Dal Mediterraneo al Black Atlantic per rileggere la modernità: un mare di Storia/storie nella narrativa disporica di Caryl Phillips

Abstract

In questo saggio viene esplorata la narrativa diasporica dello scrittore Caryl Phillips, “world writer” di origini caraibiche che rappresenta, a partire dalla sua personale biografia, una sfida alla fissità e alla chiusura di barriere ideologiche e identitarie. Nella scrittura di Phillips l’Atlantico riveste un ruolo centrale in qualità di ambito privilegiato di interrogazione e rilettura del presente da una prospettiva aperta e interlocutoria, incline all’ascolto delle storie, “storie che si intrecciano” e che esso custodisce e dissemina nei suoi “territori che si sovrappongono” (Said, 1993). Esso viene dunque sottratto alla dimensione di storia epica epurata dei suoi tratti più inquietanti, mito delle origini che ha trasformato il Middle Passage e la schiavitù in una metafora congelata nel tempo e astratta dal divenire storico. I testi dello scrittore approfondiscono la storicità dell’Atlantico e ne indagano, al fianco di quelle passate, le nuove forme di assoggettamento e schiavitù, meno palesi ma non meno inquietanti, esplorandone rotte e approdi inattesi rivelatori del nuovo ordine globalizzato.


Autore Pugliese

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  • Dolce M.R.

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2012

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