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Organizzazione Di Produttori Ortofrutticoli Gruppo Tarulli
Acronimo
Non Disponibile
Partita Iva
06478660720
Codice ATECO
01.19
COLTIVAZIONI AGRICOLE E PRODUZIONE DI PRODOTTI ANIMALI, CACCIA E SERVIZI CONNESSI
Data di costituzione
Non Disponibile
Descrizione sintetica dell'oggetto sociale
II Gruppo produce e commercializza UVA DA TAVOLA da Agricoltura Biologica di cui offre diverse varietà che si differenziano per colore, gusto, periodi di raccolta, presenza o assenza di semi, garantendo ai propri clienti UVA FRESCA per 5 mesi consecutivi. Tra LE UVE SENZA SEMI ci sono molte nuove varietà, in seguito alla sottoscrizione di contratti con diversi breeders internazionali . Il Gruppo dispone inoltre di una modernissima struttura di lavorazione della merce a Noicattaro – Bari, (collocata in un’ area famosa per l’uva da tavola) dove sono rispettate tutte le norme di autocontrollo igienico-sanitario secondo le norme dell’ultimo Reg. CE. Le moderne celle di refrigerazione permettono un rapido raffreddamento del prodotto nel rispetto assoluto della sua qualità.
Il progetto mira a sperimentare la nuova tecnica dell’insacchettamento dell’uva da tavola valutandone l’efficacia nella protezione dei grappoli, definendo materiali e modalità applicative in funzione delle varietà, valutando i possibili benefici ambientali, economici, commerciali e di sicurezza alimentare. Prove empiriche condotte in Sicilia hanno dimostrato che richiudendo i grappoli all’interno di sacchetti in carta o altro materiale, possono essere ridotti gli interventi fitosanitari, senza alterare le caratteristiche qualitative ed organolettiche dei grappoli alla raccolta. Il sacchetto dovrebbe avere la funzione di preservare i grappoli da possibili infezioni fungine e/o da infestazioni da parassiti, impedendo l’ingresso degli insetti e/o conidi e spore fungine ed evitando il contatto diretto con i prodotti fitosanitari impiegati nei vigneti ad uva da tavola, talvolta in modo cospicuo. In particolare, in vigneti coperti con teli, in cui le infezioni da peronospora sono infrequenti per la limitata bagnatura della chioma, con la tecnica dell’insacchettamento si potrebbero ridurre ulteriormente gli interventi fitosanitari, nei confronti delle altre malattie fungine quali oidio, limitando i fungicidi all’uso quasi esclusivo dello zolfo che possiede anche un azione collaterale acaricida tale da mantenere sotto la soglia di danno le popolazioni di acari. Per questa serie di motivazioni, la tecnica dell’insacchettamento, abbinata ad un disciplinare di produzione integrata in cui sia previsto un limitato impiego di prodotti fitosanitari, si avvicina notevolmente ai principi di della difesa biologica ed è perfettamente in linea con quanto previsto dalla Dir. 128/2009 recepita in Italia con il Dlgs 150/2012. Fermo restando l’assoluta necessità di sperimentare la tecnica nei nostri ambienti e con le nostre varietà, l’applicazione su scala commerciale in Spagna e Cina lascia intravedere grandi potenzialità. In Spagna la DOP Uva de Mensa Embolsada del Vinalopò interessa circa 2.000 ettari, 240 milioni di grappoli insacchettati a mano per un raccolto di 40.000 tonnellate. Le uve delle cv tardive Ideal (o Italia) e Aledo vengono imbustate a inizio luglio e restano all’interno dei sacchetti fino al confezionamento. La pratica è tradizionale ma solo recentemente, grazie all’aumentata sensibilità per gli aspetti salutistici e nutraceutici degli alimenti, ha avuto un boom commerciale tanto da indurre la Comunidad Valenciana a richiedere a Bruxelles l’ampliamento del disciplinare ad altre varietà. I principali vantaggi della tecnica sono: - uniformità del colore, per una riduzione dell'incidenza diretta del sole sulle bacche; - salubrità dei grappoli che non sono direttamente raggiunti, dai prodotti fitosanitari e concimi fogliari; - migliore conservabilità dell’uva, che viene mantenuta su pianta e colta fino a gennaio (con evidenti risparmi energetici rispetto alla conservazione in cella) e in particolare per il cenone del capodanno spagnolo, in cui è tradizione consumare 12 chicchi d'uva durante i rintocchi delle campane a mezzanotte. La tecnica si inquadra coerentemente nelle politiche agricole ed ambientali comunitarie maggiormente rispettose dell’ambiente e della sicurezza alimentare. Nonostante l’indiscutibile miglioramento delle strategie di protezione avvenuto negli ultimi anni, i rischi per la salute degli operatori e dei consumatori e l’impatto ambientale restano ancora elevati. E in regime di agricoltura biologica, le tecniche attuali non permettono un adeguato contenimento di importanti parassiti e patogeni. I costi, comunque, non proibitivi per la messa in opera del sacchetto (da evidenze sperimentali è stato rilevato un fabbisogno di lavoro è di 25-35 giornate/ettaro) potranno essere ulteriormente ammortizzati da un maggior prezzo alla vendita del nuovo prodotto. Le aziende partner potranno valutare la possibilità, alla raccolta, di allontanare il sacchettobarriera e applicare un sacchetto-confezione, adatto ad una simulazione commerciale, con delle informazioni sulla tecnica, spazio per il codice a barra, per il logo aziendale, ecc..Tra le varietà, per motivi di natura tecnico-economica e commerciale (elevata competitività dei Paesi emergenti come Egitto, Marocco, Giordania nei mesi estivi rispetto a quelli autunnali), saranno privilegiate le varietà tardive, escludendo le precoci o varietà particolarmente soggette ad acinellatura come la Victoria. Per avere un riscontro immediato sui mercati locali, saranno sottoposte a sperimentazione anche varietà tradizionali da commercializzare in filiera corta (es. Baresana).
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