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Francesco Mastroberti
Ruolo
Professore Ordinario
Organizzazione
Università degli Studi di Bari Aldo Moro
Dipartimento
DIPARTIMENTO JONICO IN "SISTEMI GIURIDICI ED ECONOMICI DEL MEDITERRANEO: societa', ambiente,culture
Area Scientifica
AREA 12 - Scienze giuridiche
Settore Scientifico Disciplinare
IUS/19 - Storia del Diritto Medievale e Moderno
Settore ERC 1° livello
Non Disponibile
Settore ERC 2° livello
Non Disponibile
Settore ERC 3° livello
Non Disponibile
Presentazione del volume su Alessandro Criscuolo curato da Stefano Vinci con un quadro dell'avvocatura italiana durante il fascismo
Biografia di Francesco Canofari e inquadramento del suo pensiero giuridico
Biografia di Gaspare Capone e inquadramento del suo pensiero giuridico
La riforma dei codici avviata nel 1814 e la tardiva e frettolosa elaborazione di un testo costituzionale nel 1815 furono tra gli aspetti più qualificanti della politica indipendentista e nazionale perseguita sul piano interno da Giaoacchino Murat a partire dal suo ritorno dalla rovinosa campagna di Russia. La recente pubblicazione di alcune inedite Osservazioni delle Corti del Regno sui progetti di revisione dei codici offre lo spunto per una riflessione su una breve ma intensa stagione di riforme, quando una nuova generazione di brillanti giuristi napoletani potè, per la prima volta, confrontarsi liberamente con i codici francesi ed elaborare, nei limiti imposti dal Sovrano, una costituzione liberale. I lavori per la riforma dei Codici e per la Costituzione del 1815 evidenziano peraltro un carattere comune: recuperano e valorizzano sotto il profilo politico il ruolo dei tribunali, che vengono chiamati a fare le loro Osservazioni sui codici e trovano posto, attraverso una rappresentanza delle Corti di Appello, nel Consiglio dei Notabili previsto dalla Carta murattiana.
Questo volume abbozza una storia costituzionale del Regno di Napoli nel decisivo momento di passaggio dall’antico al nuovo regime, partendo dall’elaborazione del progetto costituzionale della Repubblica Napoletana del 1799 fino all’ultima fase del Regno murattiano con il suo epigono costituzionale. Varie sono le letture e le interpretazioni del Risorgimento ma forse giova ancora mettere in rilievo l’importanza delle vicende del regno di Napoli soprattutto sotto il profilo politico ed istituzionale. L’esperienza della Repubblica Napoletana, ad esempio, assume un significato fondamentale da diversi punti di vista. Il sacrificio degli intellettuali, seguito alla repressione del complotto giacobino del 1794 che vide tra le sue vittime il giovane Emanuele De Deo, ha offerto al Risorgimento e alla sua storiografia il primo Paantheon ideale di martiri illustri morti per mano del tiranno: la loro tragica fine sul patibolo borbonico costituì un esempio di insuperabili virtù patriottiche e al contempo determinerà la condanna irrevocabile dei Ferdinando IV e della sua dinastia da parte del movimento risorgimentale. La costituzione della Repubblica Napoletana, elaborata principalmente da Francesco Mario Pagano rappresentò il più deciso tentativo da parte delle cosiddette Repubbliche sorelle di discostarsi dal modello – per ragioni politiche assolutamente vincolante – della costituzione francese dell’anno III. Un tentativo forse idealistico, come si vedrà, ma pur sempre ispirato dall’esigenza di offrire al regno di Napoli una costituzione per quanto possibile nazionale. Un altro momento importante si ebbe con la concessione della Costituzione di Baiona da parte di Giuseppe Bonaparte: trascurata dalla storiografia perché “inattuata” e illiberale la prima costituzione formale del regno di Napoli ebbe invece un posto importante nella storia del Regno perché – nonostante i suoi limiti - riuscì a identificarsi con le istanze autonomistiche e libertarie dei napoletani. Ad essa e allo scialbo costituzionalismo napoleonico gli inglesi contrapposero due modelli più avanzati: la costituzione di Cadice e la Costituzione di Palermo, la prima a carattere democratico e la seconda liberale. Nel 1808, anno durante il quale la carboneria iniziò a diffondersi nel Mezzogiorno propagando idee costituzionali – si innescò iniziò quella che può definirsi la “guerra delle costituzioni”: una guerra che gli inglesi mossero per sottrarre consenso popolare a Napoleone ma che dopo la sua uscita di scena assunse un carattere popolare e nazionale
Biografia di Giuseppe De Cesare
Biografia di Francesco De Marco e inquadramento del suo pensiero giuridico
Biografia di Giuseppe Ferrigni e inquadramento del suo pensiero giuridico
La politica ecclesiastica nel regno di Napoli sotto il regno di Giuseppe Bonaparte (1806-1808) e di Gioacchino Murat (1808-1815)
Biografia di Francesco Dias e inquadramento del suo pensiero giuridico
Biografia politica ed intellettuale di Francesco Ricciardi, ministro della Giustizia e del Culto durante il Regno di Gioacchino Murat
Il <<Codice delle donne>> è un'opera di A. Guichard del 1823, molto diffusa in Francia ed in Europa. Il saggio tratta del difficile rapporto tra le donne e il codice civile.
Il convegno barese del 1979 ebbe il grande merito di rompere il lutto e con esso anche una cappa di silenzio che si era creata intorno alla "notte della Repubblica" e a Moro, ponendo le basi per una riflessione pacata sul suo pensiero e sulla sua azione politica ma anche senza reticenze sul suo sacrificio. E questo non poteva che avvenire a Bari, nell'università che lo vide crescere come uomo e come studioso ed affermarsi come brillante docente. Ciononostante gli atti di quel convegno non furono mai pubblicati: la pubblicazione delle relazioni, resa possibile grazie al reperimentyo della docuemntazione presso l'Archivio di Ateneo (anche grazie al lavoro straordinario del prof. Massafra e del Dottor Ventrella) rappresenta non solo e non tanto un'operazione di ricostruzione storica ma una riproposizione di spunti e riflessioni che ancora oggi, soprattutto oggi, risultano attuali per orientare gli studi sulla persona e sull'opera del grande statista pugliese.
The Liber Belial (or Consolatio peccatorum), written in 1382 Giacomo Palladino (1349-1417) alias Jacopo from Teramo - that in his brilliant career was also bishop of Taranto - was one of the books most translated and printed in Europe between the fifteenth and sixteenth century. The author imagines that the devils, after the descent of Jesus into Hell and the liberation of the souls of the Patriarchs, bring a lawsuit against Jesus Christ and give proxy to Belial. The process that follows is described in all its phases in a context of political and theological allegories (was in progress the great schism of the West). Despite the obvious content of legal interest the Liber Belial isn’t studied so much perhaps for its recognized extravagance. This book, edited by Francesco Mastroberti, presents a legal-historical survey on the edition in the vulgar italian (Venice 1544) of the Liber Belial through the dissolution and examination of legal citations contained. With the text transcribed and annotated there is also a table of comparative legal citations found in lateran manuscript (XVth century) and in the oldest european print editions.
The Liber Belial (or Consolatio peccatorum), written in 1382 Giacomo Palladino (1349-1417) alias Jacopo from Teramo - that in his brilliant career was also bishop of Taranto - was one of the books most translated and printed in Europe between the fifteenth and sixteenth century. The author imagines that the devils, after the descent of Jesus into Hell and the liberation of the souls of the Patriarchs, bring a lawsuit against Jesus Christ and give proxy to Belial. The process that follows is described in all its phases in a context of political and theological allegories (was in progress the great schism of the West). Despite the obvious content of legal interest the Liber Belial isn’t studied so much perhaps for its recognized extravagance. This book, edited by Francesco Mastroberti, presents a legal-historical survey on the edition in the vulgar italian (Venice 1544) of the Liber Belial through the dissolution and examination of legal citations contained. With the text transcribed and annotated there is also a table of comparative legal citations found in lateran manuscript (XVth century) and in the oldest european print editions. INGLESE Il Liber Belial (o Consolatio peccatorum ), scritto nel 1382 Giacomo Palladino (1349-1417) alias Jacopo da Teramo - che nella sua brillante carriera fu anche vescovo di Taranto - è stato uno dei libri più tradotti e stampati in Europa tra il XV e il XVI secolo. L’Autore immagina che i diavoli, dopo la discesa di Gesù agli inferi e la liberazione delle anime dei Patriarchi, intentino nei confronti del Risorto un’azione giudiziaria affidando la procura a Belial. Il processo che ne segue è descritto in tutte le sue fasi in un contesto di allegorie politiche (era in corso il grande scisma d’Occidente) e teologiche. Nonostante gli evidenti contenuti di interesse giuridico il Liber Belial risulta poco studiato forse per la sua riconosciuta stravaganza. Il presente volume presenta un’indagine storico-giuridica sull’edizione in volgare italiano (Venezia 1544) del Liber Belial attraverso lo scioglimento e l’esame delle citazioni giuridiche in esso contenute. Con il testo trascritto e annotato vi è anche una tavola comparativa delle citazioni giuridiche presenti nei manoscritti più antichi e nelle principali edizioni europee.
Il volume raccoglie saggi in materia di storia del diritto, delle istituzioni e delle relazioni internazionali aventi come oggetto il tema del Mediterraneo e la Grande Guerra
Il convegno barese del 1979 ebbe il grande merito di rompere il lutto e con esso anche una cappa di silenzio che si era creata intorno alla "notte della Repubblica" e a Moro, ponendo le basi per una riflessione pacata sul suo pensiero e sulla sua azione politica ma anche senza reticenze sul suo sacrificio. E questo non poteva che avvenire a Bari, nell'università che lo vide crescere come uomo e come studioso ed affermarsi come brillante docente. Ciononostante gli atti di quel convegno non furono mai pubblicati: la pubblicazione delle relazioni, resa possibile grazie al reperimentyo della docuemntazione presso l'Archivio di Ateneo (anche grazie al lavoro straordinario del prof. Massafra e del Dottor Ventrella) rappresenta non solo e non tanto un'operazione di ricostruzione storica ma una riproposizione di spunti e riflessioni che ancora oggi, soprattutto oggi, risultano attuali per orientare gli studi sulla persona e sull'opera del grande statista pugliese.
Il saggio offre un commento al progetto di Costituzione pel la Repubblica Napoletana di Francesco Mario Pagano. Il Progetto costituzionale del Pagano testimonia il meglio che poté e seppe fare la giurisprudenza filosofica napoletana – forgiata dagli insegnamenti dell’Abate Antonio Genovesi e di Gaetano Filangieri e rappresentata da uno sei suoi più brillanti esponenti, già ben conosciuto in Italia e in Europa per le Considerazioni sul processo criminale e i Saggi Politici – chiamata a confrontarsi con un apicale momento storico che aveva imboccato con decisione la strada della rivoluzione e del costituzionalismo. Il testo del 1799 – redatto in appena due mesi – nasce dalla repentina “chiamata alla costituzione” dell’Illuminismo napoletano
The essay draws a biographical and historiographical profile of Jacques Rambaud, a French historian not very well known and remembered in his homeland, who died October 2, 1914 on the battlefield at the age of thirty-six. His main work, Naples sous Joseph Bonaparte (Paris 1911), for the richness of the sources, for the completeness of the survey and for the original historiographical ideas, for a century has been the reference point for all scholars of the French Decade in the kingdom of Naples. In this work the great reforms enacted between 1806 and 1808 are examined in relation to the conditions of the Kingdom and placed within the framework of a well-defined policy of the King who, in the opinion of Rambaud, was characterized by a degree of autonomy compared to the directives of the Emperor. A policy that ended abruptly with the sudden calling of Joseph to the throne of Spain.
Il volume presenta gli atti del convegno di Martina Franca del 5 ottobre 2009 sugli usi civici. Il titolo rimanda ad un'espressione utilizzata dal Curis per indicare l'incredibile resistenza di questo antico istituto che, nonostante le leggi eversive della feudalità e la legge unificatrice del 1927 - le quali avevano disposto la loro "liquidazione" attraverso complicati meccanismo procedurali - continua ad essere presente manifestando di recente una rinnovata vitalità: da alcuni decenni infatti la giurisprudenza - e sulla sua scorta anche alcune leggi regionali - sembrano accordare agli usi civici una dimensione ambientale. Il volume inaugura la Collana del Dipartimento Jonico in Sistemi Giuridici ed Economici del Mediterraneo: società, ambiente, culture dell'Università degli studi di Bari Aldo Moro.
The civic uses – i.e. the ancient uses on the domains tolerated and in many cases recognized by the kings to ensure the survival of the inhabitants of towns and hamlets – with the napoleonic reforms were put into liquidation on behalf of the freehold and free of encumbrances. However, the process of freeing the land from civic uses has been slow and never fully realized, so that even in 1917 Giovanni Curis used the metaphor of the “Head of Medusa” to describe them, and even today, despite the unifying law of June 16, 1927 n. 1766, we continue to talk in some laws, according to a jurisprudence, have recognized to the civic uses an environmental dimension. This essay traces the history of civic uses in the South Italy where the ancient abuses committed by the feudatories on the royal domain against the inhabitants of the municipalities triggered, during the French decade, strong problems also in legal plan and prompted the government to intervene on the complex subject with decrees that, after more than a century, became the benchmark for the fascist lawmaker.
Storia della Corte dei Conti dalle origini fino ai giorni nostri.
La Corte Suprema di Giustizia di Napoli, dalla sua istituzione, avvenuta nel 1809 come Corte di Cassazione, fu un tribunale molto controverso. Competente solo per il giudizio di legittimità, fu avversato per tutto l’Ottocento da avvocati e magistrati che, attraverso la battaglia per un tribunale supremo di “terza istanza”, tentavano di riguadagnare maggiori spazi nell’interpretazione della legge. Il saggio esamina le diverse fasi della Corte Suprema napoletana durante l’Ottocento borbonico, considerando sia i dibattiti sul piano giuridico e politico sia la giurisprudenza del supremo organo di legittimità.
The essay examines the spread in southern Italy, during the first half of the nineteenth century, the thought of Thomas Reid (with James Battie, Gerge Campbell and Dugald Stewart) one of the proponents of the philosophy of common sense - and in particular focuses on the figure of the jurist Gaspar Capone that between 1834 and 1835 exposed to the members of the Academy of Sciences Royal Society of Naples four memories entitled "Sposizione de’ principali fondamenti della filosofia scozzese e della sua influenza nella francese odierna
Il volume raccoglie saggi e ricerche aventi ad oggetto il tema della donna sotto i diversi aspetti storico-giudirici, giuridico-istituzionali e delle scienze umane
La facoltà di giurisprudenza dell'Università di Bari dalla fondazione fino agli anni cinquanta. Il saggio si sofferma sugli anni successivi all'emanazione delle leggi razziali esaminando la ricca documentazione custodita presso l'Archivio di ateneo.
Il saggio ricostruisce, sotto il profilo storico-giuridico, l'attività della Gran Corte Civile di Napoli durante l'Ottocento sulla base delle sentenze conservate presso l'Archivio di Stato di Napoli e delle più diffuse raccolte di giurisprudenza (in particolare quella di Michele Agresti).
Le costituzioni di Baiona (1808), Cadice (1812) e Palermo (1812) nel contesto della politica internazionale durante il periodo napoleonico
La pirateria nella storia del Mezzogiorno. Aspetti e problemi legati alla minaccia piratesca coste del Mezzogiorno. Vengono evidenziati gli effetti negativi, sull'economia del Mezzogiono, della costante pressione saracena e l'inefficacia delle soluzioni escogitate dai governi per farvi fronte (ad esempio la difesa passiva attraverso le torri di avvistamento)
La figura dell'arcivescovo di Taranto, ministro dell'Interno di Gioacchino Murat tra storia e Storiografia
Nel numero monotematico della rivista vengono proposti, a cura del prof. Francesco Mastroberti, i saggi elaborati sugli atti del convegno tarantino del 21-22 maggio 2010, L’amministrazione moderna della giustizia. Le Gran Corti Civili del Regno delle Due Sicilie. Il volume presenta i risultati della ricerca sulle Gran Corti Civili del Regno di Napoli dal 1817 al 1865 condotta dall'unità tarantina (dell'Università degli Studi di Baria Aldo Moro) diretta dal Prof. Francesco Mastroberti nell'ambito del PRIN 2007 "L'amministrazione moderna della giustizia: istituzioni ed esperienze concrete" (coordinatore nazionale Prof. Mario Ascheri - Università Roma III).
Biografia di Giuseppe Lauria e inquadramento del suo pensiero giuridico
Esame, sotto il profilo storico-giuridico, dell'attività delle Gran Corti Civili del Regno delle Due Sicilie. Nel Saggio l'autore individua fonti e metodologie seguite per una ricerca che si inserisce nel quadro del recente interesse della storiografia giuridica per temetiche attinenti alla Storia della Giustizia.
Presentazione dei risultati della ricerca sulle Gran Corti Civili del Regno di Napoli dal 1817 al 1865 condotta dall'unità tarantina (dell'Università degli Studi di Baria Aldo Moro)diretta dal Prof. Francesco Mastroberti nell'ambito del PRIN 2007 "L'amministrazione moderna della giustizia: istituzioni ed esperienze concrete" (coordinatore nazionale Prof. Mario Ascheri - Università Roma III). Nell'articolo vengono esposte le metodiche della ricerca, le linee guida per lo studio della giurisprudenza napoletana e le prime valutazioni sul materiale raccolto.
Il volume costituisce il prodotto di un progetto di ricerca finanziato dall'ateneo di Bari ed aventi ad oggetto studi e ricerche sulla giurisprudenza delle Corti supreme di giustizia nel Mezzogiorno.
Biografia di Francesco Magliano e inquadramento del suo pensiero giuridico
Biografia di Nicola Mignogna
Biografia di Giuseppe Miraglia e inquadramento del suo pensiero giuridico
Biografia di Vincenzio Moreno e inquadramento del suo pensiero giuridico
Biografia di Niccola Nicolini
Presentazione al volume AA. VV., Il Regno di napoli nell'Euoropa Napoleonica. Saggi e ricerche.
Biografia di Giuseppe Poerio e inquadramento del suo pensiero giuridico
Commento al Progetto di Costitizione per la Repubblica Napoletana del 1799 di Francesco Mario Pagano
Biografia di Giuseppe Raffaelli e inquadramento del suo pensiero giuridico
Biografia del giursta Francesco Rapolla
Biografia di Francesco Ricciardi e inquadramento del suo pensiero giuridico
La storia della Congregazione di Sant'Ivone affonda le sue origini in Francia, dove rapidamente si diffuse il culto del santo bretone Yves Hélory de Kermartin, l'avvocato dei poveri canonizzato da Papa Clemente VII il 19 maggio del 1347, e dove sorsero le prime congregazioni intitolate al Santo, formate da avvocati e magistrati. Il culto si diffuse in tutta Europa e a esso si collegò la formazione di congregazioni di avvocati, che ebbero statuti diversi ma furono accomunate dall'esercizio della difesa gratuita dei poveri, una categoria sociale in forte espansione nel passaggio dal medioevo all'età moderna e sprovvista di tutele. In Italia la Congregazione si diffuse dopo il Concilio di Trento, allorché la Chiesa diede impulso all'associazionismo laicale. Il volume tratta della storia della Congregazione di Sant'Ivone soffermandosi sulla sua diffusione a Napoli, in quella <<Respublica dei togati>> dove fu introdotta dai padri Barnabiti nel 1607 e dove ebbe la sua massima espansione politica e culturale, tra Seicento e Settecento. Retta dal presidente del Sacro Regio Consiglio e formata dai più illustri esponenti della cultura giuridica napoletana, la Congregazione svolse, accanto all'attività istituzionale di supplenza dello Stato nella difesa dei poveri nelle cause civili, anche altre funzioni di tipo corporativo: fu a lungo organo di disciplina degli avvocati e si caricò di funzioni assistenziali per avvocati in difficoltà economiche a causa di anzianità o malattia.
Il saggio considera la crescente attenzione della storiografia giuridica verso la giurisprudenza ed individua le alcune prospettive di lavoro con una particolare attenzione alla giurisprudenza dei grandi tribunali europei dell'Europa continentale tra antico e nuovo regime.
The Liber Belial, also known as Consolatio peccatorum, the work written in 1382 by Giacomo Palladino, alias Jacopo or Jacopo da Teramo (1349–1417), was one of the most translated and printed books between the fifteenth and sixteenth centuries. In Liber Belial, the author imagined that the devils decided to bring legal action against the dispossession by Jesus Christ, when he descended into the lower world to free the patriarchs’ soul after the Resurrection. The Consolatio peccatorum presents interesting juridical content: Suffice it to say that out of a total 844 citations, 249 references (almost a third) relate to Canon Law sources (Decretum by Gratianus, Liber extra by Gregory IX, Liber Sextus by Boniface VIII, and the Clementinae) and Roman law
Il Consolato del mare nel rapporto con gli statuti marittimi delle città costiere del Mezzogiorno, in particolare con gli statuti marittimi di Trani
Il saggio triscotruisce le tormentate fasi della elaborazione della costituzione del 1815 nel crepuscolo del Regno murattiano.
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