Instability of Casalabate Village(Lecce, Italy): analisys of Risk Conditions.
Abstract
Il borgo di Casalabate, frazione marina di Lecce sita sulle sponde del Mar Adriatico, è stato interessato da notevoli fenomeni di dissesto con crollo di alcune abitazioni ed inagibilità di varie altre. Per indagarne le cause è stato condotto un dettagliato piano di indagini multidisciplinari,costituito da un rilievo geologico integrato dalla trivellazione di 23 sondaggi e da una indagine georadar nonché da analisi chimico-fisiche, carotaggi termosalinometrici e misure di velocità di filtrazione sulle acque di falda. Si è così potuto definire che i litotipi presenti nella maggior parte del territorio sono ascrivibili a depositi di Duna fossile, rappresentati da calcareniti irregolarmente cementate rinvenibili fino a 4-9 m sotto il livello mare, ma di qualità fisico-meccanica prevalentemente scadente e variabile dal luogo a luogo; al di sotto dei depositi dunari fossili seguono depositi francamente marini rappresentati da biocalcareniti e biocalciruditi di colore biancastro, riccamente fossilifere e irregolarmente cementate. Non sono state rilevate cavità e/o condotti riconducibili a fenomenologie di dissoluzione paracarsica, mentre sussiste un’elevata variabilità litologica, sia in senso verticale che orizzontale, dei terreni su cui poggiano le fondazioni degli edifici. Le acque sotterranee, con carichi idraulici oscillanti fra i 30 cm e gli 80 cm s.l.m., defluiscono liberamente a mare e presentano la tipica stratificazione salina degli acquiferi costieri con valori di salinità crescenti, nel giro di 5-6 m, da pochi mg a 3-4 g/l; il deflusso a mare, inoltre, esclusivamente orizzontale interessa principalmente solo alcuni livelli dunari con velocità di filtrazione,Vf , di circa 250 cm/g. Nel complesso, le indagine hanno evidenziato che, contrariamente a quanto era stato ipotizzato, i fenomeni di dissesto statico non sono imputabili al cedimento della volta di cavità ipogee, ma all’incidenza e al concorso dei seguenti fattori: le cattive e, in alcuni casi, pessime caratteristiche geotecniche dei terreni di fondazione degli edifici; la mancata preventiva caratterizzazione geotecnica degli stessi e la conseguente inadeguatezza strutturale delle tipologie di fondazione adottate; l’immissione nel sottosuolo di acque pluviali che hanno determinato il dilavamento e l’asportazione della frazione fine dei terreni di fondazione. articolo dell'autore Giuseppe Cesareo Calò - Politecnico di Bari - Dipartimento di Ingegneria delle Acque e di Chimica Fabio Macrì - Studio Geologico Macrì Ferruccio Piccinni - Politecnico di Bari - Dipartimento di Ingegneria delle Acque e di Chimica Roccaldo Tinelli - Politecnico di Bari - Dipartimento di Ingegneria delle Acque e di Chimica descrittori dell'articolo idrogeologia, rischio idrogeologico, acquiferi costieri
Autore Pugliese
Tutti gli autori
-
GIUSEPPE CESAREO CALO' , FABIO MACRI' , ALBERTO FERRUCCIO PICCINNI , ROCCALDO TINELLI
Titolo volume/Rivista
ITALIAN JOURNAL OF ENGINEERING GEOLOGY AND ENVIRONMENT
Anno di pubblicazione
2011
ISSN
1825-6635
ISBN
Non Disponibile
Numero di citazioni Wos
Nessuna citazione
Ultimo Aggiornamento Citazioni
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Numero di citazioni Scopus
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0
Ultimo Aggiornamento Citazioni
2017-04-22 03:20:59
Settori ERC
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Codici ASJC
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