know-how e brevetti recenti (p.e. Brevetto UNICAL n. CS2007A000031 e Brevetto Innova n. CS2008A00017, Brevetto Europeo della Tecnap n. WO0241463, già validato anche in USA con n. US7078831-B2) alla frontiera delle conoscenze tecnico/scientifiche attuali e a disposizione del partenariato e prevedono un'importante attività di codifica delle conoscenze acquisite durante lo svolgimento del progetto stesso al fine di costruire una solida base brevettuale per rafforzare le successive fasi di industrializzazione dei sistemi allo studio. I sistemi innovativi ed integrabili di piccola taglia energetica proposti nel progetto rappresentano una forte innovazione nel mercato energetico mondiale e sono utilizzabili anche al di fuori della filiera dell'agroenergia, in tutti i casi in cui l'autosostenibilità energetica, l'alta efficienza di conversione e la produzione decentrata e diffusa di energia siano prioritari.
Il progetto rientra nelle misure in favore dell'autoimpiego, regolate dal titolo II del D.Lgs 185/00, che favoriscono l'inserimento nel mondo del lavoro dei soggetti privi di occupazione, qualificano la professionalità dei soggetti beneficiari e diffondono e promuovono la cultura d'impresa, rappresentando un importante sostegno alle politiche di sviluppo territoriale. Nello specifico, il progetto riguarda l'avvio di un laboratorio per la rigenerazione di cartucce inkjet e laser.
La Medicina Rigenerativa e l'Ingegneria dei Tessuti (Tissue Engineering) si propongono di riparare organi adultiumani danneggiati, con l'intento di restituire loro l'integrità strutturale e funzionale dell'organo sano, attraversol'identificazione della sorgente cellulare capace di rigenerare al meglio il tessuto danneggiato e la ricostruzione delmicroambiente più adatto per ospitare e istruire le cellule rigeneranti. La Tissue Engineering rappresental'avanguardia del settore biomedico del XXI secolo, e coinvolge un mercato globale di prodotti ad alto contenutotecnologico, stimato conservativamente in oltre 500 miliardi di euro per il 2015.L'obiettivo del progetto è quello di sviluppare e testare, in vitro e in vivo, approcci innovativi di Tissue Engineering,finalizzati alla rigenerazione di tessuti nervosi ed osteocartilaginei. Il razionale del progetto si basa sulle conoscenze esulle competenze già disponibili nel Distretto DHITECH nel settore dell'Ingegneria dei Tessuti. La Rete Nazionale diTissue Engineering ha infatti uno dei suoi Nodi fondamentali nell'Università del Salento che, dalla strettacollaborazione con enti di ricerca di eccellenza sia nazionali che internazionali, ha sviluppato negli anni proprietàintellettuale su tematiche inerenti la rigenerazione di tessuti nervosi e osteocartilaginei. Tra le altre, la collaborazionescientifica, già particolarmente fruttuosa, con l'Ospedale S. Raffaele di Milano (HSR) risulta più che mai strategica intermini di potenziale crescita ed implementazione clinica del settore Tissue Engineering in Puglia, in vista del nuovoinsediamento di HSR in Puglia.Come risultati attesi dal progetto, lo sviluppo di diverse terapie acellulari e/o cellulari per la rigenerazione di tessutinervosi e osteocartilaginei costituirà la base per: i) l'acquisizione di nuova proprietà intellettuale nonché ilrafforzamento di quella esistente; ii) la costituzione di almeno 2 società Spin-off da ricerca, basate sulla proprietàintellettuale sviluppata nel corso del progetto. Il progetto infatti, attraverso la valorizzazione della massa critica giàpresente sul territorio, si propone di potenziare il ruolo del Distretto DHITECH come fulcro di un network di Centri diRicerca, Cliniche, Imprese del settore e Spin Off da ricerca, per realizzare in tal modo un sistema dinamico edintegrato di ricerca, sviluppo e formazione. Tale sistema, sulla scorta di un modello di sviluppo già sperimentato negliStati Uniti, nell'area di Boston, si dimostra vincente in termini di valorizzazione dei risultati della ricerca,valorizzazione del capitale umano e creazione di valore, sia umano che imprenditoriale, sul territorio, consentendo: i)l'attrazione di ricercatori e professionalità altamente qualificate nel settore della Tissue Engineering; ii) la crescitadelle imprese del settore Biotech già presenti sul territorio; iii) l'attrazione sul territorio di nuove imprese ed enti diricerca, che possono trarre vantaggio da un investimento nel Distretto, in un settore altamente strategico e con grossimargini di sviluppo quale quello dell'Ingegneria Tissutale.
Per tutti i paesi europei, la rete ferroviaria rappresenta un'infrastruttura critica chiave, che merita protezione in vista del suo continuo sviluppo attraverso tutto il territorio, dell'alto numero di cittadini europei che la utilizzano per motivi personali e professionali, e dell'ampio volume di merci che si spostano lungo tale rete.Il sistema ferroviario in generale e quello italiano in particolare, attraversa un'ampia varietà di terreni ed incontra una vasta gamma di condizioni geo-tecniche. L'interazione di tali fattori con quelli climatici e di forza sismica, potrebbero produrre problemi geotecnici in grado di avere delle ripercussioni sulla sicurezza e l'efficienza delle operazioni ferroviarie. In tale contesto, particolare interesse è rivolto allo sviluppo di tecnologie sia per la prevenzione degli incidenti dovuti a disastri naturali e/o attacchi terroristici, che per il rapido ripristino delle normali condizioni operative della rete in seguito al verificarsi di incidenti (gestione dei disastri). Entrambi questi aspetti sono di interesse strategico per i paesi dell'EU, ed in particolar modo per l'Italia, dato che, a differenza degli altri paesi, presenta una struttura geo-morfologica e idrogeologica molto particolare che aumenta il rischio di catastrofi naturali dovute a frane, esondazioni ed alluvioni. Il presente progetto mira alla realizzazione di un sistema diagnostico denominato CAR-SLIDE che, integrando dati acquisiti in situ da sofisticati sistemi innovativi di misura presenti a bordo di un veicolo, con tecniche di Earth Observation (basate su dati ottici, SAR e meteo) sarà in grado di fornire utili indicazioni per la previsione ed il controllo dieventi legati a frane esondazioni ed alluvioni lungo le linee ferroviarie. Particolare rilievo sarà dato all'utilizzo di tecniche interferometriche SAR avanzate in grado di rilevare le lente deformazioni della superficie del terreno che in molti casiprecedono la fase critica del disastro che conduce ai movimenti franosi. Particolare impegno sarà dedicato all'utilizzo di immagini SAR acquisite dalla costellazioneCOSMO/SkyMed (ASI) in grado di raggiungere risoluzioni spaziali molto spinte e tempi di rivisitazione e di risposta molto brevi. Il carattere innovativo della proposta è principalmente costituito dall'impiego di sistemi di misura per l'acquisizionedi grandezze che in modo diretto potranno essere utilizzate come dati di ingresso per sistemi di elaborazione dei dati raccolti, orientati all'identificazione dello stato di rischio di innesco del fenomeno franoso in un pendio instabile. Il progetto sfrutterà per la prima volta l'integrazione dinamica di diverse tecnologie satellitari d'avanguardia in un contesto operativo, mirando, a garantire la sicurezza di treni e rete ferroviaria in caso di incidente. Le informazioni ambientali verranno fornite da un Segmento Spaziale (come satellite di osservazione terrestre, GPS, e/o satelliti Galileo), e le informazioni sull'infrastruttura della rete ferroviaria sarannofornite da un sistema di bordo, ed integrato in un Sistema di Supporto Decisionale (SSD) costituito da un processore di dati, sistema GIS (Geographic Information System) dinamico multilivello, un portale web ed uno strato di comunicazione.La capacità unica del veicolo CAR-SLIDE di integrare continuativamente le informazioni provenienti da fonti diverse consentirà agli Operatori Ferroviari di monitorare l'infrastruttura ferroviaria ed il suo ambiente circostante, durante il normale corso del trasporto ferroviario giornaliero e di reagire prontamente al verificarsi di situazioni inaspettate fornendo una risposta efficace al disastro con un'accurata conoscenza dell'area dove hanno avuto luogo. La fattibilitàdella soluzione tecnica, che deriva dalle attività di ricerca, verrà messa in rilievo tramite l'ausilio di un Dimostratore in scala reale che sarà sottoposto a test lungo alcune linee ferroviarie.
I nuovi ambiti operativi delle unità navali delle Marine dei vari paesi del mondo sono sempre più orientati a missioni di supporto ad operazioni civili di soccorso e missioni d'intervento nel caso di catastrofi ambientali. Il sistema di supporto alle decisioni (DSS) è basato su un'architettura multilivello con la funzione di coordinare e sovraintendere all'acquisizione ed integrazione di informazioni eterogenee provenienti da tipologie di sensori e sorgenti esterne differenti e definire un sistema innovativo di comando e controllo per la gestione efficiente di situazioni di rischio. Requisito principale del progetto è l'integrazione funzionale di nuove tecnologie con tecnologie disponibili e il coordinamento sinergico tra i differenti componenti coinvolti nella gestione delle emergenze in mare al fine di ottimizzare i tempi di intervento, salvaguardare l'incolumità delle persone, garantire elevati livelli di sicurezza e contenere i danni all'ambiente marino. I livelli previsti per il sistema di supporto alle decisioni sono due: 1) Il livello più basso è relativo alla gestione delle comunicazioni con tipologie di sensori eterogenee per l'acquisizione dall'ambiente operativo di tutte le informazioni di supporto al livello superiore. Proprie di questo livello saranno funzionalità di network autoforming, load balancing e qualità del servizio (QoS) in relazione alle differenti tipologie di traffico, gestione dell'integrità delle informazioni acquisite e garanzia di sicurezza e riservatezza. Compito di questo livello sarà anche l'interoperabilità con altri sistemi dello stesso tipo, e/o di altre nazioni e enti, in scenari particolarmente critici che prevedono interventi ''multi forze – multi nazione''. 2) Il livello superiore dell'architettura del sistema DSS è preposto alla funzione di data fusion. Questa funzione è analoga al processo cognitivo usato da noi uomini per integrare i dati provenienti dai cinque sensi per produrre inferenze sul mondo esterno. Nell'ambito di questo progetto questo livello dovrà supporre le seguenti funzioni specifiche: - Object Assessment: Fusione di dati multisensoriali per la determinazione della posizione, velocità, attributi e caratteristiche di un'entità' - Situation Assessment: Stima automatica di una situazione - Impact Assessment: Proiezione della situazione corrente nel futuro per la definizione di ipotesi alternative sulla possibile situazione di emergenza - Process Refinement: Verifica e controllo sui dati in uscita al processo di fusione allo scopo di migliorarne i risultati - Cognitive Refinement: Iterazione tra il sistema di data fusion ed il decisore umano per migliorare l'interpretazione dei risultati e del processo di decisione. L'implementazione di ogni singola funzione sarà oggetto di uno studio dedicato finalizzato ad individuare soluzioni originali, alta efficienza ed in linea con l'evoluzione tecnologica del settore, con l'obiettivo di sviluppare soluzioni innovative integrate fra i due livelli. In tal senso si farà ricorso a tecniche di gestione delle applicazioni dinamiche con funzionalità di data sharing e distributed processing e strategie di bilanciamento del carico fra nodi verranno pertanto considerate come oggetto di studio tecniche, che consentano la gestione efficiente della graceful degradation, anche attraverso una riduzione delle funzionalità o delle prestazioni secondarie. Il progetto prevede una significativa attività di sperimentazione sul campo focalizzandosi in particolare sulla gestione integrata di situazioni di rischio ambientale e di soccorso in mare. A tal fine saranno identificati opportuni ambienti di testbed su cui sperimentare le tecnologie sviluppate all'interno del progetto.
Il progetto riguarda la realizzazione di un porto innovativo che integra soluzioni modulari volte ad efficientare i processi operativi nell'ambito dell'ultimo miglio mare e primo miglio terra, consentendo: la riduzione del tempo di stazionamento e di transito delle merci e dei passeggeri nei nodi di trasporto; la velocizzazione delle operazioni di carico, scarico e trasbordo; la cooperazione con i sistemi info-telematici di gestione dei processi operativi esistenti nell'area; l'incremento della sicurezza nelle operazioni portuali salvaguardando le logiche di business; l' intermodalità nell'ambito della catena logistica; la decongestione dei trasporti e la mobilita' sostenibile nel territorio.
Il progetto SMARTCASE - Soluzioni innovative MultifunzionAli peR l’otTimizzazione dei Consumi di energiA primaria e della vivibilità indoor nel Sistema Edilizio, ha come obiettivo lo studio di soluzioni per il contenimento dei consumi energetici del sistema edificio-impianto, con riferimento sia alle nuove costruzioni che alla riqualificazione di edifici esistenti. Le linee di ricerca indagate coprono trasversalmente numerosi aspetti che, con modi e pesi differenti, concorrono alla determinazione del fabbisogno energetico complessivo del manufatto edilizio e degli impianti ad esso asserviti.
Da diversi anni e per varie motivazioni, si è assistito ad una progressiva diffusione di impianti di produzione dienergia elettrica o di energia elettrica e calore (cogenerazione) distribuiti sul territorio. Di recente, sotto la spinta diulteriori forme di incentivazione, la penetrazione della generazione distribuita (GD) si è estesa in maniera massicciaanche al livello delle reti di distribuzione secondaria (230/400 V), soprattutto per effetto della produzione damini/micro eolico e da fotovoltaico "domestico" (con potenze dell'ordine di alcuni kW sino a 100-200 kW). È poiragionevole prevedere uno sviluppo altrettanto intenso di sistemi di cogenerazione costituiti da piccole turbine a gas aservizio di complessi residenziali/commerciali di medie dimensioni. Per queste ragioni, si è affermata, di recente, daun lato la necessità del gestore dell'intero sistema elettrico di applicare una qualche forma di controllo della GD ancheai livelli gerarchici più bassi e, dall'altro, l'idea che la produzione da GD possa essere, nel contempo, organizzata egestita dal basso in maniera tale da massimizzare i benefici economici degli utenti finali direttamente collegati alle retidi bassa e/o media tensione. Per queste ragioni si sono di recente affermati i concetti di Smart Grid e di Virtual PowerUtility (VPU).Il progetto denominato SMART ENERGY BOX (SEB) è in linea con le tematiche esposte in precedenza, avendocome principali obiettivi:- La realizzazione di unità, denominate Smart Energy Boxes, equipaggiate con tecnologie ad alta efficienza, in gradodi gestire in maniera integrata ed ottimizzata vettori energetici diversi per il soddisfacimento della domandaenergetica di complessi civili e industriali di medie dimensioni - (OR1);- Lo studio e la realizzazione di tecnologie innovative per la generazione diffusa di energia, che possano integrarsi conla gestione di una SEB, al pari di altre tecnologie attualmente più sviluppate (fotovoltaico, mini/micro eolico, ecc.).Questo obiettivo prevede la realizzazione di un turboespansore per il recupero di energia da un impianto diossicombustione a reattore verticale ottimizzato per l'impiego di combustibili a basso potere calorifico. L'obiettivoinclude anche lo studio e lo sviluppo di un sistema innovativo basato su membrane avanzate per la produzione diossigeno ad un costo tale da renderne possibile l'impiego per incrementare l'efficienza di sistemi a combustione eprocessi affini su taglie medie e piccole – (OR2);- La definizione e lo sviluppo di un sistema elettrochimico innovativo basato su celle a combustibile polimerichebi-funzionali per la generazione e l'accumulo di energia elettrica– (OR3).- La definizione e lo sviluppo delle logiche di supervisione, gestione e controllo di aggregati di fonti di energia diffusacon le reti di distribuzione dei vettori energetici – (OR4).
Il progetto comprende attività di ricerca sui sistemi di produzione e gestione dell'energia, sulle reti di distribuzione e storage a scala locale:‑ Un primo ambito sperimenta un sistema di gestione dei flussi energetici a livello municipale, per ridurre i costi energetici, potenziare la multi-generazione da fonti rinnovabili, contenere l'impatto ambientale ed accrescere la consapevolezza energetico-ambientale in ogni attore della comunità. ‑ Un secondo ambito realizza un sistema di monitoraggio, di supporto alle decisioni, di gestione e programmazione della produzione/consumo di energia e di altre risorse (acqua e gas) in condizioni normali e di crisi o emergenza. Parallelamente, propone strumenti per gestire con maggiore efficienza le infrastrutture critiche (reti elettriche, idriche e del gas) che, pur essendo interdipendenti, oggi sono gestite in maniera non sistematica ed aggregata. ‑ Un terzo modulo propone lo sviluppo di sistemi e modelli di analisi predittiva sui consumi, finalizzati all'efficientamento energetico degli edifici pubblici ad elevata umanizzazione e al monitoraggio dell'utilizzo energetico del territorio.
Il presente Progetto punta allo sviluppo di soluzioni innovative e sostenibili per il miglioramento dell'efficienzaenergetica nell'edilizia dei paesi a clima temperato e caldo, laddove, soprattutto nel condizionamento estivo, ilprincipale carico termico da compensare è dato proprio dagli apporti solari, che possono aver luogo attraverso glielementi vetrati e opachi dell'involucro edilizio. Inoltre, il legislatore nazionale ha già introdotto limiti stringenti sulconsumo di energia.Le prestazioni di un sistema complesso, come un edificio, risultano determinate dall'interazione dei numerosisottosistemi di cui l'architettura generale è costituita (concetto del "Sistema di Sistemi"): sollecitazioni, architettura egeometria del sistema, riempitivo della geometria, adattabilità del sistema alle sollecitazioni. Conseguentemente, perottimizzare il comportamento energetico degli edifici, è opportuno adottare un approccio vasto ed integrato attraversolo studio, l'integrazione e l'ottimizzazione attiva dell'involucro edilizio e dei consumi energetici derivanti dal sistemaedificio-impianti-utenti.È dunque in tale contesto e con tale approccio organico che il Progetto si articola su due linee di ricercacomplementari ed interagenti, l'una finalizzata allo sviluppo di materiali e sistemi energeticamente efficienti perl'involucro opaco dell'edificio, l'altra relativa a sistemi per la gestione ed ottimizzazione del bilancio energeticodell'edificio stesso.In particolare, si punterà a: sviluppare laterizi innovativi (edilizia residenziale), in termini di prodotto e processoindustriale, con caratteristiche di isolamento termico, schermatura solare e inerzia termica; utilizzare materialiinnovativi quali i PCM (Phase Changing Materials) per poter ottenere elevati target di efficienza energetica e dicomfort abitativo; studiare un laterizio 'intelligente', con sistema di canalizzazione e controllo dei flussi convettiviinterni alle cavità, per il condizionamento degli ambienti.Parallelamente, è previsto lo studio e la messa a punto di lastre prefabbricate ad elevata efficienza energetica (ediliziacommerciale/industriale), basate sull'utilizzo di calcestruzzi leggeri e isolanti (con aggiunta di inerti da riciclo, PCM,etc.). Questi materiali innovativi ed eco-compatibili, inoltre, saranno integrati in un concept di sistema costruttivo con"parete ventilata attiva", in cui la parete garantirà il controllo della circolazione dell'aria interna attraverso sistemitermo-meccanici collegati ad opportune sonde, regolabili e controllabili da un sistema centralizzato.La ricerca si estenderà, inoltre, al processo di realizzazione dei componenti e degli elementi di connessione e finituradell'involucro, al fine di sviluppare una soluzione completa, energeticamente efficiente.Da un punto di vista impiantistico, il progetto punta a sviluppare un innovativo sistema ICT per l'ottimizzazione attivadei consumi energetici negli edifici, tramite l'impiego di una Sensor Service Architecture finalizzata al controllo degliassorbimenti e della micro generazione da FER (Fonti Energetiche Rinnovabili). L'architettura sarà dotata di logicheprevisionali di ottimizzazione dei consumi energetici, in grado di prevedere sia le richieste degli utenti che ladisponibilità di energia da FER. Tali logiche saranno basate su modelli computazionali previsionali che lavoreranno apartire dai dati storici di consumo energetico disponibili in banche dati e dai dati acquisiti, in tempo reale, dai sensoriintelligenti distribuiti in campo e comunicanti via Web.Il progetto, infine, prevederà: la redazione di metodologie di progettazione e linee guida specifiche per laprogettazione, l'installazione e l'uso delle soluzioni sviluppate; la realizzazione di prototipi e di un edificio pilota;l'applicazione dei risultati ottenuti su edifici esistenti; la definizione di un modello di filiera/settore per lacommercializzazione e la diffusione di tale edificio/prototipo.
Il progetto punta al miglioramento di alcune tecnologie esistenti nel campo della logistica di progetto e dei trasporti eccezionali, allo scopo di generare un insieme di innovazioni che andranno ad interessare i prodotti, i processi ed i servizi del proponente. Al centro di questo insieme di innovazioni si trova il modello di sviluppo attraverso il quale il proponente crea il proprio core business, che vede i servizi interni di ingegneria giocare un ruolo centrale per la competitività dei prodotti offerti e la qualità ed affidabilità dei processi attraverso i quali questi prodotti vengono ottenuti. La strategia industriale del proponente si basa infatti sulla capacità di fornire una risposta ad hoc per ciascun cliente, metodo che si è rivelato capace di produrre offerte competitive a livello di tutte le più grandi operazioni logistiche di progetto e trasporti eccezionali degli ultimi anni, e che richiede un alto livello di ingegneria per contenere i costi attraverso l'adozione di soluzioni ottimizzate rispetto alla domanda. Questa strategia richiede, d'altro canto, un innalzamento continuo del valore aggiunto tecnologico, necessario a creare o mantenere un vantaggio rispetto ai competitor essa ha sostanzialmente trasformato l'industria della logistica di progetto e dei trasporti eccezionali in una ad alta densità tecnologica ed alta flessibilità produttiva. Pertanto, attraverso questo progetto, il proponente vuole favorire l'accrescimento delle proprie risorse ingegneristiche, contribuendo nel contempo, con adatte azioni di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, alla soluzione di una serie di problemi tecnici che si sono presentati nel corso degli ultimi anni o che si prefigurano nell'immediato futuro nella progettazione e realizzazione delle macchine e dei servizi di logistica di progetto e trasporti eccezionali da esso offerti. Questi problemi riguardano, in sintesi: (1) tecnologie dei materiali per le strutture delle macchine progettate, costruite ed impiegate nell'ambito dei suddetti servizi (2) sistemi e procedure per il funzionamento (in particolare montaggio e movimentazione) di queste macchine (3) modelli e metodi per l'ingegneria. Il primo punto può essere letto come la ricerca di un'insieme di innovazioni di processo, il secondo come innovazioni di prodotto ed il terzo di servizio. Se, nell'immediato, la soluzione dei suddetti problemi determinerà un vantaggio competitivo rispetto alla concorrenza internazionale, è nel medio e lungo termine che l'innovazione metodologica dei servizi di ingegneria potrà mantenere questo vantaggio e consentire il perseguimento di quella strategia industriale che, fino ad ora, essi hanno contribuito ad affermare. Nel campo delle tecnologie dei materiali e delle strutture si prevedono attività di ricerca e sviluppo per consentire: l'impiego di acciai al titanio per le strutture, il reimpiego in condizioni di sicurezza dei cavi per i sollevamenti, l'uso di lamiere per la realizzazione degli elementi strutturali al posto degli attuali tubi senza saldatura. Per quanto riguarda l'innovazione di prodotto che può essere ottenuta dallo studio di nuovi sistemi di funzionamento delle macchine di sollevamento e delle nuove procedure che tali sistemi determinano, si prevede lo sviluppo di tre linee di ricerca: sistemi e procedure per il montaggio delle macchine di sollevamento (auto-montaggio), sistemi e procedure per la movimentazione delle macchine montate, sistemi di tailing. La ricerca di nuovi modelli e metodi per l'ingegneria del proponente è finalizzata all'incremento di competitività, ottenuta come risultato delle capacità di: proporre soluzioni, anche nuove, ottimizzate di volta in volta in base alla domanda anticipare ed analizzare i problemi insiti in queste soluzioni valutarne scientificamente le conseguenze eseguire scelte mirate al controllo del rischio insito nell'innovazione orientare le decisioni manageriali sulla base di questi risultati.
Il progetto SPIA prevede di investigare soluzioni strutturali innovative (sia progettative che produttive) per gli impennaggi ed il tronco di coda della fusoliera di un velivolo di tipo regionale. Si svilupperanno tecnologie di fabbricazione in grado di accrescere il vantaggio competitivo risultante dall’impiego dei materiali compositi. Uno degli scopi del progetto è quello di realizzare un radicale miglioramento delle performance del processo produttivo attraverso la progettazione, l’implementazione e la sperimentazione sul campo di metodologie e tecnologie legate al paradigma della fabbrica intelligente.
La Fotocatalisi è un fenomeno naturale in cui una sostanza, detta fotocatalizzatore, altera la velocità di una reazione chimica attraverso l'azione della luce. Sfruttando l'energia luminosa i fotocatalizzatori inducono la formazione di reagenti fortemente ossidanti che sono in grado di decomporre alcune sostanze organiche e inorganiche presenti nell'aria. La fotocatalisi è quindi un acceleratore dei processi di ossidazione che già esistono in natura. In realtà, essa favorisce una più rapida decomposizione degli inquinanti e evita il loro accumulo sulle superfici. Il peggioramento del grado di inquinamento nelle aree urbane recentemente ha portato la ricerca verso l'applicazione della capacità di rimuovere alcune sostanze dannose presenti nell'atmosfera. La fotocatalisi fornisce quindi un importante contributo al miglioramento della qualità dell'aria. Lo scopo del seguente progetto è quello di ottenere con rese elevate prodotti combustibili come il metanolo dalla fotoriduzione catalitica di CO2. È proposta inoltre la riduzione di CO2 con H2 prodotto mediante fotoelettrolisi dell'acqua o la riduzione di CO2 in condizioni supercritiche. Saranno anche studiati dei sistemi ibridi fotocatalisi-membrana in cui la membrana svolgerebbe una attività di separazione dei prodotti. Saranno studiate le possibili applicazioni di sistemi reattoristici accoppiati a dei concentratori solari che, dando luogo ad un aumento del flusso fotonico incidente, avrebbero migliori prestazioni. L'ambito in cui si muove il progetto è quello della protezione ambientale (riduzione delle emissioni di CO2 nell'atmosfera mediante la sua trasformazione) e del recupero energetico (produzione di metanolo e metano) mediante l'accoppiamento di tecnologie diverse. Il progetto nasce dall'idea di una possibile utilizzazione della fotocatalisi eterogenea accoppiata con altre tecnologie come quella a membrana e quella foto elettrochimica per la trasformazione di quantità di CO2 elevate in CH3OH e CH4 e per la loro separazione. La tecnologia fotoelettrochimica potrebbe essere utilizzata per la produzione di H2 da utilizzare per la riduzione di CO2. Bisogna ricordare che negli ultimi anni la fotocatalisi eterogenea ha cominciato ad affermarsi nell'ambito di reazioni di sintesi (ad esempio alcooli ad aldeidi) oltre che nell'ambito dell'abbattimento di specie organiche ed inorganiche in sistemi gas-solido e liquido-solido. È evidente come nell'ambito della produzione di cemento grandissime quantità di CO2 vengono immesse oggi nell'atmosfera. Il progetto prevede la trasformazione di CO2 in combustibili, principalmente metanolo e/o metano, che potrebbero essere utilizzati ai fini della produzione di energia in ambito industriale. Per perseguire questo obiettivo è necessario uno sforzo straordinario sia dal punto di vista chimico sia dal punto di vista ingegneristico. Infatti il progetto prevede non solo la preparazione di nuove formulazioni di foto catalizzatori dopati e non, ma anche la modellazione e l'assemblaggio di foto reattori su scala di laboratorio con delle caratteristiche tali da facilitare la conversione del CO2, molecola molto stabile. Il progetto si muove, quindi, nell'ottica dello sviluppo sostenibile proponendo anche delle tecnologie innovative per il recupero e la successiva conversione dell'anidride carbonica prodotta dalle cementerie. L'integrazione di fotocalizzatori e di sistemi a membrana consentirà non solo di ridurre le emissioni di CO2, utilizzando, per lo sviluppo della reazione, una fonte di energia completamente rinnovabile, ma allo stesso tempo porterà alla formazione di prodotti di interesse industriale ad alto valore aggiunto quali il metanolo ed il metano. La presenza di membrane sarà fondamentale per lo recupero di questi prodotti ed, allo stesso tempo, permetterà di migliorare le prestazioni dei reattori, incrementando la resa del processo.
Il progetto riguarda la realizzazione di una nuova gamma di elettrodomestici ad elevata innovazione tecnologica, caratterizzata da una notevole riduzione dei consumi energetici (tra il 25 ed il 30%) e di acqua per le quattro linee di prodotto: conservazione cibo, preparazione cibo, pulizia indumenti, pulizia stoviglie.
Lo scopo del progetto è quello di sviluppare tecnologie avanzate nel campo del solare a concentrazione per lagenerazione di potenza elettrica, basate su impianti solari termodinamici ad alta temperatura, su sistemi fotovoltaici esu impianti di recupero calore da sistemi solari a concentrazione.Gli obiettivi generali del progetto sono:- sviluppare nuove tecnologie, nuovi sistemi di produzione e nuove logiche di controllo, nel settore del solaretermodinamico ad alta temperatura, del fotovoltaico a concentrazione, nell'ottica della generazione distribuita edell'integrazione architettonica, per il soddisfacimento della domanda energetica di complessi di piccole e mediedimensioni;- sviluppare un particolare processo cogenerativo che sfrutti la risorsa solare termica a bassa e media temperatura(cascami di calore dall'impianto solare a concentrazione) per la risoluzione del problema ambientale legato allosmaltimento dei fanghi di depurazione;- svolgere attività di ricerca in sinergia con il laboratorio pubblico-privato SOLAR di Lecce;- porre le basi per investimenti finalizzati allo start-up di attività produttive nelle regioni della convergenza.
Le applicazioni a microonde ed onde millimetriche più 'spinte' in termini di prestazioni, richiedono tipicamente componenti in guida d'onda, in virtù degli elevati fattori di qualità che essi consentono di ottenere. Al contempo la parola d'ordine in ogni mercato è 'integrazione', che per molti versi suona come un sinonimo di 'tecnologia planare': appareevidente come le due esigenze risultino in stridente contrapposizione. In tale contesto si inserisce l'idea di componenti in 'guida integrata' (SIW), in cui ciascuna guida d'onda si ottiene a partire da uno strato dielettrico compreso tra due piani di massa, realizzando le pareti laterali attraversodue file di fori metallizzati. In pratica si ottengono guide - e quindi componenti in guida - da una tecnologia planare. La sperimentazione e l'adozione di una tale tecnologia consentono di ridurre drasticamente dimensioni e costi, gli ultimi di almeno un ordine di grandezza. I prodotti potenziali spaziano da filtri, ibridi e componenti di 'frequency-shaping'ad antenne: lo sviluppo di un numero significativo di dispositivi porterebbe alla produzione di una linea ed un catalogo di componenti per applicazioni specifiche. La tecnologia SIW potrebbe quindi consentire di realizzare economicamente anche prodotti costosi, come sistemi radar'automotive' o di sorveglianza, che richiedono l'impiego di un numero elevato di sensori. Non solo, nel mercato delle telecomunicazioni civili, sarebbe possibile rimpiazzare le attuali parabole con antenne di tipo schiera planare, che, pur avendo prestazioni migliori, non vengono impiegate a causa dei maggiori costi. Le schiere SIW sarebbero concorrenziali e potrebbero dunque avere una diffusione formidabile, bastipensare che solo in Italia ci sono oltre 10 milioni di parabole. La ragione che spingerebbe all'adozione di tali nuove antenne sta nella loro perfetta integrazione negli ambienti urbani, visto che potrebbero essere installate a tetto come finestre VELUX, avendo dimensioni confrontabili, oppure sulla parete del balcone, appese come quadri. Considerazioni analoghevalgono per i componenti a microonde, il cui impiego è destinato ad aumentare significativamente nei prossimi anni. Pertanto, sembra ragionevole prospettare un mercato di 150.000 antenne e 1.000.000 di componenti passivi a microonde a conclusione del terzo anno di attività. La scelta di una partnership strategica, quale quella dei proponenti,garantisce un 'time-to-market' minimo, potenzialmente all'interno del triennio del progetto stesso. Infatti, nel progetto delineato, il Politecnico di Bari sviluppa metodologie e progettazione dei componenti, SOMACIS realizza prototipi - adeguando le proprie tecnologie, quando necessario - mentre importanti ditte di livello internazionale quali RHEINMETALL-Italia SpA e ALCATEL Italia che hanno già espresso vivo interesse riguardo tale componentistica, forniranno le specifiche dei componenti. La dimostrata abilità di SOMACIS ad agire in sinergia con il Politecnico di Barigarantisce la possibilità di erodere significative quote di mercato alla concorrenza, per lo più straniera, verosimilmente al termine del progetto. SOMACIS, azienda produttrice di circuiti stampati conto terzi, è già dotata delle tecnologie di base necessarie allo sviluppo del progetto e dovrà soltanto acquisire le competenze e le tecnologie mancanti al fine diimplementare l'iniziativa con il massimo successo. Si tratterebbe quindi di allargare la propria attività allo sviluppo di componentistica ad elevata tecnologia, settore strategico nel quale la concorrenza cinese e orientale non potrà né dovrà mai essere dominante.
Il progetto TESSA svilupperà una serie di prodotti e servizi per la ‘cognizione dell'ambiente a mare - Situational Sea Awareness-SSA' basati su nuovi dati ambientali di oceanografia operativa integrati in piattaforme tecnologiche d'avanguardia per la loro fruizione da parte di utenti finali del settore marittimo, di quello turistico e della protezione ambientale. Si stima che i costi legati alla perdita di ‘cognizione dell'ambiente a mare - Situational Sea Awareness' siano in crescita e ammontino a 500 milioni di dollari all'anno (The International Maritime Human Element Bulletin. The Nautical Institute, October 2003(1): 3). L'Europa e l'Italia sono inoltre chiamate ad implementare la recente ‘Direttiva Strategica Marina- Marine Framework Strategy Directive- MFSD' ed a raggiungere entro il 2020 uno stato ambientale ‘buono' per una zona di mare che comprende anche aree profonde, oltre la scarpata continentale. Le previsioni del tempo del mare (oceanografia operativa) mettono a disposizione da pochi anni dati ambientali marini ad una risoluzione ed accuratezza mai raggiunta prima. Il progetto si propone di sviluppare capacità di oceanografia operativa nelle zone del Sud Italia e di integrarle con soluzioni tecnologiche avanzate per la disseminazione delle informazioni sullo stato del mare (onde, livello del mare, correnti, temperatura e salinità). Saranno quindi sviluppati sia prodotti che servizi innovativi dedicati alla sicurezza del trasporto marittimo, il turismo da diporto e le agenzie di protezione ambientale. L'innovazione del progetto è legata alla messa a punto di modellistica oceanografica di avanguardia per le zone marine e i porti del Sud Italia, lo sviluppo di hardware, middleware e software per la disseminazione in tempo reale dei dati e lo sviluppo di sistemi intelligenti di supporto alle decisioni per gli utenti finali del progetto. Si ritiene che i prototipi di piattaforme tecnologiche per la disseminazione prefigurati in questo progetto possano essere di interesse commerciale. Il progetto prevede la partecipazione di enti di ricerca (CMCC e CNR-IAMC) esperti nel campo dell'oceanografia operativa che partecipano alla costruzione del servizio europeo di previsione marine per il Mare Mediterraneo e che in questa proposta svilupperanno competenze specifiche di oceanografia operativa nei Mari del Sud Italia. Queste competenze verranno messe a disposizione di LINKS SpA per sviluppare prototipi industriali per la disseminazione dei dati e servizi a sostegno di una migliore Situational Sea Awareness per alcuni settori primari del trasporto e della protezione ambientale. La connessione tra il settore industriale e quello scientifico realizzata in questo progetto potrà inoltre espandersi nel futuro ad altri settori di utenti finali.
Programma d'investimento congiunto con A.M.T. Services S.r.l. Il progetto sviluppa un modello di rilevazione dei livelli di armonia relativi ad uno o più individui in relazione ad una serie di eventi e/o stimoli esterni, attraverso l'elaborazione automatica innovativa e intelligente di informazioni multimediali: espressioni facciali, segnali vocali e dinamiche gestuali. Tali informazioni, oggetto di analisi e interpretazione, sono associate ad immagini e video che riprendono le espressioni facciali e l'andamento della gestualità degli interlocutori oltre che dall'elaborazione del segnale delle loro voci. L'obiettivo del presente programma di ricerca è di realizzare, dunque, un sistema prototipale per la rilevazione dello stato di risonanza tra due o più soggetti, considerato quale parametro dell'effettiva sinergia esistente tra di essi, con particolare riferimento ai processi di profilazione e selezione del personale. Il prodotto è installato su mobile device di ultima generazione e di dimensione e costi contenuti per raggiungere attraverso la rivendita presso negozi specializzati, anche un mercato di massa. Si utilizzano, nell'ambito del presente progetto, tecnologie già presenti sul mercato quali: smartphone, i-phone, palmari, portatili, ecc., per creare dei servizi a valore aggiunto grazie allo sviluppo di software innovativi, associati ad opportuna sensoristica, che possano fornire importanti informazioni sullo stato emotivo di chi viene monitorato. Il progetto prevede che, durante la fase di sperimentazione, condotta da un team di esperti di comunicazione e psicologia del lavoro, i risultati siano verificati e validati simulando scenari reali di acquisizione che permetteranno il confronto di questi risultati con la classificazione prodotta dallo strumento automatico. Si può utilizzare questo strumento in sostituzione o a supporto degli attuali processi di selezione del personale ma anche nei processi di selezione via web, con notevole riduzione dei costi.
Il presente Progetto di Formazione, strettamente correlato ai contenuti e allo sviluppo del corrispondente Progetto di Ricerca SMATI, nasce dall'idea di formare nuovi profili professionali destinati ad attività di Ricerca finalizzate all'impiego di e sviluppo di materiali avanzati, strutturali e/o per trattamenti superficiali al fine di garantirne la resistenza in ambienti fortemente aggressivi e particolarmente usuranti. Sono previsti complessivamente 3 Obiettivi Formativi (nel seguito OF) di cui due finalizzati alla formazione di Ricercatori con diverso orientamento scientifico-tecnologico rispetto alle tipologie di materiali e relativi processi e tecnologie, ed uno finalizzato alla formazione di Tecnici di Ricerca con competenze trasversali indirizzate alle tecniche di caratterizzazione sui materiali, all'uso di tecniche e strumentazione di laboratorio per il supporto allo sviluppo di attività di ricerca. Sia i Ricercatori che i Tecnici di Ricerca che verranno formati grazie al progetto, avranno la possibilità di acquisire specifiche competenze su metodologie innovative di studio, analisi e sperimentazione, tecniche di sintesi e caratterizzazione, utilizzo di tecnologie innovative, con particolare riferimento a quelle direttamente risultanti dalle stesse attività di ricerca.
Nella pratica clinica diagnostica, è sempre più avvertita l'esigenza di test di diagnostica molecolare multiparametrici, in grado di consentire con un unico campione biologico di partenza l'identificazione e l'esclusione di un dato agente patogeno od opportunista, nel contesto di una serie di possibili candidati, di natura diversa e, potenzialmente, con diverso target chimico. Allo stesso modo la crescente mole di dati genetici e genomici sulla variabilità di un singolo raggruppamento sistematico consente e orienta sempre più verso test multiparametrici anche per la diagnostica di singoli agenti patogeni e l'identificazione a livello genetico di fattori di virulenza, farmaco- o antibiotico-resistenza. Il maturare di risultati standardizzabili in questo nuovo ambito si accompagna altresì alla necessità di disporre di nuovi strumenti diagnostici, in primo luogo molecolari, per tracciare questi algoritmi complessi e definirne i principali marcatori/indicatori, tipicamente multiparametrici. Alla luc di ciò, il progetto prevede lo sviluppo di una serie di test, pannelli e profili diagnostici per patologie infettive e per quadri fisiologici condizionati da popolazioni batteriche o di altri microrganismi, basati sulla identificazione di acidi nucleici e/o marcatori circolanti o tissutali di altra natura (proteine o altre macromolecole) specifici degli agenti selezionati. I profili diagnostici saranno mirati a consentire l'identificazione rapida e specifica in definiti ambiti clinici (es, patologie respiratorie, sepsi, tumori al colon) di uno o più agenti candidati tra un pannello di possibili agenti eziologici potenzialmente responsabili di un dato quadro patologico, in un'ottica di screening, conferma o esclusione di agenti patogeni. La configurazione dei test sarà perciò di tipo multiplex ed adotterà una soluzione tecnica basata su dispositivi multiparametrici. I contenuti analitici dei pannelli multiparametrici saranno ricavati da sorgente originale dopo accurata indagine delle informazioni biologiche pubblicate allo scopo di disporre di dati precisi e potenzialmente originali per ottenere risultati diagnostici accurati, informativi e rappresentativi delle popolazioni naturali e, quindi, di disporre di metodi competitivi e a diverso grado di risoluzione analitica per diversi ambiti applicativi (screening, caratterizzazione, terapia mirata, prognosi). La ricerca a livello di caratterizzazione genomica dei target di interesse inseriti nei menu dei singoli pannelli diagnostici sarà quindi affiancata dall'elaborazione bioinformatica delle informazioni ottenute per ricavarne tool diagnostici. I pannelli diagnostici predisposti verranno dapprima validati utilizzando piattaforme esistenti e consolidate (pannelli di metodi basati su real time PCR multiplex con profili termici omogenei piattaforma beads array Luminex) allo scopo di una prima validazione della specificità e della accuratezza dei reagenti sviluppati, e al fine di disporre di risultati intermedi (metodi diagnostici su piattaforme consolidate) già dotati di potenzialità applicative. In parallelo ai moduli di ricerca relativi ai contenuti diagnostici, verrà sviluppato un dispositivo o una serie di dispositivi basati sul concetto del LOC, atti ad ospitare test multiparametrici, con un grado di complessità scalabile da 10 a 100 distinte determinazioni su uno stesso campione biologico. Il dispositivo sarà concepito come un lab-on-a-chip basato sui seguenti principi tecnici e di design: - soluzioni microfluidiche per quanto riguarda la mobilitazione e la gestione di reagenti - meccanismi di movimentazione, meccanica, elettronica e dinamica termica che verranno selezionati tra diverse opzioni - integrazione tra processamento/estrazione del campione biologico, retro-trascrizione e amplificazione (PCR isotermica) degli acidi nucleici - detection mediante sistemi innovativi - microprocessore per elaborazione dei dati e formulazione dei risultati
Scopo del progetto è la ricerca industriale necessaria allo sviluppo ed alla messa a punto di tecnologie abilitanti orientate alla realizzazione di componenti microelettronici e microelettromeccanici per trasmissione e ricezione rispondenti ai requisiti di larga banda, alta potenza, alta velocità ed alta integrazione, nonché dei relativi packaging orientati alla specifica applicazione. Il futuro dei Sistemi di monitoraggio dello spazio aereo aeroportuale, secondo le indicazioni emergenti dal mercato di riferimento, passa attraverso la realizzazione di sistemi radar multifunzione di nuova concezione, basati su array di antenne elettronicamente attive gestite attraverso la fase del segnale di sorgente (MPAR = Multifunction Phased Array Radar) in quanto questa tipologia di nuovi sistemi radar consentirà di sostituire almeno cinque diverse tipologie di radar oggi utilizzati: i radar rotanti (MRCR = Mechanically Rotating Conventional Radar), i radar di sorveglianza dello spazio aereo (ASR = Air Surveillance Radar), i radar di sorveglianza del traffico aereo (ARSR = Air Route Surveillance Radar), i radar ad effetto doppler per la sorveglianza delle condizioni atmosferiche locali (TDWR = Terminal Doppler Weather Radar), i radar di previsione meteorologica noti come NEXRAD. Tale capacità è legata alla possibilità, insita in un radar MPAR di definire, attraverso la sua caratteristica di formatura digitale del fronte d'onda RF, più fasci di microonde ciascuno con controllo dell'apertura e della declinazione del lobo principale di radiazione, in modo tale da poter inseguire contemporaneamente diversi bersagli con un fronte d'onda adattabile al bersaglio stesso. Lo sviluppo di radar MPAR richiede la messa a punto di numerose tecnologie abilitanti sia a livello di componenti che di integrazione del sistema. Il presente progetto si propone di intervenire sullo sviluppo delle seguenti tecnologie abilitanti: 1)Tecnologie di progettazione, simulazione, realizzazione del back -side di dispositivi attivi a larga banda per alta potenza trasmissiva che siano destinati a diventare lo stato dell'arte dei dispositivi di potenza a microonde per MMIC HPA in particolare tecnologie di back-side per dispositivi HEMT in GaN/AlGaN epitassiale su substrati di Carburo di Silicio e Silicio a bassa resistività termica 2)Tecnologie di progettazione, simulazione, realizzazione e test di componenti complessi necessari al controllo in fase degli array di antenne riconfigurabili che sono il cuore pulsante del radar MPAR, in particolare phase shifter a 5 o 6 bit basati su RF Switch in tecnologia MEMS operanti con bassa perdita di inserzione e con alto isolamento RF fino a frequenze della banda Ka, anche qui componenti destinati a svolgere il ruolo di nuovo stato dell'arte per ciò che concerne dispositivi di switching integrabili in MMIC 3)Tecnologie per packaging innovativo dei dispositivi RF attivi e passivi sviluppati con i due passi precedenti e quindi: packaging su substrati ceramici ad alta conducibilità termica per i dispositivi attivi di potenza a larga banda, ivi compresi i packaging in HTCC AlN multistrato packaging microelettronico 0-level per i dispositivi complessi di controllo della fase del segnale RF con tecnologia che consenta un facile assemblaggio del componente sulle board di integrazione e packaging a basso costo su substrati polimerici flessibili per i componenti che abbiano requisiti di dissipazione di potenza meno stringenti.
Il progetto rientra nelle misure in favore dell'autoimpiego, regolate dal Titolo II del D. Lgs. 185/00, che favoriscono l'inserimento nel mondo del lavoro dei soggetti privi di occupazione, qualificano la professionalità dei soggetti beneficiari e diffondono e promuovono la cultura d'impresa, rappresentando un importante sostegno alle politiche di sviluppo territoriale. Nello specifico, il progetto prevede l'avvio di un'attività artigianale di costruzione di attrezzature per la raccolta, trasformazione e smaltimento di materiale di scarto prodotto da aziende di lavorazione della pietra e del legno.
Il progresso scientifico e l'innovazione tecnologica rappresentano i principali motori della crescita socio-economica diun territorio. La creazione di una massa critica di capitale umano dotato di cultura scientifico-tecnologica e di unmindset ed attitudini imprenditoriali diventa cruciale per stimolare lo sviluppo e la competitività delle Regioni dellaConvergenzaIn tale scenario, il progetto di ricerca VINCENTE mira a concepire, realizzare e sperimentare una piattaformametodologica, tecnologica e di servizi per la creazione di ecosistemi per l'imprenditorialità sostenibile, ossia cheottimizzano l'uso delle risorse, valorizzano la conoscenza, rispettano l'ambiente e i valori etici ed assicuranol'inclusione sociale.Il progetto definisce e sperimenta un nuovo approccio alla imprenditorialità tecnologica facendo leva su rilevantifiloni scientifici quali Open Innovation, Collective Intelligence, Enterprise Social Software.L'obiettivo progettuale è in linea con quanto discusso in sede di UE, WEF, World Bank e Fondazione Kauffmansull'importanza che riveste lo sviluppo di cultura e competenze imprenditoriali (in particolare quelle legate ai settoritechnology-intensive) per creare nuovo valore socio-economico e rispondere efficacemente alle sfide del XXI secolo.Tali dinamiche sono particolarmente rilevanti per la generazione dei "nativi digitali", immersi nei processi diglobalizzazione, nelle tecnologie e nella Rete, per i quali i tradizionali modelli e strumenti di comunicazione,apprendimento e collaborazione si rivelano inadeguati, e l'intelligenza collettiva esistente nei loro network socialidiventa una risorsa abituale.Il progetto intende pertanto studiare e sviluppare metodologie, tecniche, strumenti e servizi per supportare e stimolare implicitamente) presente nelle reti sociali (sia interne che nel Web) per promuovere l'innovazione e migliorare ilproblem solving ed il decision-making. Pertanto la "saggezza della folla" e l'intelligenza collettiva emergenti dallacollaborazione di molteplici attori diventano strumenti per ideare e porre in essere idee d'impresa, che bilancinoopportunità tecnologiche e di business con accettabilità sociale e rischio di mercato.Gli elementi di innovazione tecnologica del progetto sono inseriti nel contesto del Future Internet, al fine di realizzare:i) strumenti per la creazione e scambio di contenuti multimediali; ii) ambienti collaborativi flessibili, modulari epersonalizzabili; iii) ambienti di crowdsourcing e crowdcasting per la definizione e attuazione di idee; iv) servizi webimmersivi, accessibili anche da dispositivi mobili.Gli elementi di innovazione organizzativa sono legati all'utilizzo delle comunità virtuali e degli Enterprise SocialSoftware come spazi per l'innovazione e l'apprendimento collaborativo, mediante l'impiego di strategie di ActionLearning e di sviluppo delle abilità creative.La piattaforma di servizi risultante sarà distribuita su un'infrastruttura cloud per l'ottimizzazione "trasparente" dellerisorse computazionali ed energetiche.La metodologia di ricerca del progetto si basa sul modello del Living Lab. Saranno messi a punto Living Lab "ibridi",concepiti come ambienti prevalentemente virtuali caratterizzati da processi, attori, relazioni, servizi e contenuti per"incubare" talenti e iniziative imprenditoriali su specifici domini tecnologici.La ricerca si focalizzerà inizialmente sui domini di attività del DHITECH: i) nanotecnologie molecolari perl'innovazione nel settore energetico; ii) ICT per l'innovazione nel design dei prodotti e dei servizi; iii) biotecnologieper l'innovazione nell'ingegneria tissutale.Nel corso del progetto, si esplorerà l'estendibilità dell'approccio ai paesi del Mediterraneo extra-UE, valutandone illivello di replicabilità ed applicazione rispetto alle specifiche dinamiche socio-economiche e culturali.
Il progetto TEXTRA, mediante attività di Ricerca Industriale su Tecnologie e Materiali Innovativi per lo sviluppo di componenti di Vettori Ferroviari e di Medie Dimensioni, punta ad aggregare, integrare e potenziare competenze multidisciplinari di soggetti pubblici (ENEA ed Università) e privati (Consorzi ed Aziende operanti nel settore dei trasporti), tali da costituire un Laboratorio avente le seguenti finalità:- Ricercare e sviluppare applicazioni di materiali avanzati nel settore dei trasporti;- Offrire prodotti e tecnologie derivanti da attività di R&S;- Promuovere partnership anche in forma di ricerca cooperativa per l'industria dei mezzi di trasporto;- Offrire tecnologie per la realizzazione con materiali innovativi di componenti e sistemi per i mezzi di trasporto di medie dimensioni, servizi di design industriale, di progettazione strutturale e di processo, di qualificazione di materiali e componenti, di prototipazione;- Stimolare lo sviluppo di iniziative imprenditoriali per lo sfruttamento dei risultati delle proprie ricerche.In particolare, il Laboratorio punta a consolidare, sviluppare ed acquisire competenze e sistemi tecnologici in grado di soddisfare i principali fabbisogni di innovazione provenienti dall'industria dei mezzi di trasporto in termini di:- requisiti di sicurezza (materiali e componenti resistenti all'impatto, ambienti di lavoro in fase di produzione, materiali e componenti resistenti al fuoco, sistemi attivi, ecc.);- requisiti di redditività di lungo termine (leggerezza, durabilità, ridotta manutenzione, LCC)- requisiti di ecocompatibilità (materiali riciclabili, riduzione del rumore e delle vibrazioni, processi di lavorazione a ridotta o nulla emissione, riduzione di energia nei processi produttivi e in esercizio, ecc.);- requisiti legati ai fattori umani per i lavoratori addetti e per l'utenza finale (ergonomia, riduzione rumore e vibrazione);- soluzioni customer-oriented (metodi e strumenti per lo sviluppo di prodotto specifici per il settore).Il settore industriale cui si fa riferimento è quello della fabbricazione dei mezzi di trasporto, con particolare riguardo ai vettori ferroviari ed ai vettori di medie dimensioni quali traghetti e imbarcazioni da diporto (yacht), velivoli speciali ed elicotteri.
Il progetto di ricerca VIRTUALAB si propone lo scopo di studiare, realizzare e validare tecniche diagnostiche e terapeutiche avanzate nel campo della medicina attingendo ad una base di conoscenza, o insieme di tecnologie abilitanti, come la meccatronica, l’elaborazione delle immagini e dei segnali biomedici e fisiopatologici, la realtà virtuale, la robotica, la microelettronica, la sensoristica e il software. L’integrazione delle tecnologie meccatroniche con i risultati delle conoscenze dell’industria meccatronica verso nuove applicazioni.
Il progetto intende sviluppare nuove tecnologie e metodologie abilitanti la HMI (Human Machine Interaction) edHCI (Human Computer Interaction) per gli operatori direttamente coinvolti nella produzione manifatturiera (settoredei trasporti), ideando strumenti basati su approcci non tradizionali di interazione, grazie all'introduzione del concettodi Sistema Informativo Visuale (in inglese Visual Information System).Le tecnologie VIS che si intendono sviluppare permetteranno da un lato di utilizzare e rendere disponibili per imodelli di ottimizzazione tutti i dati disponibili sul campo e dall'altro restituire le informazioni, quali ad esempio lesequenze di lavorazione, verso il sistema produttivo. Le tecnologie sviluppate saranno sperimentate attraverso l'esame in differenti contesti produttivi quali le linee diassemblaggio e sistemi di lavorazione per asportazione di truciolo. Al fine di ottimizzare l'interazione uomo-macchinaè molto importante comprendere la natura e il contenuto delle informazioni per determinare in quale modo essedevono essere comunicate all'operatore. Secondo quanto detto nella sezione precedente, le modalità attraverso le qualisi possono fornire dei contenuti di tipo:- contenuti grafici:-di tipo testo;-di tipo immagine 2D/3D;-di tipo video;- contenuti audio.A seconda di quello che si vuole comunicare si deve determinare la forma più opportuna che l'informazione deveavere per poter raggiungere in maniera efficiente l'operatore.Le tecniche VIS possono assicurare il sistema migliore di raggiungimento degli obiettivi della lean production. Oltrealla natura dei contenuti delle informazioni trasmesse è un'importante sfida consiste nel determinare anche il grado diintegrazione e contestualizzazione che tali contenuti, soprattutto quelli grafici, devono possedere. È questa la sfidatecnologica da affrontare nel progetto, ancora tutta da esplorare sia in termini di soluzioni applicative che di logiche dirappresentazione. Un'ultima questione da considerare è la dinamica che le informazioni trasmesse devono possedere.Si possono, infatti, avere contenuti virtuali statici, che saranno sempre gli stessi ogni qual volta si osservi undeterminato oggetto (ad esempio se si vuole visualizzare il nome di un utensile quando lo si osserva), oppuredinamici, che variano con l'evolvere dell'operazione che si sta eseguendo. Quest'ultima caratatteristica è la nuovafrontiera della gestione delle informazioni aziendali, che sempre di più rappresenterà nel futuro la flessibilità delcambiamento dei sistemi di produzione e le opportunità di reazione in tempo reale ai cambiamenti di mercato;frontiera questa che, dalla letteratura corrente, è ancora un punto di vulnerabilità dei sistemi lean.
Il principale scopo del progetto "eXperience at Work" è quello di supportare modelli organizzativi emergenti che richiedono la collaborazione di knowledge worker distribuiti geograficamente, spesso appartenenti ad imprese differenti e con competenze complementari. Attraverso i risultati del progetto X@Work si intende superare il modo di lavorare tradizionale basato su processi di lavoro predefiniti abilitando approcci più flessibili ed evolutivi che permettono a project leader di creare team di lavoro virtuali aggregando knowledge worker di differenti domini e varia provenienza geografica e gestire tali team per la durata dell'intero progetto. Obiettivo di X@Work è quello di creare un framework che metta insieme tecnologie esistenti e tecnologie sviluppate ad hoc per il progetto, al fine di costruire una serie di componenti elementari di supporto ad un ampio spettro di modelli organizzativi che facciano riferimento alla struttura per progetto e enfatizzino il ruolo del knowledge worker che collabora in team. Il progetto intende raggiungere due distinti risultati: uno di carattere generale coincidente con quella che definiremo piattaforma tecnologica orizzontale ed uno specifico del dominio aerospaziale, per il quale sarà necessario sviluppare delle componenti ad hoc che definiremo componenti verticali della piattaforma. In particolare il progetto:- intende sviluppare un framework di riferimento ed una piattaforma tecnologica orizzontale che possa adattarsi ad un ampio spettro di modelli organizzativi orientati al progetto, abilitando, attraverso una possibile istanza della piattaforma X@Work, l'interazione di differenti comunità con differenti necessità in termini di modellazione di processi e formalismi, differenti ambienti culturali, differenti contesti organizzativi e molteplici tecnologie abilitanti. contestualizzando la piattaforma orizzontale, intende sviluppare un dimostratore che permetta di verificare l'efficacia delle soluzioni ideate al settore dello sviluppo nuovo prodotto in ambito aerospaziale. Il settore sviluppo nuovo prodotto in ambito aerospaziale presenta delle caratteristiche in termini di complessità delle conoscenza correlata, interconnessione di tecnologie critiche e complessità di gestione dei processi di progettazione tali da risultare un test estremamente impegnativo per la piattaforma ed allo stesso tempo un modo per individuare immediatamente la validità delle scelte fatte a livello architetturale nella fase di implementazione della piattaforma orizzontale. Al fine di sviluppare una piattaforma che permetta il lavoro collaborativo a supporto dello sviluppo nuovo prodotto in ambito aerospaziale, sarà necessario individuare ed integrare tecnologie ad hoc, specifiche del settore aerospaziale, al fine di supportare un processo integrato di progettazione, che sfrutti a pieno le potenzialità del sistema di orchestrazione. I temi di ricerca che verranno sviluppati all'interno del progetto sono:- Evoluzione dei modelli organizzativi e piattaforme tecnologiche di supporto- Sistemi di orchestrazione del processo finalizzati allo sviluppo nuovo prodotto- Integrazione multidisciplinare- Simulazione dei processi di fabbricazione
L’azienda intende realizzare un investimento industriale finalizzato all’ampliamento e alla riorganizzazione degli spazi esistenti presso la sede operativa di Lecce; interventi necessari all’implementazione di nuove attività e al miglioramento dei servizi di consulenza, core business dell’azienda. Le attività di R&S previste sono focalizzate sui seguenti temi: analisi dello scenario di riferimento, metodi e tecniche per la Piattaforma integrata Puglia Digitale 2.0, prototipi dimostrativi per la Piattaforma integrata Puglia Digitale 2.0, innovazioni SaaS per la multicanalità Bancaria ed elaborazione del Case Study “Servizi Avanzati per le Imprese”.
Omnitech S.r.l. realizzerà un investimento industriale finalizzato al potenziamento dell’attività produttiva. I servizi che si andranno a erogare saranno caratterizzati da un alto grado di innovazione; in particolare, gli investimenti previsti consentiranno di offrire soluzioni in grado di assicurare la completa gestione degli aspetti di IT Security nelle fasi di progettazione, realizzazione ed erogazione di servizi informatici rivolti alle imprese ed enti pubblici. Le attività di R&S sono focalizzate sui seguenti temi: metodi e tecniche per la Piattaforma integrata Puglia Digitale 2.0, innovazioni SaaS per la gestione integrata della sicurezza ed elaborazione del Case Study “Servizi Avanzati per le Imprese”.
Il progetto ha come obiettivo lo sviluppo di un sistema-serra mento scorrevole a tutta vista ad alto contenuto tecnologico. La forte connotazione innovativa di tale sistema sarà caratterizzata dalle seguenti specifiche: 1. innovazione tecnologica di prodotto e processo per il settore di interesse: introduzione di un sistema scorrevole che racchiude in un unico prodotto per la prima volta soluzioni tecnologiche avanzate in ambito prestazionale, di design e di automazione/movimentazione e chiusura; 2. Risparmio Energetico e massimizzazione del comfort ambientale interno nell 'ambito edilizio: il progetto prevede lo studio di soluzioni finalizzate all'ottimizzazione delle prestazioni energetiche mediante la gestione controllata dei flussi termici che il sistema è in grado di produrre. Le soluzioni individuate mirano a realizzare un sistema serramento " attivo" attraverso la produzione energetica oppure attraverso la gestione dello scambio termico tra gli ambienti interni ed esterni, migliorando al contempo il comfort ambientale interno all'edificio. 3. Semplicità di utilizzo da parte dell'utilizzatore finale: il progetto prevede l'adozione di soluzioni di apertura/chiusura, sicurezza e movimentazione innovative nell'ambito dell'home automation. E' previsto infatti lo studio di soluzioni basate su forze elettromagnetiche. Si tratterebbe in tal caso di innovazione assoluta nell'ambito del settore del serramento.
L’obiettivo finale del progetto CPBI è proprio quello di creare un collegamento diretto, concettuale e funzionale, fra i sistemi a supporto dei processi operativi (e.g. ERP, CRM, PLM) e quelli di supporto ai processi di innovazione (Idea Management Systems), facendo in modo che ogni lavoratore sia incluso nei processi di gestione e valorizzazione delle idee anche attraverso gli strumenti che usa quotidianamente. Tali strumenti favoriranno e supporteranno le strategie di innovazione a livello di Virtual Enterprise, mettendo in rete le capacità inventive e creative delle aziende e promuovendo la collaborazione per l’identificazione e lo sfruttamento di nuove opportunità di business.
In una visione dello sviluppo sociale ed economico del territorio che vede la cultura e i Beni Culturali alla radice della catena del valore, obiettivo generale del progetto è quello di contribuire a definire un quadro di condizioni abilitanti tale sviluppo. Il progetto, attraverso attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, punta a sviluppare eccellenze operative su tecniche e tecnologie da parte delle PMI attive sul territorio, attuando un approccio multidisciplinare e multisettoriale, garantito dal contributo degli organismi di ricerca coinvolti. Lo sviluppo di relazioni strutturate tra le PMI e il mondo della ricerca garantirà, insieme ad un forte orientamento alle opportunità di mercato, la sostenibilità del progetto nel tempo. Il progetto punta a innovare i processi e i prodotti legati a particolari percorsi della tutela e valorizzazione dei Beni Culturali, attraverso specifiche attività di ricerca finalizzate alla acquisizione di conoscenze specialistiche e alla loro sperimentazione.
Scopo della proposta è l’implementazione di un velivolo ultraleggero monomotore biposto in tandem interamente realizzato in materiale composito e progettato in conformità alle normative europee JAR- VLA (Join Aviation Requirements-Very Light Aircraft). Il velivolo è destinato per l’addestramento primario, turismo, sport e ricreazione attiva. Attrezzato con apparecchiatura adeguata potrà essere utilizzato dai servizi (civili o militari) di controllo del territorio (incubazione incendi, inquinamento, ecc.) e di protezione civile e di polizia in genere, di distribuzione postale e/o medicinali in zone impervie, desertiche o forestali, di agricoltura. Il velivolo oggetto di implementazione rappresenterà il primo velivolo ultraleggero di categoria VLA in grado di consentire una velocità di crociera fino a 300 km/h e comprenderà essenzialmente i seguenti componenti: • fusoliera ed ali completamente realizzate in fibra di carbonio; • meccaniche per la movimentazione; • impiantistica elettrica ed avionica; • motore.
Obiettivo generale del progetto è lo studio, la progettazione, lo sviluppo, la sperimentazione e la divulgazione di una piattaforma tecnologica di erogazione innovativa di servizi di gestione infrastrutture di “Information Technologies” e relative applicazioni di business. La piattaforma "ITSM aoNet" ha l'obiettivo di supportare l'intero ciclo di vita dei servizi di IT management, in una ottica di IT Governance guidata dal framework di best practice ITIL, definite dall'Office of Government Commerce del Regno Unito, che si sono affermate a livello internazionale tanto da essere state adottate come punto di riferimento dalle norme ISO/El C 20000 specializzate per i servizi IT. In questa ottica, l'elemento innovativo caratterizzante riguarda l'ampliamento del punto di osservazione dei processi IT, non più tradizionalmente organizzati per comparti tecnologici a se stanti ("silos"), ma organizzati e interrelati all'interno di un processo globale di Ciclo di Vita dei servizi IT, e misurati in termini di fattori di miglioramento del core business del consumatore dei servizi. Questa nuova vista di servizi e processi IT sarà perseguita coniugando il dispiegamento funzionale delle tecnologie open source di ITSM, allo stato dell'arte, con i moderni paradigmi di fruizione utente in un ambiente web collaborativo: Cloud Computing, Social Media, Mobility.
Il progetto mira a sviluppare e sperimentare tecnologie, denominate Lean Software Development, che rendano possibile l'ottimizzazione dei processi di sviluppo del software indipendentemente dalla specificità del processo software in uso. Tai tecnologie consentiranno di affiancare al processo di sviluppo del software normalmente utilizzato in una impresa, un processo detto "monitore", integrato in un ciclo di miglioramento continuo, capace di ridurre gli sprechi, ottimizzare la capacità e le risorse produttive, e accrescere il valore del processo di sviluppo in uso.
Il progetto intende sviluppare nuove tecnologie non distruttive e a bassa invasività per la diagnostica, rinforzo e monitoraggio (tramite dispositivi smart) di strutture in muratura di particolare pregio storico-architettonico, nel rispetto degli stringenti requisiti di tutela che le caratterizzano. Nel corso della fase di ricerca industriale si studieranno tecnologie, dispositivi e tecniche innovativi, mentre, nella fase di sviluppo sperimentale, si ottimizzeranno i risultati dell'attività di ricerca industriale e se ne redigeranno le linee guida per l'utilizzo, al fine di realizzare dei prototipi funzionali, che siano dimostratori di prodotti potenzialmente sViluppabili a livello commerciale.
Obiettivo generale del Progetto è di sviluppare nuovi materiali e sistemi costruttivi eco-sostenibili per l'involucro edilizio, basati sull'utilizzo di materiali innovativi e da riciclo e orientati a favorire il contenimento dei consumi energetici negli edifici. Le attività di R&S per la messa a punto dei materiali e dei sistemi saranno condotte nel lo spirito del nuovo Regolamento Europeo per i prodotti da costruzione (CPR - Construction Products Regulation N. 305/2011) e nel rispetto del settimo requisito introdotto, ovvero: l'uso sosten ibile delle risorse naturali.
Obiettivo del progetto è la realizzazione di un impianto pilota di incenerimento a bassa temperatura (con processo di dissociazione molecolare a bassa temperatura-pirolisi) con possibilità di recupero di energia termica. L‘attività prevede la realizzazione di un prototipo perfettamente funzionante e la verifica delle effettive caratteristiche tecniche previste al fine di poter produrre da tale impianto-base dei modelli di dimensioni diverse in relazione alle richieste del mercato. In ultimo si procederà all'omologazione dell'impianto da parte del Ministero dell'Ambiente ed alla brevettazione internazionale ove necessario.
Il progetto mira a definire e realizzare una piattaforma di "ambient intelligence" dotata di tecnologia pervasiva utile per fornire supporto, assistenza e servizi ai soggetti con carenze di autosufficienza. Ogni elemento disposto nell’ambiente costituirà un nodo di rete in grado di trasferire informazioni ad un sistema di monitoraggio e controllo che, tramite algoritmi previsionali, adeguerà la risposta dell’ambiente in funzione del contesto percepito e delle esigenze del soggetto.
Il progetto NEXMEDIA mira ad introdurre due metodiche innovative rispettivamente nel campo della interventistica mini-invasiva (sistemi di navigazione per radiologia e chirurgia) e della manipolazione e dosaggio automatizzato dei farmaci per cure oncologiche. I due obiettivi di progetto comprendono attività di studio e concezione, realizzazione di due dimostratori ed attività di sperimentazione e validazione dei dimostratori. Per quanto attiene l'ORi verrà realizzato un sistema di navigazione percutaneo in grado di operare in assenza di sistema tomografico, mediante utilizzo di sistemi di tracking multi source
PROMETEOS intende intervenire nel settore della diagnostica e conservazione del patrimonio costruito sia di valore culturale, che dell’edilizia più qualificata, attraverso un lavoro specifico su quattro Obiettivi Realizzativi, caratterizzati da azioni di sviluppo sperimentale e ricerca industriale. Il Progetto mira a sviluppare e realizzare nuove procedure, prodotti, metodologie e strumenti nel campo della diagnostica e conservazione del patrimonio costruito preesistente.
Il progetto RENDEZ VOUS verte sulla progettazione e sperimentazione di un sistema per il monitoraggio in tempo reale di parametri fluidodinamici, relativi ad un profilo alare, per mezzo di sensori incorporati nella struttura e controllati con una innovativa Wireless Sensor Network (WSN) operante in banda ultralarga con radio ad impulsi.
L’obiettivo di progetto è l’ottenimento di uno studio di fattibilità, layout e progettazione (dimostratore) di un sistema che permetta di elevare la sicurezza operativa e l’efficienza nelle procedure di bonifica di aree ad alto rischio, tramite l’utilizzo di specifica tecnologia per la rilevazione e la segnalazione di ordigni ed oggetti pericolosi.
L’e-learning, cioè la formazione supportata dalle tecnologie informatiche e di comunicazione, rappresenta una delle possibili risposte alle difficoltà di accesso alla formazione tradizionale da parte di varie categorie di soggetti. Tali tecnologie infatti contribuiscono in maniera determinante alla riduzione di numerosi gap: la distanza geografica, lo spostamento fisico, la barriera linguistica, i vincoli di orario, e così via. L’obiettivo finale ha come oggetto una proposta di innovazione riguardante l’azienda proponente in termini di trasferimento tecnologico da processo\prodotto di formazione tradizionale a processo\prodotto di formazione in modalità e-learning. In tal senso l’innovazione punta ad ampliare l’offerta tecnologica nel settore e-learning con l’obiettivo di offrire un servizio per l’erogazione di formazione che possa in maniera semplice, aumentare la competitività delle piccole imprese rispetto alle possibilità legata alla formazione tradizionale. Il fattore abilitante del presente progetto è quello di puntare su uno sviluppo collaborativo basato sull’economia di rete tra i componenti uniti in ATS. Gli output del lavoro di ricerca saranno rappresentati da: una piattaforma software che sia in grado di supportare l’ATS nella progettazione, la realizzazione e produzione, ed infine l’erogazione dei corsi di e-learning la messa a punto di linee guida per la conversione di attività di formazione tradizionale in attività di formazione a distanza lo studio e sviluppo di un middleware di griglie computazionali in grado di supportare l’interoperabilità fra i partner le specifiche dell’ hardware per l’implementazione di quanto descritto secondo i criteri delle griglie computazionali
I partner dell'ATS PV_TEST collaborano con l'idea di raggiungere obiettivi finali complementari ma di natura corrispondente alle aree di interesse: l'uno, la Geatecno srl, di incremento delle capacità di business (nuovi servizi alle utenze, maggiore credibilità verso la clientela, bassi costi di manutenzione, riduzione dei contenziosi, etc.); l'altro, il Centro Laser scsarl, di incremento di conoscenza e di skillness nel produrre servizi di ricerca di alto livello. Geatecno srl, capofila, intende procedere a una verifica sul campo delle prestazioni reali dei singoli moduli fotovoltaici e degli impianti di produzione di energia elettrica fotovoltaica che installa e alla creazione di un database prestazionale in grado fornire i dati sulla base dei quali predire con estrema accuratezza le prestazioni degli stessi impianti in dipendenza delle condizioni reali di esercizio. Il Centro Laser scarl, Organismo di ricerca privato, intende verificare la fattibilità tecnologica e sviluppare un'attività progettuale per l'utilizzo di illuminatori a led per il testing di singoli moduli fotovoltaici.
Il progetto mira a sviluppare ed immettere sul mercato un sistema innovativo di chiusura verticale opaca volto a rappresentare un nuovo sistema costruttivo che riesca a proporsi come risposta efficace alla riduzione dei consumi energetici, al miglioramento delle prestazioni acustiche e all'ottimizzazione del comportamento statico, adoperando materiali e processi di produzione esclusivamente sostenibili. Il sistema di chiusura verticale opaca, portante e/o portato, ad elevate prestazioni meccaniche, termoigrometriche e acustiche sarà costituito da un sistema prefabbricato, con due pannelli collegati trasversalmente, a formare un'intercapedine, in cui verrà predisposta l'armatura in stabilimento e eseguito il getto di completamento in opera. Il completamento potrà prevedere l'impiego anche di materiali innovativi da sottoporre a studio sperimentale. Il sistema sarà c0ompletato, mediante isolamento esterno e interno con pannelli in materiale ecocompatibile, anche sperimentando l'uso di terra cruda alleggerita e stabilizzata.
Obiettivo principale del presente progetto è la realizzazione di un prototipo di un sistema di propulsione elettrica a bassa potenza (100-200 W) per missioni spaziali in orbita bassa (Low Earth Orbit, 160km<LEO<2000km) per: osservazione della Terra, telecomunicazioni, missioni scientifiche e micro-satelliti. Il sistema sarà basato su un motore ad effetto Hall di bassa potenza (100 W). Tra i vari tipi di propulsori elettrici, il motore ad effetto Hall (Hall Effect Thruster, HET) è quello più adatto ad applicazioni in orbita terrestre, soprattutto a causa del miglior rapporto spinta/potenza, ma anche per il costo ricorrente più contenuto e la maggiore flessibilità operativa. Saranno in particolare sviluppati i sottosistemi di alimentazione elettrica, di alimentazione fluidica e di controllo, che, integrati tra di loro e con un motore HET costituiranno il prototipo di sistema di propulsione completo.
Il contesto in cui si intende operare è quello dell’industria dei contenuti, realtà nella quale i rapidi e costanti cambiamenti e le mutate esigenze del mercato impongono anche ai service di rivedere il loro tradizionale modello di business, avvalendosi dell’importante sostegno di qualificati enti di ricerca, per offrire nuove tipologie di prodotti e di servizi. Il progetto nasce da tre obiettivi di ricerca e sviluppo, strettamente connessi fra loro: - offrire all’industria editoriale soluzioni utili ad una rinnovata gestione dei contenuti esistenti, destinati originariamente a essere diffusi unicamente a mezzo stampa; - ideare e realizzare un prototipo di prodotto editoriale innovativo che sfrutti le potenzialità derivanti da una base dati strutturata, consenta la riaggregazione e l’integrazione di contenuti testuali e multimediali e rappresenti un modello di prodotto flessibile e personalizzabile in base alle esigenze dell’utente; - progettare e realizzare una piattaforma di erogazione che consenta di interrogare la base dati, ideare prodotti personalizzati, realizzarti in modalità semplificata e renderli disponibili all’utente. Tale architettura potrebbe rappresentare per le industrie editoriali un modello a partire dal quale ipotizzare nuove strategie di business per gestire in maniera diversa il proprio catalogo ed erogare contenuti integrati innovativi.
Le "metodologie agili" stanno rivoluzionando profondamente i classici processi di sviluppo del sofiware, puntando su leve strategiche come la comunicazione estrema tra i membri nei gruppi di sviluppo, il coinvolgimento continuo ed empatico del cliente, la flessibilità ad ogni costo. La proposta attuale allora, preso atto che i "metodi agili" sono oggi disponibili solo per progetti allo stato di partenza, vuole sviluppare una metodologia per progetti "in itinere", valida per le imprese del Distretto Regionale dell'informatica, che consenta di: ridurre il "time-to-market"; ridurre i costi di progettazione, sviluppo e manutenzione; ridurre i costi marginali di "upgrade"; riduzione del numero degli errori, migliorare le prestazioni dei gruppi di lavoro
Il progetto si pone l'obiettivo di mettere a punto un servizio integrato prototipale finalizzato al recupero di suoli agrari degradati (a causa di impoverimento di sostanza organica, di contaminazione da idrocarburi, ..).
Obiettivo del progetto è quello di concepire, sviluppare e sperimentare sul campo un'infrastruttura di "social networking", basata su tecniche di ontologia semantica e "knowledge management", che consentirà di: a) creare una rete di esperienze e conoscenze attraverso la quale condividere i dati clinici e favorire le sinergie fra i diversi livelli assistenziali (ambulatori ospedalieri, distretti socio-sanitari, studi di medicina generale) b) supportare il personale medico e paramedico nella diagnostica e nel monitoraggio del paziente (anche a distanza) c) permettere l'educazione del paziente ad uno stile di vita consono allo stato di salute in cui versa d) permettere la formazione del personale medico e paramedico relativamente alle procedure di diagnosi, agli interventi terapeutici e al follow-up dei pazienti sia in modo “situato” ovvero durante lo svolgimento delle attività lavorative che in momenti appositamente dedicati alla formazione.
ATTIVITÀ DI RICERCA E SVILUPPO AL FINE DI RILEVARE E STUDIARE LE PROPRIETÀ MORFOLOGICHE, REFRATTIVE E DI STABILITÀ DELLA CORNEA
PRODUZIONE DI UNA VALVOLA DIGITALE PER BOMBOLE IMPIEGATE PER L’OSSIGENOTERAPIA CON SISTEMA DI RIDUZIONE DELLA PRESSIONE E DOTATO DI MANOMETRO ELETTRONICO E LETTORE DIGITALE DEL GAS RESIDUO
PROGETTAZIONE E REALIZZAZIONE DI MACCHINE E IMPIANTI PER L'INDUSTRIA ORTOFRUTTICOLA CON PARTICOLARE RIGUARDO AL SETTORE DEL DRYING.
SISTEMI DI TRATTAMENTO ACQUE (IMPIANTI DI DISSALAZIONE A OSMOSI INVERSA CON RECUPERO ENERGETICO, SISTEMI DI RICOMPRESSIONE MECCANICA DEL VAPORE PER IL TRATTAMENTO DELLE ACQUE INDUSTRIALI)
ACQUISTO DI UN MAGAZZINO AUTOMATICO PER BARRE E ATTIVITÀ DI RICERCA INDUSTRIALE PER IL SUPPORTO ALLA REALIZZAZIONE DI MODELLI DI OTTIMIZZAZIONE CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLE FASI DI SELEZIONE E VALUTAZIONE DEI PROPRI FORNITORI, DI LOGISTICA INTERNA E DI LOGISTICA ESTERNA
SEVARA PERMETTERÀ CON RACCOLTA-INTERPRETAZIONE DATI (SATELLITI, OSSERV.A TERRA, SENSORI,CARTOGRAFIA RISCHI, INTERPRETAZIONE AI, WEB SPIDERING E SOCIAL NETWORK MONITORING) DI VALUTARE RISCHI AMBIENTALI
REALIZZAZIONE DI UNA NUOVA UNITÀ PRODUTTIVA PER LA PRODUZIONE DI COMPONENTI AEROSPAZIALI MEDIANTE L’UTILIZZO DELLA MANIFATTURA METALLICA ADDITIVA (AM) CON TECNOLOGIA SELECTIVE LASER MELTING (SLM).
PRODUZIONE CALZATURE ANTINFORTUNISTICHE NON IN GOMMA
Come è noto, l'applicazione congiunta delle tecnologie dell'informazione, delle strategie di web marketing e la definizione di adeguate strategie aziendali è diventata una pratica comune in tutte le aziende. L'uso di sistemi matematici e informatici quali strumenti per la pianificazione e lo studio delle dinamiche della comunicazione all'interno del mercato di riferimento e per verificare l'accettazione dei prodotti nel mercato è divenuto un elemento di base nella pianificazione delle attività atte al posizionamento nel mercato di riferimento. Un tale approccio può di essere utilizzato per la promozione e valorizzazione dei prodotti tipici (i.e. prodotti della filiera cerasicola). L'utilizzo di tali tecniche potrebbe migliorare notevolmente l'approccio che le imprese hanno con il mercato spingendo loro ad analizzare e migliorare l'efficienza delle loro strategie di business, in questo caso collegando il tutto alla qualità e tracciabilità del prodotto stesso. Sul versante normativo, è importante prendere in considerazione il Regolamento CE/178/2002 che definisce la tracciabilità come la possibilità di ricostruire tutte le fasi di produzione e trasformazione di cibo, mangimi e ingredienti arrivando fino alla distribuzione. Inoltre, è importante considerare la normativa ISO 8402, dove la tracciabilità è definita come la capacità di tracciare la storia o la posizione di un prodotto per mezzo di idonei strumento di identificazione; l'applicazione di tali normative implica necessariamente lo sviluppo di idonei strumenti informativi circa tutto il ciclo di vita di un prodotto alimentare, secondo lo schema "dalla fattoria o il mare alla tavola". Applicato tale paradigma all’agricoltura (e in questo caso alla filiera cerasicola) la tracciabilità si riferisce in maniera preponderante alla raccolta, documentazione, aggiornamento delle informazioni relative a tutti i processi facenti parti della catena di produzione, in modo da fornire garanzie per il consumatore e alle altre parti interessate sull'origine, e storia di un prodotto (in questo caso la ciliegia), nonché fornire elementi utili all’assistenza nella gestione di una eventuale crisi derivante da una violazione degli standard di sicurezza e di qualità. In relazione al prodotto in questione, la tracciabilità rappresenta la capacità di identificare il luogo di coltivazione, metodologie ed elementi usati nella coltivazione stessa, così come la capacità di condurre un monitoraggio costante per determinare la posizione specifica del prodotto lungo la costante della catena di produzione. Una tale impostazione permette di verificare la trasparenza della filiera attraverso l'utilizzo di registrazioni (records) verificabili e dimostrabili ed una etichettatura specifica. La tracciabilità permette di addurre un valore aggiunto al sistema di gestione della qualità nella sua interezza, fornendo uno strumento di comunicazione per l'identificazione e la verifica del prodotto, permettendo altresì di isolare un prodotto in caso di non conformità alle norme stabilite e alle aspettative dei clienti. Il progetto si baserà pertanto sullo sviluppo di un hub della conoscenza (definito K-Hub) quale strumento ITC in grado di fornire vantaggi su scala comparativa in termini di tracciabilità e sicurezza ai fini del marketing del prodotto, anche attraverso l'inclusione di sistemi UDM (gestione dei dati non strutturati). L’utilizzo di tali sistemi permette di coordinare una serie di informazioni a livello di BIG DATA, migliorando l’interazione e la strutturazione stessa dell’informazione in entrata e in uscita. Pertanto, un K-Hub è un database strutturato che può includere tutte le informazioni pertinenti in base ai diversi elementi individuati al fine di: - Raccogliere informazioni relative a tracciabilità e sicurezza dei prodotti; - Classificare le informazioni in modo univoco; - Favorire la messa in contatto tra i produttori e gli utilizzatori finali (i.e. il mercato di riferimento nella sua interezza); - Semplificare il sistema di tracciabilità dei prodotti; - Promuovere la qualità dei prodotti; - Promuovere modelli alimentari sani, basati sulla qualità e la tracciabilità dei prodotti stessi. La piattaforma sarà strutturata pertanto al fine di implementare le seguenti funzioni: - Gestione della piattaforma : un sistema per raccogliere, classificare e disseminare informazioni rilevanti da e per i produttori e da e per gli utenti finali (i.e. mercato di riferimento), sviluppando uno specifico know how per quanto riguarda il processo di produzione e di customer relationship management; - Sviluppare uno strumento specifico di riferimento per la gestione innovativa delle aziende agroalimentari (PMI e microimprese, partendo dalla filiera cerasicola), al fine di massimizzare gli elementi di tracciabilità, gestione dell’impatto ambientale delle produzioni, attività di marketing specializzate, strategie di comunicazione. Sulla base di questo, il progetto prevede l’utilizzo di modelli e sistemi matematico-statistici, atti alla classificazione dei dati, in quanto tali modelli possono essere utilizzati ed adattati attraverso delle funzioni discriminanti lineari, atte a separare le classi di dati. Anche sulla base di questo il progetto si propone altresì di applicare una serie di modelli per la classificazione di una serie di aziende del settore cerasicolo, al fine di determinare quali caratteristiche sono più remunerative dal punto di vista delle strategie di comunicazione e di mercato da implementare. Questo lavoro è reso possibile dall'uso di un software progettato specificamente per il prodotto selezionato, il quale esamina gli aspetti specifici della vita aziendale; la piattaforma ITC permetterà anche una efficace comunicazione tra tali aziende ed il mercato, consentendo così di migliorare la strategia di comunicazione relativa alla qualità e alla tracciabilità del prodotto.
Nel contesto appena descritto, la presente proposta progettuale ha l'obiettivo di sviluppare, mettere a punto e sperimentare un innovativo sistema per il monitoraggio continuo ed in tempo reale del contenuto d'acqua nel terreno. Tale sistema, interfacciandosi con i sistemi di irrigazione, sarebbe in grado di attivare/disattivare automaticamente gli irroratori, in funzione del contenuto idrico rilevato nel terreno, consentendo inoltre di settorializzare l'irrigazione solo alle "zone" che nella coltivazione monitorato hanno bisogno d'acqua. L'idea alla base del progetto è quella di sviluppare un sistema basato su una tecnica di indagine elettromagnetica, la riflettometria nel dominio del tempo (time domain reflectometry, TDR), per la misura del contenuto idrico del terreno. Attraverso questa tecnica ed opportune sonde posizionate nel terreno da monitorare, sarà possibile controllare il contenuto d'acqua rilasciato alle singole piante determinando quindi il fabbisogno "reale" delle piante. Quando l'umidità rilevata nel suolo scende al di sotto di una "soglia di allarme", il sistema aziona automaticamente i meccanismi di irrigazione, in modalità totale o parziale. Analogamente, nel caso di eccessivo contenuto d'acqua nel terreno (ad esempio, derivante anche da piogge o altro), il sistema allerta l'operatore in modo da disattivare o settorializzare l'irrigazione. Come descritto nel seguito, le sonde che si prevede di utilizzare sono a bassissimo costo, ri-utilizzabili e direttamente impiantabili nel terreno. Le sonde verrebbero posizionate nel terreno, e sarebbero in grado di fornire un profilo continuo del contenuto d'acqua in prossimità delle radici delle piante, controllandone il fabbisogno irriguo. La tecnica TDR sfrutta la propagazione e la riflessione di opportuni segnali a microonde attraverso le sonde disposte nel terreno. Questa tecnica è adattabile alle specifiche necessità applicative, ha costi di implementazione molto contenuti, fornisce misure accurate, ed offre la possibilità di gestione ed interrogazione da remoto. Inoltre, un singolo strumento di misura TDR (interfacciata ad un PC) può gestire innumerevoli sonde posizionate in diversi punti del terreno, riducendo i costi implementativi del sistema. Il sistema di monitoraggio TDR comprenderà tre elementi cruciali: 1) Sonde: come si evince dalla Fig. 1, le sonde saranno disposte nel terreno in prossimità delle radici, in modo da coprire l'intera piantagione e potranno "seguire il percorso" dato alla coltivazione, senza interruzioni. In pratica, sarà come se ogni "pezzetto lineare" di sonda monitorasse uno specifico tratto di terreno. Pertanto, sarà possibile ricostruire automaticamente ed in tempo reale il profilo del fabbisogno idrico della piantagione; sarà possibile, pertanto, attivare automaticamente le elettrovalvole in modo da parzializzare l'irrigazione e renderla disponibile solo ove necessaria. Infatti, per un corretto monitoraggio in situ è conveniente avere la possibilità di monitorare più campioni di terreno, poiché la rapidità di evaporazione dell'acqua potrebbe non essere omogenea su tutta la superficie del terreno a causa della presenza di ostacoli all'illuminazione solare (alberi, edifici, ecc) o a causa della disomogeneità del terreno. Si precisa che le sonde non richiederanno specifica alimentazione o batterie. 2) Strumento per misure TDR: questo strumento genera un segnale elettromagnetico a bassissima potenza che viene fatto propagare attraverso le sonde disposte nel terreno. Parte del segnale elettromagnetico sarà riflesso verso lo strumento stesso, che lo acquisisce ed invia i dati ad un computer in cui è installato un software di elaborazione/gestione. 3) Software di elaborazione/ gestione: il software acquisirà i dati di misura e calcolerà, in tempo reale, il contenuto di acqua del terreno. Il software sarà user-friendly e l'elaborazione eseguita dal software sarà fatta automaticamente, sarà veloce, basata su algoritmi che dovranno essere appositamente implementati (basati sperimentali). Il software permetterà dì impostare le soglie di umidità di intervento o differenziate in funzione di differenti esigenze delle colture o soglie di allarme in funzione del verificarsi di eventi imprevedibili (es., interruzione della fornitura di energia elettrica); a ciascuno di questi eventi può essere associata una specifica azione volta a minimizzare il rischio sulle colture (ad esempio, un invio in automatico di messaggio telefonico in caso di interruzione di corrente). I dati acquisiti potranno anche essere trasferiti in modalità wireless ed essere resi disponibili in rete (sviluppando un'apposita applicazione web) e, quindi, consultabili Online da remoto. Le Azioni del progetto prevedono un'intensa attività di ricerca (soprattutto per la progettazione delle sonde e per associare le misure TDR al contenuto idrico dei diversi tipi di terreno) e di sperimentazione sul campo. Quest'ultima sarà condotta presso un campo prova che sarà realizzato nelle strutture agricole dell'Università del Salento ed interne al campus. Il progetto prevede il coinvolgimento dell'azienda spin-off MoniTech che metterà a disposizione del progetto l'uso della propria tecnologia (patent pending) inerente all'utilizzo della tecnica TDR per l'individuazione di perdite in condotte interrate: i connotati di questa tecnologia la rendono "trasferibile" alle applicazioni di monitoraggio del presente progetto e, pertanto, è funzionale alle attività dì ricerca e sperimentazione del progetto SCOPRI.
Il progetto propone il reimpiego e la valorizzazione a scopo agroenergetico ed agronomico della sansa vergine denocciolata, nuovo sottoprodotto del processo di estrazione degli oli vergini di oliva ottenuta impiegando un decanter di ultima generazione. La prima forma di valorizzazione proposta è la digestione anaerobica, affrontando la questione dello smaltimento in termini innovativi di “valorizzazione delle risorse”. La digestione anaerobica produce un biocombustibile nobile (biogas/biometano), costituito principalmente da metano e anidride carbonica, ottimale per la conversione in energia elettrica. La percentuale di metano varia a seconda del tipo di sostanza organica digerita e delle condizioni di processo, da un minimo del 50% fino all’80% circa. L’elemento di base che influenza maggiormente gli studi di fattibilità per la realizzazione di un impianto di digestione anaerobica è la conoscenza del Potenziale Metanigeno o BMP (Biochemical Methane Potential). Questo parametro riferisce la quantità di biogas/metano potenzialmente ottenibile dalla degradazione di una biomassa, ed è espresso come Nm3/kg SV (normal metri cubi di biogas o metano per kg di solidi volatili). La sansa “integrale” presenta un valore basso del BMP (182,8 Nm3 CH4/t SV) dovuto alla lignina, componente difficilmente degradabile. Al contrario, la sansa vergine denocciolata rappresenterebbe una nuova matrice, a basso tasso di lignina, con potenziale attitudine alla produzione di biogas, ancora da caratterizzare ed utilizzare nel processo di digestione anaerobica. Il biogas, ottenuto da sansa vergine denocciolata opportunamente miscelata ad altre matrici scelte attraverso un piano di prove pilota, potrà essere utilizzato per la generazione di energia elettrica da reimpiegare direttamente in frantoio. A tal proposito si propone l’adozione di un cogeneratore, costituito da un motore a combustione interna (ciclo otto) per la produzione di energia elettrica, da utilizzarsi sul posto, e per la produzione di energia termica per il riscaldamento dei digestori e degli altri impianti di frantoio. L’idea che nel prossimo futuro ogni frantoio si renda energeticamente autosufficiente, attraverso la valorizzazione dei sottoprodotti, rappresenta un primo passo verso la riduzione del potenziale inquinante del processo e dell’impronta di carbonio del prodotto. Un’analisi di sostenibilità ambientale ed economica sarà condotta per lo sviluppo di “filiere corte” in grado di ridurre il consumo di “grey energy” associato alle fasi di trasporto delle matrici. La seconda forma di valorizzazione proposta prevede l’impiego della sansa vergine denocciolata e del suo digestato anaerobio, ottenuto dalla prima fase progettuale, come materiale ammendante e pacciamante in oliveti intensivi per la produzione di olio. La sansa vergine denocciolata, e quindi il suo digestato, non contengono metalli pesanti, inquinanti tossici od organismi patogeni e sono costituite da sostanza organica stabile, con un buon contenuto di macronutritivi. Sarà effettuata una sperimentazione di campo mirata a verificare che il loro impiego non dia luogo a emissioni e/o a impatti ambientali qualitativamente e quantitativamente diversi da quelli autorizzati. Saranno inoltre definiti i requisiti (merceologici, di qualità ambientale e valore di scambio di mercato) e le caratteristiche di tale “sottoprodotto innovativo” utili ad escludere la sua collocazione tra i “rifiuti” e quindi fuori dal contesto della disciplina della parte quarta del Testo Unico Ambientale. Contestualmente sarà messo a punto un sistema per la meccanizzazione completa dell’operazione di spargimento della matrice solida in un oliveto attraverso l’adeguamento e l’ottimizzazione di macchine destinate ad altri usi agricoli (spandiconcime, spandiletame). Sarà inoltre valutata la possibilità di incrementare la stabilità del sottoprodotto riducendone l’umidità iniziale per “ripasso” in un secondo decanter opportunamente ottimizzato sulle caratteristiche reologiche della matrice. Nell’arco dei due anni di sperimentazione agronomica sarà valutato l’effetto dello spandimento in campo della sansa denocciolata, interrata (scopo ammendante) e poggiata sul terreno (scopo pacciamante) attraverso la misura dei principali parametri ecofisiologi, biometrici e produttivi dell’oliveto, nonché l’influenza sulla qualità dell’olio estratto, attraverso metodologia di analisi di laboratorio tradizionali ed innovative.
Nel processo di estrazione olearia un importante punto critico di processo è rappresentato dalla fase di gramolazione, come confermato da numerosi studi svolti da diversi gruppi di ricerca nazionali ed internazionali. La gramolazione ha lo scopo, per azione meccanica e biochimica, di: · incrementare la rottura dei vacuoli cellulari contenenti l’olio dalla pasta, per mezzo del rimescolamento e dell’azione degli enzimi presenti nell’oliva; · consentire il fenomeno della coalescenza dell’olio; · determinare la diminuzione della viscosità della pasta; · consentire la formazione dei composti volatili. La poco corretta gestione della fase può comportare, però tutta una serie di aspetti negativi: · innesco di reazioni ossidative che peggiorano la qualità dell’olio; · peggioramento del gusto (es. difetto di riscaldo) · perdita di sostanze volatili · incremento dell’ossidazione · perdita dei componenti minori. A questi aspetti negativi se ne aggiungono altri legati alla discontinuità della fase, che rende discontinuo il lavoro delle centrifughe poste a valle ed alla loro notevole ingombro. È stato calcolato che mediamente le gramole utilizzano circa il 40% dello spazio totale occupato dagli impianti in un oleificio. Lo scopo della presente ricerca è di mettere a punto ed introdurre un nuovo sistema di condizionamento delle paste di olive, post-frangitura, nel ciclo di estrazione dell’olio, in grado di sostituire in toto le macchine gramolatrici, rendendo il processo continuo e riducendo a pochi minuti il passaggio della pasta dal frangitore alle centrifughe poste a valle. Le camere riverberanti (CR) alle microonde costituiscono, da qualche anno, il nuovo traguardo scientifico di utilizzazione dell’energia elettromagnetica nel settore agro-alimentare. Si basano sul riscaldamento dielettrico, dovuto al rapidissimo movimento vibrazionale delle molecole dipolari (in particolare di quelle dell’acqua, ma sono interessati anche lipidi, proteine e zuccheri) indotto dal campo magnetico alternato. Le microonde, nei processi alimentari, sono utilizzate per operazioni come cottura, essiccamento, pastorizzazione e sterilizzazione. Si pensi all’azione delle microonde nella disinfestazione di derrate alimentari di vario genere come legumi, cereali, semi in genere, etc.. Un recente studio riguardante l’uso delle tecnologia a microonde in campo alimentare, è quello condotto sulla estrazione dell’olio dalle nocciole. Il riscaldamento a microonde provoca la disgregazione del materiale, la rottura della membrana della cellula, migliorando l’efficienza di estrazione. Tuttavia applicazioni nel settore olivicolo ed in particolare alla pasta di olive per l’estrazione dell’olio, non sono state ancora sperimentate. Basandosi su questi presupposti scientifici, il presente progetto di ricerca intende esplorare come l’applicazione delle microonde alla fase di estrazione olearia della pasta di olive, può rendere l’intero processo di lavorazione delle olive più efficiente e competitivo. L’attività di studio si baserà su una prima fase di indagine di laboratorio per valutare come tale matrice alimentare, la pasta olearia, sottoposta a trattamento con microonde si trasforma in maniera da consentire una più veloce separazione ed estrazione dell’olio. Si partirà da incoraggianti e significativi risultati ottenuti dall’UNIFG sulla base di preliminari prove realizzate in laboratorio ed in frantoio, che però hanno necessità di essere approfondite, replicate, e confermate, prima di procedere con la successiva fase di progettazione del prototipo. Il dimensionamento e la progettazione dell’impianto prototipale a microonde terrà conto del fatto che il prototipo dovrà essere inserito all’interno di un impianto continuo di estrazione olearia. La macchina sarà dimensionata in modo tale da poter avere una portata di lavoro adeguata alla portata delle centrifughe dell’impianto continuo dell’azienda partner di progetto, inoltre, sarà dotato di tutti i dispositivi necessari al fine di poter modulare, a parità di portata prescelta, più livelli di salti termici e soprattutto poter variare il tempo di esposizione alle microonde. Questo consentirà di poter esplorare più condizioni di processo. In seguito si procederà con la realizzazione della macchina presso il partner Emitech e la successiva messa in opera del prototipo all’interno dell’impianto di estrazione del frantoio Cericola Emilia. Si precisa quindi che il prototipo sarà sperimentato direttamente nel frantoio in maniera da applicare la nuova tecnologia, in parallelo con il gruppo gramole già presente. La terza fase consisterà nell’avvio di un programma di prove comparative volte alla identificazione della funzionalità dell’impianto a microonde, delle performance produttive dell’impianto oleario e della qualità finale dell’olio ottenuto. A tale proposito, saranno investigati tutti i parametri analitici di base, la componente aromatica e si valuteranno i profili sensoriali degli oli ottenuti mediante Panel Test, al fine di evidenziare tutte le possibili differenze derivanti dal processo produttivo. L’attività di ricerca sarà completata da una valutazione energetica legata ai consumi elettrici delle due tecnologie, in maniera da realizzare un chiaro scenario dei vantaggi e svantaggi ottenuti mettendo a confronto le due tecnologie. Si tiene a precisare che realizzare un’attività di ricerca applicata secondo queste modalità, garantirà una serie di vantaggi: si potranno svolgere le necessarie prove sperimentali per la messa a punto dell’impianto a microonde nel contesto produttivo già esistente; si potrà avviare un “piano sperimentale comparativo” che consentirà di valutare le prestazioni di estrazione olearia con la tecnologia tradizionale (gruppo gramole) e la nuova tecnologia a microonde proposta (prototipo); si potrà valutare la cantierabilità dell’innovazione e meglio trasferire l’applicabilità dell’innovazione agli operatori della filiera. Considerando inoltre che l’obiettivo del progetto è quello di rendere nel complesso più efficiente il processo di molitura delle olive, lo studio va necessariamente realizzato all’interno di un frantoio.
Scopo della presente idea progettuale è la ricerca di un innovativo sistema lowcost di diagnosi precoce,monitoraggio e avanzamento di malattie degenerative neuromuscolari (Alzheimer,Parkinson, ecc.),attraverso meccanismi non invasivi automatici e/o semiautomatici di analisi della scrittura a mano libera ed eventuali ulteriori parametri biometrici che saranno individuati nel corso delle attività di ricerca. Risultati potenziali attesi:- avanzamento della modellazione,analisi e valutazione dei parametri biometrici per la diagnosi di malattie neuro-degenerative;- prototipazione di uno strumento (sistema) bio-informatico costituito verosimilmente da tavola grafica per acquisizione tratto manoscritto on-line e/o dispositivi non invasivi (handglove ecc.) per acquisizione attività elettrica nei muscoli coinvolti nel processo di scrittura e sistema di elaborazione.Elementi di pregio e valorizzazione:- non invasività,costo ridotto (stimato<1500),semplicità utilizzo degli strumenti e metodologie che si intendono ricercare e prototipare (paragonati alle attuali tecniche) tali da poterli rendere disponibili anche a medici di base;- utilizzo dei risultati della ricerca per attività legate al monitoraggio della progressione della malattia al fine di valutare i cambiamenti sulla base delle terapie adottate (si pensi agli sviluppi farmaceutici).La rilevanza della proposta è sottolineata dalle enormi spese attuali per diagnosi e cure (oltre 70B$ l'anno in Canada e USA).
Le attività agricole e di trasformazione dei relativi prodotti rivestono un ruolo importante nell'economia ma producono quantità elevate di prodotti di scarto, il cui smaltimento risulta spesso difficile o costoso. Il riutilizzo di tali scarti diventa fondamentale sia per l'impresa, consentendo di massimizzare il ritorno economico dell'attività, sia per la collettività, riducendo l'impatto ambientale. La forma di riutilizzo più diffusa consiste nel recupero energetico mediante centrali a biomasse, che, tuttavia, non soddisfa la regola delle 4R (riduzione, riuso, recupero dei materiali, recupero energetico) per la corretta gestione dei rifiuti in quanto non permette il recupero dei materiali. L'attività di ricerca intende perseguire un approccio diverso, quello proprio della bio-raffineria, intesa come sistema che integra processi di conversione della biomassa per produrre prodotti chimici, combustibile ed energia, in particolare attraverso l'estrazione preliminare di composti pregiati ad alto valore di mercato e la successiva produzione di etanolo o metano. Il progetto quindi si prefigge di realizzare un sistema integrato in cui il residuo ottenuto da un processo costituisce la materia prima ottimale per il processo successivo, al fine di ottenere le massime rese e i massimi benefici economici.
Il progetto è dedicato allo studio di biosensori che integrano componenti micro-nano elettronici e/o ottici per la realizzazione di dispositivi innovativi, quali rivelatori di microRNA, mediante l'utilizzo di nuovi materiali bidimensionali, come il grafene, per applicazioni che spaziano dalla medicina personalizzata fino ad arrivare alle applicazioni biotecnologiche.I temi specifici dell'attività di ricerca sono: (a) definizione di strumenti numerici e tecnologici per lo studio di nuove configurazioni per biosensori; (b) progettazione, ottimizzazione e realizzazione di pre-prototipi; (c) integrazione tra dispositivi proposti e sistemi ICT per la comunicazione e la elaborazione dei dati.La letteratura recente evidenzia che l'identificazione e il monitoraggio del microRNA nel sangue, o in altri liquidi fisiologici, permette la diagnosi precoce di molte malattie incluse il cancro o disfunzioni cardiovascolari [1,2]. D'altro canto, il grafene si presenta come un materiale innovativo e altamente versatile per le sue proprietà elettroniche e ottiche che possono essere modulate opportunamente mediante stimoli esterni.L'applicazione di questo nuovo materiale in questo ambito di ricerca può portare alla realizzazione di biosensori innovativi, integrati ed efficienti per prevenire, diagnosticare e migliorare la comprensione di fattori determinanti per la salute dell'uomo.[1] J. Lu,et al, 435 Nature (2005)[2] R. A. Boon, et al, 495 Nature (2013)
Il progetto si propone di studiare e realizzare un sistema indossabile per la prevenzione delle cadute accidentali (sesta causa di morte negli incidenti domestici e nelle strutture ospedaliere). In aggiunta al rilevamento della caduta, il sistema ha l'obiettivo di prevenire le situazioni di rischio più comuni (il 78% delle cadute accidentali è anticipabile) al fine di ridurre il numero degli eventi avversi e di limitare il danno conseguente (obiettivi strategici per le organizzazioni internazionali di Patient Safety).Il monitoraggio costante dei parametri inerziali dell'utente e l'elaborazione in tempo reale di dati che, combinati alle informazioni acquisite in fase di assessment, permettano di definire misure preventive per la caduta ad hoc per ciascuna classe di rischio del paziente e adattive rispetto alla specifica situazione; inoltre, il progetto si propone di integrare sistemi innovativi di protezione, attualmente in fase di studio, per la riduzione dei danni in caso di caduta (qualora il sistema non sia in grado di prevenirla).Il sistema ha l'obiettivo di prevenire le cadute anticipabili, consentendo un risparmio al Sistema Sanitario Nazionale (ogni incidente genera un costo di 2000), aumentando la Qualità di Servizio ospedaliero percepita, rendendo l'utente responsabile rispetto al proprio rischio di caduta (aspetto cruciale in termini di rischio ospedaliero) e preservando più a lungo una mobilità consapevole (aspetto determinante per l'aging society).
Tema della presente proposta è l'uso delle risorse idriche sotterranee come fonte di energia geotermica a bassa entalpia ed in particolare quelle ubicate negli acquiferi fratturati e carsici in corrispondenza delle coste pugliesi che offrono grosse potenzialità a causa della loro elevata permeabilità e bassa soggiacenza. Tuttavia le attuali tecnologie non permettono di sfruttare le piene potenzialità di tali acquiferi. Ciò, unito all'impatto ambientale che potrebbe pervenire dal loro utilizzo, rappresenta l'ostacolo principale per la diffusione di tale fonte rinnovabile.Il progetto si prefigge di sviluppare pratiche investigative e costruttive innovative rispetto allo stato dell'arte. Tali pratiche, studiate ad hoc per i suddetti contesti idrogeologici, sono funzionali da un lato alla mitigazione degli impatti ambientali e dall'altro alla massimizzazione sia della resa termica che economica degli impianti geotermici a bassa entalpia.Tale tematica si inserisce totalmente nel percorso scientifico del proponente focalizzato sulle dinamiche di flusso e trasporto in formazioni geologiche fratturate sia a scala di laboratorio che di campo. Gli studi, applicati allo sfruttamento dell'energia geotermica a bassa entalpia, hanno già portato alla presentazione di due domande di brevetto per invenzione industriale sulle tematiche della proposta. Pertanto l'idea progettuale intende promuovere le invenzioni menzionate anche attraverso la collaborazione di partner industriali.
La presente idea progettuale mira a ridurre l'attrito fluidodinamico dei veicoli acquatici, e quindi la richiesta di energia per il moto in acqua, mediante l'utilizzo di superfici superidrorepellenti.E' noto che la superidrorepellenza è possibile grazie alla persistenza di aria nelle micro/nano-cavità della superficie solida che impedisce il contatto diretto solido-liquido. Di recente si è avuta evidenza del fatto che quando un oggetto con superficie superidrorepellente è immerso in acqua e si muove in essa, l'aria intrappolata all'interfaccia riduce la resistenza al moto e permette al corpo di percorrere distanze più lunghe a parità di energia fornita. Il progetto ha dunque lo scopo di investigare meglio il fenomeno e di sfruttarlo per aumentare l'efficienza energetica dei veicoli acquatici. Si inserisce pertanto nell'ambito di riferimento 3 Energia Sostenibile. L'idea di base è stata vincitrice, a nome della stessa proponente, del concorso Italiacamp 2012, patrocinato dalla Presidenza del Consiglio e dal MiUR (http://www.italiacamp.it/focus_idee/idea_view.php?id=42). Il progetto prevede una combinazione sinergica tra un'attività sperimentale di modifica dei materiali (competenza della proponente) ed una teorico-progettuale (competenza del dipartimento ospitante) che convergano nello sviluppo di un pre-prototipo di veicolo acquatico ad alta efficienza energetica.
Gli acquedotti urbani sono un asset pubblico di grande valenza economica, sociale e ambientale. La vetustà di tali infrastrutture e la pressione antropica nelle città in area mediterranea sono causa di perdite idriche per oltre il 50% dei volumi immessi [www.confservizi.emr.it/allegati/comm-vigilanza-risorse-idriche_relazione_al_parlamento_2009.pdf] con gravi rischi di insufficienze del servizio. In tale contesto, gli strumenti di analisi a disposizione dei tecnici sono inadeguati perché concepiti per il progetto ex novo piuttosto che per la gestione delle reti esistenti. Quindi, le risposte gestionali sono spesso rivolte a reperire nuove fonti e/o incrementare i pompaggi con sfruttamento crescente della risorsa idrica ed energetica, aumentando così il carbon footprint del sistema.Il progetto propone lo studio di strumenti di analisi avanzata e di supporto alla gestione delle reti idriche mediante lo sviluppo di una base scientifica solida e il trasferimento dei risultati metodologici in un sistema integrato di pronto utilizzo da parte dei gestori degli acquedotti. Lo sviluppo di modelli di rete di nuova generazione permetterà di simulare la presenza di volumi di accumulo privati, del tutto peculiari dell'area mediterranea, nonché organi di controllo di pressione e perdite idriche lungo le condotte. Gli stessi modelli saranno parte di strumenti di supporto per la distrettualizzazione e la programmazione dei pompaggi secondo obiettivi di risparmio idrico ed energetico.
Uno studio di Cisco del 2013 prevede che il video costituirà più dell'80% del traffico su Internet. Una importante sfida della rete Internet del Futuro è la realizzazione della convergenza di servizi dati, audio e video mediante una piattaforma condivisa. Il Cloud Computing permette l'implementazione di servizi scalabili sia dal punto di vista delle risorse di rete che da quello dei costi grazie al modello di business pay-as-you-go. Tuttavia, per implementare un servizio che soddisfi l'utente e che al contempo ne contenga i costi, è necessario costruire un control plane che gestisca in maniera ottimale le risorse della Cloud. Questo progetto di ricerca propone di applicare la teoria del controllo in retroazione per progettare sistemi per 1) la gestione delle risorse della cloud e 2) l'adattamento del rate del video alla banda disponibile e al dispositivo dell'utente. I risultati attesi sono: 1) un framework matematico che permetta di modellare l'intero sistema di distribuzione insieme ai client; 2) algoritmi per minimizzare i costi di distribuzione e massimizzare la qualita' percepita dall'utente. I risultati saranno resi disponibili sotto forma di dimostratore. Il risultati del progetto potranno essere valorizzati mediante l'integrazione delle soluzioni proposte in portali al fine di migliorare la qualita' video rispetto allo stato dell'arte per la distribuzione di opere cinematografiche, di corti, di produzioni indipendenti, anche mediante piattaforme di social sharing.
La presente proposta di ricerca riguarda l'impiego di tecniche di analisi numerica in relazione alla definizione di scenari di rischio territoriale attraverso tecniche di analisi geomorfologica numerica e all'analisi della risposta delle risorse idriche sotterranee alle precipitazioni, per la ottimizzazione della gestione delle risorse idriche sotterranee. L'attività sarà sviluppata a partire dall'esperienza maturata dallo scrivente sull'analisi numerica del territorio e sull'elaborazione numerica dei dati di monitoraggio attraverso tecniche di tipo Data-Driven. Si propone di applicare la tecnica numerica basata sulle funzioni wavelet alla descrizione della morfologia del territorio pugliese, nello specifico la Murgia ed il Salento, allo scopo di identificare possibili anomalie dello stesso, associate a processi tettonici o processi morfologici regionali. Processi di larga scala possono avere effetti applicativi importanti, come già dimostrato dallo scrivente relativamente ad un caso di studio della valle del Biferno. Inoltre, si propone di utilizzare la tecnica Evolutionary Polynomial Regression per la modellazione dei livelli di falda dell'acquifero carsico profondo, dell'area murgiana e salentina e degli acquiferi superficiali del Salento e del tarantino. L'approccio proposto può rappresentare un paradigma particolarmente importante ed utile oltre che in funzione della comprensione della dinamica degli acquiferi anche per la loro gestione.
I sistemi di bike sharing (BS) occupano un ruolo fondamentale nell'ambito della mobilità sostenibile. Adoperati nelle città per spostamenti di basso-medio raggio, portano vari benefici ambientali e sociali che sono consistenti solo se questi sistemi risultano largamente utilizzati. È fondamentale quindi rendere attrattiva la modalità ciclistica tramite una coerente progettazione e gestione del sistema di offerta. L'idea progettuale è basata sulla proposta di nuovi modelli e metodi a supporto della progettazione e gestione in tempo reale delle flotte di bici applicati a innovativi sistemi Free Floating di Bike Sharing (FFBS). Questi, grazie alla localizzazione GSM/GPS, svincolano gli utenti dalla prenotazione, prelievo e restituzione dei veicoli presso stazioni fisse predisposte sul territorio. Se da un lato il Free Floating può rendere il BS più attraente, dall'altro crea il problema della rilocazione delle bici, già presente, anche se in misura inferiore, nei sistemi tradizionali. La ricerca vuole fornire gli strumenti teorico/pratici che consentano la realizzazione in scala reale dei suddetti sistemi mediante la rilocazione e il dimensionamento degli stessi per garantire un'elevata probabilità di trovare nelle vicinanze del punto di origine di ciascun utente una bici disponibile. Il sistema proposto consente una maggiore copertura del servizio di BS e di rispondere in maniera più elastica alla domanda degli utenti riducendo i costi di impianto e di gestione del servizio.
Il progetto di ricerca intende sviluppare alcuni prototipi di sistemi edilizi che integrino materiali innovativi con elevate prestazioni termiche e che siano in grado di realizzare un significativo risparmio energetico negli edifici. In particolare, il progetto di ricerca prevede di integrare due tipi di materiali, quelli a cambiamento di fase (pcm) e gli aerogel, in elementi edilizi quali gli infissi e i cartongessi. I materiali selezionati per questo progetto di ricerca sono due Key Enabling Technologies con prestazioni termiche particolarmente superiori rispetto a quelle dei materiali comunemente utilizzati in edilizia. In particolare, i pcm sono caratterizzati da un elevata capacità di accumulo energetico latente (senza incremento di temperatura) il che li rende adatti a limitare i picchi di surriscaldamento estivo, mentre gli aerogel hanno conducibilità termiche notevolmente inferiori rispetto ai materiali comunemente utilizzati per l'isolamento termico e sono quindi adatti a ridurre gli scambi termici degli involucri edilizi (e soprattutto il calore disperso) con spessori ridotti di isolamento. L'ambito di riferimento della presente proposta di ricerca è quello dell'energia sostenibile. In particolare, i temi di interesse sono lo sviluppo di sistemi innovativi per lo stoccaggio dell'energia (nel caso dei pcm) e lo sviluppo di prodotti innovativi per la riduzione dei consumi energetici e quindi delle emissioni di inquinanti.
La presente proposta, che si inquadra nell'ambito di riferimento Energia Sostenibile, mira a sviluppare una valida tecnologia per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. L'idea progettuale prevede la realizzazione di un innovativo scambiatore di calore gas-gas ad elevata temperatura, da utilizzare in piccoli impianti turbogas con combustione esterna di biomassa solida. Il funzionamento di tale scambiatore si basa sull'utilizzo di particelle ceramiche come vettore termico per trasferire calore da un gas caldo ad uno più freddo in modo molto efficace. Mediante lo scambiatore a particelle, i gas caldi prodotti dalla combustione esterna di biomassa solida possono essere utilizzati per riscaldare il fluido evolvente, ossia aria compressa prodotta dal compressore. Prima di entrare in turbina e produrre lavoro, l'aria compressa in uscita dallo scambiatore può subire un ulteriore aumento di temperatura mediante una combustione interna con piccole quantità di combustibile più pregiato. Tale scambiatore è stato studiato dal proponente mediante codici numerici e prove sperimentali a basso costo. Gli ottimi risultati preliminari, pubblicati su riviste e conferenze internazionali, incoraggiano a proseguirne lo studio per la realizzazione di un prototipo da testare in un piccolo impianto con micro-turbina a gas (con rigeneratore) e combustore esterno. L'obiettivo sarà il raggiungimento di un'efficienza dello scambiatore maggiore del 95% con perdite di carico trascurabili.
La presente proposta mira alla ricerca di soluzioni innovative per la tutela e la valorizzazione dell'ambiente costiero ed alla definizione dei criteri generali per la protezione e la gestione delle spiagge. A tal fine si rende necessario valutare il giusto equilibrio tra la sostenibilità economica, ambientale e sociale delle opere al fine di definire una scala di priorità di intervento. In particolare, la ricerca è focalizzata sulla mitigazione dei rischi naturali in zona costiera mediante interventi sostenibili di salvaguardia delle spiagge a basso impatto ambientale, quali i ripascimenti artificiali. Tale tipo di intervento, per effetto dei processi morfodinamici ed idrodinamici che caratterizzano l'evoluzione dei litorali, richiede spesso elevati costi di manutenzione ed è soggetto a rapido deterioramento. In quest'ottica la ricerca mira all'individuazione di tutte le possibili soluzioni in grado di prolungare il tempo di vita dell'intervento e garantirne la sostenibilità. Il presente progetto si inserisce pienamente nell'ambito della progettazione urbanistica e territoriale sostenibile, essendo orientato alla ricerca di criteri innovativi, basati su parametri quali-quantitativi descrittivi dello stato dei litorali, che possano essere d'ausilio agli Enti pubblici al fine di programmare gli interventi meno impattanti sul patrimonio ambientale costiero, definire le priorità e creare a livello regionale un sistema integrato di gestione delle coste.
Il presente progetto di ricerca si colloca nell'ambito Energia sostenibile proponendo lo studio sperimentale di materiali da costruzione per l'edilizia sostenibile, ottenuti a partire da miscele di materie prime naturali, presenti sul territorio pugliese, come argilla, calce e inerti di scarto della lavorazione agricola pugliese (scarti della potatura degli ulivi, della lavorazione della paglia, ecc.).L'obiettivo finale del lavoro di ricerca è la realizzazione di materiali edili ecosostenibili ad elevate prestazioni termoigrometriche (elevato potere isolante e buona capacità igroscopica), conformi ai criteri di risparmio energetico degli edifici. Il processo di lavorazione per ottenere i prodotti da costruzione finiti è previsto a crudo. Tale ciclo produttivo, cioè, non comporta cotture in forni ad elevate temperature, come avviene nel caso dei materiali tradizionali (es. laterizio, cemento), bensì una lavorazione ed un essiccamento dell'impasto in ambiente controllato a temperatura e umidità relativa ambiente, consentendo, in tal modo, sia la riduzione dei costi energetici di produzione sia l'abbattimento del tasso di inquinamento ambientale.
Nel progetto ci si propone di sviluppare e testare un nuovo tipo di unità ottica basato su fotomoltiplicatori al silicio (SiPM) che possa essere impiegato per le camere di una serie di telescopi Cherenkov a terra di piccole dimensioni (da 4 a 6 m di specchio, detti Small Size Telescopes o SST) nell'ambito dell'esperimento internazionale di astrofisica delle alte energie CTA (www.cta-observatory.org).Al centro del progetto vi è la produzione di un nuovo tipo di unità ottica, inclusa la parte elettronica, da impiegarsi non solo per applicazioni astrofisiche, ma anche per applicazioni biomedicali, quali le PET, e del monitoraggio di radioattività ambientale. Nel primo caso, il risultato atteso è dato dalla pubblicazione delle simulazioni e delle osservazioni di sorgenti astrofisiche con CTA su riviste scientifiche internazionali, insieme con il consolidamento di un network di ricerca a livello europeo. Nel secondo caso, i risultati sono le possibili ricadute tecnologiche in termini di brevetto dell'unità ottica realizzata.Tale progetto verrà svolto in collaborazione con numerose università ed istituti di ricerca europei ed internazionali coinvolti in CTA, con l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN, www.infn.it) e con l'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF, www.inaf.it). Inoltre è di interesse per vari partner industriali, quali la Fondazione Bruno Kessler (FBK, www.fbk.eu), la SITAEL S.p.A. (www.sitael.com) e la CAEN S.p.A. (www.caen.it).
The optical system allows the detection of the opening and then the control and diagnostics of injectors of any type, with any type of petrol and supply, as well as other mechanical moving parts drowned in a fluid. This system includes: - a measuring environment with an almost watertight chamber, - a fixed body, such as the body (8) of an injector, having at least two coaxial holes (3) of any geometry, - movable body, such as a control piston (7), having at least one through hole (4) of any geometry, - at least one diode (1) for the emission of an infrared or other light frequency beam placed in one of said coaxial holes (3) drilled on the fixed body, - at least one photoreceiver transistor (2) for receiving said beam, positioned frontally to said diode, and placed in the second of said coaxial holes (3) formed on the fixed body, - an electronic circuit for the transmission and reception of the light signal. The diode (1) emits an infrared or other light frequency beam which, passing through the coaxial holes (3) on the fixed body and the through hole (4) on the movable body, reaches the photoreceiver (2) that produces an indicative voltage derived from the intensity of the received light signal which is due to the displacement of the movable body with respect to the fixed body, said voltage being proportional to the percentage of juxtaposition between said through holes of the fixed body and said through hole of the movable body.
Seismic isolator (1) comprising at least a first cradle (11/12) and a second cradle (12/13), the cradles being positioned one over the other, each cradle housing respectively a first (R1A - R1C) and a second (R2A - R2C) group of rollers, wherein axes of rotation of the rollers of the first group are mutually parallel and lying in a first plane, wherein axes of rotation of the rollers of the second group are mutually parallel and lying in a second plane parallel to the first plane, and wherein the axes of rotation of the rollers of the first group are offset with respect to the axes of rotation of the rollers of the second group.
The purpose of the invention is to provide a process for the recovery of raw materials fro multilayer artifacts. The process involves cryogenic conditioning of the materials to be recovered and exploits the different thermal and elastic behaviour of different layers of different material.
A modular, self-supporting structural element for house building construction is described, which is provided whit mechanical constraining means for the dry mutual connection with at least one second modular structural element. The modular structural element has a variable density along at least one reference direction. A building structure comprising a plurality of structural elements which are constrained to each other by said constraining means and a process for the construction of the building structure are also described.
Cement based conglomerate light-weighted by recycled EPS which makes the compound lighter and highly insulating. The mixture is featured by the partial replacement of sand parts/fractions with corresponding recycled EPS parts. The mixture can be used also for construction of structural components, featured by lightness, sustainability and improvement of thermal properties.
Partially prefabricated system of opaque vertical clamping, structural and not, equipped with thermal insulation and armature. The system is constituted by a disposable formwork provided by means of two panels in the conglomerate to which are made integral two additional panels to high thermal performance in EPS, with contoured surface structure. The panels are connected together by horizontal transverse connections, to form a cavity containing an armature arranged in the establishment, adapted to accommodate a concrete casting (or equivalent) in work that may also provide for the use of innovative materials. The so-configured panels, they become an integral part of the vertical clamping system; the jet of completion, to be carried out in situ, connects between their walls arranged in both longitudinal and transverse direction, helping to create a single integrated structure. The system is designed to be able to withstand suitably the vertical and horizontal stresses of seismic type and to be be equipped.
Concrete component comprising at least one reinforcing element in plastic material of elongated shape having a size greater than the other two, characterized by a length of the reinforcement comparable with the length of the artefact measured in the direction in which the reinforcing element is positioned. The section of the reinforcement is such as to ensure a bending strength sufficient to support its own weight in the process of positioning, and a constant section along the longitudinal direction, so as to allow the manufacturability by extrusion of the reinforcing element.
Method for the identification of the poles and modal vectors of a road or rail vehicle provided with at least two wheels and in working condition, by means of the analysis of the movements or speeds or accelerations (output of the system) acquired in assigned measuring points of said vehicle, wherein said poles and modal vectors are determined by means of the fitting of the data relating to said outputs of the system on the basis of a mathematical model which describes the interaction between road or railway and said vehicle, characterized by hypothesizing that said vehicle moves at constant speed on a rectilinear trajectory or bend with constant radius, hypothesizing that said vehicle moves on a homogeneous and ergodic surface, whose roughness has a Gaussian distribution and that said at least two wheels move on a profile or on a plurality of profiles parallel with respect to each other, hypothesizing that the inlets induced by the road or rail surface on said vehicle cannot be traced back to a sequence of white noises and are correlated with respect to each other in time and/or space.
The Netflix block has been designed to solve a wide range of issues related to the division and articulation of interior spaces for residential purposes (temporary housing, highly flexible dwellings, rented houses, ...) and commercial (store, event areas, commercial centers, ...). Its lightness, ease of handling and ease of assembly ensure rapid installation and flexibility of use for living and furniture spaces. The guiding philosophy of the block is to ensure a high degree of flexibility in everyday living spaces, guaranteeing acoustic, structural (self-porting and fixing of furniture, wall hangings, etc.) and techniques properties (possibility to host installations) comparable to a traditional masonry, for the walls and elements of division resulting from it. The Netflix system provides several important benefits: Easy assembly and dismantling of partition walls in self-construction and without the support of any kind of construction equipment, with height varying from the floor Possibility of individual blocks to be anchored to each other by means of specific mechanical hooks that solidify the wall making it uniform and self-supporting Possibility of the block and the wall to accommodate the plants thanks to the provision of special cavities and trenches Possibility of disassembling and re-assembling the same walls at a later stage for obtaining distinct spatial and environmental solutions Possibility of quick assembly and removal of the finishing surfaces of the blocks and walls. Possibility of inserting doors and windows into the walls thus obtained Possibility of interchangeability of the finishes or their partial replacement to obtain different decorative effects within a few minutes Possibility to use the Netflix Block for basic furniture solutions such as kitchen environments, for the construction of recessed furniture and work surfaces or furniture solutions such as open bookcases, cupboards, .... These features make the product highly appealing to the interior design market, for designing versatile living spaces where it is easy and quick to re-divide spaces and, above all, for commercial, cultural and creative spaces in which requires strong creativity, transformability and high versatility of space in time.
The purpose of the invention is to provide a process for the recovery of raw materials fro multilayer artifacts. The process involves cryogenic conditioning of the materials to be recovered and exploits the different thermal and elastic behaviour of different layers of different material.
The purpose of the invention is to provide a process for the recovery of raw materials fro multilayer artifacts. The process involves cryogenic conditioning of the materials to be recovered and exploits the different thermal and elastic behaviour of different layers of different material.
An induction machine for bonding electrically conductive polymer-matrix composite materials comprises a movable coil inductor (6), a temperature sensor (5) and a control unit (13) to control the coil inductor (6) according to the signal received from the temperature sensor (5) and at least one nozzle (9) to direct a flow of cooling gas onto the zone heated by the coil inductor (6) of an element to be bonded (P1).
An induction welding method of two adherends (10, 11) at least one of which comprises an electrically conducting composite material having a thermosetting matrix and an interface material (4) comprising a layer of thermoplastic material diffused in the thermosetting matrix and defining a contact surface (S), comprises the steps of:- arranging the contact surface (S) of an adherend (10) onto a thermoplastic material of the other adherend (11);- energizing a coil (12) facing a surface (R) of one of the adherends (10, 11) so as to heat the interface material (4) to a first temperature;- controlling the cooling of the surface (R) so that a second temperature of the surface (R) is lower than the first temperature while the coil (12) is energized.
Modified pultrusion process finalized to the insertion of wired sensors or actuators in composite components (10) manufactured by pultrusion technique and device therefore.
The present invention pertains to a methodology for the identification and traceability of materials in industrial process, with particular focus on the traceability of leather and leather-like materials throughout the manufacturing process of leather or leather-like products. Said methodology comprises, at least, the employment of the following: identification markers (3); a method for permanently embedding the markers inside the item (2) to be traced; a device for generating an electromagnetic signal to be used as stimulus for the marked material; a device for acquiring the response of the marked material to the applied stimulus; and a device for recording the aforementioned response.
Method for measuring the toxicity of environmental matrices characterized in that it uses the oxidation of the iron present in the hemoglobin molecule as indicator of toxicity of said environmental matrices according to the steps of adding hemoglobin in an aqueous sample of environmental matrix, adding potassium thiocyanate, quantifying the oxidation state of the iron present in the hemoglobin molecule by means of colorimetric analysis of the sample.
Breaker (1) for excavator comprising a body (10) inside which a hydraulic circuit is formed which can be supplied from the outside with liquid under pressure, said hydraulic circuit comprising: an inlet (13) for the liquid under pressure; an outlet (18) for the return of the liquid under pressure to the supplying circuit; an active thrust chamber (ll)with a first diameter and a passive thrust chamber (20); ducts (12, 21) to connect said active thrust chamber (11) and said passive thrust chamber (20) to said inlet (13); a piston (15) configured so that it can slide in areciprocating motion inside said breaker under the thrust of said liquid under pressure wherein said piston (15) is provided, at the active thrust chamber (11), with a projection with a second diameter (C) smaller than the first diameter of the active thrust chamber (11), said projection being wholly contained inside the active thrust chamber (11).
A cover (1) for manholes or traps is described, equipped with a mechanism for lifting and horizontally translating the cover (1), the mechanism being actuated through actuating means (10, 11, 12), and being adapted to automatically lift and afterwards horizontally translate or rotate the cover (1) to which it is operatively connected in order to completely open the manhole or trap.
The present invention relates to a portable apparatus for detecting falls and immobility of a subject. The apparatus comprises at least one sensor generating a signal indicative of the accelerations of at least one portion of the subject's body, a control unit suitable to process this signal and communication means for sending a call for help to a remote control station. Advantageously, the control unit automatically activates the communication means only when a fall of the subject and his/her subsequent immobility are detected based on said processing.
A method and apparatus (100) for manufacturing of a non-woven fabric from recycled carbon fibers, being in the form of flock, piece, etc., and the non-woven fabric, wherein the method comprises the steps of: - discontinuous cutting of the fibers, carried out so as to obtain size- homogeneous fibers of selected length; - mixing the fibers with auxiliary fibers, carried out concomitantly with, subsequently to, the cutting step; - orienting and cohesioning the mixed fibers in the previous step to obtain a fiber lap; and, forming the lap obtained in the previous step to obtain the non- woven fabric.
The present invention relates to the development of a numerical-experimental methodology to study the viscous behavior of solid materials and to assess the material viscosity characterized by an ad hoc experimental test configuration and a numerical simulation of the experimental test to determine the material viscosity as a function of temperature
An organic light emitting diode (OLED) emitting light downward through a transparent substrate (240) is described. The OLED embeds a microcavity (220) formed between a cathode (210) and an anode (230) and includes a plurality of organic layers comprising a light emitting layer (225). It is characterized in that the plurality of organic layers includes at least a first layer (229) made of an organic doped material aimed at enhancing the transport of holes; the plurality of organic layers also includes at least a second layer (221) made of an organic doped material aimed at enhancing the transport of electrons. The OLED is further characterized in that the anode i (230) is obtained by deposition of a semi transparent layer of silver (Ag) over the transparent substrate to be directly in contact with the first doped organic layer (229). Then, thicknesses of the first and second doped organic layers can be freely adapted to best adjust the optical characteristics of the microcavity for the wavelength of monochromatic light to be produced by the OLED.
La presente invenzione è relativa ad un sensore di deformazione a matrice polimerica. Come è noto, i materiali polimerici possiedono interessanti proprietà meccaniche e tribologiche che ne favoriscono l'utilizzo in numerose applicazioni. In particolare, le caratteristiche di maggiore interesse sono relative alla leggerezza, alla elevata lavorabilità ed al costo di produzione relativamente basso. A causa delle loro proprietà isolanti, per particolari applicazioni è da tempo sentita l'esigenza di sottoporre i materiali polimerici a processi che conferiscano loro anche interessanti proprietà elettriche.
L’invenzione fa riferimento ad un nuovo concetto di finestra intelligente in cui le funzionalità di oscuramento, produzione di energia ed illuminazione artificiale sono integrate su un unico subtrato (vetro o plastica). Grazie all’impiego di materiali multifunzionali e un design innovativo dell’architettura, la seguente tecnologia è pertanto in grado di produrre energia per conversione fotovoltaica, modulare in modo dinamico le proprietà termiche ed il cambiamento di colore e trasparenza della vetrata per effetto elettrocromico, ed infine produrre luce artificiale mediante la tecnologia OLED. L’originalità e la peculiarità di questa invenzione risiede inoltre nella possibilità di fabbricare la tecnologia su un unico substrato mediante processi a basso impatto ambientale e di essere installata su qualsiasi tipo di finestra senza essere sostituita.
Method for the production of high efficiency photocathodes for ultraviolet based on nanodiamonds
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