Codici e costituzione nel crepuscolo del regno murattiano

Abstract

La riforma dei codici avviata nel 1814 e la tardiva e frettolosa elaborazione di un testo costituzionale nel 1815 furono tra gli aspetti più qualificanti della politica indipendentista e nazionale perseguita sul piano interno da Giaoacchino Murat a partire dal suo ritorno dalla rovinosa campagna di Russia. La recente pubblicazione di alcune inedite Osservazioni delle Corti del Regno sui progetti di revisione dei codici offre lo spunto per una riflessione su una breve ma intensa stagione di riforme, quando una nuova generazione di brillanti giuristi napoletani potè, per la prima volta, confrontarsi liberamente con i codici francesi ed elaborare, nei limiti imposti dal Sovrano, una costituzione liberale. I lavori per la riforma dei Codici e per la Costituzione del 1815 evidenziano peraltro un carattere comune: recuperano e valorizzano sotto il profilo politico il ruolo dei tribunali, che vengono chiamati a fare le loro Osservazioni sui codici e trovano posto, attraverso una rappresentanza delle Corti di Appello, nel Consiglio dei Notabili previsto dalla Carta murattiana.


Autore Pugliese

Tutti gli autori

  • MASTROBERTI F.

Titolo volume/Rivista

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Anno di pubblicazione

2016

ISSN

2499-4456

ISBN

9788893910477


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