Analisi dei resti ittici da alcuni contesti archeologici della Puglia di età tardo-antica e medievale

Abstract

Lo studio dei resti di pesce provenienti da cinque diversi siti pugliesi è stato effettuato su un campione relativamente ridotto, si tratta di 170 frammenti determinati, ma nonostante l’esiguità del campione si sono ottenuti dati preliminari abbastanza chiari ed omogenei su ciò che veniva consumato nell’antichità. Nel sito “Fondo Giuliano” a Vaste, nella necropoli datata al V secolo, nei riempimenti delle tombe sono stati rinvenuti molti resti di ittiofauna, associati a resti di altri animali, che denotano la pratica rituale del refrigerium, cioè il consumo di cibo nei pressi delle tombe e la loro deposizione come offerta al defunto. Da questa prima analisi si è constatato che la dieta basata sui prodotti ittici era formata prevalentemente da specie di Serranidi, pesci che vivono sia in vicinanza della costa (esemplari piccoli) sia ad elevate profondità (esemplari di grossa taglia), tra cui cernie, spigole, ma sono presenti anche pesci appartenenti ad altre famiglie, tra cui dentici, orate, e tonni, specie dalle carni saporite e pregiate.


Tutti gli autori

  • Battafarano M. , De Grossi Mazzorin J.

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2010

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