Mussolini, la questione adriatica e il fallimento dell’interventismo democratico

Abstract

Nel corso della prima guerra mondiale e negli anni immediatamente successivi ad essa, la questione adriatica (vale a dire il complesso problema politico e territoriale che divise profondamente le classi dirigenti e le opinione pubbliche italiane e jugoslave) fu motivo di polemiche e incomprensioni così accese e violente, da paralizzare in parte l’azione dell’Italia in campo internazionale e da dominare a lungo il dibattito politico interno. Polemiche internazionali e lotte politiche nazionali, a cui partecipò attivamente anche il fondatore e leader del movimento fascista, Benito Mussolini, che fece della propaganda antijugoslava uno degli strumenti più efficaci per la ricerca del consenso e per la conquista del potere. Tuttavia, l’approdo di Mussolini a posizioni vicine a quelle del nazionalismo antislavo non rappresentò l’esito naturale ed inevitabile di un percorso politico lineare, quanto il progressivo aggiustamento e il graduale adattamento delle proprie convinzioni a quelli che sembravano essere i principali orientamenti dell’opinione pubblica italiana. Di fronte al successo sempre maggiore che, in termini di seguito politico, le tesi più oltranziste ed estremiste riuscivano ad ottenere, Mussolini non esitò a modificare le proprie idee favorevoli al compromesso adriatico e alla collaborazione politica ed economica con i vicini jugoslavi, in nome di un massimalismo politico e territoriale, agitato strumentalmente nel tentativo di accreditarsi come strenuo difensore degli interessi nazionali.


Autore Pugliese

Tutti gli autori

  • M. Bucarelli

Titolo volume/Rivista

NUOVA RIVISTA STORICA


Anno di pubblicazione

2011

ISSN

0029-6236

ISBN

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24/04/2018


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