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CARTON PACK S.R.L.
Acronimo
Non Disponibile
Partita Iva
02882070721
Codice ATECO
17.21
FABBRICAZIONE DI CARTA E DI PRODOTTI DI CARTA
Data di costituzione
Non Disponibile
Descrizione sintetica dell'oggetto sociale
Carton Pack S.r.l. risulta essere attiva dal 01/03/2000 nel settore del packaging, ovvero nella produzione di imballaggi e prodotti per il confezionamento di generi alimentari e di prodotti ortofrutticoli, con un continuo sviluppo nel mercato dell’imballaggio flessibile di prodotti alimentari.
L'innovazione nel campo dei prodotti ortofrutticoli ad alto contenuto in servizio spinge in 3 direzioni principali: differenziazione di prodotto, aumento del contenuto in servizio, aumento delle caratteristiche organolettiche e nutrizionali. Sono ancora poche le referenze sul mercato, con una totale prevalenza di prodotti orticoli a foglia. Inoltre, il contenuto in servizio, unitamente ad una maggiore shelf-life, incrementa i consumi di prodotti di V gamma. Il presente Progetto unisce 5 aziende ortofrutticole, 5 aziende fornitrici di materiali/servizi, e 4 enti di ricerca, e si propone di rispondere in maniera ampia ed articolata a queste 3 esigenze del mercato. Si articola in 8 OR con attività volte al miglioramento della qualità dei prodotti esistenti, e alla messa a punto di nuovi prodotti/tecnologie. Nel primo OR, per lo sviluppo di tecniche colturali per specie per IV gamma, saranno messi a punto protocolli di fertirrigazione per ridurre l'accumulo di nitrati e migliorare la shelf-life e la qualità. Saranno inoltre studiate tecniche per estendere i calendari produttivi. Infine saranno implementati sistemi innovativi per la gestione della produzione in serra sia in relazione ai parametri ambientali che all'irrigazione. Il secondo OR mira all'aumento di specie/varietà ad oggi usate per la IV gamma, attraverso la scelta di genotipi le cui performance (in termini fisiologici, composizionali e fisico-meccanici) siano tali da ridurre gli stress post-taglio e le cui proprietà in termini organolettici e nutrizionali rispondano alle esigenze di mercato. L'OR3 ha l'obiettivo di offrire all'industria validi strumenti per la predizione della shelf-life, basati sulla misura di un solo parametro qualitativo. Inoltre saranno messi a punto modelli di predizione del valore nutrizionale residuo, basato sulla rilevazione di parametri dell'aspetto esteriore. Nell'OR4 si studieranno le applicazioni di strutture a base di TiO2, opportunamente modificato/catalizzato, per ridurre l'etilene e la carica microbica negli ambienti di stoccaggio della materie prima e sui prodotti trasformati, con la messa a punto di materiali di rivestimento per ambienti, la realizzazione di un reattore foto-catalitico, e modificazione superficiali di materiali da imballaggio. Inoltre, sempre allo scopo di ridurre la popolazione microbica, saranno messi a punto protocolli per il trattamenti con ozono della materia prima. Lo scopo dell'OR5 è quello di sperimentare innovazioni di processo e di prodotto per il packaging. Mentre da un lato sarà ottimizzato l'uso di atmosfere non convenzionali a base di Argon e/o protossido di azoto, dall'altro saranno sviluppati campioni-prototipo di film plastici attivi (con riferimento alla riduzione dell'etilene e dei microrganismi), e di materiali biodegradabili, al fine di ridurre l'impatto ambientale. L'OR6 prevede diverse innovazioni di prodotto e di processo mentre le innovazioni di prodotto tenderanno ad associare al consumo di prodotti di IV gamma benefici funzionali con prodotti ad azione probiotica o a ridotto contenuto calorico, e ad estender il numero di prodotti disponibili in commercio, le innovazioni di processo, rivolte prevalentemente al miglioramento della qualità, consisteranno in trattamenti antimbrunenti innovativi, in sistemi rapidi per la rilevazione di patogeni, in un prototipo di sistema di asciugatura innovativo, e di un nuovo sistema di rilevazione di corpi estranei. Con l'OR7 si implementeranno tecnologie innovative per succhi/mousse ad alto valore organolettico e nutrizionale, da un lato eliminando l'intervento termico (uso di bassa temperatura e trattamenti UV-C), dall'altro utilizzando un genotipo dalle elevate caratteristiche nutraceutiche, per nuovi prodotti a base di pomodoro. Infine, l'OR8 svilupperà un sistema di disidratazione con impiego di tecniche di condizionamento ad alto rendimento energetico, che permetterà l'ottenimento di prodotti ad umidità intermedia con elevati livelli qualitativi.
L'industria agroalimentare pugliese vanta una consolidata tradizione nella produzione di formaggi freschi e latticini "tipici", caratterizzati da elevate qualità organolettiche, da una diversificazione della gamma di prodotti, da un forte legame ad antiche tradizioni cultural-gastronomiche, nonchè da un particolare appeal per il consumo alimentare di fascia alta con un elevato potenziale per i mercati nazionali ed esteri. La commercializzazione su tali mercati è, però, resa impossibile dalla rapidità dei processi di deperimento che intervengono a valle della produzione. La conservazione dei prodotti non può essere protratta per più di alcuni giorni, perché il prodotto tende a perdere consistenza nel tempo, con una progressiva degradazione delle qualità organolettiche. Una Shelf-life così breve risulta incompatibile con le reti di distribuzione a lungo raggio per i mercati internazionali nonché inadatta ai criteri logistici della grande distribuzione. Il progetto si propone di sviluppare una innovativa tecnologia di imballaggi ecocompatibili opportunamente combinati con agenti antimicrobici che consentano di rallentare i processi di deperimento ed allungare la shelf life dei formaggi freschi a pasta filata tipici dell'industria agroalimentare pugliese. Lo sviluppo di tale tecnologia consentirà la valorizzazione di questa produzioni tipiche pugliesi e la loro commercializzazione sui mercati esteri nelle fasce alte di consumo alimentare. Allo scopo sarà studiato : (i) l'impiego di materiali ecocompatibili e/o biodegradabili per la messa a punto dei sistemi di imballaggio; (ii) l'impiego in fase di confezionamento di sostanze battericide naturali, compatibili con la destinazione alimentare e capaci di abbassare la carica iniziale e la proliferazione dei microrganismi attori del processo di degradazione, (iii) l'immobilizzazione di tali agenti direttamente nei materiali di imballaggio, per realizzare un imballaggio"bioattivo" caratterizzato da una cinetica controllata di rilascio delle sostanze attive. Le cinetiche di rilascio saranno dimensionate in modo tale da mantenere la loro concentrazione in un range ottimale per conservare l'alimento senza compromettere le qualità organolettiche. L'immobilizzazione degli agenti attivi negli imballaggi sarà effettuata mediante due distinte tecnologie di processo. La prima tecnologia prevede l'impiego di processi chimici ed elettrochimici con l'inserimento degli agenti attivi direttamente nelle masse di polimero fuse da avviare ai tradizionali processi di estrusione/termoformatura degli imballi. In questo modo si punterà all'utilizzo dei normali impianti esistenti presso l'industria di produttrice degli imballi, onde consentire la massima rapidità dell'industrializzazione dei risultati della ricerca. L'altra tecnologia prevede, invece, l'impiego di processi plasmochimici altamente innovativi per l'immobilizzazione superficiale degli agenti attivi. Questa tecnologia punta ad una maggiore efficienza/efficacia dell'azione antimicrobica (essendo gli agenti presenti esclusivamente nella superficie a contatto con il liquido di governo).Le attività di progetto saranno svolte congiuntamente da un soggetto industriale di rilevante importanza sul territorio regionale (circa 180 addetti e 29M€ di fatturato) e da quattro enti di ricerca con competenze tecnico-scientifiche di livello internazionale. Le ricerche saranno sviluppate in stretta cooperazione tra i diversi soggetti, mantenendo le attività e focalizzate verso l'obiettivo finale di interesse industriale. In tal modo si collauderà il cuore operativo di un futuro network regionale di ricerca industrialeLa possibilità di industrializzare rapidamente i risultati della ricerca fanno prevedere che già nel biennio successivo al termine del progetto sarà necessario procedere con gli investimenti per la creazione di una capacità produttiva dedicata con la relativa attrazione dei capitali necessari nella Regione Puglia.
Il progetto si propone di progettare e realizzare tecnologie all'avanguardia per la ossigenazione delle acque da installare su piccole unità navali. Più in particolare, per intervenire sulle macchie a mare di origine organica non biodegradabile, si ritiene di dover attrezzare una imbarcazione antinquinamento con uno specifico impianto di ossidazione controllata basata sull'impiego dell'ozono, di cui sono ben note le proprietà come ossidante, battericida e fungicida. Per il raggiungimento di questo obiettivo, si intende preliminarmente svolgere una attività di ricerca e sviluppo riguardante le tecniche di produzione dell'ozono finalizzata a verificare l'applicabilità della tecnica 'hole-to-plate gap' in luogo della tecnica classica 'point-to-plate gap', ovvero di un'apparecchiatura di produzione dell'ozono che utilizzi una cavità corredata di controllo al posto di un elettrodo di platino.
Il programma è rivolto allo studio ed allo sviluppo della possibilità di impiego, nella produzione di vaschette e coperchi in PET termoformato ad uso agroalimentare, di film rigido in PET espanso per via fisica secondo una tecnologia di recente ideazione che consiste nello sfruttamento dell'azione di gas naturali (azoto), opportunamente introdotti nelle miscele, da filmare in sostituzione di additivi chimici espandenti a fini di miglioramento della riciclabilità e/o biodegradabilità dei prodotti finali. Allo stato dell'arte, nel settore degli imballaggi in PET, la tecnologia di espansione per via fisica del Polietilentereftalato è stata studiata relativamente di recente e risulta applicata con successo a livello industriale, nella produzione di packaging alimentare, ancora in poche fattispecie (ad oggi, soprattutto bottiglie), ed, in tutti i casi noti, a partire da materia prima completamente vergine. Una sostanziale innovazione del presente progetto risiede nella volontà di utilizzare nel processo materia prima 'seconda', cioè PET proveniente da riciclo in modo tale da apportare un contributo positivo al problema dello stoccaggio e smaltimento dei rifiuti plastici post-consumo. Le modifiche effettuate comportano, come risultato finale, innovazioni non solo di processo ma anche di prodotto; modificando l'impianto ed il ciclo di coestrusione in modo tale da renderlo adatto all'attuazione del nuovo processo di espansione fisica del PET, si ottiene infatti un film rigido decisamente più leggero di quello attualmente prodotto, ma comunque idoneo per caratteristiche meccaniche, fisiche e di processabilità, agli usi previsti.
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