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Links Management And Technology S.P.A.
Acronimo
Non Disponibile
Partita Iva
03351210756
Codice ATECO
62.02.00
PRODUZIONE DI SOFTWARE, CONSULENZA INFORMATICA E ATTIVITÀ CONNESSE
Data di costituzione
24/03/1999
Descrizione sintetica dell'oggetto sociale
Links è una società di consulenza specializzata in soluzioni di ICT. Links cura l'innovazione e la ricerca per anticipare i cambiamenti tecnologici e sviluppare risposte costantemente aggiornate alle necessità dei propri clienti.
I sistemi di identificazione a radiofrequenza (RFID), introdotti per la prima volta intorno agli anni ’50 ma raramente sfruttati per un lungo periodo, hanno recentemente riacceso un forte interesse grazie al consistente sviluppo tecnologico che ne ha permesso una forte miniaturizzazione, un miglioramento apprezzabile delle prestazioni e, fatto non trascurabile, una riduzione drastica dei costi. In estrema sintesi, i sistemi RFID permettono la rilevazione della presenza di un dispositivo (chiamato RFID-tag) quando questo si trova nell’area di copertura di un sistema di antenne detto reader. I tag, formati sostanzialmente da un chip di dimensioni dell’ordine del mm2 e da un’antenna, hanno raggiunto oramai costi così bassi da essere giustificabili anche in sistemi nei quali il riuso non può essere garantito. Per molteplici applicazioni, RFID potrebbe essere utilizzato alla stessa stregua dei bar-code scanners, per il tracciamento dei prodotti e la distribuzione.
Negli ultimi anni si è assistito ad un impressionante sviluppo dei sistemi e servizi wireless, che ha indotto gli operatori del settore a ridurre i tempi di progettazione delle reti, migliorare la qualità del servizio e controllare in maniera più accurata l’esposizione umana ai campi elettromagnetici (EM). Tutto ciò implica una forte richiesta di tool automatici per l’ottimizzazione di alcuni parametri critici delle stazioni radio base (SRB) (ad es. posizione delle SRB, dimensionamento in potenza, tilting d’antenna ecc.) che siano in grado di fornire una accurata predizione dei campi EM irradiati dalle antenne per SRB e che siano di facile utilizzo per l’utente finale. Nel presente progetto, la loro effettiva soluzione è investigata seguendo un approccio multidisciplinare. Griglie Semantiche (SG) ed ontologie rappresentano le tecnologie in grado di supportare un tale tentativo. Di conseguenza l’obiettivo principale in SEGRIPLANET è l’esplorazione delle nuove frontiere aperte dalle griglie semantiche nell’ambito delle Pianificazione Ottimale di Reti Wireless. Questo obiettivo è perseguito attraverso la realizzazione di un’ambiente semantico distribuito per la pianificazione ottimale di reti wireless ottenuta congiungendo le piattaforme appartenenti ai partners del progetto.
I recenti sviluppi nella gestione e nel controllo della qualità ambientale e il repentino cambiamento dei sistemi regolativi in Europa e in Italia dimostrano che la qualità degli ambienti urbani, e in particolare il loro carattere di sistemi energivori, rappresenta una sfida fondamentale con cui le città devono confrontarsi oggi e nell’immediato futuro. Sempre maggiore attenzione scientifica e tecnologica è rivolta allo studio analitico e modellistico delle interazioni e degli equilibri tra sistemi artificiali e sistemi naturali negli ambienti urbani – specie alla scala delle concentrazioni metropolitane – al fine di garantire la sostenibilità dei processi di vita e dei cicli naturali in ambienti caratterizzati da condizioni di crescente artificialità. A fronte di una tale sfida, il progetto ECOURB mira ad identificare i principi, i criteri, e i modelli essenziali di una procedura di ecolabelling urbano, in particolare approfondendo fenomeni di inquinamento atmosferico e di inquinamento termico quali effetti delle caratteristiche energivore delle città e testando la procedura così definita – costituente di fatto una linea-guida per innovativi sistemi di ecolabelling urbano – in un’area metropolitana della Puglia, Bari, rappresentativa di situazioni diversificate in cui potrà operativamente impiegarsi quella procedura e linea-guida. La definizione di principi, criteri e modelli di base da impiegarsi in procedure di ecolabelling urbano è prospettiva scientifica e tecnologica promettente, imponendo un orientamento all’azione nella valutazione della qualità degli ambienti urbani come spingendo a una riflessione generale sui processi di produzione e di funzionamento degli ambienti urbani capace di identificarne criticità e da suggerire relativamente a essi visioni e azioni strategiche. Al di là della generazione di basi di procedure e linee-guida di ecolabelling urbano, il presente progetto mira a: (i) disegnare l’architettura metodologica a sostegno della formulazione di strategie di prevenzione e riparazione – e di simulazione di scenari – di danni ambientali urbani, orientandosi alla possibile costruzione di sistemi di ecolabelling per specifici processi di produzione urbana, in una prospettiva di integrazione di differenti modelli (analitico-previsionali e di simulazione) e di sviluppo di quadri cognitivi degli agenti nelle città adeguati alle sfide analitiche e operative sopra esposte; (ii) analizzare e definire tecnologie ecocompatibili di processo e di prodotto di componenti definite delle città (edifici, spazi aperti, specifici processi funzionali come sono per esempio quelli riferibili agli orientamenti di consumo energetico di consumatori ‘civili’ e ‘industriali’) in rapporto alle patologie di inquinamento e alle patologie termiche – nella loro forte correlazione positiva – dei grandi insediamenti urbani. Obiettivo generale di ECOURB è dunque quello di fornire strumenti per orientare fortemente all’azione strategica la valutazione della qualità ambientale delle città con particolare attenzione al carattere energivoro dei processi che ne caratterizzano la produzione e il funzionamento. Tale obiettivo generale viene interpretato dal progetto attraverso quattro obiettivi fondamentali: 1. Trasferire il concetto di ecolabelling ai complessi meccanismi di produzione del sistema città. 2. Costruire modelli analitici e operativi (procedure e linee-guida) utili all’ecolabelling delle città quanto ai loro livelli di inquinamento atmosferico e termico. 3. Costruire architetture funzionali di sistemi informativi e di decisione capaci di sostenere piani strategici di contrasto e di inversione di fenomeni di degrado ambientale urbano. 4. Elaborare conoscenze su alcuni processi funzionali e su alcuni aspetti di ‘ingegneria dei materiali’ delle città utili alla implementazione di modelli scenariali di simulazione di alternative situazioni e tendenze urbane locali conseguenti da alternativi modelli locali di comportamento e di strutturazione urbana.
Il progetto mira allo sviluppo di tecnologie innovative e nuovi protocolli per la diagnosi del degrado dei beni storico-monumentali costituiti da edifici in pietra naturali, tipici del barocco pugliese. Le attività del progetto, connotate da un forte impulso interdisciplinare, sono volte nella prima fase ad uno studio preliminare per l’individuazione delle cause di degrado della pietra calcarea e dei manufatti dell’edilizia storica pugliese. Successivamente si prevede lo sviluppo di uno strumento per la scansione della superficie lapidea (rugosimetro) con l’intento di integrare le attuali tecniche diagnostiche con nuovi mezzi di indagine che permetterebbero, come nel caso di studio, un rilevamento in tempi brevissimi del degrado reale e soprattutto potenziale della pietra calcarea. Lo sviluppo di uno strumento innovativo quale il rugosimetro portatile, che dovrà soddisfare esigenze funzionali tipiche della cantieristica nel settore del restauro architettonico, e dunque facilità di trasporto, di lettura, di analisi dei dati in tempo reale ecc., offrirà la possibilità di implementare nuovi protocolli nel campo del restauro architettonico, specie nell’ambito delle fasi di diagnosi dell’edilizia, con particolare riferimento alla manutenzione programmata dei monumenti. La manutenzione preventiva costituisce un concetto ampiamente diffuso nei settori dell’ingegneria industriale, mentre nel campo dell’edilizia storica le esigenze di intervento si manifestano in concomitanza ad un decadimento macroscopico delle caratteristiche architettoniche e/o funzionali del bene in questione. Ciò è dovuto a due motivi principali: il primo, di tipo metodologico, è legato alla scarsa attenzione prestata, per molti anni, da enti, istituzioni e altri soggetti preposti al patrimonio storico monumentale; il secondo di natura più oggettiva, è legato al fatto che effettivamente solo dei cambiamenti macroscopici superficiali rendono talvolta evidente la necessità di arginare il degrado in corso. In quest’ottica il progetto in questione tende a ridurre questa mancanza di conoscenza in fase non avanzata di degrado, grazie all’impiego di uno strumento che costituirebbe un potente sensore dello stato di conservazione del bene, permettendo di intervenire anche in largo anticipo rispetto ai tempi attuali, evitando pertanto il manifestarsi di danni estetici e/o funzionali che comprometterebbero la fruibilità anche estetica del patrimonio culturale monumentale pugliese.
Il progetto ha lo scopo di potenziare le capacità produttive e competitive delle imprese ICT nello sviluppo del software ed, in particolare, nello sviluppo di applicazioni d’impresa flessibili che possano cooperare con altre applicazioni eterogenee. La cooperazione deve essere effettuata con applicazioni legacy delle imprese utilizzatrici o con applicazioni esterne alle stesse imprese; pertanto la cooperazione applicativa deve avvenire attraverso tecniche innovative che coprano le modalità attualmente più utilizzate. Poiché lo scenario produttivo della Puglia è caratterizzato da una forte presenza di imprese piccole, le applicazioni di impresa devono poter essere acquisite gradualmente ed economicamente nei processi produttivi qualunque sia la dimensione dell’impresa destinataria. Perciò, l’innovazione produttiva delle imprese ICT deve prevedere lo sviluppo ( produzione e manutenzione) di applicazioni basate su workflow che orchestrino applicazioni, strumenti e uomini per l’esecuzione di uno o più processi di business interrelati tra loro. I workflow orchestranti corrispondono a modelli di processi che a, loro volta, sono la composizione di componenti di modelli di processo. Pertanto, quando un’impresa vuole automatizzare una parte di essa utilizza le componenti di processi che, insieme, formalizzano i processi di business che si desidera automatizzare. Quando la stessa azienda vuole estendere l’automazione a nuovi processi di business, utilizza nuove componenti di processi che si integrano con quelle precedenti, sono trasformati in workflow che, a loro volta, integrano nuove componenti di applicazione. In questo modo l’applicazione di impresa si estende con la gradualità desiderata dall’impresa utilizzatrice. Le applicazioni devono essere sviluppate con criteri di generalità; ovvero devono poter essere utilizzate da imprese di differenti caratteristiche organizzative e merceologiche. Allora è necessario che le applicazioni siano utilizzabili da utenti di profili differenti pertanto, il progetto si occupa di innovare le tecnologie per le interfacce flessibili. I domini applicativi su cui il progetto di ricerca si impegna sono tutti quelli che oggi potenziano le imprese utilizzatrici nel Marketing, nella Vendita, nella erogazione di Servizi, nella Gestione delle Risorse Umane, nella Distribuzione e nell’Approvvigionamento. Perciò, il progetto di ricerca indagherà sulle innovazioni che le tecnologie ICT possono apportare nella costituzione delle filiera dell’informazione e della conoscenza a supporto dei processi dei settori appena detti. Una volta conferite ad un’impresa utilizzatrice di ICT le capacità informatiche e di telecomunicazioni che tutte le precedenti innovazioni possono produrre; l’impresa destinataria potrebbe non essere in grado di competere con le sue concorrenti più grandi perché essa è carente nelle capacità necessarie per costituire nella sua organizzazione tutti i processi previsti dalla catena del valore. Nel caso del sistema produttivo pugliese questo è un caso frequente a causa del grande numero di piccole imprese che costituiscono il sistema produttivo pugliese. Perciò, il progetto di ricerca si pone il problema di individuare le innovazioni tecnologiche che consentano di costituire, all’interno di comunità di interesse, imprese virtuali attraverso la cooperazione di tante imprese piccole che conferiscono alla virtuale le capacità di cui dispongono. L’impresa virtuale insieme avrebbe tutte le capacità necessarie per la sua competizione. Il progetto inquadra tutti i suoi obiettivi nella costruzione di una stabile infrastruttura per la produzione dell’innovazione nelle ICT. Questa deve occuparsi di selezionare risultati di ricerca che, integrati, possano essere trasformati in innovazione che potenzino le capacità produttive delle imprese ICT. Inoltre, l’innovazione nello sviluppo deve mirare ad archetipi (concetti e prototipi dimostrativi) che potenzino le imprese virtuali utilizzatrici di ICT e, con esse, le imprese reali che le costituiscono. A filiera di produzione dell’innovazione si affianca un processo di formazione che produca ricercatori ed operativi per il trasferimento delle innovazioni alle imprese ICT e degli strumenti che queste producono alle imprese utilizzatrici. Per costruire la filiera dell’innovazione il progetto aggrega 7 unità di ricerca universitarie con 81 ricercatori. I docenti, ricercatori di queste unità sperimentano anche un piano di formazione che deve alimentare risorse umane specialistiche per il buon funzionamento delle filiera. Per sperimentare l’efficacia della filiera, rispetto ai risultati che si desiderano avere e che sono stati decritti precedentemente, sono coinvolte nel progetto 13 imprese ICT e 6 imprese utilizzatrici di diversi settori produttivi. Il progetto, nella sua prima fase crea un primo portafoglio di innovazioni che è trasferita alle imprese, le tecnologie, come prototipi dimostrativi, sono sperimentati e migliorati continuamente. L’efficacia delle innovazioni si misurano sulla base di quanto esse siano in grado di potenziare le imprese ICT per farle produrre rapidamente ed economicamente quanto serve al potenziamento delle imprese utilizzatrici di ICT. Al termine del progetto i prototipi dimostrativi provati saranno consegnati alle imprese ICT che potranno industrializzarli.
Il progetto consiste nella predisposizione di un framework altamente innovativo in grado di introdurre all'interno delle aziende del settore bancario, sanitario, giudiziario e della Pubblica Amministrazione un sistema di dematerializzazione che sfrutti le tecnologie del Web_2.0 e che sia personalizzabile in funzione del settore economico di appartenenza. In particolare, si propone di realizzare un duplice obiettivo: da un lato, la digitalizzazione di documenti cartacei già esistenti e, dall'altro, la definizione di soluzioni specifiche volte alla progressiva riduzione dell'utilizzo della carta, promuovendo nuovi documenti esclusivamente in formato digitale.
Il progetto si propone di offrire una soluzione strutturata e scientificamente solida a tutta la filiera dell'Education, dalla scuola primaria sino alla formazione professionale operando su tutta la catena del valore: modelli didattici e organizzativi, contenuti digitali multimediali e interattivi, infrastruttura tecnologica abilitante per l'erogazione di servizi didattici in cloud a docenti, studenti, famiglie, scuola e università, formazione professionale.
Il programma prevede la realizzazione di un sistema di CRM (Customer Relationship Management) per aziende operanti nel settore della grande distribuzione e in generale per PMI. L'obiettivo è di realizzare un modello di disegno e progettazione in grado di supportare, metodologicamente, l'attività di adozione di un sistema di CRM all'interno delle diverse realtà aziendali basato su tecnologia Web e distribuito in modalità ASP. Il CRM ha lo scopo di supportare l'intero ciclo di rapporto con la clientela, dalle attività di marketing, alla programmazione fino al controllo degli obiettivi commerciali, dalla pianificazione e realizzazione delle attività di vendita, alla raccolta ed esecuzione degli ordini e fatturazione, dall' assistenza pre-vendita a quella post-vendita. La necessità del progetto nasce per raccogliere le informazioni sul cliente provenienti da vari canali e dalle varie componenti del sistema informativo ed appare quindi più che evidente che i CRM, si avviano a divenire modulo fondamentale del sistema informativo aziendale.
Il progetto TESSA svilupperà una serie di prodotti e servizi per la ‘cognizione dell'ambiente a mare - Situational Sea Awareness-SSA' basati su nuovi dati ambientali di oceanografia operativa integrati in piattaforme tecnologiche d'avanguardia per la loro fruizione da parte di utenti finali del settore marittimo, di quello turistico e della protezione ambientale. Si stima che i costi legati alla perdita di ‘cognizione dell'ambiente a mare - Situational Sea Awareness' siano in crescita e ammontino a 500 milioni di dollari all'anno (The International Maritime Human Element Bulletin. The Nautical Institute, October 2003(1): 3). L'Europa e l'Italia sono inoltre chiamate ad implementare la recente ‘Direttiva Strategica Marina- Marine Framework Strategy Directive- MFSD' ed a raggiungere entro il 2020 uno stato ambientale ‘buono' per una zona di mare che comprende anche aree profonde, oltre la scarpata continentale. Le previsioni del tempo del mare (oceanografia operativa) mettono a disposizione da pochi anni dati ambientali marini ad una risoluzione ed accuratezza mai raggiunta prima. Il progetto si propone di sviluppare capacità di oceanografia operativa nelle zone del Sud Italia e di integrarle con soluzioni tecnologiche avanzate per la disseminazione delle informazioni sullo stato del mare (onde, livello del mare, correnti, temperatura e salinità). Saranno quindi sviluppati sia prodotti che servizi innovativi dedicati alla sicurezza del trasporto marittimo, il turismo da diporto e le agenzie di protezione ambientale. L'innovazione del progetto è legata alla messa a punto di modellistica oceanografica di avanguardia per le zone marine e i porti del Sud Italia, lo sviluppo di hardware, middleware e software per la disseminazione in tempo reale dei dati e lo sviluppo di sistemi intelligenti di supporto alle decisioni per gli utenti finali del progetto. Si ritiene che i prototipi di piattaforme tecnologiche per la disseminazione prefigurati in questo progetto possano essere di interesse commerciale. Il progetto prevede la partecipazione di enti di ricerca (CMCC e CNR-IAMC) esperti nel campo dell'oceanografia operativa che partecipano alla costruzione del servizio europeo di previsione marine per il Mare Mediterraneo e che in questa proposta svilupperanno competenze specifiche di oceanografia operativa nei Mari del Sud Italia. Queste competenze verranno messe a disposizione di LINKS SpA per sviluppare prototipi industriali per la disseminazione dei dati e servizi a sostegno di una migliore Situational Sea Awareness per alcuni settori primari del trasporto e della protezione ambientale. La connessione tra il settore industriale e quello scientifico realizzata in questo progetto potrà inoltre espandersi nel futuro ad altri settori di utenti finali.
L’azienda intende realizzare un investimento industriale finalizzato all’ampliamento e alla riorganizzazione degli spazi esistenti presso la sede operativa di Lecce; interventi necessari all’implementazione di nuove attività e al miglioramento dei servizi di consulenza, core business dell’azienda. Le attività di R&S previste sono focalizzate sui seguenti temi: analisi dello scenario di riferimento, metodi e tecniche per la Piattaforma integrata Puglia Digitale 2.0, prototipi dimostrativi per la Piattaforma integrata Puglia Digitale 2.0, innovazioni SaaS per la multicanalità Bancaria ed elaborazione del Case Study “Servizi Avanzati per le Imprese”.
Le "metodologie agili" stanno rivoluzionando profondamente i classici processi di sviluppo del sofiware, puntando su leve strategiche come la comunicazione estrema tra i membri nei gruppi di sviluppo, il coinvolgimento continuo ed empatico del cliente, la flessibilità ad ogni costo. La proposta attuale allora, preso atto che i "metodi agili" sono oggi disponibili solo per progetti allo stato di partenza, vuole sviluppare una metodologia per progetti "in itinere", valida per le imprese del Distretto Regionale dell'informatica, che consenta di: ridurre il "time-to-market"; ridurre i costi di progettazione, sviluppo e manutenzione; ridurre i costi marginali di "upgrade"; riduzione del numero degli errori, migliorare le prestazioni dei gruppi di lavoro
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