Boris Vian, l’ingegnere patafisico
Abstract
La figura eclettica di Boris Vian viene rievocata in un libro dedicato agli ingegneri che furono anche scrittori (Dostoevskij, Gadda, Musil, Zamjatin) o musicisti (Xenakis). Vian, di professione ingegnere meccanico, fu scrittore prolifico impegnato in una varietà di generi letterari, drammaturgici, saggistici, oltre che promotore del fumetto e del giallo, della fantascienza e del cinema popolare come forme d’arte a pieno titolo; e fu cornettista jazz, autore di canzoni, operatore culturale a tutto tondo nel campo musicale. Il saggio riconduce interpretativamente le forme del suo eclettismo all’adesione al movimento patafisico, fondato da Alfred Jarry e animato, con Vian, da Raymond Queneau: movimento che si appellava a una “scienza delle soluzioni immaginarie” e che ammetteva quale unica ideologia quella del paradosso. Tale adesione rispecchiava perfettamente la tendenza dell’ingegnere Vian a progettare le sue creature - dalle opere d’arte ai mobili di casa - come macchine inesorabilmente proiettate verso un’ideale quarta dimensione, incuranti delle relazioni di causa ed effetto, irrisorie di ogni consequenzialità.
Autore Pugliese
Tutti gli autori
-
G. Salvatore
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Anno di pubblicazione
2012
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