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Manuela Monica Danila Massari
Ruolo
Ricercatore
Organizzazione
Università degli Studi di Bari Aldo Moro
Dipartimento
DIPARTIMENTO DI ECONOMIA, MANAGEMENT E DIRITTO DELL'IMPRESA
Area Scientifica
AREA 13 - Scienze economiche e statistiche
Settore Scientifico Disciplinare
SECS-P/11 - Economia degli Intermediari Finanziari
Settore ERC 1° livello
Non Disponibile
Settore ERC 2° livello
Non Disponibile
Settore ERC 3° livello
Non Disponibile
Il perdurare della stretta creditizia ha evidenziato la necessità di sviluppare canali di finanziamento alternativi. Tale esigenza, era emersa già prima della crisi, resa evidente dalla fragile struttura finanziaria delle imprese italiane, in particolare quelle di piccole e medie dimensioni, come noto sottopatrimonializzate ed eccessivamente dipendenti dal credito bancario.La fase di avvio dell’impresa rappresenta quella più critica per la presenza della totale incertezza del successo e dei relativi ritorni economici del progetto. In realtà, la fase di avvio può essere scissa nelle due fasi di seed financing, che è quella in cui si procede all’ideazione e allo studio della potenziale realizzazione tecnica del progetto, i cui finanziamenti sono informali e spesso rappresentati da mezzi propri, a cui segue quella della start up, caratterizzata dalla presentazione dell’idea al mercato attraverso diversi canali pubblicitari. In quest’ultima fase, come nella precedente, l’incertezza relativa alla possibilità di successo è ancora molto elevata. A differenza della fase di seed financing, invece, nella fase di start up la richiesta di capitale risulta essere maggiore, in presenza di profitti ancora nulli.Un’alternativa all’indebitamento bancario è rappresentata dal reperimento di capitale di rischio attraverso diverse forme tecniche di finanziamento, cui corrispondono differenti tipologie di operatori.
Le banche, che da sempre hanno rappresentato il principale canale di finanziamento si sono mostrate sempre più restie a erogare credito. Ciò, in seguito a numerosi fattori quali: la riduzione in corso del livello di indebitamento; i coefficienti più elevati previsti da Basilea 2 prima e Basilea 3 dopo; la richiesta di una maggiore liquidità nonché di ulteriori accantonamenti al fondo svalutazione crediti, oltre ad una minore propensione al rischio.Ne è conseguita la necessità di aprire le porte dell’economia reale a canali di finanziamento alternativi al tradizionale credito bancario. Lo stesso Governatore della Banca d’Italia in un discorso di qualche anno addietro ha evidenziato il calo del credito complessivo all’economia italiana, che ha colpito maggiormente le PMI, solitamente più rischiose rispetto a quelle di dimensioni maggiori nonché maggiormente colpite dalla crisi e dalla recessione.Il regolamento Consob n.18592/2013, adottato il 26 giugno del 2013, ha disciplinato alcuni aspetti specifici del fenomeno equity crowdfunding definendo i principali aspetti relativi alla gestione delle operazioni di raccolta e il ruolo che ciascun soggetto coinvolto deve svolgere.
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