Sperimentazione e TRAsferimento di TEcniche innovative di aGricoltura conservativA


Acronimo

STRATEGA

Tipologia Ambito fonte

Regionale

Programma

DGR Puglia "Ricerca in Agricoltura" 2012-2014


Call / Bando / Intervento specifico

Avviso per Proposte proget. di Ricerca e Speriment. in Agricol.

Capofila/Coordinatore

Consiglio Per La Ricerca In Agricoltura E L'analisi Dell'economia Agraria

Soggetti Partner Pugliesi


Soggetti Partner Non Pugliesi

  • Associazione Italiana Produttori Amici Del Suolo

Referente Scientifico

Rinaldi Michele

Costo Totale del Progetto

170.000,00 €


Contributo Totale del Progetto

100.000,00 €

Data di inizio

2017

Data di fine

16/05/19


Abstract

La proposta progettuale prevede di fare conoscere e diffondere, mostrandone aspetti favorevoli ed evidenziando eventuali criticità, la semina su sodo nelle aziende agricole pugliesi. Ciò avverrà attraverso la realizzazione di prove comparative di tecniche di Agricoltura Conservativa (AC) rispetto a tecniche di Agricoltura Tradizionale (AT), in diverse aree della Regione, per convalidare risultati già accertati in prove sperimentali di lungo corso condotte dal CREA. Si effettueranno rilievi per valutare l’effetto della gestione agronomica sulla produttività del frumento duro, sulla fertilità dei suoli, sull’incremento del tasso di sostanza organica (SO) e sul contenuto di nutrienti. Nelle prove verranno poste a confronto 2 tecniche di gestione del suolo: a) non lavorazione del suolo o semina diretta tramite seminatrice da sodo (AC); b) lavorazione del suolo tramite aratura con bivomere e lavorazioni secondarie (AT); Esse saranno eseguite in aziende private della Capitanata, della Murgia e del SubAppennino Dauno, proprio per esplorare tre casi tipo di aziende cerealicole con caratteristiche e problematiche differenti. Il Soggetto promotore, il CREA con le sue strutture Pugliesi CER- Foggia e SCA-Bari coinvolte nel progetto STRATEGA, ha condotto negli ultimi 30 anni, numerose ricerche sul tema delle lavorazioni del suolo, della gestione dei residui vegetali, degli avvicendamenti colturali, consolidando così significative conoscenze e risultati nei settori dell’agronomia e dell’ambiente che sono stati conseguiti in areali strategicamente significativi della Puglia e che sono, quindi, immediatamente trasferibili. In particolare nell’ambito dell’Agricoltura Conservativa (AC) le attività svolte dal CREA-CER e CREA-SCA hanno portato a solidi risultati che mostrano come la riduzione delle lavorazioni fino alla semina diretta o su sodo (Sod Seeding o No-Tillage) del frumento duro non determina riduzioni significative della resa paragonata alla gestione convenzionale (aratura e lavorazioni di affinamento). In particolare, basati su una serie storica di 20 anni (1995-2014), i risultati del CREA-CER indicano che: - la perdita media di resa nel sodo è pari al 5%; - cumulando però gli scarti percentuali della resa su sodo rispetto al lavorato, alla fine del periodo il bilancio a favore del lavorato è solo di 1,7%, questo perché gli scarti a favore del sodo sono molto più ampi nelle annate siccitose; - alla fine dei 20 anni il suolo lavorato ha prodotto 393 kg in più di granella pari a 248 euro di produzione lorda vendibile, considerando i prezzi storici del frumento duro alla raccolta, che rapportati a valori annui, rappresentano davvero delle inezie (20 kg ha-1 e 12 € ha-1); - anche se nel sodo i costi connessi alla semina sono maggiori per il tipo di macchina seminatrice e per il trattamento erbicida di pre-semina, in generale i costi di gestione sono più bassi per l’assenza delle lavorazioni, con un risparmio di circa 40 € ha-1 per anno, maggiore nelle aree di collina e montagna dove i costi delle lavorazioni sono molto più rilevanti; - dal punto di vista della qualità della granella i risultati analitici non hanno evidenziato differenze significative tra i due percorsi agronomici. Al vantaggio economico bisogna anche aggiungere in modo più significativo i rilevanti vantaggi ambientali. Così la gestione conservativa del suolo – assenza di lavorazione, gestione dei residui colturali od uso di cover crop – ha riflessi positivi che vanno: - dalla minore erosione eolica e idrica del suolo fino alla protezione di quest’ultimo dall’irraggiamento solare, meglio se coperto da residui, prevenendo la perdita di SO specialmente con terreno lavorato nel periodo estivo; - dall’aumento della SO, maggiormente in presenza di residui colturali, dovuto alla maggiore attività microbica e alla pedofauna fino al contenimento delle perdite di acqua dal suolo per evaporazione, più significativo in presenza di residui colturali; - dal miglioramento della struttura e della resistenza dei micro-aggregati del suolo alla migliore conducibilità idraulica; - dalla minore emissione di CO2 nell’aria – minor uso di combustibili fossili e non bruciatura dei residui colturali – al potenziamento del ruolo del suolo - incremento dei processi di organicazione/umificazione – come sequestratore di CO2 dall’ambiente. Nell’ambito del Progetto EFFICOND i risultati ottenuti dal CREA-CER di Foggia in frumento duro, in una prova di avvicendamento colturale di lungo corso (dal 1991) con gestione convenzionale del suolo, hanno dimostrato dopo 16 anni che rispetto al valore iniziale di SO la perdita era: - circa 14% (-0,6 t ha-1 anno-1) nella monocoltura senza concimazione o con concimazione standard; - circa 9% nella rotazione maggese nudo-frumento-avena; - poco più del 5% (-0,2 t ha-1 anno-1) nella rotazione leguminosa-frumento-frumento; - stabile (+0,1%) solo nella rotazione maggese nudo-frumento-frumento. Nel caso dell’AC, invece, i valori di SO e azoto organico totale del suolo (0-30 cm) dopo 18 anni aumentavano significativamente rispettivamente del 15% e del 25% nel sodo in confronto al lavorato oltre a un aumento medio della biomassa microbica (µg dsDNA/g suolo) di circa 34% e incrementi delle attività enzimatiche variabili da +109% (β-glucosidasi) a +29% (esterasi). Sempre nell’ambito del Progetto EFFINCOD, il CREA-SCA ha potuto appurare in frumento duro che dopo 19 anni di applicazione senza soluzione di continuità di diversi trattamenti non si sono avuti effetti significativi sulla SO. Tuttavia le rotazioni, specialmente quella biennale frumento-leguminosa da granella vs. monocoltura di frumento, hanno mostrato una maggiore efficacia rispetto a due differenti lavorazioni (superficiale vs. convenzionale) o gestione dei residui colturali (bruciatura vs. interramento), sul contenuto di SO in generale ma poca influenza sulla frazione estratta di carbonio e sul contenuto di acidi umici e fulvici. In particolare, la monocoltura di frumento ha determinato un decremento del 5% della SO rispetto alla rotazione biennale. Nell’ambito della gestione dei residui colturali, i risultati di 32 anni di sperimentazione continua hanno evidenziato che, pur con dinamiche particolarmente lente, l’interramento dei residui di frumento può migliorare la quantità e la qualità della SO nel suolo, a patto che tale pratica sia sostenuta da un’adeguata disponibilità azotata ed idrica del suolo durante il periodo autunnale, condizioni che possono attuarsi con pratiche agronomiche mirate. In particolare, si evidenzia un più alto e significativo contenuto in acidi umici e fulvici a cui corrisponde un più alto grado di umificazione (+ 10%) rispetto alla pratica della bruciatura delle stoppie.